Definito da Heidegger «la forza filosofica più potente della Germania, anzi, dell’Europa dei nostri giorni, se non in generale della filosofia contemporanea», Max Scheler non ebbe di certo una fortuna paragonabile a quella di Husserl né a quella dello stesso Heidegger, entrambi suoi contemporanei e insieme a lui protagonisti dell’ultima grande stagione della filosofia tedesca prima dell’avvento del nazismo. Eppure, l’impatto di Scheler sull’evoluzione interna alla riflessione filosofica su temi come l’analisi della vita emotiva, l’intersoggettività, la fondazione dell’etica, la religione, la sociologia culturale e l’antropologia è profondo e unanimemente riconosciuto. E in Italia le sue opere sono state e vengono tuttora tradotte, si pubblicano monografie e articoli e si dedicano corsi universitari al suo pensiero. Non sono mancate introduzioni italiane importanti alla figura di Scheler, ormai fuori commercio, e questo volume propone una presentazione aggiornata del suo pensiero rivolta a studenti e docenti universitari di storia della filosofia contemporanea, filosofia teoretica, filosofia morale, filosofia della religione, storia della sociologia.
La vita degli scienziati non è segnata solo da teorie ed esperimenti, ma anche e soprattutto da incontri, sogni e avvenimenti inaspettati che amplificano l’inesauribile desiderio di conoscenza da cui ogni esplorazione verso l’ignoto è animata. Antonio Ereditato, dopo aver lavorato e coordinato progetti di ricerca nei maggiori laboratori del mondo per scoprire i misteri dell’universo, ha deciso di raccogliere i frutti della sua esperienza e di raccontare cos’è la scienza, chi sono gli scienziati, quali le invenzioni più importanti del nostro tempo e le formidabili sfide che ancora ci attendono. "Lettera agli scienziati del futuro" parte dai suoi anni al CERN e ci rivela i segreti dietro la scoperta del bosone di Higgs, l’invenzione della rete internet, il funzionamento degli acceleratori e lo strano comportamento delle particelle elementari. Quello che ne viene fuori, più che la restituzione di una vicenda individuale, è il ritratto di una storia collettiva in cui l’azione di ciascuno scienziato contribuisce in piccola parte a ogni scoperta che abbiamo fatto o che faremo. Perché è su questa grande comunità di menti che poggia il futuro del nostro pianeta.
La saggezza autentica non ha età, è vivente e fresca in ogni momento, in ogni tempo e in ogni luogo si manifesti. Confrontando i testi evangelici e buddhisti, gli insegnamenti di Gesù e di Buddha vibrano all'unisono rispecchiandosi reciprocamente. Le loro parole emergono con cristallina semplicità mostrando la via d'uscita dai conflitti e dalla sofferenza individuale e collettiva. La via d'uscita - la buona novella- consiste nella scoperta dell'immenso potenziale di gioia, amore, compassione, equanimità, coraggio, che pulsa al fondo di ogni essere umano. Portare alla luce e realizzare questo potenziale significa diventare pienamente umani. Non sono insegnamenti antichi, nati in un tempo lontano, al contrario essi dialogano con la nostra esistenza proprio adesso, proprio qui. "Lasciamo che a parlarci sia l'essenza viva e palpitante che emerge dalle parole dei due Maestri, i quali innanzitutto con la loro stessa esistenza hanno mostrato la Via, lasciando indicazioni per tutti noi. Ritrovare e riscoprire le loro indicazioni liberandone la voce che ancora e sempre ci interpella - al di là delle sovrastrutture millenarie che inevitabilmente si sono frapposte - alla possibilità di un salto evolutivo verso una dimensione di vita e di coscienza che è quella che essi stessi sperimentarono: saggezza, amore, libertà dalle catene della sofferenza che caratterizza la modalità 'normale' delle nostre esistenze" (dal Prologo). Prefazione di Paolo Scquizzato.
La Roma più conosciuta e che fa parlare nel mondo è la città degli imperatori, col Pantheon, il Colosseo, le terme di Caracalla e quella rinascimentale e barocca di piazza Navona, della fontana di Trevi e delle straordinarie chiese del centro. La trimillenaria storia della città cela, però, alcune sorprese, anche in periferia. Il quartiere Primavalle è noto soprattutto per le sue vicende urbanistiche e politiche a partire dagli anni Venti del Novecento. E tuttavia il territorio su cui è sorto in epoca recente vanta un passato antico almeno quanto Roma. È delimitato a nord e sud da due importanti direttrici cioè la Trionfale e la Boccea (antica via Cornelia), strade fondamentali per la viabilità etrusca e, quindi, romana. In questo libro vengono proposte sei passeggiate storiche nel territorio che cercano di farne emergere il volto millenario. La lettura, cammino ideale e fattivo, si aprirà su vicende di pontefici, magistrati romani, leggende medioevali, condottieri barbari e sullo sviluppo del quartiere attuale, con aneddoti e racconti di gente comune, di cui è testimonianza una ricchissima scelta iconografica.
Vincent Cuvellier, sostenuto dalle illustrazioni brillanti di Charles Dutertre, raccontando tante prime volte, segue passo passo la vita della protagonista, dalla nascita, alle conquiste della crescita, fino alla maternità. Un libro prezioso, che racconta affetti, emozioni, amori con profondità, delicatezza, ironia. Età di lettura: da 4 anni.
Regole scritte e non scritteManuale per le istituzioni, la pubblica amministrazione, le relazioni esterne di impresa, per i professionisti e le cerimonie private di matrimonio, battesimo, con regole di bon-ton
La voce è insieme fonazione e relazione, misura del Sé ma anche dell'Altro, medium del linguaggio e sua messa in discussione, contemporaneamente dentro e fuori dalla parola e dal corpo. Muovendo da un approccio che pensa il cinema come una mise-en-scène di corpi, e ponendo particolare enfasi sulla materialità e la mobilità della ????, il volume esplora lo statuto della voce filmata e i suoi usi nelle pratiche artistiche cinematiche. Come ripensare il rapporto, simbolico e materiale, tra le pratiche dell'ascolto e quelle della visione alla luce delle recenti trasformazioni del cinema? È possibile riconoscere un valore euristico alla voce indipendentemente dalla parola? Tracciando le coordinate di un dibattito ancora frammentario e in larga parte da costruire, l'autrice analizza la voce come oggetto tecno-culturale e istanza performativa, gesto estetico e politico al centro dei processi di soggettivazione e di (dis)identificazione che hanno luogo sullo schermo o a partire da esso.
Dalla fondazione agli attentati del 7 ottobre. Cosa si nasconde dietro il mistero Hamas? Perché ha guadagnato tanto consenso nella società palestinese? Nei suoi quarant'anni di esistenza, Hamas è passata attraverso il terrorismo e gli attentati suicidi, ha sfidato l'autorità di Yasser Arafat, è sopravvissuta all'eliminazione fisica di gran parte dei suoi dirigenti. Nel 2006 è arrivata al governo dell'Anp, democraticamente eletta dalla maggioranza dei palestinesi, ed è ritornata subito dopo in clandestinità, a seguito dell'embargo deciso da Israele e da una parte della comunità internazionale, Unione Europea e Stati Uniti in testa. Da allora, dal 2007, si tende a identificare Hamas con Gaza, lo spazio sul quale il movimento islamista esercita il monopolio del potere, dimenticandone la storia complessa che va oltre la Striscia. Cosa si nasconde dietro il mistero Hamas? Perché un movimento islamista ha guadagnato così tanto consenso all'interno di una società ritenuta tendenzialmente laica come quella palestinese? Paola Caridi scrive la storia di Hamas usando fonti a metà tra la cronaca e l'archivio. Fa vedere i luoghi e fa parlare i protagonisti, i militanti, uomini e donne. Ora la sua ricerca storico-politica esce in versione aggiornata, a 14 anni dalla prima edizione, per raccontare cosa è successo da quando Gaza è stata chiusa da tutti i lati da Israele e dall'Egitto. Dalla radicalizzazione della leadership di Hamas ai cambiamenti nella linea politica interna fino all'attacco sanguinoso del 7 ottobre 2023.
In risposta all'ultimo libro di Adolfo Scotto di Luzio "L'equivoco don Milani", Cesari redige un accurato pamphlet per reagire non tanto alle critiche verso la figura e le opere di don Milani, quanto alle affermazioni gratuite, alle insolenze e alle proposizioni contrarie alla verità storica. Soprattutto risponde a quanti vedono in Milani una esperienza chiusa e da storicizzare, che sarebbe incapace di dire qualcosa al mondo della scuola di oggi e rintracciando in lui l'origine dei suoi mali. Il priore di Barbiana viene riproposto al contrario come simbolo di una scuola inclusiva e circolare, che deve essere sostenuta anche da una seria riforma della società nei suoi valori e nelle sue relazioni.
Il primo horror di Jo Nesbø. Un bosco. Una casa. Una chiamata. E un monito: quando il telefono squilla, non rispondere... Hai il coraggio di entrare nella casa delle tenebre? Dopo la tragica morte dei genitori in un incendio, il quattordicenne Richard Elauved viene mandato a vivere con gli zii nella remota cittadina di Ballantyne, guadagnandosi presto, tra i nuovi compagni di scuola, la reputazione di asociale ed emarginato. Così, quando uno studente di nome Tom scompare sotto i suoi occhi, nessuno crede alla sua versione dei fatti: è stata la cabina telefonica ai margini del bosco a risucchiare Tom nel ricevitore e a farlo svanire nel nulla. L'unica a dargli retta è Karen, una ragazza che incoraggia Richard a seguire gli indizi su cui la polizia si rifiuta di indagare. Quando, poco dopo, un altro ragazzo sparisce, Richard dovrà dimostrare la sua innocenza fare i conti con la magia oscura che avvolge Ballantyne e ne minaccia la distruzione. Un libro teso e avventuroso dalla prima all'ultima pagina. Una rivisitazione dei romanzi classici dell'orrore per mano del re del crime Jo Nesbø.
Tra i massimi storici dell'antichità Giovanni Pugliese Carratelli è stato un raro esempio di intellettuale capace di avere una visione globale ed essenzialmente onnicomprensiva del mondo antico, racchiudendo in esso non solo la Grecia, l'Etruria e Roma, ma anche la Grecia d'Occidente, il Vicino e l'Estremo Oriente. Il volume che qui si pubblica in una nuova edizione è uno dei pochi lavori che Pugliese dedicò interamente al pensiero antico. Tema centrale è l'origine storica della filosofia greca: essa è affrontata comparativamente nel contesto delle più antiche civiltà dell'Asia Anteriore ed egee (Minoici e Micenei). Pugliese, da storico, non crede nel cosiddetto "miracolo greco" ma valorizza la specificità e la diversità dell'esperienza greca rispetto alle altre culture precedenti e coeve, accentuando la decisiva rilevanza della struttura della polis per la nascita della filosofia.