
Non esistendo una "mariologia anglicana" intesa come disciplina teologica codificata, il dato mariologico anglicano rappresenta ancora oggi un campo di studi scarsamente esplorato, eppure decisivo per comprendere le dinamiche dell'ecumenismo contemporaneo. Questo volume ripercorre sei secoli di storia, a partire dallo scisma anglicano, per indagare il ruolo della Madre di Dio nella teologia e nella spiritualità della Chiesa d'Inghilterra all'indomani della Riforma. Attraverso l'analisi di alcuni testi fondativi e liturgici - i 39 Articoli di fede, il Book of Common Prayer e il Libro delle Omelie - e il confronto con il pensiero di influenti teologi e scrittori tra il XVII e il XIX secolo, la ricerca delinea un percorso volto a chiarire la collocazione di Maria nel dibattito teologico anglicano plurisecolare. Il punto di approdo della ricerca è la Dichiarazione congiunta ARCIC di Seattle (2005), Maria: grazia e speranza in Cristo, che sancisce come la dottrina e la devozione mariana non debbano essere considerate elementi divisivi nel cammino ecumenico. Il volume offre così un contributo originale e pionieristico alla riflessione teologica, evidenziando come la figura di Maria, letta in stretta connessione con la cristologia, possa farsi luogo di convergenza e arricchimento reciproco, non solo per l'anglicanesimo, ma per tutte le tradizioni cristiane eredi della Riforma. Prefazione di Lothar Vogel. Presentazione di Fr. Stefano Cecchin.
Lettera enciclica di Paolo VI, del 1968, sulla vita umana con uno sguardo globale sull'uomo, sull'amore coniugale e la procreazione, e con particolari indicazioni riguardanti i metodi per la regolazione delle nascite. La terza parte dell'enciclica contiene alcune direttive pastorali rivolte a: pubblici poteri, uomini di scienza, sposi cristiani, medici, sacerdoti e vescovi.
Il volume affronta la questione del primato del vescovo di Roma in una prospettiva rigorosamente storico-teologica, operando una recensione ecumenica del documento Il vescovo di Roma Primato e sinodalità nei dialoghi ecumenici (2024). Il testo si articola intorno a tre nuclei fondamentali: le basi scritturistiche e storiche del primato petrino, la critica dei presupposti dogmatici del Vaticano I e la ricerca di possibili modi di esercizio del primato compatibili con le ecclesiologie ortodossa e protestante. Attorno a questi tre fuochi si sviluppa un ricco confronto a più voci - introdotto da Giacomo Canobbio - che intende aggiornare e proporre una lettura ecumenica serie e non concordista del primato, senza falsi compromessi ma riconoscendo la legittimità delle obiezioni storiche ortodosse e protestanti. Infatti, solo accogliendo la relatività del primato rispetto all'esperienza ecclesiale, si può davvero aprire il dialogo ecumenico a risultati significativi.
Questo libro offre una rilettura controcorrente e profondamente ecclesiale di San Francesco d’Assisi, restituendone il volto autentico di santo innamorato di Cristo presente nell’Eucaristia. Attraverso le fonti francescane e un commento attento e attualizzante, l’autore mostra come la spiritualità francescana sia inseparabile dalla fede nel sacramento e dal rispetto per il sacerdozio e la Chiesa. Un testo “inattuale” e per questo necessario, che invita a superare letture ideologiche e riduttive del Poverello per riscoprirne la radicale conformazione a Cristo.
A sessant'anni dalla chiusura del Vaticano II, Enrico Finotti propone una riflessione profonda che analizza l'evento conciliare da prospettive singolari e necessarie per coglierne l'autentico equilibrio. Attraverso l'esame del magistero di Giovanni XXIII e Paolo VI e della natura "pastorale" dell'assise, l'autore indaga il delicato passaggio dal rinnovamento del linguaggio alla custodia del dogma. Il testo non intende sminuire la portata del Concilio, ma analizzare criticamente quel processo che, talvolta distaccandosi dalle direttive autentiche della Chiesa, ha favorito derive secolaristiche e indisciplina. Con rigore teologico, Finotti invita a riscoprire la continuità del magistero perenne, proponendo un ritorno alla "sana dottrina" per superare le ambiguità del post-concilio. Un'opera essenziale per chi desidera comprendere il vero volto del Concilio e ritrovare il primato di Dio e del culto sacro nella vita cristiana.
Dagli anni Sessanta a oggi, l'Italia ha conosciuto un progressivo declino della cultura cristiana, che ha inciso profondamente sul tessuto sociale, familiare e politico del Paese. Questo saggio analizza il fenomeno della decristianizzazione intrecciando dati statistici, riflessioni sociologiche e riferimenti teologici e filosofici. Attraverso l'esame delle pratiche religiose, dei mutamenti culturali e delle loro conseguenze sociali, il volume offre una lettura critica e documentata di una trasformazione epocale, interrogandosi sul futuro del cristianesimo e sul ruolo della Chiesa nella società contemporanea. Prefazione di Vincenzo Paglia. Postfazione di Andrea Monda.
L'elezione di Leone XIV introduce diverse novità nella storia della Chiesa, ma una spicca su tutte: è il primo papa proveniente dagli Stati Uniti. Il suo insediamento è avvenuto nel contesto di una rottura dell'ordine internazionale liberale creato dopo la fine della Seconda guerra mondiale, che porta con sé una serie di incertezze riguardanti non solo l'asse transatlantico, ma anche i rapporti tra la Chiesa e il mondo, e all'interno della Chiesa globale. Un mutamento epocale che deriva dalla politica degli Stati Uniti di Trump e del movimento MAGA, in cui il rapporto tra religione e politica è ridefinito in una direzione diversa, se non per certi versi opposta, rispetto alla visione espressa dal magistero della Chiesa cattolica. La lezione di Agostino di fronte alla crisi dell'Impero Romano diventa per Leone XIV un modello per affrontare le tensioni interne alla Chiesa, in un mondo dove è ritornata la guerra come mezzo per la risoluzione dei conflitti tra le nazioni. A queste sfide inedite che il pontificato di Leone XIV si trova ad affrontare, e che investono l'unità della Chiesa e la pace nel mondo, si aggiunge quella rappresentata dall'intelligenza artificiale, al centro della enciclica Magnifica Humanitas, ampiamente commentata in queste pagine.
Tutti conoscono Francesco come il santo della gioia e del Cantico delle creature. Ma prima della luce, ci furono le notti. Notti di dubbio, di tentazione, di paura. Momenti in cui Francesco si sentì fragile, malato, in crisi, perfino smarrito. È proprio attraversando queste oscurità che maturò la sua fede e nacque il suo canto. Questo libro, attraverso un rigoroso confronto delle fonti storiche e un linguaggio scorrevole, racconta un Francesco diverso da quello delle immagini tradizionali: non un santo già perfetto, ma un uomo che lotta, cade interiormente, si rialza e trasforma il dolore in lode. Un viaggio intenso e sorprendente dentro l'anima di uno dei personaggi più amati della storia, che parla anche alle nostre notti di oggi.
Le Riforme, sia quella protestante sia la Controriforma cattolica, sono state per lungo tempo raccontate come storie di uomini. Ma le donne furono fondamentali nelle trasformazioni in materia di fede che ebbero luogo in Europa, e non solo. Le loro azioni e le loro idee plasmarono il cristianesimo e influenzarono le società di tutto il mondo. Merry Wiesner-Hanks esplora la storia delle donne e delle Riforme, presentando personaggi ben noti come Teresa d'Ávila, Elisabetta i e Anna Hutchinson, ma anche figure femminili meno note. Lungo il percorso, incontriamo convertite in Giappone, suore spagnole nelle Filippine e sante in Etiopia e in America. Le esperienze di monarche, madri, migranti, martiri, mistiche e missionarie rivelano che la storia delle Riforme non è più semplicemente europea, e che le donne vi hanno svolto un ruolo cruciale.
La prima enciclica di papa Leone XIV fin dal titolo - Magnifica humanitas - fa emergere la centralità della persona e dell'umanità, nel senso più pieno. E diviene fin dalle prime pagine un appello alla responsabilità personale, ecclesiale e sociale. Nel tempo che vede le nuove tecnologie intelligenti e generative diventare sempre più pervasive e influenzare i processi decisionali, l'immaginario collettivo, i sistemi di governo e le coscienze, c'è una scelta decisiva da compiere: «innalziamo una nuova torre di Babele o edifichiamo la città dove Dio e l'umanità abitano insieme»? Magnifica humanitas vede la luce nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, ma oggi non è più sufficiente ripetere i suoi insegnamenti, dice il Papa; è necessario interpretare e comprendere i progressi e le sfide del nostro tempo, e agire. Il Magistero del Papa ancora una volta sembra ribadire la centralità dell'umanità nella sua autenticità e singolarità e il dovere evangelico e morale della custodia.
Se resta chiusa su uno scaffale — o confinata nei luoghi del culto — la Bibbia rischia di diventare silenziosa. Ma la sua voce è fatta per altro: per attraversare le nostre giornate, abitare le domande, inquietare e accendere. Questo libro nasce da un'esperienza viva, intensa, capace di toccare mente e cuore: quella di una Parola che non smette di educare, orientare, accompagnare. Una Parola che non si limita a consolare, ma chiama, provoca, rimette in cammino. Attraverso alcune delle pagine più potenti dei profeti — figure antiche eppure sorprendentemente vicine — l'autore ci guida a riscoprire un messaggio che parla ancora oggi, dentro un tempo spesso affollato di rumori ma povero di voci che contano davvero. Le loro parole, messe i relazione con la vita concreta di oggi, attraversano il deserto contemporaneo e riaprono spazi di consapevolezza e di speranza. Perché nelle loro storie non c'è solo il passato: c'è anche la tua storia. Una storia che attende di essere ascoltata, riletta, e forse finalmente raccontata.

