
Nei profondi tormenti che ad ogni istante ci portano sull'orlo dell'abisso, le nostre società spesso rifiutano con arrogante ironia di percepire il minimo chiarore proveniente dall'invisibile, scrive Catherine Chalier. Ma questo comporta l'abbandono a una visibilità soffocante, nella quale la morte di Dio non rappresenta una «buona notizia». Abbandonati alla finitudine dell'immanenza gli esseri umani si aggirano tra ansie e disperazioni, angosciati, ma ribelli alle consolazioni tradizionali. Eppure la tradizione avrebbe molti preziosi doni da offrire, se solo volessimo darle ascolto.
Dio, che è creatore delle cose visibili e invisibili, ha creato gli angeli, che hanno la funzione di essere mediatori tra la trascendenza e l'immanenza, sono inviati il cui compito infaticabile e disinteressato consiste nel tessere e mantenere vivi i legami tra ciò che è in alto e ciò che è in basso, tra il lontano e il vicino, oltre che appunto tra il visibile e l'invisibile.
In questa bella antologia di testi della letteratura ebraica classica Giovanni Lenzi ci guida con competenza tra targumin, aggadot e midrashim con lo scopo di far conoscere a un pubblico più vasto brani che sono perlopiù noti solo agli specialisti. I lettori e le lettrici vengono introdotti nel mondo angelico e potranno cosi trovare risposta a una serie di domande: quanti sono gli angeli e quali sono i loro nomi? E cosa fanno: rivelano segreti, intercedono, salvano, guariscono? Quali sono le loro diverse classi, la loro gerarchia? Qual è il loro ruolo rispetto al Messia? D'altra parte bisogna pure sapere che essi non sono solo benéfici.

