Tabù, contaminazione, sacrifici e sacerdozio al tempo dei cristiani: Origene commenta per la prima volta il Levitico. Il volume è il secondo ed ultimo dei due dedicati alle "Omelie sul Levitico di Origene", 16 discorsi pronunciati dal Maestro alessandrino a Cesarea di Palestina dopo il 245 e a noi giunti nella traduzione di Rufino del 400-404. Esso contiene traduzione e commento storico-filologico delle omelie 8-16 e dei Selecta in Leviticum, frammenti del Commento a scolii sul Levitico di Origene, di cui abbiamo notizia da Girolamo, qui per la prima volta in versione italiana. I frammenti sono stati posti a confronto con il testo rufiniano, in modo da valutare le modifiche e inserzioni ascrivibili a Rufino e quelle, del commento scolastico sul Levitico.
L'opera più importante di don Julio Meinvielle tradotta in italiano in versione integrale, senza censure e fedele in tutto all'originale spagnolo. Questo libro si propone di dimostrare come nel corso della storia vi siano due soli atteggiamenti di vita e di pensiero: uno, quello cattolico, che è la tradizione ricevuta da Dio tramite Adamo, Mosè e Gesù Cristo, il cui insuperato espositore è stato S. Tommaso d'Aquino; l'altro, quello gnostico e cabalistico, che alimenta gli errori dei popoli: quelli pagani, quelli che apostatarono dal primo ebraismo e persino quelli che abiurarono il cristianesimo, così come accade in particolar modo nel mondo moderno. La tradizione perversa prende origine da quella buona, corrotta dalla malizia dell'uomo. La grande tentazione gnostica del "sarete come dèi" attecchisce nel genere umano e lo conduce alla perdizione. È il Mistero della redenzione, che sebbene abbia un frutto esclusivamente salvifico non si compie se non per l'intervento delle due forze - le cattive e le buone. Un libro da studiare profondamente per capire quale sia la vera natura dei mali che ci circondano.
"Per teologia della perfezione intendiamo quella parte della Teologia che, basandosi sui princìpi della rivelazione divina e sulla esperienza dei santi, studia l'organismo della vita soprannaturale, spiega le leggi del suo progresso e del suo sviluppo, e descrive il processo che seguono le anime dagli inizi della vita cristiana fino al vertice della perfezione.
(.) Suo oggetto e suo fine è di esporre la dottrina della perfezione in tutta la sua ampiezza ed estensione. Sebbene la nostra scienza si occupi anche dei mezzi per raggiungere la perfezione, è evidente che i mezzi sono specificati dal fine. La santità è quindi il risultato dell'azione di Dio e della libera cooperazione dell'uomo. (.) Tutti potremo giungere a queste altezze. Questo ideale sublime di perfezione e di santità è aperto a tutte le anime in grazia. La frase del Signore siate perfetti come è perfetto il vostro Padre celeste (Mat.5,48) è rivolta a tutti senza eccezione. Per negare la chiamata universale alla mistica dovremmo negare la chiamata universal alla perfezione. Se Dio non vuole che tutti siamo perfetti, è evidente che non vuole neppure che siamo tutti mistici. Ma se la chiamata alla perfezione è universale come ormai proclamano tutte le scuole senza eccezione bisogna dire che la chiamata alla mistica è anche universale. Alla luce dei princìpi del Dottore angelico dimostreremo che l'ascetica e la mistica non costituiscono due vie indipendenti che conducono ognuna a suo modo fino alle vette della perfezione cristiana, ma solo due tappe di un'unica via di perfezione, che tutti devono percorrere per gradi sempre più intensi fino a raggiungere la santità. (...) Questa dottrina, piena di luce e di armonia, restituisce alla vita cristiana tutta la grandezza e la sublimità."
Questa Teologia biblica di Paul Beauchamp (1924-2001) rimane, a venticinque anni dalla morte, un segnavia insuperabile per comprendere la lezione, in gran parte ancora inascoltata, del gesuita francese, forse il biblista più geniale del XX secolo. In questo breve contributo, Beauchamp rende conto della teologia biblica in generale, ma in particolare della sua teologia biblica, che aveva già preso forma e prometteva ulteriori sviluppi. Il risultato è uno scritto agile, dal linguaggio molto denso, ma capace di restituire, in una sintesi illuminante, tutte le grandi direttive da lui toccate nei due tomi successivi del suo opera maggiore e, più in generale, nella sua produzione. L’opera è impreziosita da un ampio Invito alla lettura, a cura del biblista milanese Matteo Crimella, per offrire a un vasto pubblico, non solo di specialisti, le chiavi interpretative corrette per accedere a questo tesoro ancora tutto da scoprire.
Il cardinale Wyszynski è riconosciuto come il baluardo della fede di fronte al dilagare dei regimi fascista e comunista nella Polonia del XX secolo. Ha affidato la sua nazione alla Madonna, favorendo così, secondo molti osservatori, l'ascesa al soglio petrino del santo papa polacco Giovanni Paolo II (1978-2005) che a lui guardava come padre e maestro. Il volume contiene 366 fra aforismi e pensieri del beato primate di Polonia tratti da testi, discorsi, omelie, lezioni, che ne fanno emergere la capacità di leggere profonde verità di fede anche nelle comuni vicende del quotidiano. Il testo è suddiviso in due parti: la prima riguarda la vita umana e la seconda la vita spirituale; a loro volta le due parti sono raggruppate per tematiche. Da queste pagine può scaturire un giudizio cristiano sulla realtà nel solco di un grande Santo del nostro tempo.
Cardine e fulcro dell'interpretazione cristiana della realtà non sono le istituzioni ecclesiastiche, le dottrine e le norme etiche, e nemmeno la Bibbia e i sacramenti, ma una figura storica, un uomo vissuto duemila anni fa: Gesù di Nazaret. In lui, come dice il dogma cristologico, Dio si è fatto uomo. Quest'idea, tuttavia, suscita molti interrogativi, non solo per gli uomini di oggi. Il presente saggio delinea la lotta della chiesa antica per formulare una più profonda comprensione dell'incarnazione e aiuta a coglierne la rilevanza attuale. L'esposizione offerta da Franz Dünzl dimostra in molti punti con quale perizia egli si sia mosso, pur nel quadro della storia della chiesa, esplorando questioni esistenziali. In quelle vicende si alternano tesi e antitesi, trionfo ed esilio, slancio e disfatta: ogni compromesso per il quale si è combattuto viene di lì a poco rimesso in discussione, richiedendo ulteriori approfondimenti. E questo rende plasticamente tangibile quale abisso intellettuale e spirituale ci sfidi ad affrontare la convinzione di fede che Dio si è fatto uomo.
Testo classico della letteratura patristica. Affronta temi etici e spirituali di grande respiro come l’esercizio della virtù, della libertà, il piacere fisico e psichico, il piacere mondano e spirituale, la liberazione dalle schiavitù terrene, il superamento del matrimonio tramite la via superiore della verginità. È anche un documento chiave nella comprensione dei rapporti tra fede e ragione. In particolare Gregorio sviluppa con grande originalità temi filosofici propri della tradizione platonica in chiave cristiana. È la prima edizione italiana con testo greco a fronte. Introduzione, traduzione e note di Daniele Iezzi.
Come i gesuiti hanno deviato dalla linea del loro santo fondatore Ignazio di Loyola per diventare la testa di ponte del modernismo nella Chiesa.
Il Dizionario di Teologia dommatica curato dal cardinal Pietro Parente e dal grande teologo monsignor Antonio Piolanti è un piccolo miracolo, un capolavoro di precisione e sintesi di duemila anni di teologia, storia, dommatica e morale racchiusi in una selezione accuratissima di centinaia di voci, che spaziano dai misteri più alti del cristianesimo alle sue più evidenti verità.
L’anima di quest’opera – pubblicata nel 1943 e che conobbe quattro edizioni, l’ultima delle quali nel 1957 – trae la sua ispirazione infallibile dalla Sapienza Evangelica, da quella dei coraggiosi Padri, da quella chiara, equilibrata e profonda di San Tommaso (a cui tutte le voci sono ispirate). Inoltre trae la sua forza dal magistero infallibile della Chiesa nei suoi Concili più rappresentativi: Nicea I (325), Costantinopoli I (381), Trento (1545-63), Vaticano I (1869-70) e dalle più grandi Encicliche dei Papi (in particolare quelle di Pio IX, Leone XIII, Pio X, Pio XI e Pio XII).
La concentrazione di questi imperituri elementi dell’operato umano sotto l’impulso della Grazia, sapientemente stilati in questo Dizionario, ha condotto ad un risultato di eccezionale valore.
Con le sue centinaia di voci ben organizzate, di grande precisione dottrinale e di eccezionale chiarezza espositiva, il Dizionario è utile per indagare le realtà profonde dell’ordine naturale (creazione) e quelle dell’ordine soprannaturale. Esso inoltre ripercorre, con un italiano perfetto, fatto di singole, concise, sobrie, semplici e brevi frasi la storia della Chiesa e le lotte condotte contro le eresie in campo teologico e filosofico. Mette ordine nelle voci riguardanti l’indefettibilità della Chiesa, il Magistero, i Sacramenti e il Corpo Mistico di Cristo, le quali dissipano, se studiate a fondo e senza paraocchi, gli equivoci che si son creati sulla natura della Chiesa anche in campo tradizionalista.
In tempi di modernismo redivivo e imperante, il “Dizionario Parente-Piolanti-Garofalo”, allineato con la perfetta ortodossia e con la migliore tradizione, vuole essere una guida attuale e sicura sul terreno storico, filosofico e dommatico contro le tendenze inquietanti della Nouvelle théologie.
Questo strumento di precisione millimetrica rappresenta un’arma imprescindibile per il cattolico. Un’arma per l’intelletto, nel combattimento dell’errore, e un’arma per lo spirito, nel conoscere – per amare – i doni di Dio.
Essendo poi il pregio fondamentale di questo Dizionario la sua grande accessibilità – avendo i suoi tre benemeriti autori lavorato per anni al fine di trascrivere in linguaggio intelligibile, per ogni persona di una certa cultura, l’alto e trascendente contenuto della filosofia e della teologia cattolica – se ne consiglia la lettura assidua ai laici (anche ai giovani) come ai consacrati.
Che cosa dicono oggi la biologia e le neuroscienze sull’essere umano - e quale eco trovano queste scoperte nella parola dei vangeli? In questo libro Thierry Magnin conduce un dialogo franco e meditativo tra scienze della vita e visione cristiana dell’uomo: dalla plasticità cerebrale all’epigenetica, dalla genesi della coscienza ai limiti dei bias cognitivi, fino alle pratiche del discernimento spirituale. Si tratta di un lavoro molto articolato, denso e ricco di riferimenti teologici, scientifici, filosofici, e spirituali, dal taglio meditativo e dialogico. Non è un trattato neutro né una difesa aprioristica della fede: è un viaggio critico e contemplativo che mette in risonanza dati empirici ed esperienza religiosa, per rispondere a una domanda semplice e centrale: come possiamo diventare più vivi? Rivolto a scienziati, teologi, operatori pastorali e a tutti coloro che cercano senso in un’epoca di tecnoscienze e incertezze, questo libro offre strumenti per comprendere meglio la nostra apertura al mondo e per orientare responsabilmente scelte personali e collettive. Grazie al suo approccio rigoroso ma accessibile, Magnin mostra che la ricerca scientifica e la parola di vita del vangelo possono, insieme, illuminare la dignità dell’uomo incarnato.
n questo libro Bruno Forte riflette sul dono della fede, per farne conoscere la forza e la dolcezza a tutti, in particolare ai giovani che hanno la vita davanti a sé e possono darle il senso e il sapore che la rendono meravigliosa.
«Cerco, il dono va chiesto, cercato, a volte invocato partendo da situazioni di dolore e di sconforto: non è però un premio, dato solo a chi lo meriti, ma un’offerta d’amore che Dio fa a chi gli apra con fiducia il cuore».
La proposta è scandita in due parti: nella prima sono raccolte Otto lettere ai cercatori di Dio; nella seconda l’Autore risponde alle Otto domande che più spesso gli sono state rivolte sul tema. Senza alcuna pretesa di spiegare tutto, egli intende porre interrogativi che contano ed offrire piste che aiutino a pensare. Si tratta di questioni vere e profonde, che emergono quando ci si mette in reciproco ascolto, pronti a lasciarsi sfidare e provocare dalla libertà, dai dubbi e dai sogni degli altri, che – specialmente nei giovani – sono sempre più grandi dei corti orizzonti dei calcoli e delle paure, che tante volte dominano gli adulti.
Ermes Maria Ronchi passa in rassegna tutte le presenze di Maria nel Nuovo Testamento e le commenta in un'ottica esistenziale e spirituale. A chi apre i vangeli, Maria appare figura di frontiera: madre di cielo e di terra. Il suo cammino tocca le regioni del cielo: va dalla riflessione alla contemplazione alla dossologia. D'altro canto, il cammino della donna di Nazaret tocca anche le regioni della terra: diventa subito servizio all'uomo che rischia di smarrirsi, si fa generazione, accoglienza e cura della vita. In questa duplice dinamica, Maria diventa paradigma di apertura e porta di umanità: lei, la prima della lunga carovana dei credenti che attraversa la storia, si pone al servizio tanto della Gloria quanto della vita. Devozione a Maria non può dunque significare estetismo o sentimentalismo. Sarà invece rispetto, difesa, amore della vita. E sarà invito a denunciare tutto ciò che offusca l'immagine dii Dio, tutto ciò che attenta alla dignità di qualsiasi figlio o figlia, tutto ciò che conduce verso la diminuzione dell'umano.