Dopo aver presentato le vicende del "caso Eluana" dando informazioni di prima mano e non note al pubblico, il libro si chiede come mai il "caso" abbia assunto proporzioni tanto grandi. L'idea è che ci sia uno scontro tra due paradigmi, l'antico paradigma ippocratico e il nuovo paradigma bioetico. Alla luce di questo impianto teorico, si esaminano le ragioni a favore e contro le opposte posizioni, per mostrare che il "caso Eluana" è una breccia nell'ippocratismo analoga alla breccia di Porta Pia. Con quest'ultima è cessato il potere temporale del papa Re, fatto che ha smantellato la "sacralità della politica", così con il caso Eluana cessa il potere medico dell'ippocratismo e viene smantellata la "sacralità della vita" (biologica).
Storia dell'aborto e delle menzogne divulgate per praticarlo e farlo accettare. Un libro importante nel trentennale della legge 194. Con prefazione di Rino Cammilleri. Fin dal concepimento vi è una vita che corre verso l'avvenire: a 18 giorni iniziano i primi battiti cardiaci, ad un mese e mezzo i dtini si precisano, con le loro impronte digitali, già inconfondibili e uniche; a due mesi vi è una creatura perfettamente simile ad un grande (Eccomi qua"), che misura tre centimentri, ma ha una precisione assoluta. A tre mesi il bimbo alto circa 8 cm, vive una vita tutta sua, in stretto collegamento con quella della mamma: si sveglia se si sveglia lei, la ascolta parlare o cantare, fa le capriole, scalcia, sembra addirittura che distingua il dolce dall'amaro, che si lasci cullare dal battito del cuore della madre e che sogni... Una vita così possiamo sopprimerla? Chi e come, nella storia, ha ritenuto giusto farlo? A questa e a molte altre domande, questo libro cerca di dare una risposta. "
Le questioni emergenti dall'ambito della vita sono al centro della riflessione etica recente; non solo quelle che riguardano la vita umana e le possibilità di manipolarne l'origine e spostarne i confini, ma anche quelle che concernono il nostro rapporto con gli animali non umani e quello con l'ambiente e la vita vegetale. Le provocazioni sollevate dalle scienze negli ambiti della biomedicina, dell'etologia, della teoria evoluzionista e dell'ecologia portano, secondo molti, alla necessità di una revisione critica dei nostri modi di pensare sull'etica. Il settore dell'etica della vita è stato, più di ogni altro, al centro degli sforzi per trovare nuovi paradigmi morali, nella consapevolezza dei limiti della tradizione morale occidentale, che le nuove questioni rendono evidenti.
Sempre più spesso la cronaca riporta casi di «malasanità». Errori diagnostici, interventi mal realizzati, attese lunghissime, condizioni igieniche approssimative suscitano sdegno e sconcerto nell’opinione pubblica. E anche medici e infermieri denunciano condizioni di lavoro difficili, risorse non adeguate, stipendi non gratificanti. Tutto ciò, però, è solo la punta di un iceberg – la cura dei malati, degli anziani, dei soggetti più deboli, che è forse la questione sociale e culturale più importante dei nostri tempi.
Per molto tempo Marie de Hennezel è stata a stretto contatto con pazienti e dottori, con familiari di pazienti e infermieri, dentro ospedali, cliniche, residenze per anziani. Ha voluto toccare con mano come si vive e si lavora in questi luoghi, per capire, innanzitutto, e anche per individuare delle alternative, delle possibili soluzioni. Gli interrogativi che solleva ci riguardano tutti, come individui e come comunità: gli ospedali (e le strutture a essi assimilabili) sono ancora il luogo dove ci si prende cura di persone in difficoltà oppure sono soltanto macchine amministrative o aziende preoccupate di far quadrare i loro bilanci? I malati e le loro famiglie sono semplici utenti di un servizio o devono essere al centro di una relazione fatta di capacità di accoglienza, sensibilità, comprensione? E, infine, chi si preoccupa dei bisogni di medici e infermieri, spesso sottoposti a un severo stress emotivo?
L’ospedale, scrive la De Hennezel, ha un senso solo se non smarrisce la sua natura di luogo umano, nel quale le speranze degli uni trovano riscontro nell’impegno e nel senso di responsabilità degli altri.
L’opera presenta gli argomenti affrontati dal secondo Corso di Master in Bioetica avviato dalla Sezione Torinese della Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale. Questo secondo volume si pone, come il precedente, dalla parte della vita, ma declinandola e coniugandola con gli stili comportamentali, le fragilità umane e le sfide del Terzo Millennio nella consapevolezza che la bioetica, nata intorno all’uomo per tutelarne la dignità, si arricchisce nel tempo di ulteriori valenze. La sua natura interdisciplinare coinvolge le competenze culturali ed etiche di ogni ambito del sapere, relazionando l’uomo anche con il suo contesto sociale e ambientale.
L'avanzamento irreversibile della tecno-scienza dischiude nuove possibilità di intervento e manipolazione della vita umana e non umana con implicazioni sull'ecosistema, sulle generazioni future, sui possibili scenari della "vita artificiale". Da qui si sollevano nuovi interrogativi di natura etica e giuridica che mostrano l'esigenza ormai irrinunciabile dell'acquisizione di una coscienza critica nella civiltà tecnologica.
Un testo prezioso, che accompagna il lettore a declinare la speranza in tutti i suoi aspetti". L'Autore accosta il tema partendo dalla propria esperienza professionale, medico-specialista, nella "terapia del dolore". "