
I quattro volumi della Storia della filosofia antica offrono il quadro critico più completo e aggiornato del pensiero filosofico e scientifico greco-romano oggi disponibile in lingua italiana. Grazie a essi è possibile apprezzare il ricco giacimento di razionalità critica, opzioni etico-politiche e prospettive teoriche che quel pensiero ha elaborato con una potenza argomentativa e una libertà intellettuale che hanno pochi paralleli nella storia della filosofia occidentale. Il pensiero filosofico tra I secolo a.C. e VI secolo d.C. è spesso associato al declino della tradizione classica, ma si tratta di un pregiudizio infondato. Il volume esamina le molteplici tradizioni filosofiche di epoca imperiale e tardo antica: quella platonica, quella aristotelica, quella cinica, la posterità delle scuole ellenistiche, la grande scienza di Galeno e Tolemeo. Ne emerge un quadro ricco e complesso di una fase cruciale, alla quale si deve la trasmissione stessa del pensiero antico alle epoche successive.
La filosofia alla fine dell'antichità (secoli III-VI d.C.) è ancora poco conosciuta fuori della cerchia degli specialisti. Tuttavia, la sua importanza fu decisiva. Plotino, Porfirio, Giamblico e Proclo diedero al pensiero antico una forma nuova, che influì in maniera determinante sulle tradizioni dei secoli a venire. Contemporaneamente, i cristiani si confrontarono con la filosofia classica, assimilando la sua eredità e trasformandola profondamente. Posta al crocevia di epoche e mondi diversi, la filosofia tardoantica segna insieme un confronto drammatico e una grandiosa trasformazione culturale. Il volume ne offre una presentazione d'insieme, che comprende tanto il contesto storico-filosofico, quanto gli aspetti speculativi e religiosi, e rende le acquisizioni della ricerca accessibili anche ai non specialisti.

