L'Astroteschio è la nave pirata spaziale più sgangherata dell'universo e la sua ciurma non è da meno. Bullonerotto si scorda di chiudere i boccaporti e fa cadere i tesori nello spazio, Pilascarica è sempre stanco e si addormenta anche in battaglia, Garzasecca è così distratta da amputare piedi e mani sbagliate. Ma questi sono solo alcuni dei pirati di Capitan Cratere, un capitano dai brufoli scoppiettanti quanto le sue pistole laser e disposto a tutto pur di vincere qualche battaglia, anche a caricare la fornace della propria nave di carbone melmoso facendo trasformare l'Astroteschio in un vero e proprio mostro contaminato... ma i mostri vogliono essere sfamati continuamente e il prezzo da pagare per tali vittorie sarà davvero molto alto. Età di lettura: da 7 anni.
È un libretto di preghiera che ci aiuta a vivere la dimensione della preghiera per le persone, giovani e non, che sono in viaggio sulle strade e che purtroppo a volte restano vittime di incidenti. Introduzione del card. Angelo Comastri.
Attraverso i brani evangelici in cui si parla del rapporto tra Gesù e Pietro l'autore vive la loro dimensione attualizzandola alla luce del rapporto tra noi e Gesù. Pietro diventa quindi un compagno di strada e un maestro, che ci aiuta a vivere il rapporto con il Maestro.
Un libro documentato, che nasce nell'ambito di un convegno internazionale. In un presente di guerre diffuse, un libro per trovare strategie di pace Per i credenti, per scoprire aspetti inediti della figura di Gesù secondo i vangeli. Per laici, per scoprire le tecniche di azione nonviolenta di Gesù nel suo tempo "Un testo che ci guida alla scoperta della figura di Gesù come operatore di pace nonviolento. Un uomo che insegna come prevenire e arrestare la violenza, in modo effettivo e creativo. Il libro esplora anche gli atti di resistenza civile di Gesù, le sue azioni di riconciliazione e i suoi interventi in difesa degli innocenti. La sua cura per costruire una comunità nonviolenta e la sua scelta di vivere, appieno e fino alla fine, una vita nonviolenta può essere di grande ispirazione nel tempo complesso che viviamo, non solo per i cristiani".
Jean-Marie Kerwich è zingaro e poeta. Zingaro perché libero, ha girato il mondo senza vederne confini, così come senza porsi confini ha spaziato nella poesia. Una poesia che non ha chiuso dentro schemi preco- stituiti, dentro generi letterari. Lui percorre la cosiddetta prosa poetica. Il libro errante è una raccolta di impressioni, di pensieri ingenui, commoventi.
La scrittura di Kerwich è stata paragonata a quella di San Francesco. Un elogio per tutte le creature e il rispetto per ogni cosa su questa terra: dalla piccola pozzanghera, al vento che soffia libero, all’ombra di un albero che ripara e ristora. In questo libro c’è tutto quello che la vita ci offre. Nel bene e nel male, nel brutto e nel bello. Il “libro errante” è testimone del nostro tempo e lo scrive: dal vagabondo che scalda una scatoletta di fagioli, all’erba che spunta dalle crepe del cemento.
Un altro libro su Papa Francesco tra i tantissimi pubblicati in questi primi dieci anni del suo pontificato? Che cosa può dire di nuovo? Molto, se è scritto da un autore che in poche pagine riesce a riassumere i fatti salienti della sua vita e a dare la chiave di lettura dei suoi primi dieci anni di attività come Pastore e Guida della Chiesa. Ed è ciò che è riuscito a raccontare l’autore offrendo una lettura lucida e profonda delle scelte operate e delle riforme avviate dal papa che non ti aspetti, venuto da lontano, quasi alla fine del mondo. Una guida che aiuta a far luce anche sulle critiche immeritate che arrivano da alcuni suoi avversari iper-tradizionalisti.
Il 15 maggio 1981 si compivano novant'anni dalla pubblicazione dell'enciclica Rerum Novarum di Leone XIII. Per questa occasione Giovanni Paolo II vuole dedicare questo nuovo documento proprio al lavoro umano e all'uomo nel vasto contesto di questa realtà che è il lavoro. La situazione generale dell'uomo nel mondo contemporaneo, diagnosticata e analizzata nei vari aspetti geografici, di cultura e di civiltà, esige che si scoprano i nuovi significati del lavoro umano, e che si formulino altresì, i nuovi compiti che in questo settore sono posti di fronte a ogni uomo, alla famiglia, alle singole Nazioni, a tutto il genere umano, alla chiesa stessa.
Un agile volume rivolto ai fedeli che raccoglie: tutte le preghiere comuni (Padre nostro, Ave, o Maria, Angelo di Dio); le Verità principali della fede cristiana; le Norme fondamentali di vita cristiana; il compendio del Catechismo di Pio X.
Nonostante il celebre esempio plutarchiano, la «biografia parallela» è un genere poco frequentato dalla storiografia, e soprattutto da quella moderna. Eppure esso si rivela estremamente fecondo nelle mani di uno studioso quale Alan Bullock, in cerca di un quadro di riferimento per avviare una disamina incrociata dei due sistemi di potere, staliniano e nazista, che, se a prima vista sembrano «inconciliabilmente ostili», mostrano in realtà svariati elementi comuni. «La loro apparizione contemporanea e la loro interazione mi apparivano il tratto più nuovo e sconvolgente della storia europea della prima metà del XX secolo, le cui conseguenze hanno a lungo dominato anche la seconda» scrive Bullock. E quel quadro di riferimento è appunto lo studio comparato delle vite dei due dittatori, Hitler e Stalin, ricostruite cronologicamente in parallelo. L'autore esamina e confronta il Partito Nazionalsocialista e il PCUS, gli stati di polizia tedesco e sovietico, le scelte dei due «Signori della Guerra», senza trascurare l'indagine psicologica, laddove essa possa contribuire a una migliore comprensione dei personaggi. Il libro estrapola così gli elementi-chiave delle due esperienze - rivoluzione, dittatura, ideologia, diplomazia, guerra -, mettendoli in relazione con le personalità dei due uomini responsabili di avere dato al Novecento l'impronta di una ferocia che non va dimenticata.
Dio è la nostra innocenza indifesa che chiede di essere soccorsa. È questa la provocatoria premessa a partire dalla quale si sviluppano le riflessioni e i dialoghi di Roberto Gagno in questo suo nuovo, coraggioso, esercizio di coscienza che prosegue il racconto avviato con Itinerario (2006). Il quale è soprattutto un viaggio verso casa, nel quale il lavoro di introspezione si intreccia con quello di osservazione della realtà che ci circonda, e ci fa dono di aforismi folgoranti e indimenticabili: saper amare è la cosa più difficile, ma è la sola su cui poter contare. Un percorso che ha un duplice obiettivo, grazie al quale il narratore “salva”, a un tempo, la storia e l'eterno: giungere con l'aiuto di Dio alla liberazione dal male che ci assedia, ma anche e soprattutto attingere con entusiasmo e fecondità alla gioia dell’amore di Dio che ci avvolge.