La categoria di simbolo da tempo è al centro di una vasta riflessione: fa incrociare diverse discipline e interseca problemi molto lontani. Questo libro vuol essere una maneggevole introduzione al tema e insieme una base di partenza per riflessioni ulteriori, in campo filosofico e teologico: infatti proprio dalla “questione simbolica” passano oggi alcune delle strade più promettenti per la filosofia e la teologia a venire.
Gli autori
Stefano Biancu insegna etica presso l’Università di Ginevra ed è professore a contratto presso l’Università Cattolica di Milano. Dottore di ricerca in filosofia e scienze umane (2006) e in teologia (2010), ha pubblicato La poesia e le cose. Su Leopardi (Milano 2006) e Saggio sull’autorità (Milano 2012), oltre a numerosi saggi su riviste internazionali. Ha recentemente curato i volumi: L’uomo e la rappresentazione. Fondazioni antropologiche della rappresentazione mediale e dal vivo (2012); Culpabilité et rétribution: essais de philosophie pénale (2011); Autorità. Una questione aperta (2010). Direttore responsabile di Munera. Rivista europea di cultura, dal 2012 collabora con il Centro per le Scienze Religiose della Fondazione Kessler di Trento. Andrea Grillo, padre di Margherita e Giovanni Battista, è professore ordinario di teologia dei sacramenti e filosofia della religione presso il Pontificio Ateneo Sant’Anselmo in Roma. Insegna liturgia presso l’Istituto di Liturgia Pastorale dell’Abbazia di Santa Giustina in Padova, presso l’Istituto Augustinianum in Roma e presso l’Intitut Superieur de Liturgie di Parigi. Tra le sue pubblicazioni: Riti che educano. I sette sacramenti, Assisi 2011; Introduzione alla teologia liturgica. Approccio teorico alla liturgia e ai sacramenti cristiani, Padova 1999 (2a ed. 2011); Grazia visibile, grazia vivibile, Padova 2008; Oltre Pio V, Brescia 2007.
Per tutte le cose da fare, soprattutto se sono di una certa importanza, ci si prepara. Così deve essere anche per chi proclama la parola di Dio nell'assemblea liturgica e il manuale di Iotti, sperimentato nella formazione di lettori per le parrocchie, si propone di servire allo scopo dosando aspetti teorici e pratici. Le riflessioni iniziali, di tipo spirituale-ascetico, giustificano la trattazione più direttamente tecnica e operativa della seconda parte, a tratti minuziosa: come presentarsi al leggio, come leggere, come impostare la voce, come utilizzare il microfono. Il manuale per proclamare la Parola in assemblea segue la pubblicazione dello stesso autore "Guidare un coro liturgico", documentazione di un'attività di animazione operativa nelle parrocchie.
Il libro pubblica gli Atti della 63° Settimana Liturgica Nazionale tenutasi a Mazara del Vallo dal 27 al 31 agosto 2012.
Dall'autore de 'I nuovi Unni', la ricostruzione dell'appello rivolto a Paolo VI nel 1971 da 57 esponenti del mondo culturale inglese per salvare la Messa Tridentina. In questo suo ultimo lavoro l'Autore mette in luce un episodio poco noto nel mondo cattolico italiano e legato alla tradizione liturgica della Chiesa. Si tratta dell'appello rivolto a Paolo VI per salvare la Messa Tridentina sottoscritto il 6 luglio 1971 da 57 esponenti del mondo culturale inglese, tra i quali la nota scrittrice Agatha Christie, il cui nome è stato successivamente associato all'indulto concesso dallo stesso Pontefice.
Il XVI Convegno Liturgico per Seminaristi, celebrato a Roma dal 28 al 30 dicembre 2011, ha voluto riflettere e ripresentare all'attenzione dei partecipanti, uno dei frutti più desiderati già dal movimento liturgico e poi ben individuato dalla riforma liturgica: rendere più consapevoli di ciò che è un edificio-chiesa.
"Come mai oggi un credente non si inginocchia più di fronte a Gesù Eucarestia, presente in Corpo, Sangue, Anima e Divinità? Perché non piega le ginocchia dinanzi al suo Signore e al suo Dio?". Da questa domanda prende l`avvio un resoconto serrato ed avvincente, che vede scendere in campo inedite profezie e visioni di mistici cattolici, comparate ad autorevoli analisi di liturgisti contemporanei. Tutto ciò porta l`autore a formulare delle ipotesi tanto pertinenti quanto inoppugnabili, che individuano in quel "fumo di satana penetrato nel Tempio di Dio", vero e proprio offuscamento della Sacra Liturgia, la causa remota dell`attuale disorientamento dottrinale e della crisi di Fede. Questo testo porterà così il Lettore a riflettere sulla medesima conclusione a cui è giunto papa Benedetto XVI: "È nel rapporto con la Liturgia che si decide il destino della Fede e della Chiesa!". Oltre alle riflessioni dell`autore, più della metà del volume è costituita da una splendida antologia di preghiere eucaristiche. Il libro è anche impreziosito dalla prefazione di Nicola Bux e da una Nota Pastorale sulla Comunione scritta da s.ecc. mons. Mario Oliveri, Vescovo di Albenga e Imperia.
Uno strumento per la preghiera personale e comunitaria davanti al SS. Sacramento nell'Anno della Fede proposto da Benedetto XVI.
Il significato profondo del segno di croce
Il segno della croce, che è già in sé una preghiera, accomuna cristiani d’oriente e d’occidente, pur nelle diverse tradizioni. A partire dalla propria esperienza personale e lontano da ogni genere di pietismo, l’autore risale alle radici di questo gesto semplice e abituale, e ne sottolinea in particolare la dimensione liturgica e simbolica: con esso riconosciamo che il nostro corpo e il nostro intero io possono diventare dimora dello Spirito di Dio. Simbolo di una spiritualità cosmica, il segno della croce rinvia all’opera di salvezza e di guarigione operata da Cristo: con esso noi mettiamo la nostra fiducia e la nostra speranza nel Cristo cosmico, per mezzo del quale l’intero universo è stato creato.
Andreas Andreopoulos (1966) ha conseguito il dottorato di ricerca in teologia presso l’Università di Durham e ha insegnato a Toronto, Montreal e Philadelphia. I suoi interessi spaziano dalla patristica greca alla teologia ortodossa, dall’iconologia all’arte sacra. Attualmente è docente di teologia presso l’Università di Winchester.
Una riflessione al giorno – per quaranta giorni – di grandi maestri della spiritualità contemporanea (Cantalamessa, Maggioni, Magrassi, Manns, Martini, Orsatti, Ratzinger, Ravasi) per riscoprire il tempo più bello dell’anno liturgico, colmo della gioia e della speranza della Risurrezione.
Il volume è dedicato al Tempo di Pasqua.
L’uomo credente non è solo colui che ascolta la parola di Dio e le obbedisce, ma anche colui che sente, vede, percepisce, tocca quella stessa Parola. Nel cristianesimo, religione del Dio fatto uomo, l’uomo non è obbedienza senza essere emozione, non è conoscenza senza essere passione, non è ascolto senza essere contatto, non è parola senza essere spazio e tempo, gesto e azione, immagine e suono, musica, danza, arte. Il volume intende proporre alcuni orientamenti significativi per riconoscere quell’esperienza estetica che attraversa l’arte e confrontarli con quell’esperienza religiosa che appartiene al rito.
Giorgio bonaccorso è monaco benedettino e docente presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Santa Giustina (Padova). Studioso delle radici profonde del rito, approfondisce e commenta testi di antropologia, teologia, filosofia e letteratura. Tra i suoi libri ricordiamo: Il rito e l’Altro. La liturgia come tempo, linguaggio e azione (20122); La liturgia e la fede. La teologia e l’antropologia del rito (2010); Il corpo di Dio. Vita e senso della vita (2006); Il tempo come segno: vigilanza, testimonianza, silenzio (2004).
Per l'autore di questo libro, don Divo Barsotti, fondatore della "Comunità dei figli di Dio", la Messa è vita e il Mistero Eucaristico è un atto sempre nuovo, vissuto, preparato, sentito come incontro vivo e drammatico con Gesù Cristo e il suo Sacrificio che ci riscatta, atto di amore che ci fa partecipi della vita divina, mistero nuziale e compimento della vita cristiana del battezzato. La vita di don Barsotti era tutta tesa verso la Messa, e da questa poi si dipana per lo sviluppo della sua azione, della sua giornata e della sua missione. E questo d'altronde è il carisma della famiglia religiosa di monaci da lui costituita nel 1946, formata da laici consacrati e religiosi il cui impegno è vivere la radicalità battesimale con i mezzi che sono propri della grande tradizione monastica."Nella Messa c'è tutto!" era solito dire don Divo ai suoi giovani monaci. E davvero da ogni pagina del volume appare evidente che l'autore è un uomo "rapito" dal Mistero del Padre e di Cristo nell'Eucaristia.
Raccolta di contributi di autorevoli personalità della cultura per dare risposte all'attualissimo problema dell'emergenza educativa". "
Il presente volume, che apre e inaugura la collana Theologica Uxentina, raccoglie le relazioni della XXXVII Settimana Teologica Diocesana (27 febbraio–2 marzo 2012) e del Convegno Pastorale (18-20 giugno 2012), il cui tema è stato: Educati dalla liturgia, educare alla liturgia. La riflessione ha tenuto presente, come base di ispirazione, gli Orientamenti della Conferenza Episcopale Italiana, Educare alla vita buona del Vangelo.
La chiave di lettura va rinvenuta nel titolo sopra ricordato: Educati dalla liturgia, educare alla liturgia, laddove la sequenza stessa dei due enunciati mette in risalto il primato della grazia nell’ambito dell’azione educativa che, prima ancora di essere opus humanum, è anzitutto opus divinum. In altre parole, occorre educare a celebrare bene, per lasciare che Dio stesso ci educhi nel celebrare.