Guida IV anno del corso di catechesi per bambini Io sono il buon pastore". "
Cosa succede quando ti accorgi che la vita non ti rende più felice? Per quanto puoi fingere di non aver lasciato indietro te stessa? Rebecca se lo domanda spesso, perché è una delle tante donne che ha rinunciato ai suoi sogni per inseguire l'amore e sposare Giacomo. Ma perché continuare a recitare il copione della coppia perfetta, ora che Marco, loro figlio, è cresciuto e sta per trasferirsi in un'altra città? Perché non cercare di riacciuffare i propri desideri? Tommaso, invece, quasi trent'anni prima, aveva conosciuto proprio una Rebecca fatta di slanci e passioni, sicura di sé, che ascoltava musica metal e s'intrufolava nei bar chiusi di notte. Una Rebecca così distante dalla donna che è ora. Il loro è stato solo un amore estivo, poi nascosto in un cassetto. Eppure... A volte non importa quanto ti sei allontanata da te stessa, quanti compromessi hai stretto con la vita e quanti rimpianti ti pesano sul cuore. Non importa se qualche volta hai pensato che non valesse la pena di lottare per tenere viva la luce che hai dentro. Ciò che conta davvero è avere una promessa a cui aggrapparti. Un futuro da inventare. Ovunque io sia. Torno a prendermi.
È difficile trovare nel dibattito pubblico degli ultimi anni una questione più divisiva dell'accoglienza delle persone in cerca di asilo. Il tema compatta la destra su posizioni sempre più rigide di chiusura e scompagina il fronte di sinistra tra distinguo e sfumature. Intanto, la questione resta mal compresa e trattata in modo approssimativo, per non dire grossolano. In tal senso, questo libro si pone l'obiettivo di fare chiarezza, dati alla mano, distinguendo con precisione, per esempio, tra rifugiati, richiedenti asilo, immigrati, profughi - spesso definiti genericamente migranti - e illustrando chi realmente li accoglie. Affronta da un lato le politiche adottate nei loro confronti (contenimento, gestione, stentata accoglienza), approfondendo il tema cruciale dell'integrazione, in particolare nel sistema italiano; dall'altro, analizza le risposte di solidarietà verso i rifugiati provenienti dalla società civile e dal mondo del volontariato e delle ONG. Infine, tenta di delineare possibili soluzioni: il ritorno in patria dei rifugiati, la loro integrazione nel primo luogo di arrivo, il reinsediamento in un paese terzo, l'intervento delle sponsorizzazioni private e dei corridoi umanitari.
Guardare al domani attraverso le lenti della demografia: partendo dai dati dell'oggi, consapevoli di dove eravamo ieri. Così dovremmo prendere le decisioni più importanti per costruire un futuro sostenibile per la nostra società. Questo libro presenta un approccio basato sulle persone e sul tempo, e propone alcune risposte alle grandi sfide che l'Italia sta affrontando. Le lente e pur prevedibili transizioni demografi che non sono, infatti, solo destino, dalle nascite che calano ai talenti che sbocciano (oppure no, a causa di un sistema scolastico che guarda troppo al passato), dall'invecchiamento che avanza a una società che non pensa abbastanza ai giovani. La nostra rotta può cambiare velocemente verso acque migliori o verso la burrasca, a seconda di come gestiremo le sfide e le opportunità dell'immigrazione e dell'integrazione delle prime e seconde generazioni, della rivoluzione digitale e delle minacce di nuovi Cavalieri dell'Apocalisse che possono assumere le sembianze di una pandemia o di una guerra alle porte di casa, di acuti disagi sociali o di un ambiente ormai fragile. In un mondo sempre più in «permaemergenza» dobbiamo imparare a leggere e governare il cambiamento sia lento sia veloce, attraverso adeguati aggiustamenti o fondamentali riforme in materia di istruzione, immigrazione e mercato delle abitazioni per i giovani. Il tempo sul nostro orologio passa anche quando non lo tocchiamo. Possiamo però agire, spostando le lancette: oggi abbiamo molti buoni motivi per farlo.
In molti Paesi europei le piazze sono piene, le strade invase e lo spazio pubblico è un rituale che crea effervescenza collettiva, solidarietà, capacità di futuro. Una situazione impensabile in Italia, dove le pratiche associative e la partecipazione sociale non alimentano più il circuito della rappresentanza politica. La domanda di futuro rimane drammaticamente separata dalla sua offerta. La chiusura nel presente alimenta una politica della paura e della rabbia, dove conta la distanza guadagnata da chi è più debole. Occorre ricostruire la capacità collettiva di futuro nei diritti di cittadinanza, nella rappresentanza politica e nel governo dei luoghi di vita e di lavoro. Occorre fare spazio alla politica per dare voce a chi ha meno potere. Solo in questo modo i bisogni individuali diventano soluzioni universalistiche, generative di nuove forme dell'agire in comune. Un saggio originale sulla necessità di progettare un futuro condiviso a partire dagli spazi della politica e dai luoghi di vita e di lavoro delle persone.
Nel corso dell’ultimo ventennio si è assistito a una rapida espansione della consapevolezza del modo in cui la compassione modifica il cervello, il corpo, gli stati mentali e il comportamento sociale. Il volume — destinato a psicoterapeuti e clinici — presenta un’ampia rassegna del modello evoluzionistico biopsicosociale che sta alla base della Compassion Focused Therapy (CFT; Terapia focalizzata sulla compassione) e ne descrive l’applicazione a numerosi problemi, clinici e non. La CFT mette al centro del processo terapeutico l’importanza dei legami supportivi, di condivisione e di cura, con se stessi e con gli altri. Il testo esplora la compassione sotto diversi punti di vista in un’opera completa che integra neuroscienze evoluzionistiche ed efficacia clinica: contiene eccellenti strumenti per lavorare con il trauma, la vergogna, la depressione, l’ansia e potenziare le abilità cognitive complesse per affrontare la sofferenza in modo consapevole e intenzionale.
A lungo l'espressione "ecologia di Marx" è stata un ossimoro: Marx, concordavano gli interpreti, è un utopista tecnologico; promuove il dominio dell'umanità sulla natura; i suoi modelli ottocenteschi sono inadeguati per capire la catastrofe ambientale. Ma questa è una falsa convinzione legata al modo in cui Marx ci è stato consegnato - innanzitutto da Engels - e non regge alla prova dei suoi scritti, che la morte gli ha impedito di riordinare. Tra le poche voci divergenti, quella del filosofo giapponese Kohei Saito è certamente la più radicale: tornando all'opera di Marx e introducendo nuove fonti pubblicate solo di recente (i quaderni di Marx incentrati sullo studio delle scienze naturali, di cui Saito è co-curatore), può sostenere che «non è possibile comprendere tutta la portata della critica dell'economia politica» di Marx «se si ignora la sua dimensione ecologica», la contraddizione definitiva del capitalismo. La nuova lettura di Saito, autore bestseller in Giappone qui tradotto per la prima volta in italiano, fornisce il quadro teorico per una nuova stagione di impegno politico. Contro la rassegnazione per la crisi climatica e lo status quo economico, ricompone la frattura tra ambientalismo e socialismo, per porre le basi di uno stile di vita diverso e sostenibile.
Il 17 marzo 2023 la Pre-Trial Chamber II della Corte penale internazionale con sede a L'Aja ha emesso il mandato di arresto nei confronti di Vladimir Vladimirovich Putin, per i crimini di guerra di deportazione e trasferimento illegale di bambini dalle aree occupate dell'Ucraina alla Federazione Russa. Un anno prima, le immagini dell'aggressione russa all'Ucraina avevano indignato il mondo che, solo da qualche mese, stava uscendo dalla tragedia della pandemia da virus SARS COVID-19. A distanza di cento anni due eventi catastrofici, virus e guerra, sono tornati insieme a colpire il mondo, dopo che nel 1918 alla fine della Prima guerra mondiale, la grande influenza, o influenza spagnola, iniziò a circolare in alcuni paesi del mondo. Pandemia e guerra, allora come oggi, causa di innumerevoli decessi, soprattutto tra i cosiddetti giovani adulti. La ricerca "Mind The Queue! 3", sempre dedicata alla catastrofe del coronavirus e delle sue incidenze sulla società contemporanea, conclude l'approfondimento sulla pandemia, questa volta con uno studio condotto anche sulla contestuale, tragica catastrofe della guerra di aggressione russa in Ucraina, sui giovani adulti di nove Paesi del mondo: Congo, Cuba, Italia, Messico, Pakistan, Siria, Ucraina, Stati Uniti e Venezuela.
Tra le forze armate che presero parte alla Seconda guerra mondiale contro le potenze dell'Asse vi furono combattenti che avevano una chiara origine italiana, erano cioè figli di emigrati partiti dall'Italia fra Otto e Novecento. In particolare centinaia di migliaia di italoamericani vennero arruolati nella lotta contro i totalitarismi e ad essi si aggiunsero anche italo-britannici, italo-canadesi, italoaustraliani e italo-brasiliani, i quali sostennero lo sforzo bellico dei rispettivi paesi. Presenti in tutti i teatri di guerra, servirono anche in Italia, paese formalmente nemico ma col quale mantenevano ancora legami parentali e culturali. Il volume ricostruisce una storia affascinante e poco indagata dalla storiografia, narrando le vicende di uomini e donne dalla complessa identità - ma accomunati dallo stesso retaggio italiano - che contribuirono alla vittoria degli Alleati.
Marco Polo rispose: «Ogni volta che descrivo una città dico qualcosa di Venezia» Italo Calvino, Le città invisibili Sono trascorsi settecento anni dalla morte di Marco Polo. Su di lui esiste una letteratura ormai sterminata, quasi in ogni lingua, e le sue straordinarie vicende di viaggio, che spalancarono all'Europa cristiana il lontano e favoloso Oriente, sono state raccontate e ripercorse da numerosi autori. E così, in questo libro, Ermanno Orlando ribalta completamente il punto di vista e ci conduce, anche facendo tesoro delle suggestioni derivanti dalle Città invisibili di Calvino, in un viaggio nelle città che Marco ha via via attraversato. Per una volta il nostro mercante resterà sullo sfondo, lasciando che siano i luoghi a prendersi per intero la scena. Vedremo Venezia - immaginata, vissuta, lasciata e ritrovata - e poi salperemo per Trebisonda, Tabriz, Costantinopoli, San Giovanni d'Acri... E infine ritorneremo nella città continuamente cercata nelle altre e cambiata nello spazio di un viaggio che pareva infinito.
Possiamo ancora avere speranza nel passato? O nemmeno il passato è più quello di una volta? Nella società del presentismo, in un mondo in perenne accelerazione, il passato è ormai condannato a un destino di rimozione collettiva? E in che senso possiamo ancora parlare di quella tradizione europea e occidentale contro cui sempre più spesso ci si scatena? Non è certo questa la prima volta che una società si focalizza sul presente, ma oggi più che mai ci si identifica con «un immediato» che non sembra avere - né volere - un passato e un futuro. Il passato non parla più una lingua conosciuta, ma certo pone un problema che riguarda tutti noi. Senza cedere alle tentazioni della nostalgia, questo libro lo riscopre come un processo dinamico in continua negoziazione col presente. Del resto, ritornare al passato è un modo eccellente per prepararsi al futuro e cominciare a costruirlo.