
Il rapporto amoroso viene spesso romanticamente inteso come una fusione, una riduzione del due all’uno, una reciproca totale trasparenza. Ma questo, ci dicono Isabella Guanzini e Silvano Petrosino, non rende affatto giustizia alla vera essenza dell’intimità, che invece nasce dall’accogliere una presenza che è irriducibilmente indisponibile. L’altro deve restare altro, mai completamente posseduto. La logica del controllo è sorpassata dalla logica dell’amore, che con discrezione entra in contatto con il segreto dell’altro e il suo incantesimo. Si stabilisce così un felice intreccio di due misteri che si toccano e si cercano dandosi spazio e costruendo non un progetto di futuro pianificato e rassicurante, ma un aprirsi insieme all’avvenire, tempo dell’avvenimento che accade senza avvisare. Una riflessione a due voci sul rispetto reciproco e sull’amabilità del segreto dell’altro che custodiscono la perenne fecondità del rapporto autentico.
Un piccolo libro che contiene una grande verità: abitati dalla malinconia, dal sentimento di un destino incombente, pensiamo alla nostra vita come a una corsa che dalla nascita ci porta verso la fine, ci sentiamo come crepuscoli che preparano il buio; e invece siamo semi, piccoli e magnifici inizi di vita. Siamo semi invece di crepuscoli. Prima uscita della collana «Soul», che intende raccogliere alcuni significativi interventi tenuti durante le varie edizioni dell’omonimo festival milanese di spiritualità, questo libro non rinuncia a riconoscere le difficoltà che affliggono la nostra vita, ma ci ricorda che, partendo dalle cose più piccole, dagli incontri più semplici, possiamo accorgerci che ogni giorno riceviamo semi e opportunità. Possiamo vederci come terra buona in cui, in silenzio e umilmente, nasce la vita.

