Con questo volume inizia la pubblicazione delle conferenze inedite che padre Paolo Dall'Oglio ha pronunciato nei mesi precedenti la sua espulsione dalla Siria. Commentando la prima forma della Regola della Comunità monastica di Deir Mar Musa da lui fondata, Dall'Oglio consegna il suo testamento spirituale: un itinerario di fede personale ma anche una visione profetica sulla Chiesa e sul mondo. Una visione che apre a nuovi orizzonti: ecumenismo, fraternità tra uomini e donne, dialogo con l'Islam... tutti temi cari al magistero di papa Francesco. Prefazione di papa Francesco.
Anche quest'anno torna l'itinerario per i gruppi di spiritualità familiare. Un percorso di riflessione e approfondimento per l'anno pastorale 2023-2024 sui temi della famiglia nel mondo. Essa è chiamata ad affrontare le sfide epocali odierne che il contesto socio-ambientale pone. Viviamo nel mondo, ma non siamo del mondo e solo con la forza della fede e della parola le famiglie possono far fronte a quanto accade, non lasciandosi intrappolare dallo spirito del mondo.
In un mondo in continuo cambiamento è importante non solo saper cogliere i semi di progresso e di novità al servizio della crescita, ma anche mantenere vivi i valori fondanti la persona e l'educazione. E la Chiesa ci ricorda che la prima comunità è la famiglia, terreno ove ciascun essere umano cresce e si sviluppa. Il volume si articola in cinque capitoli che trattano dei fondamenti dell'educare, dall'infanzia alla giovinezza, e si propone di accompagnare genitori, educatori ed educatrici, insegnanti, nel loro delicato compito educativo, mediante un'"alfabetizzazione" relativa ai processi di crescita umana e dei bambini, dei ragazzi e degli adolescenti.
È un libretto di preghiera che ci aiuta a vivere la dimensione della preghiera per le persone, giovani e non, che sono in viaggio sulle strade e che purtroppo a volte restano vittime di incidenti. Introduzione del card. Angelo Comastri.
Attraverso i brani evangelici in cui si parla del rapporto tra Gesù e Pietro l'autore vive la loro dimensione attualizzandola alla luce del rapporto tra noi e Gesù. Pietro diventa quindi un compagno di strada e un maestro, che ci aiuta a vivere il rapporto con il Maestro.
Per il suo compleanno, Lupo vorrebbe organizzare una grande festa. Lupa e i suoi amici, però, sembrano poco interessati. Lupo, deluso e imbronciato, si rifugia nella foresta. Ma sta per succedere qualcosa di inaspettato... Età di lettura: da 3 anni.
A dispetto di un'ingiusta ma proverbiale fama di misoginia, il Medioevo è stato un periodo fecondo per tante donne che hanno affidato alla pagina scritta riflessioni e idee, lasciando una indelebile traccia di sé in tutti i generi letterari. Si tratta di un patrimonio di inattesa ricchezza, di letteratura a volte straordinaria e però non accolta o rimossa da un canone per lo più precluso alle presenze femminili. Letterate e scrittrici non hanno così trovato il meritato posto nei manuali e nelle sillogi delle varie letterature, e sono perciò poco note se non agli specialisti. Questa antologia racconta un Medioevo diverso. Presenta quarantacinque scrittrici - alcune ben conosciute, altre meno, altre per niente studiate - che si sono espresse nelle tante lingue dell'Europa medievale: latino, greco, italiano, francese, provenzale, medio-tedesco, ibero-romanzo, arabo, ebraico. Tutte reclamano di essere ricordate con la forza delle loro opere. I testi qui selezionati sono affidati a studiose delle specifiche letterature che li hanno commentati e corredati di nuove traduzioni. Le parole di queste donne si accordano in un coro emblematico della plurivocità di quella stagione, intorno ai suoi temi decisivi: pagine di intensa bellezza che ancora ci riguardano.
La lettura, come altre pratiche culturali, ha attraversato i secoli registrando continuità e fratture. Oggi stiamo vivendo la più radicale delle sue trasformazioni. Milioni di lettori e lettrici si aggirano sulle piattaforme e sui social network di tutto il mondo non solo per leggere i testi scritti da altri ma anche per proporre i propri, in una comunità senza confini che sta cambiando profondamente l'editoria tradizionale. Il volume offre, in una prospettiva interdisciplinare, una riflessione sui contesti storici, interpretativi, ideologici e materiali che hanno orientato e orientano, in ambito europeo, le proposte degli editori, le esperienze dei lettori e delle lettrici e la loro "appropriazione" dei libri, in un arco cronologico lungo, dalla "sete di lettura" che percorre il XVIII secolo fino alla rivoluzione digitale del nostro tempo.
Il volume propone un'introduzione rigorosa e multidisciplinare a un campo di studi in continua espansione ed evoluzione, con una prospettiva che valorizza la tradizione di studi italiana, pur collocandola nel vivace scenario internazionale. I saggi che lo compongono forniscono una mappa della "galassia" delle Digital Humanities, articolandosi in due parti: la prima si concentra su aspetti metodologici fondazionali e trasversali a tutti i saperi umanistici; la seconda presenta una serie di approfondimenti su temi di ricerca e risultati conseguiti in specifici ambiti disciplinari. Il testo, rivolto agli studenti, agli studiosi e agli operatori nei settori culturali e comunicativi, dà una visione delle possibilità offerte agli studi umanistici dalla transizione digitale. Cogliere queste opportunità permetterà di superare la fase della "difesa" di un passato glorioso per rivendicare la centralità di un sapere capace non solo di misurarsi con le sfide complesse dei tempi presenti, ma anche di contribuire alle prospettive di quelli avvenire.
In questo libro lo studio del comportamento e del simbolismo rituale sono usati come chiave per comprendere la struttura e i processi sociali. Turner guarda al rituale come a un meccanismo sociale per accostarsi a problemi sociali reali e mostra come l'analisi del processo rituale fornisca la possibilità di approfondire la struttura e la trasformazione di gruppi e società in molti luoghi e periodi dell'esperienza umana. L'originalità e l'importanza del Processo rituale apparirà chiara a studenti e scienziati che si occupano di antropologia, di religioni comparate e pensiero sociale e a tutti coloro che hanno interesse per la natura e il significato del comportamento rituale e simbolico. Vi si attua l'acquisizione e il deciso superamento, in direzione più integralmente umana, dei risultati delle ricerche strutturaliste, in un contesto culturale ricchissimo e vivace, aperto alle più varie intuizioni interdisciplinari.
Venezia. Nel più rinomato caffè di San Marco una elegante anziana signora incontra l'avvocato Ridolfi, un giovane dal fare astuto, anche se alcuni dettagli del suo abbigliamento denunciano scarsa affermazione professionale. La signora è una vedova molto ricca e altrettanto cinica, indifferente alle sirene del conformismo. Tra i due si stringe un accordo. Rita, la nipote della vedova, ed Enrico, chirurgo in carriera, sono in viaggio di nozze a Rodi, allora italiana: siamo nel 1938, nei giorni del Trattato di Monaco. Li avvicina un sedicente generale di nome Costantini, che comunica a Rita l'improvvisa morte della nonna, dicendo di averla sposata poco prima che si spegnesse e consegnando alla nipote un testamento che la rende unica erede di una immensa fortuna. Ma il testamento include una clausola capestro, dove si insinua l'avvocato Ridolfi, che fa la sua comparsa a Rodi con una proposta tanto ambigua quanto minacciosa. Tra i quattro, sullo sfondo mondano e corrotto dell'isola levantina, inizia un carosello di mosse e contromosse, che include il ricatto e un incombente delitto: un gioco in cui uno solo potrebbe vincere tutto. Il mistero da Rodi ritorna infine a Venezia, dove i personaggi, messi in scena con piglio umoristico e a tratti satirico, lo condurranno a soluzione. Anche in questo libro Andrea Molesini - autore di Non tutti i bastardi sono di Vienna e di Il rogo della Repubblica - sceglie la via del romanzo storico per raccontare torbide relazioni familiari e intrecci criminali, invitando il lettore a esplorare il passato per interrogare il presente.
L'autore, dopo aver definito la nozione di carattere nazionale, ripercorre le varie interpretazioni - spesso non prive di pregiudizi e stereotipi - che sono state enucleate sulla forma mentis dell'italiano medio, soprattutto dagli innumerevoli cultori del Grand Tour nella Penisola. Con approccio scevro da valutazioni morali, prova poi a delineare una propria congettura, una ipotesi di spiegazione dell'"essere italiano". Secondo questa ipotesi, è connaturata nel modus agendi italico - come precipitato e frutto di secoli di storia - una spiccata e prevalente predisposizione per il momento esterno, esteriore, estetico, epiteliale dell'agire, a discapito dell'interiorità, della profondità e dell'introspezione riflessiva che conducono inevitabilmente all'inquietudine del vivere. Nell'italiano, il profilo superficiale, ciò che si vede ed è visto dagli altri, è comunque predominante rispetto alla modalità più incentrata sul fare e sul reale. Il sembrare fa premio sull'essere. L'autore poi esamina come tale paradigma comportamentale si riverberi in 5 fondamentali "settori" dell'esistenza: la famiglia, la strada, la religione, politica, la guerra.