
In questo volume sono raccolti gli interventi presentati nel Convegno su "Democrazia e fascismo. A cento anni dal Congresso Ppi di Torino (1923)", che si è svolto a Roma il 10 maggio 2023 presso l’Istituito Luigi Sturzo. In occasione del Congresso nazionale del Partito celebrato a Torino nell’aprile del 1923, Sturzo, con un discorso introduttivo lucido e coraggioso, denunciò il nesso negativo che si andava stabilendo tra lo sfumare dell’identità cattolica e del «ruolo storico» del Ppi e l’opera di sgretolamento dello Stato di diritto avviata dal fascismo. Con il Congresso di Torino si chiudeva la stagione dell’impegno riformatore svolto dal Ppi dalla sua nascita. Sturzo già nel febbraio 1923, due mesi prima dell’assise torinese, nella Introduzione apposta a una raccolta di suoi discorsi, intitolata Riforma statale e indirizzi politici aveva avvertito che il Ppi aveva ormai perso la sua «ragione d’essere», quel che rimaneva e non si poteva distruggere era il «popolarismo», una vera e propria «dottrina dello Stato democratico».
"Un libro, racconta Tampone anche allievo di Sanpaolesi scomparso nel 1980, che rende omaggio alla figura più importante di studioso delle cupole in Italia. Fu proprio SanPaolesi nel 1972 a scrivere il saggio ancora attuale 'La cupola di Santa Maria del Fiore e il mausoleo di Solanieh', il primo studio che ricollegava il capolavoro del Brunelleschi all'opera di Soltanieh (= città imperiale), sulla strada da Tabriz a Teheran. È una storia affascinante quella delle analogie tra due opere apparentemente così lontane geograficamente. Il Brunelleschi non andò a vedere il mausoleo di persona ma sicuramente venne a conoscenza di questa struttura già famosa ai tempi della sua costruzione in un periodo di Intensa frequentazione di mercanti italiani nell'Impero mongolo. Le due cupole furono così ideate nello stesso tempo: 1295 la S. Maria del Fiore (la cupola fu poi effettivamente costruita dal 1420 al 1436, Architetto Filippo di Ser Brunellesco), il Mausoleo di Oljaitu Kodabendah a Soltanieh fu interamente costruito tra il 1304 e il 1312, Architetto Xaidiè Ali Shah, di Tabriz. Entrambe riprendono la remota tradizione del megalitismo europeo di costruzione di cupole senza uso di centine di cui le realizzazioni preelleniche micenee (tombe dei cosiddetti eroi omerici come Tesoro di Atreo, Tomba di Clitemnestra e altre simili), rappresentano il vertice. Infine sono entrambe sostenute da otto pilastri collegati da arconi, sono a doppio guscio e sono nervate da costoloni".

