L'autore approfondisce molti aspetti sul rapporto fra Gesù e sua Madre, sulla posizione di Maria nella Chiesa, e sul modo come Maria viene considerata in altre Chiese e perfino nell'Islam. Si tratta insomma di un testo abbastanza completo ed attuale, che potrà certamente aiutare molto ad entrare sempre più nel mistero della Madre di Dio.
Diverse sono le componenti che sostanziano questo nuovo Salterio del 2000 di Norberto Villa, Abate di Praglia, già intuibili dal titolo stesso: "Chi mette al mondo le gocce di rugiada?" (Gb 38,28b). Citato nella nota iniziale dell'autore, il riferimento è al viaggio compiuto dall'abate in Bangladesh (alla casa dipendente dall'Abbazia di Praglia) in un paesaggio grondante di colori, e all'incontro con Shishir, "Goccia di rugiada", nome bengalese di uno dei tre monaci benedettini. Elementi biblici e teologici, l'esperienza del viaggio nella riscoperta di un progetto umano e divino, nella rivalutazione del creato come colore-bellezza-vita si fondono in un colloquio intimo del poeta con Dio, gridato o sussurrato, sofferto o gioioso registrato nello schema aperto dei salmi.
Questo piccolo classico spirituale raccoglie quanto ci rimane degli scritti e dell'insegnamento di Frate Lorenzo, un autentico uomo di Dio, un umile e semplice frate converso vissuto nel diciassettesimo secolo nel monastero carmelitano di Parigi. Per lui ogni cosa, ogni posto, ogni tipo di lavoro era uguale. Interessato solo a Dio, egli Lo trovava dappertutto, sia mentre pregava sia mentre svolgeva i lavori più umili nella cucina del monastero, dove passò molti anni della sua vita. Modello di straordinaria umiltà, semplicità, pazienza e saggezza, Frate Lorenzo ha lasciato un insegnamento che per la sua estrema e divina semplicità è retaggio universale di tutta l'umanità, proprio perché il suo messaggio va a toccare direttamente il cuore dell'ascesi spirituale. Le cose più importanti per avanzare lungo il cammino spirituale per lui erano: la fede viva, la pratica della presenza di Dio e l'abbandono di sé a Dio, che va amato per amore dell'Amore. Trascorse gran parte della sua vita nell'attuale esercizio della presenza di Dio, in una comunione continua, in una conversazione intima e silenziosa con Lui.
Tutti i testi qui contenuti tracciano un'icona dell'essere, dell'agire e di alcune prospettive che connotano il vivere dell'uomo credente nella storia e nella comunità, dopo che egli ha accolto la benevola irruzione di Dio nella storia.
Dalla conversazione registrata la sera di un venerdì di settembre del 1975 a Ontignano, un annuncio del Regno di Dio intriso della novità del Vangelo insieme a una grande radicalità di fede e fedeltà alla Chiesa.
Scritto per chi soffre perché la speranza non muoia mai, anche con l'aiuto del sacramento dell'unzione dei malati.