"Dell'amicizia" (Nanchang, 1595) è la prima opera in cinese composta da Matteo Ricci. Per mezzo di essa, presentando in 100 sentenze tratte dai classici antichi il pensiero dell'Occidente sull'amicizia, Ricci intendeva mostrare che la civiltà cinese e quella europea coincidevano su temi fondamentali. L'opera stupì la Cina e conobbe un grande successo: Ricci aveva compreso che la sua missione e il tentativo di accendere il dialogo tra Oriente e Occidente potevano costruirsi unicamente sul saldo fondamento della conoscenza reciproca e dell'umana amicizia. È per questo che egli si presentò al mondo cinese stringendo in una mano il mappamondo e la geometria di Euclide, nell'altra il Dell'amicizia. In questa edizione vengono pubblicati - oltre alla ristampa fotografica dell'edizione cinese a stampa con traduzione italiana a fronte il testo autografo della redazione italiana di Ricci da poco ritrovato alla British Library di Londra.
Gesù ha insegnato ai discepoli a rivolgersi a Dio come al Padre, e la chiesa a sua volta ci ha trasmesso il Padre Nostro, preghiera che ci fa entrare nella preghiera stessa di Gesù. In essa è raccolta tutta la ricchezza liturgica della chiesa, l’intero suo patrimonio ascetico e spirituale, segno del nostro incontro con Cristo e della nostra vita in lui. Olivier Clément, teologo ortodosso, e Benoît Standaert, monaco benedettino, entrambi famosi per i loro lavori esegetici e spirituali, ma soprattutto due uomini di preghiera, animati dal medesimo Spirito: sono loro a introdurci a una lettura orante del Padre Nostro, attraverso due itinerari avvincenti per la loro forza interiore e per l’apertura del cuore che producono. Il Padre Nostro cessa di essere una semplice formula di preghiera e diventa il gemito dello Spirito in noi, la chiave di lettura dell’intera vicenda umana alla luce della volontà di Dio.
Per un rinnovamento della fede nella risurrezione
Più sperimentiamo la debolezza e la fragilità della nostra esistenza terrena, più è importante anche rinnovare in noi stessi la fede nella resurrezione. Ma se la nostra speranza si orienta verso una vita nuova in un mondo nuovo, come preparare il passaggio alla vita oltre la morte? Raggiungendo il cuore della nostra fede senza perdere di vista le domande dei nostri contemporanei, le pagine che seguono vogliono stimolare a sperare e a preparare già oggi la nostra resurrezione. Accettando di perdere la nostra vita e di accogliere dalle mani di Cristo la nostra nuova nascita, noi non saremo distolti dai nostri compiti e dalle nostre responsabilità quotidiane, ma il nostro presente sarà rinnovato.
Michel Rondet (1923), gesuita, teologo e accompagnatore spirituale, è stato formatore dei giovani gesuiti della provincia di Francia. È autore di numerosi libri di spiritualità e sulla vita religiosa, e collabora alla rivista francese Christus.
Per una comprensione spirituale ed esistenziale
del mistero centrale della fede cristiana
La ragione per riflettere sul legame tra la fede e la resurrezione di Gesù è duplice: da un lato la resurrezione è il fondamento della fede in Cristo Figlio di Dio; dall’altro lato sembra diventato molto difficile per la nostra epoca credere a questa resurrezione. Ma la fede nella resurrezione di Gesù non è il credere a un prodigio insolito o al mito di un altro mondo: è l’inserirsi in una visione di storia, è un orientamento di vita, una decisione di ogni istante, è un impegno a vivere una vita sempre nuova perché incessantemente strappata al compiacimento di sé, all’inerzia, alla sufficienza.
Joseph Moingt (Salbris 1915), gesuita, è considerato uno dei più grandi teologi francesi. Tuttora attivissimo, ha insegnato alla Facoltà dei gesuiti di Lyon-Fourvière, all’Institut catholique e al Centre Sèvres di Parigi. Dal 1968 al 1
Una raccolta di preghiere per chiunque voglia intessere con Dio un dialogo capace di abbracciare tutte le dimensioni della vita. Prefazione di S.E. Edoardo Menichelli
Si nasce dal fonte battesimale, come dice Nicola Cabasilas. Lì muore una vita e ne risorge un’altra, la vita in Cristo, che assume e trasfigura l’esistenza presente, liberandola dai determinismi dell’eredità biologica, psichica, culturale e sociale e rendendola creativa della creatività divina. Forte di questa esperienza battesimale, Olivier Clément è come assorbito da Cristo e sperimenta la verità della vita nuova, fondata nel perdono. Con ciò, diventa importante non quello che eri, ma cosa Cristo ha fatto per te e cosa tu puoi diventare in Lui. La Chiesa, la comunione delle persone, diventa così un luogo per rinascere e passare dalla frantumazione ad una unità integra dove è coinvolta tutta la persona e tutte le sue capacità di conoscere. In un graduale assorbimento di questa verità, passano gli anni di progressiva trasfigurazione della vita, del lavoro e della sua intera esistenza. Questa raccolta di articoli, in parte inediti, di Olivier Clément, vuole essere come una testimonianza al se
La Filocalia, letteralmente “amore della bellezza”, è il breviario ascetico e mistico della Chiesa d’Oriente e racchiude un patrimonio spirituale di grande valore per tutta l’umanità. Guidati dagli scritti dei Padri in essa contenuti e da voci di teologi e mistici – ortodossi e non solo – ci proponiamo di interrogarci sul valore salvifico della Bellezza come volto di Dio. La bellezza divina è un nome dimenticato, frainteso, più spesso sfigurato da caricature mondane. Attraverso l’itinerario spirituale qui proposto cercheremo di farne emergere i tratti luminosi che trovano in Cristo il punto focale e nell’uomo, restituito alla sua originaria dignità di “essere chiamato a diventare dio”, il compimento.
Massimo Bolognino (Torino, 1963) dopo gli studi classici si è dedicato all’approfondimento della mistica e della spiritualità, particolarmente dell’Oriente cristiano. Collabora a riviste specialistiche con testi sul rapporto tra estetica e teologia, sul dialogo interreligioso e su figure della teologia ortodossa quali Pavel Florenskji. Ha curato l’introduzione al volume sulla spiritualità cristiana orientale Attualità del Simbolo dell’archimandrita Silvano Livi (Franco Angeli, 2001) e tiene conferenze sui temi della mistica e della spiritualità cristiana orientale.
Il proposito di questo libro è nella linea di un semplice racconto di esperienze: raccontare i massimi raggiungimenti che il noto poema zen del contadino e il suo bue ci svela attraverso le strofe e l’ingenuità dei disegni all’inchiostro di china e, allo stesso tempo, descrivere esperienze simili nel campo della spiritualità cristiana, poiché, in definitiva, il poema del contadino, nella sua semplicità, lancia una certa sfida. In questo piano di semplice scambio non si tratterà dunque di fare un confronto teologico e neppure ecumenico strettamente parlando, ma di lanciare uno sguardo puro e limpido alle esperienze raccontate dall’una e l’altra parte. Sarà dunque il racconto di due vie, o, se volete, due avventure, ma non due vie qualsiasi: si tratta infatti di due itinerari verso il risveglio dell’uomo nuovo, che danno significato alla lunga e faticosa avventura e all’intera esistenza dei ricercatori.
Questo piccolo volume propone un viaggio inconsueto attorno e dentro alla natura, per lasciarsi stupire dalla sua grandezza e varietà. Si tratta di un viaggio che, iniziato nella prospettiva del racconto della Creazione in Genesi, suggerisce di conciliare l'esperienza della condizione moderna con l'accoglimento della bellezza e della forza della natura, spesso trasformata dall'intervento umano in paesaggio. Poesia e sociologia, sensibilità naturalistica e spiritualità si incontrano nelle pagine del volume per offrire uno sguardo originale sull'ambiente naturale, di cui oggi si percepisce più acutamente che mai il carattere fragile e prezioso.