Don Peppino Diana era soltanto un giovane prete, affamato di vita. Né cercava la morte né desiderava il martirio. Don Peppino non è stato un funzionario del sacro, un asettico distributore di sacramenti e di certificati, un burocrate della religione, un indifferente celebrante di morti ammazzati. Non ha accettato di tollerare i soprusi, le intimidazioni e la paura che la camorra imponeva a Casal di Principe e non solo. Annunciando il Vangelo in una terra di omicidi e violenza come prete non ha mai potuto predicare la rassegnazione. In una realtà dove la camorra pretendeva di cogestire il sacro e anche di finanziarlo, di governare e controllare bisogni e diritti, don Peppino ha semplicemente offerto la testimonianza sacerdotale che non era possibile nessuna intesa tra chi uccideva e pretendeva di essere il padrone del mondo e un cristiano, tanto più un prete. Don Peppino aveva il senso della missione in quanto parroco al quale è affidato un popolo e per quel popolo mette in conto la propria vita. Non dunque l'eroismo dei super uomini, ma la testimonianza di un semplice uomo, incarnato in una storia comune ma che non ha trovato scuse per tacere e ha cercato di capire cosa andasse fatto in quel luogo e in quel momento.
Nel buio della notte, fra le armi e le grida dei soldati, nelle sequenze concitate dell'arresto di Gesù, cosa successe veramente? Quale fu il ruolo di Giuda? E chi era quell'unico testimone fuggito ignudo dalla scena? Gli ultimi istanti di una storia che non è mai accaduta. Forse.
Bianchi, rossi, verdi o blu, non importa: ogni bimbo è uguale all'altro, ogni adulto è uguale all'altro. La mamma aiuta il papà e il papà aiuta la mamma; così fanno i nonni e anche i ragazzi, la poliziotta, l'insegnante e il fruttivendolo. Gioca e divertiti a scoprire quanto è bello essere speciali insieme agli altri. Età di lettura: da 5 anni.
Il bidoncino della plastica? È un amico! Il mare e la montagna? Sono ambienti in cui giocare, senza... lasciare spazzatura in giro. Impara, divertendoti, a prenderti cura del pianeta, degli animali e della natura! Diventa super-bravissimo a scuola e a casa: c'è bisogno di te! Età di lettura: da 5 anni.
Chi ha scritto la Costituzione Italiana? Qual è la sua storia? E soprattutto: chi la usa, da dove viene? Perché ci serve? Qui trovi tutte le spiegazioni per diventare un super esperto del libro più importante del nostro Paese. Leggi e poi gioca con mamma e papà! Età di lettura: da 5 anni.
Tu dove abiti? Liguria, Puglia, Italia o Stati Uniti? Appartamento o villetta? E dove vai quando vuoi giocare con gli amici? E quando sei ammalato? Viaggia alla scoperta degli ambienti in cui vivi ogni giorno. Sicuro di conoscerli tutti-proprio tutti? Gioca e compila la carta d'identità da portare sempre con te. Età di lettura: da 5 anni.
È giusto spintonare un altro bambino? E spifferare un segreto? Si può rubare un ovetto al supermercato? Perché no? Certe cose sono giuste, altre non lo sono. In questo libro scoprirai come fare la cosa giusta insieme ai tuoi amici. Mettiti alla prova con i giochi che trovi all'interno e divertiti a dire "Sì!" o "No!". Età di lettura: da 5 anni.
Il casco, sì o no? E le auto, marciano a destra o a sinistra? E le strisce pedonali? Uff, quante regole da seguire sulla strada! Vuoi impararle tutte in modo simpatico? Aiutare gli amici e camminare tranquillo? Apri il libro: ad attenderti il Signor Semaforo e gli amici Cartelli. Età di lettura: da 5 anni.
Il volume, progettato sia per scopi didattici sia per finalità di approfondimento, declina il tema della partecipazione in una dimensione comunitaria, delineando un approccio psicosociale ai processi partecipativi che trova nella comunità territoriale sia il luogo fisico in cui essi possono esplicarsi e produrre i propri effetti, sia una delle loro radici. Il percorso concettuale che coniuga "comunità e partecipazione" si articola in tre passaggi. Il primo offre una lettura della "comunità", tanto sul versante teorico - distinguendo tra territori, luoghi e comunità, unità psico-socio-spaziali che possono sovrapporsi, coincidere e talvolta disgiungersi - quanto sul versante operativo, attraverso l'analisi empirica della stessa. Il secondo si dedica all'esame di alcune "interfacce" psicologiche tra le persone e le comunità, e del ruolo che esse giocano nell'attivare l'azione e la spinta partecipativa: l'attaccamento e l'identificazione con i luoghi che si abitano, il senso di appartenenza alla comunità in cui si vive, la capacità di relazionarsi a essa in chiave trasformativa e di empowerment, sono tutti fattori che contribuiscono a definire i modi con cui le persone si relazionano alla collettività prossima, anche in termini di impegno attivo e di azione. Il terzo passaggio affronta la "psicologia della partecipazione", trattando la fenomenologia delle diverse forme di partecipazione, i rispettivi moventi e gli esiti che producono per le persone e le comunità. Andando oltre le forme convenzionali della partecipazione politica, il volume si occupa dei processi di attivismo dal basso (azione collettiva), dell'impegno civico e sociale che si manifesta principalmente nelle pratiche dell'associazionismo e del volontariato e della variante istituzionalizzata della partecipazione, che si basa sull'interlocuzione attiva tra cittadini e amministrazioni locali e sul coinvolgimento della cittadinanza nelle decisioni di interesse collettivo.
All'interno del complesso dibattito circa l'identità della disciplina che va sotto il nome di Teologia pastorale, questo libro sposa e sostiene le tesi dei "Laterani" - la Scuola romana del Redemptor Hominis, presso la Pontifica Università Lateranense, la quale non prescinde dalla specifica teologicità sia dell'oggetto della materia (l'agire umano-divino della Chiesa) sia del metodo da usare ai fini della progettazione e azione pastorale. La posizione dei Laterani nel dibattito marca un passaggio nella storia della disciplina: dall'ancillarità rispetto alle scienze umane o alla dogmatica, alla propria identità specifica di disciplina teologica. Identità e specificità date dall'oggetto: la fides qua e l'agire ecclesiale; e dal metodo: il discernimento evangelico (o pastorale). Due fili legano i contributi in cui si articola il libro. Il primo consiste nella proposta di ripensare l'intero dell'azione pastorale, congedando il trinomio evangelizzazione-liturgia-carità, e strutturando due ambiti essenziali: uno ad intra e l'altro ad extra Ecclesiae. Il secondo è dato dalla persuasione che l'azione ecclesiale sia in se stessa eccentrica. Dunque che i temi tradizionalmente sviluppati dalla Dottrina sociale della Chiesa sono parte integrante della Nuova evangelizzazione, e perciò il pensiero teologico-pastorale se ne deve fare carico in termini progettuali.