La saga criminale dei Wadia. Party dove l'eccesso è la regola, abiti di uno splendore sfacciato, auto di lusso. Sesso. È tutto grandioso, tutto disponibile, basta accettare la legge della famiglia Wadia. Ora, anche a causa di una donna, questo mondo può finire. «La risposta indiana a "Il padrino"» (The Guardian). Sono amati da alcuni, odiati da molti, temuti da tutti. I Wadia controllano trasporti, miniere, zuccherifici. Ma è con la speculazione edilizia che stanno consolidando il loro impero. Ora però le proteste di chi viene sfrattato montano e il «Delhi Post» sta indagando per fare esplodere lo scandalo. Grazie al carisma e alla determinazione, Neda è riuscita a insinuarsi nella cerchia di Sunny Wadia, il rampollo destinato a prendere in mano le redini della famiglia. Ma invaghirsi di una giornalista come lei è una debolezza che a Sunny potrebbe costare molto cara. Il compito di scongiurare la rovina spetterà ad Ajay, ragazzo di origini poverissime, autista, tuttofare, guardia del corpo e, all'occorrenza, vittima sacrificale.
Può sembrare incredibile ma nella Bibbia, quando Dio sceglie una persona per affidarle una missione, si tratta quasi sempre della persona più sbagliata che si possa immaginare. Ordina a una coppia anziana e sterile di generare un popolo, chiama a sé un balbuziente perché diventi oratore e profeta, mette giustizia e verità nelle mani di ladroni e prostitute. Le figure più venerabili dell'Antico Testamento, come Abramo, Mosè, Davide e Salomone, sono in realtà segnate da una moltitudine di colpe, destinate a coprirsi di ridicolo. Dio stesso, il più delle volte, si rivela inaffidabile: dice una cosa e poi ne fa un'altra, prende decisioni di cui presto si pente, compie un'azione per poi tornare precipitosamente sui suoi passi. Qual è il senso di tutto questo? Ce lo racconta Mercadini, come solo lui sa fare. Trascinandoci in una carrellata di prescelti improbabili, ci guida tra le pagine ardenti delle Scritture e ci invita a riflettere sulla lezione che si nasconde in ciascun versetto: se ti trovi di fronte a un'impresa per cui ti senti impreparato, inadatto, troppo piccolo, non disperare. Perché nessuno, per quanto possa esserne convinto, può davvero conoscere la volontà divina. E magari Dio, dovendo scegliere uno fra tutti, sceglierebbe proprio te.
Abilismo è quando ti senti particolarmente figa perché hai un nuovo taglio di capelli e vai in giro sfoggiandolo con uno swishh, ma un tizio si avvicina e ti dice che «sei proprio brava a uscire di casa». Abilisti sono i film con personaggi disabili che dispensano grandi lezioni di vita a tutti, fanno sesso per la prima volta prima di schiattare e poi schiattano. Abilista è l'inquietante signora che ti fa pat pat sulla testa al supermercato. Ma è anche l'aula universitaria inaccessibile, la burocrazia infinita, l'assistenza insufficiente. Un fumetto in 8 storie che con intelligenza e ironia svela i pregiudizi e l'oppressione strutturale che circondano ogni giorno le persone disabili. Senza tralasciare qualche strategia per combatterli.
Alice ha scritto due romanzi di enorme successo, ma per trovare compagnia deve andare su Tinder. Eileen, la sua amica, lavora per una rivista letteraria, però non ci paga l'affitto. Simon ama da sempre la stessa donna, ma da sempre ne frequenta altre. Felix passa in birreria il tempo libero dal lavoro di magazziniere, ma la sua è soltanto una fuga. Alice, Eileen, Simon e Felix si parlano, si fraintendono, si deludono e si amano e, mentre attraversano il cerchio di fuoco dei trent'anni, si chiedono se esista davvero, al di là, un mondo bello in cui sperare.
Questo saggio contiene dodici ritratti di scrittori e scrittrici che hanno nutrito il proprio talento letterario e poetico attraverso il confronto-scontro con i grandi temi religiosi: la presenza di Dio, la figura di Cristo, l'azione della Chiesa, la dimensione della fede, del sacro e dell'ultraterreno. Concludendo la trilogia dei "Cristiani contro", il libro è dedicato alle penne internazionali dopo aver concentrato la sua attenzione sulla letteratura italiana nei primi due titoli. La letteratura internazionale è un campo vastissimo e molto variegato. La scelta è stata quindi molto più difficile. Gli altri poeti e narratori sono: Geoffrey Chaucer, Aphra Behn, Victor Hugo, Lev Tolstoj, Selma Lagerlof, Gilbert Keith Chesterton,Rainer Maria Rilke, Nikos Kazantzakis, Irving Stone, Flannery O' Connor, Margaret Atwood e Dan Brown. I temi che hanno affrontato e i problemi che hanno sollevato pongono ancora oggi sfide e domande, interpellano le coscienze, alimentano la continua ricerca di Dio fra le parole scritte dagli esseri umani.
Nove racconti brevi, a episodi, di fantascienza... cattolica e metafisica! Che significa? Racconti in cui teologia e filosofia si intrecciano con scenari avveniristici, a creare trame avvincenti, ricche di misteri e significati nascosti. Che storie si potrebbero raccontare se si mettessero al centro delle trame la dottrina cattolica e gli inveterati problemi della metafisica e della scienza occidentali? È a tale domanda che provano a rispondere i racconti di questo libro: intrecci che finiscono per svilupparsi su orizzonti fantascientifici proprio a partire da spunti teologici e filosofici scoprendo... che non poteva essere altrimenti! Senza pedanti trattazioni accademiche, i racconti vogliono a loro modo compiere un'opera di divulgazione, affascinando il lettore perché sia lui stesso a voler poi approfondire in autonomia i temi trattati, così accrescendo la propria consapevolezza della realtà nei suoi aspetti più elevati e misteriosi. Nel primo filone di racconti, quello di Fantascienza Cattolica, le vicende si articolano come se - cosa in cui l'autore crede, in effetti - i dogmi e la dottrina del Cattolicesimo fossero veri (l'esistenza dell'anima, l'infallibilità papale, delle Sacre Scritture ecc.). Nel secondo filone, quello di Fantascienza Metafisica", le narrazioni prendono il via dai problemi aperti della metafisica occidentale e della scienza moderna (il fenomeno della coscienza, della vita, il principio di omogeneità ecc.) giungendone a sviluppi tanto rigorosi quanto stupefacenti.
Owen Whitfield, settantenne, professore di storia e membro del Magdalen College, è al lavoro per scrivere un saggio storico sull'eredità politica, legale ed etica del Sacro romano impero nel XXI secolo. L'anno sabbatico dall'insegnamento che il docente decide di prendersi dovrebbe consentirgli di concentrarsi per poter concludere lo scritto. Se non fosse che i suoi piani vengono scombussolati da un uomo tanto cortese, quanto misterioso: il conte Alexandru Eszterházy, il quale gli parla di un suo parente che vive nel nascondimento con la sua famiglia, il conte Clement von Forschtenberg, e lo invita in qualità di relatore a un convegno sulle radici cristiane dell'Europa che si terrà nella sua tenuta in Romania.
Due minuti di predica, perché don Camillo conosceva le sue pecorelle. Quella sera dopo il vespro passò davanti al bar e abbassò il finestrino del suo Ape Car. "Allora", disse guardando gli arzilli del tresette, Peppone compreso, "l'ho fatta breve?". "Abbastanza", disse Peppone rispondendo per il gruppo. "Ma si può fare anche più corta". "La ringrazio, lei però cominci a pensare che nell'aldilà, se le va bene, ci dovrà passare l'eternità con il Signore". Lorenzo Bertocchi, giornalista, direttore del mensile /l Timone.
Fan guareschiano che non ha resistito alla tentazione di immaginare cosa combinerebbero don Camillo e Peppone ai giorni nostri. Ne sono usciti trentacinque racconti brevi, sorsi di "mondo piccolo" da mandare giù alla salute del mondo globale.
Un diario di viaggio nelle viscere del Brasile: Stupore indigeno si articola intorno ai margini smarginati e a un intermezzo che affronta le difficoltà del viaggiare tra localismi rivendicati o subiti e cosmopolitismi vissuti o desiderati. Massimo Canevacci presenta le culture xavante, bororo e krahô attraverso una narrazione che spazia dal vissuto personale al racconto di usi e rituali che ha avuto il privilegio di conoscere da dentro. Una costellazione concettuale ed emozionale fondata sullo stupore che dilata e attraversa il corpo poroso in una mescolanza resa possibile dalla profondità dell’amicizia. Le esperienze riportate anticipano la battaglia a cui le culture indigene sono state chiamate dal governo Bolsonaro in difesa del loro diritto originario su terre già sotto attacco missionario e latifondista. Relegate in uno spazio fisico e temporale minore e selvaggio, i nativi sono tuttora costretti a rivendicare la propria esistenza, trovando nei mezzi digitali, nell’incontro con il nuovo, il modo di tutelarla. Canevacci offre una testimonianza preziosa di come costringere gli indigeni in musei viventi e immutabili sia solo un tentativo di privarli del potere di ribellarsi.
Scritte su incitamento di Luigi Tosi per rispondere alla" Storia delle repubbliche italiane del Medio Evo" di Simonde de Sismondi le "Osservazioni sulla morale cattolica" difendono la verità e la razionalità del Cattolicesimo negando che esso sia stato in qualche modo causa della decadenza morale e politica dell'Italia moderna. A distanza di quasi due secoli le "Osservazioni" mantengono ancora intatta la loro attualità, infatti l'idea per cui la morale cattolica possa essere un "nemico" della vita sociale, civile e democratica non è completamente sopita, così come il pregiudizio per cui l'arretratezza dell'Italia in molti ambiti sia determinata dalla presenza del Vaticano e dall'influenza della storia cattolica nel Paese. Questa edizione è arricchita dalla Prefazione di Umberto Colombo, da un ampio apparato di note, che comprende le annotazioni originali di Manzoni e soprattutto da una lunga e approfondita Postfazione di Franco Nembrini che con il solito acume e profondità affronta i temi e l'attualità delle "Osservazioni".
Una bambina che avrebbe voluto avere un nome maschile, ma che infine arriva a riconciliarsi con il suo, Susanna. Una ragazzina che sbatteva le braccia nel tentativo di volare, ma che si sentiva anche legata alla terra, ai suoi ritmi, alle sue creature. Una donna che si è impegnata a fondo nello studio del mondo naturale, della realtà, ma che considera la spiritualità una sostanza irrinunciabile dell'essere umano. Questo movimento circolare di ribellione e accettazione, di indagine dell'esistente e tensione verso l'ineffabile, percorre tutta la vita raccontata tra aneddoti e riflessioni, con ironia, acume e dolcezza, in queste pagine. La vita è quella dell'autrice ma è anche quella di tutti noi, che ci sentiamo ogni giorno costretti a indossare una maschera, pieni di interrogativi e tormentati dalle amarezze, bisognosi di un conforto e di una guida che spesso cerchiamo nei luoghi sbagliati. Ma siamo anche capaci di grandi gesti di perdono e di pace, possiamo cogliere l'infinito in un panorama di montagna e siamo in grado di compiere il cammino impervio della verità. «Tra i sentimenti, il mio prediletto era la gentilezza» scrive Tamaro, e in un'epoca che di gentilezza sembra offrirne ben poca è più attuale che mai questa storia delicata e potente. Un vero e proprio diario dell'anima, che si legge come un romanzo e che nel racconto delle pieghe di una vita ci offre chiavi preziose per interpretare le nostre stesse emozioni.
A un primo sguardo, "L'uomo comune" appare come una raccolta di saggi piuttosto eterogenea. Vi sono testi di argomento letterario, in cui si parla di Shakespeare, del dottor Johnson, di Henry James, Tolstoj, Elizabeth Barrett Browning, Dickens. Ci sono scritti d'interesse sociale che toccano i temi più svariati: la frivolezza, la risata, la volgarità, l'importanza della filosofia, il fanatismo, il nudismo. Altrove prevale invece l'elemento religioso, più precisamente cattolico: si va dalla difesa delle scuole confessionali alla critica dell'erastianesimo (la dottrina secondo cui lo Stato ha il diritto di intervenire e di imporre la propria volontà negli affari della Chiesa), fino all'interessante racconto che vede protagoniste due personalità inglesi del XIX secolo, Gladstone e il principe consorte Alberto, che immaginano l'imminente crollo della Chiesa per insurrezione popolare all'indomani della proclamazione del dogma dell'Immacolata Concezione (dimostrando di non aver capito nulla della religiosità comune). Chiude il libro un curioso saggio dal titolo "Se don Giovanni d'Austria avesse sposato Maria I di Scozia", dove lo scrittore cerca d'immaginare il corso che la storia d'Europa avrebbe preso se questi due suoi carismatici protagonisti avessero intrecciato le loro vite. In mezzo a tanta caleidoscopica ricchezza di soggetti si affaccia però a ogni riga l'inesorabile capacità di analisi e di ragionamento del miglior Chesterton che, tra apparenti ovvietà e brillanti paradossi, smonta pezzo a pezzo quel castello di pseudo-teorie in cui si è rinchiuso l'uomo contemporaneo. Qualunque sia l'argomento di cui parla, e l'occasione in cui ne parla, potremmo dire che Chesterton combatte sempre una sola, fondamentale battaglia: quella contro la follia che ci ha portato a recidere le nostre radici, lasciandoci in balia dell'opinione corrente.