Consejos para preparar una homilía y exponerla ante los fieles con eficacia. Incluye catorce homilías de todos los tiempos.
¿Cómo preparar una homilía? ¿Cómo exponerla ante los fieles con eficacia? ¿Dónde encontrar el fundamento?
El autor acude a las grandes lecciones de retórica clásica y contemporánea y a las enseñanzas recientes del Magisterio de la Iglesia. En su segunda parte, recoge catorce homilías de todos los tiempos, con su introducción y comentarios.
Un campanello che trilla e un colpo di fucile che risuona nel silenzio operoso della tenuta Marconi di Villa Grifone, sulle colline di Pontecchio, vicino a Bologna: è il 1895 e la storia della radio inizia così. Una storia globale all'interno della quale ciascuna nazione svilupperà una propria via all'etere. Andrea Sangiovanni racconta la vicenda della radio in Italia dalle prime prove a oggi. Dalla radio fascista a quella libera, dai cavi al web, la radio ha contribuito alla costruzione dell'immagine di sé degli italiani, assecondandone ma anche stimolandone i cambiamenti. Attraverso la sua storia si compone quella in parole e musica del nostro paese, della sua identità e delle tensioni che lo hanno attraversato, fino alla continua rivoluzione digitale.
Manca ancora nel nostro mondo scolastico una concezione scientifica del ruolo che la lingua prima ha nello sviluppo cognitivo generale dell'individuo e quindi dell'importanza che l'italiano ha come disciplina trasversale per tutti gli studi. Decano della linguistica italiana, presidente onorario della Crusca e studioso tra i più noti e autorevoli, Francesco Sabatini è conosciuto e apprezzato anche dal grande pubblico grazie alla sua attività di sapiente e amabile divulgatore, oltre che di maestro esemplare di generazioni di studenti e insegnanti. Nella conversazione con Cristiana De Santis, Sabatini ripercorre le tappe di una vita straordinaria, densa di incontri, scoperte, viaggi, progetti. Prende così forma un racconto affabile della storia della nostra lingua, dai primi documenti delle origini all'italiano dell'«uso medio» e ai dibattiti recenti sulla lingua che cambia: le questioni di genere, la parola razza, gli anglismi. Un ritratto umano che intreccia più di un secolo di storia culturale del nostro paese, trasmettendo a chi legge l'entusiasmo e la fiducia nella bellezza e nella funzione civile degli studi.
È da una pagina del poeta Novalis - ricostruisce Vanessa Roghi in questa storia intellettuale (e sentimentale) di un libro rivoluzionario e del suo autore, e particolarmente della didattica dell'inventiva che ne è scaturita - che venne a Rodari l'idea della Grammatica della fantasia. Maestro di scuola, scrittore, poeta, utopista e creatore di una pedagogia poetica «per il mondo urbano e non per un'arcadia rurale che non esiste»: i capitoli su di lui di questo saggio lo ritraggono sullo sfondo delle profonde trasformazioni della società del dopoguerra e, soprattutto, nell'ottica delle grandi energie e speranze sprigionate dall'attivismo nella pedagogia internazionale. È necessario scoprire una «Fantastica» - così come esiste una logica -: una disciplina, cioè, che studi «l'arte di inventare storie», «il modo in cui le storie vengono al mondo». Il fine di questa disciplina non sarà una scienza astratta, ma principalmente il bambino e la bambina come persone attuali, presenti, né adulti futuri né generica infanzia; che sono cento capacità da non ridurre ad una; dotati di un senso della possibilità da affiancare non cancellare con il senso della realtà. Dalla lente d'ingrandimento dell'autrice emergono gli influssi culturali ricevuti e l'originalità di una formazione. Le idee vengono incrociate alle pratiche didattiche. Sono rintracciati i rimandi e i confronti con le scuole più vitali della pedagogia. Gli incontri con altri pensatori influenti. Ma è anche la qualità letteraria che viene fuori, l'instancabile lavoro sui giochi della lingua e della parola che può riferirsi a delle origini surrealiste dello scrittore in quanto tale. E poi Vanessa Roghi scova anche il Rodari più divagante: gli esercizi di allegria, le parole e il loro doppio, Pinocchio contrapposto, quanto a realismo, ai Garrone e ai Muratorino di De Amicis, le fiabe «archivio storico dei popoli», gli insiemi e la poesia, i fumetti. Un geniale, digressivo e trasgressivo fantasista che non è detto che non sia il Rodari più incantevole. «Non perché tutti siano artisti, ma perché nessuno sia schiavo».
Il 30 ottobre 1922, mentre le ultime colonne della marcia su Roma entrano in città e Mussolini presenta al re la lista dei ministri del suo primo governo, un centinaio di fascisti armati fa irruzione nel quartiere di San Lorenzo e apre il fuoco contro passanti e abitanti. È un attacco del tutto gratuito, politicamente inutile ai fini della conquista ormai avvenuta del potere, privo di qualsiasi logica, se non quella della vendetta. Gli squadristi hanno come unico obiettivo quello di punire gli abitanti di una zona della capitale in cui non sono mai riusciti a entrare e dove, quando hanno provato a farlo, sono stati sempre respinti. Ne nasce un lungo conflitto a fuoco tra camicie nere, esercito e militanti dei partiti di sinistra che lascerà sul terreno un numero imprecisato di vittime, tutte tra gli abitanti del quartiere. Il generale Pugliese darà subito ordine di trasportare i corpi al cimitero del Verano, per seppellirli «senza cerimonia funebre, per evitare nuovi disordini». In questo modo, di quei morti e della loro storia si perderà traccia e memoria. A poco più di cento anni di distanza, Gabriele Polo ricostruisce la genesi e la cronaca di quella giornata, restituendo un volto e una voce a chi ne rimase vittima e allo stesso tempo riportando alla luce, con una narrazione quasi in presa diretta, le tensioni che attraversarono quei momenti davvero fatali. Nel libro, la strage di San Lorenzo, immediatamente oscurata e rimossa, assume le caratteristiche di un episodio emblematico, nel quale è possibile ritrovare gli elementi che, da quel momento in poi, caratterizzeranno l'era fascista: la violenza, l'eversione, l'impunità e la propaganda, che trasformerà gli atti criminali di quei giorni nel mito della rivoluzione del duce. Introduzione di Giovanni De Luna. Con un testo finale di Edith Bruck sul «Dovere della memoria».
La vicenda filosofica che è stata delineata nel libro è incentrata sul trinomio di «attualismo», «problematicismo» e «metafisica» e si presta a essere narrata nella forma di un «romanzo filosofico». La trama di questo singolare romanzo sarà sviluppata intorno all'intenzione di andare oltre il problematicismo che aveva accomunato il già maturo Bontadini e l'ancora giovane Severino. Ma numerosi altri personaggi contribuiranno ad ampliarne significativamente il contenuto.
Bruno Fabio Pighin, Il nuovo sistema penale canonico: motivazioni, criteri ispiratori e principali novità del riformato Libro VI del CIC José Bernal, Los remedios penales en el Libro VI reformado Andrea D'Auria, L'imputabilità penale nel CIC '83 riformato. Alcune innovazioni Davide Cito, Le pene espiatorie nel nuovo Libro VI del Codice di Diritto Canonico Giuseppe Comotti, Decorso del tempo e funzione della pena: in margine alla disciplina della prescrizione nel nuovo Libro VI del Codex Iuris Canonici Costantino-Matteo Fabris, Effettività della pena e riparazione dello scandalo: novità e prospettive di attuazione alla luce della riforma del Libro VI del Codice di diritto canonico Pierpaolo Dal Corso, I nuovi delitti di natura economica: analisi e criticità Damián G. Astigueta, Il nuovo Libro VI e i delitti contro il VI comandamento del Decalogo Matteo Visioli, Breve nota sul falso misticismo e la sua rilevanza penale Massimo del Pozzo, La soggettività dei diritti fondamentali nelle comunità carismatiche Naonyir Sébastien Somda, La rémunération des Catéchistes Titulaires dans les Églises particulières au Burkina Faso et au Niger Utrumque ius. Intersezioni Lorenza Violini, Principio di rappresentatività, accesso al voto e sistemi elettorali in movimento. Note minime di diritto costituzionale Emile Kouveglo, Principio di rappresentatività e accesso al voto nelle associazioni dei fedeli. Profili canonistici Recensioni Eduardo Baura - Thierry Sol, Chiesa persone e diritti. Corso introduttivo al diritto canonico (Antonello Blasi) Bartosz Trojanowski, Waznosc sakramentów w kategoriach aktów prawnych, (La validità dei sacramenti nelle categorie di atti giuridici) (Krzysztof Jànzef Nykiel) Peña Carmen - Campo Ibàñez Miguel, El Derecho Canònico ante los abusos sexuales (Pierpaolo Dal Corso) Libri ricevuti.
Navigando i mari della rete siamo giunti alle porte di un mondo nuovissimo. È il continente inesplorato delle intelligenze artificiali, dei sistemi di digital twin e del deeplearning; ma è anche quello degli squilibri della società digitale. Sembrano questioni nuove, ma attanagliano da sempre lo spirito umano. Questo libro, riscoprendo l'antica forma del dialogo, ripercorre la secolare questione dei limiti e delle dismisure delle tecnologie, dei rischi dell'innovazione e della necessità di pensare un'etica per lo sviluppo. Oggi, di fronte alla potenzialità della tecnica, la responsabilità è ancor più grande.
Il volume illustra l'evoluzione della libertà religiosa in Occidente, comparando la tradizione europea con quella statunitense. Alla prospettiva storica gli autori affiancano l'analisi della giurisprudenza della Corte suprema degli Stati Uniti, della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte di Giustizia dell'Unione europea, divenute dei punti di riferimento globali per la tutela delle libertà, per poi considerare le attuali tensioni tra la libertà religiosa e i nuovi diritti sulle due sponde dell'Atlantico. Indice del volume: Prefazione. Introduzione. I. Diritti umani e libertà religiosa nella tradizione giuridica occidentale. II. La libertà religiosa nell'Occidente contemporaneo. III. Il futuro dei diritti e della libertà religiosa.
Vladimir Lenin, fondatore dell'Urss, per volontà di Stalin è stato esposto alla venerazione dei cittadini nel mausoleo della Piazza Rossa, e ha vegliato sui popoli del blocco sovietico attraverso migliaia di occhi di pietra o bronzo di altrettanti monumenti. Ma cosa è accaduto dopo il 1989? Il corpo, perduta l'aura della reliquia, è rimasto in mostra a Mosca, davanti al Cremlino, e le statue sono state in gran parte cancellate. Una vicenda esemplare per comprendere la complessità dei fenomeni iconoclastici. La pratica di tirare giù Lenin dal suo piedistallo ha riguardato tutto lo spazio post sovietico e, in Ucraina, ha assunto contorni talmente importanti da essere indicata con il termine Leninopad: il più grande movimento d'iconoclastia del Novecento, esploso prima ancora delle proteste che, più di recente, abbiamo visto in Gran Bretagna o negli Stati Uniti. A un secolo dalla morte di Lenin, Antonella Salomoni ne racconta ascesa e declino attraverso la storia del suo corpo e delle sue immagini: innalzate, rispettate e poi rimosse, distrutte, vandalizzate, reinterpretate come simbolo di sottrazione al colonialismo russo, e persino ricollocate sui piedistalli dagli occupanti durante la guerra in Ucraina. Un libro sulla memoria imposta e poi sovvertita, che va al cuore delle inquietudini del mondo contemporaneo.