È soltanto grazie alla cultura che la persona può raggiungere la pienezza della propria vita. La cultura è il mezzo attraverso il quale l'uomo può sviluppare e affinare le proprie capacità e rendere più "umana" la propria vita sociale, nel pubblico e nel privato. Per questo motivo venne inserita tra le grandi questioni contemporanee che i padri conciliari decisero di approfondire ("Gaudium et Spes", 53-62). Fabio Marchese Ragona, vaticanista, riflette su quelle che si possono definire le tre parole chiave capaci di affrontare l'argomento in uno spirito costruttivo: dialogo, annuncio ed evangelizzazione. Parole che accompagnano l'intero documento, per esporre a credenti e non credenti il ruolo che la Chiesa intende svolgere nel mondo.
I principi fondamentali espressi dalla "Gaudium et Spes" riconoscono la centralità della persona nella missione divina a favore del mondo. Questa visione richiede strutture economiche e sociali che assicurino quanto il benessere umano sia al cuore del progresso tecnologico. La Chiesa insegna che i cristiani hanno una responsabilità personale nel partecipare alle attività che sostengono lo sviluppo socio-economico della società. Ognuno deve impegnarsi per la giustizia sociale ed esprimere la carità e solidarietà verso tutti. Nonostante la semplicità delle nostre azioni, ciascuno può contribuire molto alla prosperità del genere umano e alla pace del mondo.
La Chiesa non esiste per se stessa, ma è tesa a comunicare il vangelo e dare speranza, camminando a fianco della comunità umana e ascoltando tutti. Suo compito è contribuire a far crescere la società, mantenendo saldo il vangelo di Cristo. Dentro a questa visione, si inseriscono i numeri di "Gaudium et Spes" dedicati alla politica. Concetti quali democrazia, laicità, comunità civile, pluralismo e valori non negoziabili, seppur non esplicitamente affrontati nel Concilio, in realtà trovano in questa costituzione dei riferimenti per il dibattito attuale e per la presenza dei cattolici in politica. Emerge una visione antropologica dei nostri giorni con la quale confrontarsi, perché pone grandi e sempre nuove sfide alla comunità politica.
Questo volume affronta il delicato tema del dialogo della Chiesa con la società odierna e il progresso che in essa viene inseguito. La storia degli ultimi anni ha messo in crisi la fede nel progresso. E, al posto di questa profezia fallace, il cristiano è chiamato a porre al centro la speranza, poiché non sono la scienza o il progresso che redimono l'uomo, bensì l'amore. Come affermò Paolo VI, «per la Chiesa cattolica nessuno è estraneo, nessuno è escluso, nessuno è lontano». Il Concilio ha presentato il dialogo come strumento principale e stile caratteristico del rapporto della Chiesa con il mondo contemporaneo. È un compito arduo che ha bisogno dell'impegno comune di tutti i credenti che desiderano un mondo più fraterno e solidale. È soltanto attraverso il dialogo, la comprensione, la diffusione della cultura della tolleranza e dell'accettazione dell'altro che può sorgere una giusta convivenza tra le persone. Completa il volume l'appendice che contiene i numeri della "Gaudium et Spes" relativi al dialogo della Chiesa con la società odierna.
Il 25 ottobre 1962 alla Radio Vaticana, San Giovanni XXIII si rivolgeva «a tutti gli uomini di buona volontà», dicendo che «alla Chiesa sta a cuore più di ogni altra cosa la pace e la fraternità tra gli uomini; ed essa opera senza stancarsi mai, a consolidare questi beni». Servono quindi dei "facilitatori", veri "operatori di pace" che riescano a operare per mettere da parte il ricatto della guerra in favore di scelte più alte, realmente al servizio dell'umanità. A questo richiama anche la "Gaudium et Spes" al capitolo V. Con tante testimonianze contemporanee di veri "artigiani della pace", Nina Fabrizio, giornalista, in queste pagine presenta uomini e donne che, rispondendo alla voce della coscienza, hanno deciso di non seguire percorsi di distruzione ma sentieri di pace, anche pagando un prezzo molto alto.
Per diversi mesi padre Frédéric Manns ha tenuto una rubrica settimanale su L'Osservatore romano intitolata «I Racconti della domenica», molto seguita e apprezzata anche da Papa Francesco. In questa rubrica, che qui viene raccolta in un volume, con la sua sapienza biblica e teologica padre Manns ha raccontato personaggi e vicende della Bibbia, mostrandone la ricchezza religiosa, umana e teologica, insieme ai rimandi letterari di ieri e di oggi. Un piccolo capolavoro di teologia biblica che restituisce al lettore la ricchezza sempre inesauribile della Sacra Scrittura, raccontata di nuovo da un biblista che per decenni ha insegnato e predicato in Terra Santa.
Gli Ispettori della Guida Michelin hanno percorso le strade d'Italia alla ricerca dei migliori ristoranti. Quest'anno scoprirete oltre 1900 indirizzi e più di 160 novità, per vivere un'esperienza unica per tutti i palati e tutte le tasche, dall'ottimo rapporto qualità-prezzo dei Bib Gourmand alle sontuose tavole degli stellati. Se il tema della sostenibilità vi sta a cuore, cercate la Stella Verde, che indica i locali particolarmente impegnati in favore di una gastronomia sostenibile. E per scoprire il backstage del lavoro degli Ispettori, cos'è la Stella Verde o i migliori ristoranti tematici delle grandi città sfogliate le pagine del Magazine inserito per la prima volta nella guida! Buon Viaggio con la Guida Michelin!
Il tema del rapporto con lo straniero continua ad essere di scottante attualità. Cosa ci dice la Bibbia al riguardo? Il credente nella Bibbia è sempre uno straniero. Abramo viene da un'altra terra e Dio gli chiede di diventare un pellegrino; anche il popolo che da lui discende continuerà a essere un popolo di stranieri: prima nella vicenda dei patriarchi, poi emigrando in Egitto, nuovamente durante l'esilio in Babilonia. Anche nel momento in cui il popolo conquisterà la terra, dovrà ritenerla sempre e solo un dono, non un possesso. La testimonianza di Marco fa percepire la tensione fra Israele e le genti: Gesù si dedica anzitutto al popolo ebraico e solo a un certo punto va verso gli stranieri - i gentili - offrendo loro il pane della salvezza. Cosa significa tutto questo per noi cristiani di oggi?
Il giorno dopo il Grande incendio, Roma offre uno spettacolo di desolazione e distruzione. Tutto è irriconoscibile: gli edifici collassati sono diventati grandi ammassi di macerie, le strade e i vicoli ora sono degli avvallamenti, mentre nell'aria aleggia un acre odore di bruciato. Molti hanno perso tutto ciò che avevano e i campi per gli sfollati diventano la loro unica casa. Tutti guardano all'imperatore per ripartire, aspettano la sua guida per andare verso il futuro. Ma lui non è né un conquistatore di terre come Cesare, né un costruttore di imperi come Augusto. Dalle ceneri di Roma, Nerone emergerà come il Joker della Storia... Intrecciando fonti storiche, dati archeologici e studi moderni, Alberto Angela ne ricostruisce la vita e indaga i suoi diversi aspetti umani, fatti di debolezze, passioni e follie. Quella che emerge è la figura di un artista poliedrico (cantante, musicista, poeta e attore), un audace auriga, un amante appassionato, un raffinato collezionista d'arte... Ma al contempo un abile negoziatore, un cinico assassino e un feroce repressore, come dimostra la persecuzione dei cristiani incolpati di aver causato proprio il Grande incendio, il fil rouge di questa Trilogia di Nerone. Il racconto ci permetterà di capire come un singolo momento del passato abbia plasmato il nostro mondo attuale. Se quella notte del 18 luglio del 64 d.C. non fosse caduta una lucerna accesa in un magazzino sotto le arcate del Circo Massimo, cosa ci sarebbe scritto oggi sui libri di storia? Senza la conseguente crocifissione di san Pietro, quale sarebbe stato il percorso del cristianesimo? Nella Roma odierna ci sarebbero il Colosseo e tutti i meravigliosi monumenti che ancora oggi possiamo visitare? Un'indagine meticolosa, originale e affascinante che offre una chiave di lettura nuova su Nerone, il suo impero e ciò che ci ha lasciato in eredità. All'interno del volume un'illustrazione inedita realizzata da Milo Manara, che ha voluto rappresentare Nerone seguendo le parole di Alberto Angela.
Questo libro fa conoscere una donna unica; vissuta tra la fine del XIII e l'inizio del XIV secolo, risulta modernissima e vicina all'uomo di oggi. Margherita nasce cieca e con una grave menomazione fisica, come se non bastasse viene abbandonata dai genitori. Non si dispera, come chiunque avrebbe fatto, ma si abbandona a Dio e scopre che... Gesù la ama così com'è! Inondata da meravigliosi doni mistici, diventa un punto di riferimento per tutta la sua città e rifugio sicuro per chiunque abbia bisogno di una parola buona. Mauro Papalini, in un libro ricco di precisi riferimenti storici, ci presenta santa Margherita della Metola o da Città di Castello in tutta la sua bellezza. Nella seconda parte del libro le preghiere aprono un dialogo diretto con lei per chiedere il suo sostegno e la sua intercessione.
L'autore spalanca le porte al Natale e traccia - come sottolinea Mauro Meruzzi nella sua prefazione - la connessione tra Natale e Pasqua, tra nascita, morte e risurrezione di Cristo. Tutto è connesso, ogni elemento rimanda a ogni altro. La lettura del libro di Vozza diventa così meditazione guidata dei misteri dell'esistenza umana. Un libro dunque da meditare; semplice e allo stesso tempo profondo, radicato nella tradizione e aperto alla novità.