Il volume ripercorre la storia della guerra in Vietnam dalle sue lontane premesse storiche negli anni Quaranta sino al disimpegno statunitense nel 1973 e all'arrivo dei nord-vietnamiti a Saigon nel 1975. Il resoconto si concentra non solo sugli avvenimenti militari ma anche sul contesto internazionale dell'intervento americano e sulle ripercussioni interne agli Stati Uniti, dove l'opposizione alla guerra fu uno degli elementi forti attorno a cui, alla fine degli anni Sessanta, si coagularono la rivolta giovanile e un vasto movimento di opinione.
Mitchell K. Hall insegna Storia nella Central Michigan University. Ha pubblicato anche "Crossroads: American Popular Culture and the Vietnam Generation" (2005) e "Historical Dictionary of the Nixon-Ford Administrations" (2008).
Una delle più tragiche, spaventose, e nello stesso tempo importanti vicende della storia del mondo occidentale riguarda la tratta atlantica degli schiavi. Fra l'inizio del XVI e la fine del XIX secolo milioni di prigionieri africani - uomini, donne e bambini - furono costretti a raggiungere le coste, vennero stivati su navi negriere in condizioni al limite della sopravvivenza per essere trasportati al di là dell'Atlantico, e infine furono sbarcati e brutalmente trasformati in forza-lavoro in un continente sconosciuto, fra gente straniera. Questo libro racconta perché nacque e prosperò tale commercio, qual era la condizione degli schiavi, come si giunse all'abolizione della tratta.
Lisa A. Lindsay insegna Storia nella University of North Carolina. Tra i suoi libri "Working with Gender" (2003).
"Unite le vostre forze perché siano destinate alla costruzione del futuro". Da queste parole, che chiudono il discorso con il quale l'Imperatore giapponese Hirohito dichiara la resa del Giappone il 15 agosto 1945, prende le mosse il volume, in cui si passano in rassegna le vicende dei principali paesi di quel territorio che normalmente si etichetta come Asia orientale. La sconfitta nipponica nella seconda guerra mondiale, infatti, si ripercuote pesantemente sui destini delle due Coree, di Taiwan, della Cina, oltre che dello stesso Giappone. E' illustrata - cronologicamente fino ai giorni nostri - la complessa evoluzione storica, politica ed economica di questi paesi, di cui sono descritte le trasformazioni radicali che li hanno portati a diventare protagonisti globali.
Antonio Fiori insegna Politica e istituzioni dell'Asia presso l'Università di Bologna.
Perché l'uomo combatte? Che cosa determinò il successo delle legioni romane? E si perverrà mai alla "fine delle guerre"? Il volume offre una sintesi complessiva del ruolo e delle forme della guerra nelle società umane. Adottando una originale prospettiva non eurocentrica ma globale, con particolare attenzione per il mondo islamico e l'Asia orientale, l'autore ripercorre l'evoluzione delle politiche, delle strategie, dei modi di combattere nell'antichità, nel Medioevo, nella prima età delle armi da fuoco e in quella delle rivoluzioni, nell'epoca dell'imperialismo europeo e nell'odierno mondo globalizzato.
Jeremy Black, fra i maggiori esperti di storia militare, insegna Storia nell'Università di Exeter ed è autore di numerosi libri di storia inglese ed europea. Con il Mulino ha pubblicato "Il mondo nel ventesimo secolo" (2004) e "Le guerre nel mondo contemporaneo" (2006).
"'Fascismo di confine' è la formula di grande pregnanza simbolica con cui il fascismo costruisce la propria identità alla frontiera nord-orientale d'Italia. Il confine orientale è esibito agli occhi della nazione come luogo per eccellenza in cui la patria si riconosce: da quella sorgente, che si veste di sacralità, essa può trarre la sua forza, le sue potenzialità espansive verso l'Europa centro-orientale e i Balcani, i suoi diritti di conquista, la sua tenacia difensiva contro il nemico interno ed esterno. Alla fine della Grande guerra, le 'terre redente' rappresentano un sacrario a cielo aperto per tutti i simboli del passato irredentista e dell'epopea bellica che vi sono inscritti: a essi, durante tutto l'arco del ventennio, il fascismo attinge per costruire la sua storia e le sue ritualità. Qui si tocca con mano la reinvenzione della tradizione e la nascita di una nuova cultura politica di cui il regime si fa portatore." Annamaria Vinci analizza, a partire dal 1918 e fino alle soglie della seconda guerra mondiale, i percorsi politici e sociali di una periferia laboratorio': qui la vicenda fascista elabora in modo esasperato una violenza politica straordinaria, che introietta nelle persone uno stato d'animo di aggressività e bellicosità che si prolunga negli anni. Il nodo cruciale del rapporto tra maggioranza e minoranze nazionali, che in tutta Europa è giocato con estrema difficoltà, ha al confine orientale il suo maggiore 'esempio italiano'.
In queste pagine, divenute un grande classico della storiografia, il lettore troverà tre millenni di storia (3500-500 a.C.) ripercorsi in modo unitario.
Utilizzando tutta la documentazione portata alla luce dalle ultime scoperte archeologiche (fra cui Ebla è solo la più nota), e grazie alle sue personali ricerche nell'arco di oltre venticinque anni, Mario Liverani ha potuto finalmente ricostruire, in chiave storica e non solo prevalentemente filologica, le vicende di popolazioni dai nomi altamente evocativi (Sumeri, Hittiti, Assiri, Babilonesi, ecc.). Il ricco e vario apparato illustrativo per ogni periodo storico propone il materiale più caratteristico e rappresentativo, documentando il livello tecnologico cui era giunta l'attività produttiva dei popoli dell'Antico Oriente.
Questa nuova edizione, a vent'anni dalla prima, si è resa necessaria dal trascorrere di «un tempo pieno di scoperte nel campo dell'antico Oriente che si susseguono ad un ritmo molto più rapido che in altri settori della storia antica, nonostante gli ostacoli, per le vicende belliche e le condizioni politiche, frapposti all'attività archeologica in vari paesi – cosicché le 'novità' non sono distribuite in misura omogenea su tutta l'area, ma riguardano soprattutto quei paesi in cui è stato possibile lavorare. La grande innovazione dell'ultimo ventennio è l'adozione di un modo di ragionare e di analizzare i problemi di tipo 'sistemico', che dobbiamo alla diffusione dello strumentario elettronico anche in campo storico. Ma si tratta di un'innovazione che riguarda più la tecnica di lavoro che non la valutazione generale».
La cucina ebraica è caratterizzata fondamentalmente dalle prescrizioni religiose, che inibiscono il consumo di determinati alimenti e impongono determinate procedure di preparazione perché il cibo sia idoneo, o "kasher". Ma al di là dei divieti, la cucina ebraica ha comunque tradizioni proprie, che queste pagine ripercorrono sulla scorta di una vasta documentazione originale (epistolari, dizionari, manuali, ricette). Toaff ricostruisce il variegato menu della tavola ebraica, dal vino alle carni, ai molti modi di preparare l'oca (il "maiale degli ebrei"), ai formaggi e ai pesci, alle paste e ai dolci. Il discorso si amplia a includere una descrizione degli usi a tavola nelle case degli ebrei, dei pranzi delle occasioni e delle feste, del carnevale di Purim. Questa nuova edizione si arricchisce di un'ampia scelta di ricette ebraiche antiche.
Ariel Toaff è professore emerito della Bar-Ilan University in Israele. Con il Mulino ha pubblicato anche "Il vino e la carne. Una comunità ebraica nel Medioevo" (II ed. 2007), "Mostri giudei" (1996) e "Pasque di sangue" (II ed. 2008). Con Rizzoli: "Ebraismo virtuale" (2008) e "Il prestigiatore di Dio" (2010).
"Sorprende per densità e profondità di dottrina ma si legge quasi con un racconto di Flaubert: o, se si preferisce, come una commedia di Goldoni" (Franco Cardini).
Venezia è stata per lunghi secoli il principale luogo di contatto e di scambio fra l'Europa e l'Oriente, fra la Cristianità e il vasto mondo musulmano affacciato sul Mediterraneo. Dall'ottavo secolo alla fine della Serenissima (1797), il libro racconta l'evoluzione del rapporto fra lo Stato veneziano e il mondo arabo e turco, sul filo dei commerci, dei pellegrinaggi e delle crociate, degli scontri ma anche delle alleanze, delle peripezie degli schiavi e dei convertiti. Fra i protagonisti: gli ambasciatori con i loro cerimoniali, i dragomanni e i consoli, i mercanti con i loro fondachi, i marinai e gli schiavi, i pirati e le spie. Un viavai di persone e merci che disegna, un secolo dopo l'altro, un quadro vivido di contiguità, di familiarità, di relazioni tra mondi diversi e non sempre necessariamente ostili.
Maria Pia Pedani insegna Storia dell'impero ottomano all'Università Ca' Foscari di Venezia. Fra i suoi libri più recenti: "Dalla frontiera al confine" (Herder, 2002), "Breve storia dell'impero ottomano" (Aracne, 2006).
“UNA STORIA, DOVE, COME IN UNA LINGUA COMUNE, OGNI GENERAZIONE LASCIA DELLE TRACCE E, AL CONTEMPO, PUÒ RITROVARSI IN ESSE E IN QUELLE EREDITATE DALLE GENERAZIONI PRECEDENTI.”
Una cronologia che copre centocinquanta anni di storia d’Italia, dal 1861 ai nostri giorni, e che diventa storia dei nostri padri e delle nostre radici, tutte da scoprire. Questo primo volume va dall’Unità alla fine della seconda guerra mondiale e prende in considerazione, non solo le vicende politiche, economiche e istituzionali, ma anche aspetti della storia sociale e culturale. Una piccola storia d’Italia in date che si propone di lasciar intravedere la complessità e la pluralità dei vissuti cui la stringata elencazione rimanda. Di qui, l’ampio spazio lasciato a documenti e testimonianze ma, di qui, anche le righe bianche poste a conclusione di ciascun anno. Spazi vuoti che vogliono invitare a iscrivere le tracce di una propria autobiografia plurigenerazionale all’interno della storia comune a tutti gli italiani.
“UNA PICCOLA STORIA D’ITALIA IN DATE CHE, SEPPURE ESSENZIALE NEI CONTENUTI, AMBISCE A LASCIAR ALMENO INTRAVEDERE LA COMPLESSITÀ E LA PLURALITÀ DEI VISSUTI.”
Questo secondo volume della cronologia dell’Italia Unita affronta il periodo che va dal 1946 al 2011. Anche in questo caso, l’invito al lettore è di completare le pagine con le date importanti della propria vita, non solo per ciò che concerne gli ambiti più strettamente individuali e familiari, ma anche per tutto ciò che attiene ai diversi aspetti della propria identità, quali membri di una comunità locale, politica, culturale,§ di genere ecc. In tal senso, le date proposte vogliono disegnare in primo luogo le tracce di una possibile intelaiatura. Un terreno comune entro cui si snodano milioni di vissuti diversi. Milioni di storie, le nostre, certo tutte differenti eppure, al tempo stesso, sempre unite da infiniti legami. Fili a volte evidenti, più spesso invisibili, ma comunque sempre esistenti e determinanti.
Nell'età napoleonica l'Italia, come larga parte dell'Europa, è investita da un processo impetuoso e spesso disordinato di modernizzazione che in breve tempo rinnova radicalmente le istituzioni, le strutture economiche, la vita sociale e culturale immaginato per lunghi secoli - come scrive Montesquieu - "au coin du monde", ai margini della grande storia. Pensato sul modello dei grandi dizionari critici, strumento, quindi, di conoscenza e di studio insieme, Italia napoleonica intende fornire, nell'arco di oltre un centinaio di voci e un ricco apparato bibliografico, una esauriente ricognizione delle vicende e dei problemi di un'epoca intensa come poche nella quale - osserva Giuseppe Galasso nelle pagine introduttive - "la questione nazionale italiana venne percepita come la grande e fondamentale questione degli Italiani".
Novità e nuove edizioni aggiornate per i Tutto, realtà consolidata nel campo dei reference. Per la loro capacità di fornire uno sguardo d’insieme completo e attuale, rispondendo al contempo all’esigenza di una consultazione rapida ed esauriente, sono particolarmente apprezzati da tutti gli studenti. Chiari e scorrevoli nell’esposizione, sono senza dubbio adatti allo studio delle discipline scolastiche, ma si rivelano anche opere di consultazione per gli appassionati. Numerosi gli strumenti di sintesi e di verifica: introduzioni ai capitoli per inquadrare gli argomenti trattati, glossari dei termini e dei concetti, tabelle e schemi riassuntivi, test per valutare il proprio livello di apprendimento.