Il volume ripropone gli atti del convegno "La funzione e il ruolo del laico nella Chiesa e nel mondo", nel pensiero di don Divo Barsotti, organizzato a pochi mesi dalla scomparsa del sacerdote toscano, avvenuta il 15 febbraio 2006. Gli interventi di Caffarra, Prosperi, Radice, Invernizzi e Negri ci mostrano l'attualità della riflessione di Barsotti; il suo rapporto con i testi conciliari e il magistero di Giovanni Paolo Il; i punti di contatto con un'altra grande figura della Chiesa contemporanea, Luigi Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione.
Argomento del libro è il Padre nostro. Questa preghiera è esaminata dall'autrice C. Uguccioni attraverso un'intervista alle seguenti personalità: Maria Ignazia Angelini, Luigi Ciotti, Angelo Comastri, Rinaldo Fabris, Pierangelo Sequeri.Le interviste sono accompagnate da brani - riguardanti la preghiera e il Padre nostro - di diversi autori, antichi e moderni, fra i quali: Agostino d'Ippona, Teresa di Lisieux, Dietrich Bonhoeffer, Carlo Maria Martini, David Maria Turoldo, Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta. Molti i temi che emergono dalle interviste e dai brani: il rapporto del credente con Gesù e i fratelli, la paternità di Dio, la misericordia e il perdono divino e umano, la preghiera con la sua bellezza e le sue fatiche, il problema del male, l'esperienza della prova di fede e della tentazione, l'equa distribuzione dei beni, l'impegno del cristiano nella società.
Apparso per la prima volta nelle edizioni La Locusta di Vicenza nel 1978, il volume è una analisi dell’ultima proposizione del Simbolo della nostra fede: Credo la vita eterna.
Le dodici riflessioni proposte da Padre Divo Barsotti sulla vita eterna prendono l’avvio dall’atmosfera liturgica della festa dei Santi (1° novembre) e dalla Commemorazione dei defunti (2 novembre) e lo scopo è quello di rispondere alla domanda: “Che cosa crediamo quando diciamo di credere alla vita eterna?”.
La fede nella vita eterna è fondamentale: secondo don Divo, infatti, tutto il contenuto centrale del Nuovo Testamento è concentrato in questo articolo di fede.
Un classico della spiritualità contemporanea.
Divo Barsotti (Palaia, 1914 – Firenze, 2006), pochi anni dopo l’ordinazione sacerdotale, per interessamento di Giorgio La Pira si trasferì a Firenze, dove iniziò la sua attività di predicatore e di scrittore. Ai nostri giorni è unanimemente riconosciuto come mistico, e come uno degli scrittori di spiritualità più importanti del secolo appena trascorso. La sua produzione letteraria è notevolissima: più di 150 libri, molti dei quali tradotti in lingue straniere, e diverse centinaia di articoli presso quotidiani e riviste di spiritualità. Ha scritto commenti alla Sacra Scrittura, studi su vite di santi, opere di spiritualità, diari e poesie. Tra i suoi testi più importanti: Il Mistero cristiano nell’anno liturgico, Il Signore è uno, Meditazioni sull’Esodo, La teologia spirituale di San Giovanni della Croce, La religione di Giacomo Leopardi, La fuga immobile. Ha fondato la “Comunità dei figli di Dio”, famiglia religiosa di monaci, formata da laici consacrati che vivono nel mondo e religiosi che vivono in case di vita comune; in tutto, circa duemila persone. Vicino alla sensibilità del Cristianesimo orientale, Barsotti ha, tra gli altri, anche il merito di avere fatto conoscere in Italia figure di santi della Russia quali Sergio di Radonez, Serafino di Sarov, Silvano del Monte Athos, con il suo lavoro Cristianesimo russo. Ha insegnato teologia per più di trent’anni presso la Facoltà teologica di Firenze e ha vinto diversi premi letterari come scrittore religioso.
L'intenzione del libro non e ispirare che cosa sia il tempo. La questione invece e: come possiamo vivere nel tempo ed essere tuttavia sostenuti dall'eternita?
A vent'anni dalla sua scomparsa, viene riproposto un testo di don Luigi Serenth, che fu rettore maggiore del Seminario di Milano e appassionato educatore dei giovani. Si tratta di un'introduzione alla fede cristiana, che non ha la pretesa esaustiva di un trattato teologico. Si vuole, invece, ricercare i motivi del credere, per dare ragione di una speranza messa sovente a dura prova.
La speranza cristiana trasfigura l'attesa e promette un Regno alla comunità dei testimoni. Ci sono molti modi di incontrarsi sulla via della speranza. Il libro ne suggerisce alcuni, sulla base di tre approcci, dentro i quali affiorano tracce di un futuro diverso: l'analisi culturale, l'impegno pastorale, il racconto di esperienze di vita quotidiana. Sperare è riconoscere che il cielo e la terra si toccano; e il cielo è credibile quando illumina, promuove e riscatta la terra, non quando la demonizza, la dimentica o l'abbandona a se stessa.
Che cosa significa la famosa frase di Dostoevskij "la bellezza salverà il mondo?", e perché all'inizio la teologia era legata all'arte? In un mondo in cui l'arte e la bellezza stanno prepotentemente tornando di moda, anche a livello teologico, senza talvolta coglierne il nesso organico con il tutto della vita cristiana e quindi scadendo in una sorta di estetismo, una serie di articoli sulla bellezza, l'arte, la creatività artistica, le icone che introducono in una visione del mondo dove la realtà visibile, le immagini e i concetti diventano trasparenti ad una realtà superiore.
Indice: La bellezza salverà il mondo * La creatività artistica nell’origine
dell’icona secondo S. Frank e P. Florenskij * Teologia e poesia * Estetica * L’icona, manifestazione del mondo spirituale * L’aspetto liturgico sacrale dell’immagine nell’Oriente Cristiano * L’icona * Alcune considerazioni sulla teologia dell’icona * La bellezza, via al Volto trasfigurato * Il volto di Cristo sulle icone russe * L’icona del Cristo trasfigurato * Teologia dell’iconografia mariana * L’ecclesiologia di un’icona russa * Gesù Cristo “Uomo dei dolori” nell’arte iconografica orientale e occidentale * Motivi apocalittici in Andrej Tarkovskij * Lo sfondo religioso del cinema di Tarkovskij.