L'opera è una analisi delle trasformazioni subite dai rapporti agrari nel mondo ellenistico-romano. Per l'autore l'istituto del colonato rappresenta una sorta di ritorno all'antico, una specie di pseudomorfosi dei rapporti agrari che Roma aveva ereditato dalle monarchie ellenistiche e che corrisponde all'immobilizzazione generale conosciuta dalla società del IV secolo d.C. La miniera di informazioni su Egitto, Asia Minore, Sicilia e Africa, unita a un'ampia e generale visione dei problemi economici animata da grande capacità di sintesi, fa di quest'opera la premessa ai capolavori rostovtzeffiani "La Storia economica e sociale dell'impero romano" e la "Storia economica e sociale del mondo ellenistico".
Un grande classico della storia del pensiero, che ha colto e indicato alla cultura dei nostri anni il volto più profondo e moderno dell'umanesimo italiano.
Nel volume l'autore dimostra che l'arte della medicina conserva una parte dell'irrazionalità dei suoi albori e dei riti magici che ne hanno caratterizzato i primi secoli. L'uomo moderno ha fiducia nell'alta tecnologia ospedaliera, ma continua a credere nelle guarigioni miracolose e le "medicine parallele" sono ancor oggi fiorenti. La storia della medicina è dunque complessa e non può che essere esaminata su tre piani: sul lungo periodo; in rapporto ai diversi contesti storici, culturali, sociali e politici; senza mai dimenticare gli uomini che l'hanno forgiata, da Ippocrate a Galeno a Pasteur, da Imhotep a Pincus a Barnard.
L'autore del saggio è laureato in Filosofia, ha svolto attività seminariale presso la cattedra di estetica dell'Università degli Studi di Perugia, è docente nei Licei e autore di diversi articoli e saggi pubblicati su diverse riviste.
Il volume ci ricorda la storia del gruppo antinazista denominato La Rosa Bianca, le cui vicende culminarono cinquant'anni fa con l'uccisione dei suoi componenti, un gruppo di universitari tedeschi che si erano opposti al regime in nome della libertà.