L'incontro tra il buddhismo zen e l'Occidente, la missione del primo patriarca zen giunto in Europa, la pratica vivente della meditazione nella testimonianza del primo successore del m. Deshimaru alla guida della scuola Soto zen in occidente.
Il "De mortalitate" è un trattato in forma di esortazione pastorale scritto nella congiuntura di una terribile pestilenza che ha decimato la popolazione dell'Africa settentrionale alla metà del III secolo. Il vescovo Cipriano adotta diversi strumenti espressivi, come l'efficace descrizione dei sintomi della malattia e l'incessante citazione di diversi passi della Sacra Scrittura, per confortare i lettori, renderli saldi nella fede e convincerli che l'epidemia, come tutte le avversità che si incontrano nell'esistenza, non è altro che una prova di fede, forse la più dura per le conseguenze, e che la condizione mortale dell'uomo è soltanto un indizio del fatto che questa vita deve essere considerata la trepida attesa della vita vera promessa da Cristo.
Probabilmente accadde davvero: nella Polonia del '39, un disperato quanto solidale esodo di bambini rimasti soli, in cerca di un luogo di pace. Polacchi, tedeschi, ebrei, nessuna differenza tra loro. Sorelle come madri, piccoli ladri di fattorie deserte, ragazzini come maestri; un primo amore che cerca di nascere. E con loro anche un cane che per pietà hanno sfamato: insieme, come un unico corpo sottoposto alla prova della guerra. Brecht racconta un'infanzia orfana, di genitori, di riferimenti, di luoghi, di strade da percorrere. Un'infanzia affamata, in viaggio per la costruzione di una comunità fondata sui legami forti, sugli affetti, sulla solidarietà. L'infanzia come vittima prima e principale di ogni guerra. Età di lettura: da 8 anni.
In una grotta, nell'impervia Gola della Notte, vive un uomo. È solo, conosce i segreti indicibili delle montagne, percepisce lo scorrere impetuoso del tempo in cui tutto cambia e sembra immobile. È in armonia con il creato, ma ha paura dei suoi simili e del Male che li domina. A valle, gli abitanti del paese lo aspettano da sempre, gli portano noci e pane fragrante fino all'ingresso del suo giaciglio di pietra. Dopo lunghi anni, un Angelo Invisibile lo spinge all'incontro.
«Se proprio dovessi, sceglierei la Tasmania. Ha buone riserve di acqua dolce, si trova in uno stato democratico e non ospita predatori per l'uomo. Non è troppo piccola ma è comunque un'isola, quindi facile da difendere. Perché ci sarà da difendersi, mi creda». "Tasmania" è un romanzo sul futuro. Il futuro che temiamo e desideriamo, quello che non avremo, che possiamo cambiare, che stiamo costruendo. La paura e la sorpresa di perdere il controllo sono il sentimento del nostro tempo, e la voce calda di Paolo Giordano sa raccontarlo come nessun'altra. Ci ritroviamo tutti in questo romanzo sensibilissimo, vivo, contemporaneo. Perché ognuno cerca la sua Tasmania: un luogo in cui, semplicemente, sia possibile salvarsi. Ci sono momenti in cui tutto cambia. Succede una cosa, scatta un clic, e il fiume in cui siamo immersi da sempre prende a scorrere in un'altra direzione. La chiamiamo crisi. Il protagonista di questo romanzo è un giovane uomo attento e vibratile, pensava che la scienza gli avrebbe fornito tutte le risposte ma si ritrova davanti un muro di domande. Con lui ci sono Lorenza che sa aspettare, Novelli che studia la forma delle nuvole, Karol che ha trovato Dio dove non lo stava cercando, Curzia che smania, Giulio che non sa come parlare a suo figlio. La crisi di cui racconta questo romanzo non è solo quella di una coppia, forse è quella di una generazione, sicuramente la crisi del mondo che conosciamo - e del nostro pianeta. La magia di "Tasmania", la forza con cui ci chiama a ogni pagina, è la rifrazione naturale fra ciò che accade fuori e dentro di noi. Così persino il fantasma della bomba atomica, che il protagonista studia e ricostruisce, diventa un esorcismo: l'apocalisse è in questo nostro dibattersi, e nei movimenti incontrollabili del cuore. Raccogliendo il testimone dei grandi scrittori scienziati del Novecento italiano, Paolo Giordano si spinge nei territori più interessanti del romanzo europeo di questi anni, per approdare con felicità e leggerezza in un luogo tutto suo, dove poter giocare con i nascondimenti e la rivelazione di sé, scendere a patti con i propri demoni e attraversare la paura.
Le idee non stanno ferme. Le grandi idee, i grandi principi, le visioni del mondo hanno sempre delle radici, come le piante. Ma, diversamente dalle piante, raramente restano dove sono nate. Le idee si muovono, cambiano habitat, come uccelli di passo. È quel che è successo a tre grandi ideali della sinistra: difesa dei deboli, libertà di pensiero, cultura come via privilegiata verso l'eguaglianza. Oggi queste idee, che hanno fatto la storia della sinistra, non abitano più lì. Alcune vagano senza meta, altre si sono posate sulla destra. A vagare senza meta è soprattutto l'idea gramsciana della cultura alta come strumento di emancipazione dei ceti popolari, un'idea ancora viva ai tempi di Togliatti, ma completamente sopraffatta da mezzo secolo di riforme dell'istruzione, che - abbassando la qualità degli studi - hanno finito per bloccare l'ascensore sociale. A posarsi sulla destra, invece, sono state la difesa della libertà di pensiero, contro l'adesione acritica della sinistra al politicamente corretto, e la difesa dei deboli, contro l'incapacità di ascoltare la domanda di protezione dei ceti popolari. Attraverso un nuovo modello interpretativo, la dottrina delle tre società, Ricolfi individua con precisione chi sono i deboli oggi, e ricostruisce il lungo processo che ha portato la destra e la sinistra a scambiarsi le rispettive basi sociali, determinando una vera e propria mutazione del sistema politico. E azzarda l'ipotesi che sia un'eccessiva celebrazione del progresso ad accecare i progressisti, incapaci di vederne anche i lati oscuri, le falle che alimentano una nuova disperazione sociale, di cui sarebbe bene invece intercettare il grido.
Un nome unisce nonna e nipote. Ma forse anche un destino perché la vecchia Zora fu coinvolta in un omicidio... "La marescialla" è una grande epopea famigliare che unisce Italia e Balcani. La slovena Zora conobbe il futuro marito, il professore di radiologia Del Buono, alla fine della Prima guerra mondiale. Lo seguì a Bari dove vissero, entrambi comunisti e politicamente impegnati. È l'epoca del Fascismo, è un tempo di guerre e violenze e la straordinaria figura di questa donna - ammiratrice di Tito - lascia un segno su tutti quelli che la circondano. Un romanzo che non è solo il ritratto coinvolgente di una figura indimenticabile ma anche affresco del Novecento. In un monologo finale, la vecchia Zora racconta fino in fondo la sua storia, una storia di amore, lotte, odio e tradimento.
Messaggi celesti e attualità
“Ho promesso una grande ricompensa”
di Cristina Mantero
nel mondo del mistero
Il Purgatorio esiste?
di Giuseppe Portale
speciale purgatorio
Maria Simma e le anime del Purgatorio
di don Marcello Stanzione
speciale purgatorio
Il Padre Nostro di santa Mechtilde per le anime del Purgatorio
uomini e donne di fede
Alberto Michelotti e Carlo Grisolia. Vivere insieme in Dio
del prof. Francesco Guarino
apparizioni
Le prime apparizioni di Malé e come appare la Vergine
le interviste
La Madonna dell’Albero, intervista alla veggente Tina – seconda parte
di Enrico De Dominicis
miracoli
Miracoli della Medaglia Miracolosa nel mondo
MESSAGGI
Avvicinatevi al confessionale / Dovete fare il bene / Accettate con amore le difficoltà / Si chiedeva perdono per tutte le nazioni / I Caini diventeranno degli Abele / Solo Io posso darvi la pace / Siate gioiosi cercatori di Dio / Gabriele arcangelo risponde ai lettori / Pregate per la conversione / Credete al mio amore/ Gesù conosce i vostri fallimenti / Percorrete la via della santità / Siate luce per coloro che vivono ancora nelle tenebre
preghiere e devozioni
Coroncina aurea della Regina dell’Amore di Lussinpiccolo
mistici
Nazareth. Vita umana e divina della Sacra Famiglia
Come vista dalla mistica francese Rosa
santi e angeli
Sant’Angelo da Gerusalemme: il santo nutrito dagli angeli con la santa eucarestia
di Michele Pio Cardone
approfondimenti
Nel mistero del Cuore Immacolato di Maria
di Ugo Sauro
santuario dello scoglio
“Dio non abbandona l’uomo peccatore”
Evangelizzazione di Fratel Cosimo Fragomeni
di Teresa Peronace
profezie
Perché non credere alle profezie mariane?
di Giorgio il Legionario
Marisa guarda con sgomento la classifica dei libri più venduti. In cima c'è il romanzo che ha tra le mani. L'ha sfogliato e ha riconosciuto ogni pagina, ogni riga, ogni vocabolo. Quello è il libro che ha pubblicato vent'anni prima, solo che ora il nome dell'autore in copertina è un altro e lei non sa chi sia. Qualcuno ha copiato il suo romanzo. Marisa non sa che fare perché non può dimostrare che si tratti della stessa storia scritta con le stesse parole. Non può farlo perché quando ha pubblicato il suo esordio è stato un totale fallimento e ne ha distrutto ogni copia, ogni file. Invece ora qualcuno con quello stesso libro sta avendo successo. È in vetta alle classifiche. Marisa non ha idea di come sia potuto accadere, ma deve vendicarsi. Anche se non ha le prove non può permettere che questo plagio vada avanti. Ricorda perfettamente come funziona il mondo editoriale, ne conosce tutte le leggi. Deve solo provare ad entrarci in qualche modo, nessuno si ricorderà di lei. E deve riuscire ad avvicinare l'autore dell'imbroglio. Basterà giocare sulle sue ossessioni di scrittore, che lei conosce bene, per portarlo alla verità. Basterà far vacillare le certezze della sua creatività per ottenere quello che vuole. Un piccolo peccato solo per amore della giustizia. Anche se questo forse vuol dire riprendere in mano una penna e tornare a scrivere. Tornare nel regno di quel sogno che si è infranto tanti anni prima. Quello che l'ha fatta soffrire e ha cambiato la sua vita. Un romanzo non è finito fino a quando non si trova il giusto finale. Più è sconcertante, più è misterioso, più il lettore amerà leggerlo. E lo scrittore scriverlo. Ma non sempre è così.
«...il Mediterraneo è un crocevia antichissimo. Da millenni tutto vi confluisce, complicandone e arricchendone la storia» Fernand Braudel Il Mediterraneo è il cuore incandescente di un unico vitale continente afro-euro-asiatico, l'epicentro della grande storia che qui transita e da qui scaturisce, il luogo in cui si è concentrato per alcuni millenni il mondo immaginabile. Come comprendere quella straordinaria «pianura fluida» che è il Mare Nostrum? Mettendosi sulle tracce delle civiltà sepolte? Ripercorrendo il vagare di eroi erranti come Ulisse, Enea o i viaggi dei pellegrini verso la Terrasanta? Interrogando gli strati e i substrati archeologici? Abbracciandone il paesaggio oppure lasciandosi abbacinare dai capolavori artistici? Il racconto mai concluso di una storia millenaria, unica e imprescindibile, fatta di guerre e convivenze, scambi e antagonismi, invasioni e diaspore, ibridazione ininterrotta di saperi, miti, leggende, manufatti, nel coesistere di culture religiose ora dialoganti ora in conflitto. Il ritratto in movimento di una civiltà e del suo mare.