Riflessione di grande acutezza e spessore intellettuale sulla dimensione della festa per il cristiano e la comunità dei credenti. Spaziando dalla Scrittura alle serie tv, dalla letteratura alla cronaca, l’autore traccia una meditazione a tutto campo sul valore antropologico della festa, indicandola come evento da riscoprire, anche in chiave culturale, per vivere in pienezza la fede cristiana, che si fonda sulla gioia della Resurrezione di un morto.
Anche nell’anno giubilare il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita ha invitato i moderatori delle associazioni internazionali di fedeli, dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità a incontrarsi su un tema che in questa occasione è stato ispirato ai contenuti dell’anno santo: "La speranza vissuta e annunciata: il dono del Giubileo per le aggregazioni ecclesiali". In questo libro sono raccolti gli atti del consueto appuntamento annuale. Il volume contiene le relazioni di Andrea Riccardi, Luigino Bruni, Donna Orsuto e del Card. Luis Antonio Gokim Tagle. Inoltre, si leggono tre testimonianze di aderenti alle associazioni, ai movimenti e alle nuove comunità che illustrano esperienze di vita nei contesti difficili delle periferie esistenziali, come anche i loro metodi di formazione e di evangelizzazione.
Ventuno interviste ad altrettante donne afghane costrette a fuggire dal loro Paese. Ventuno storie di donne che nonostante tutto continuano a combattere per rivendicare la parità di diritti, la pace, l’uguaglianza, la libertà, la possibilità di professare la religione che si preferisce o anche semplicemente di viaggiare o andare in bicicletta. Sono storie di resistenza. Per questo, pur con le differenze di tempi e di luoghi, viene proposto un parallelismo con le ventuno Madri Costituenti della nostra Repubblica: stessa forza, stesso coraggio, stesse battaglie, stessa determinazione di quelle ventuno donne che ottant’anni fa furono elette nell’Assemblea Costituente. Le storie raccontate, frutto di interviste realizzate dall’autrice, contengono informazioni di prima mano.
In questo saggio magistrale Klaus Held, uno dei più autorevoli eredi della fenomenologia di Husserl e Heidegger, indaga le radici e il futuro della fede biblica applicandovi gli strumenti della "fenomenologia del mondo". Rovesciando la tradizionale opposizione tra Atene e Gerusalemme, ne mostra la radice esperienziale comune e svela come la metafisica abbia tessuto un "vestito di idee" che ha nascosto l’esperienza originaria di Dio nel "mondo della vita". È necessario, dunque, riscoprire il "mondo della fede" a partire dall’esperienza del popolo d’Israele, per metterla a confronto con la filosofia greca e, infine, con il suo configurarsi come fede cristiana. In questo quadro vengono analizzate con lucidità esperienze fondamentali come la speranza e l’amore del prossimo, interpretando quest’ultimo, sulla scorta della parabola del buon Samaritano, come un atto che supera i confini della cerchia familiare. Il carattere religiosamente straordinario e non convenzionale del messaggio di Gesù è il primo passo che conduce a quella che Held profila come la futura tragedia della fede monoteista: essa è destinata ad autodistruggersi perché, nell’epoca dell’esperienza globalizzata dell’unico mondo, si presenta nella sua forma pura e proprio così, paradossalmente, potrebbe giungere a conclusione. Il libro, che unisce rigore filosofico e passione per le grandi domande, offre una diagnosi spietata del nostro presente e una chiave di lettura indispensabile per comprendere il destino della fede nella civiltà occidentale.
La preghiera è un pilastro dell’esperienza umana. È un’azione che consideriamo spesso intuitiva, ma che racchiude in sé una profonda complessità e un legame intrinseco con il nostro modo di comprendere il mondo e noi stessi. Ebbene, questo libro esplora il legame essenziale e stimolante tra preghiera e conoscenza, all’intersezione fra teologia e filosofia. Con un’analisi dettagliata di venti testi biblici selezionati - quindici dall’Antico Testamento e cinque del Nuovo - che rappresentano diverse forme di preghiera (quella domanda, di supplica, di riconciliazione, di lotta, di ringraziamento), Clemens Sedmak intraprende una lettura ravvicinata" volta a far emergere le dimensioni epistemologiche insite nell’atto di pregare. È un tentativo di porre domande ai testi biblici per ottenere una comprensione più ricca di cosa significhi pregare e di cosa riconosciamo di Dio e di noi stessi nel farlo. Il libro mette in luce come la preghiera e la conoscenza si influenzino reciprocamente in una relazione tridimensionale: la conoscenza plasma la preghiera; la preghiera conduce a una conoscenza più profonda; e, insieme, conoscere e pregare modellano la vita nel mondo sociale. Sedmak, offrendo spunti che vanno oltre la superficie, e così affrontando questioni cruciali ed estremamente stimolanti, esplora come la preghiera possa condurre a una visione sacramentale del mondo, dove il visibile e l’invisibile si connettono. Una ricerca che è «tanto preghiera quanto riflessione sulle preghiere».
Per quaranta giorni Andreas Knapp si ritira nel cuore del Sahara algerino. In questo libro - il suo diario intimo di un’esperienza radicale - narra di un viaggio nel deserto che diventa specchio di una profonda ricerca interiore, lontano dal frastuono e dalle certezze familiari. Nella solitudine e nel silenzio più assoluti, Knapp si confronta con le sue paure e i suoi desideri più intensi, riscoprendo il valore inestimabile della gratuità - l’esperienza che «tutto è un dono, tutto è grazia» - e la forza della fragilità umana. Meditando sui Salmi e sul Vangelo di Marco, peregrinando all’alba tra le dune e nella bellezza abbagliante della luce desertica, l’autore ci invita a vedere il paesaggio aspro come un "libro della natura" e un luogo privilegiato di incontro con Dio e con se stessi. Con un linguaggio accessibile e una sincerità disarmante, Knapp condivide intuizioni esistenziali che trasformano la prospettiva sul senso della vita e della fede. Un’opera che, come le impronte sulla sabbia, ispira a rallentare il ritmo, ad accogliere la transitorietà e a trovare la propria "Nàzaret" - la presenza divina - nella semplicità e nelle sfide della quotidianità, anche al ritorno nel proprio "deserto" urbano. Questo libro unico è un profondo incoraggiamento per credenti e cercatori di senso, una lettura che nutre il desiderio di pace interiore e riconnette con la propria vita e fede.
In un tempo in cui siamo invitati a riscoprire la sinodalità come dimensione costitutiva della Chiesa, emerge la necessità di ripensare a fondo prassi e strutture della vita ecclesiale. In questo volumetto Raúl Biord Castillo propone un percorso di riforma pastorale e strutturale nella diocesi. Partendo dalla consapevolezza che ogni diocesi è «Chiesa particolare», lo studioso e pastore venezuelano riafferma il ruolo originale del vescovo: non più dominus, ma servitore della comunione e «fondamento visibile dell’unità» nel popolo di Dio. Il vescovo viene così chiamato a esercitare il proprio ministero come cammino condiviso coni fedeli, in spirito di ascolto e corresponsabilità. La seconda parte del libro mostra come tradurre questa visione in realtà concrete: la diocesi diventa una comunità in cammino, in cui il vescovo e i suoi collaboratori costruiscono insieme al popolo di Dio un progetto pastorale condiviso, fondato sul dialogo e sulla partecipazione. Il testo illustra forme operative di corresponsabilità: l’elaborazione dei piani pastorale partecipati, il ricorso ad assemblee diocesane, il rilancio dei consigli (parrocchiali, zonali e diocesani) e l’organizzazione di sinodi diocesani. Questi strumenti concreti sostengono l’azione di una Chiesa in uscita, capace di decidere e vivere la propria missione insieme ai fedeli. Così ripensata, seguendo le intuizione del Vaticano II e del recente cammino sinodale, la diocesi si rivela un vero organismo di comunione: popolo che cammina, prega, decide insieme. È questo il motivo per cui Biord Castillo tratteggia un itinerario concreto per far germogliare, nel quotidiano delle diverse comunità, una Chiesa locale autenticamente sinodale.
Le ragazze e i ragazzi che pregano hanno una marcia in più. Questo libro ti insegna a farlo... con gioia!
Età di lettura: da 8 anni.
Proseguendo nella ricerca avviata con il primo volume di Teologia in ginocchio, l’autore torna a riflettere su alcune domande capitali: la teologia deve rinnovarsi? Nell’eventualità lo faccia, in che direzione? A domande così impegnative risponde l’autore, che muove dalla suggestione di Hans Urs von Balthasar sulla necessità di una "teologia in ginocchio" che non perda nulla del rigore scientifico e non indulga al pietismo o al devozionismo, ma stia "con la testa in cielo e i piedi per terra", "fedele alla terra" dove scruta i misteri del cielo. Come esemplificazione e inveramento della sua proposta teologica, l’autore ha messo mano alla redazione di un "salterio nuovo", peculiarmente cristiano, di cui questo volume propone il secondo blocco di 33 componimenti, dedicati a Gesù Cristo, "luce da luce" che illumina la nostra mente e la nostra vita.
La teologia della disabilità è sorta negli Usa per criticare i modelli riduttivi in cui veniva pensata l’esperienza della menomazione sia in ambito filosofico che religioso. Si volle contestare l’attribuzione esclusiva di competenze assistenziali al mondo biomedico, sottrarre all’isolamento i soggetti disagiati e le loro famiglie, modificare il carattere disabilitante delle nostre società e della stessa chiesa cristiana e infine riconoscere che la sofferenza merita una prossimità rinnovata, esperta, sufficientemente finanziata dagli Stati. La teologia ha corretto le immagini gloriose, "normo-abili", onnipotenti, invulnerabili, impassibili del Dio di Gesù Cristo. Se questo Dio si è identificato nell’uomo di Nazareth, il profeta crocifisso, caduto negli inferi e risuscitato, siamo autorizzati a pregare e pensare un "Disabled God", che eternamente conserva le ferite di un corpo "spezzato" dal male, recependo nella vita trinitaria la passione del Figlio incarnato.
La Via Lucis è una preghiera che ripercorre gli incontri di Gesù risorto con i discepoli fino a Pentecoste, donando gioia, liberazione e speranza pasquale. Vuole farci vivere l’esperienza dei testimoni che mangiarono e bevvero con Gesù dopo la resurrezione, trasformandoli in annunciatori coraggiosi di Cristo. Solo se lo Spirito del Risorto ci pervade, potremo essere testimoni credibili del bene che sconfigge il male e dell’amore che disarma l’odio. Questo libro offre uno strumento di preghiera per una rinnovata gioia pasquale che infonda coraggio, forza e speranza. Incontrando i testimoni e corroborati dallo Spirito, possiamo divenire artefici di un mondo nuovo, promotori di una «cultura di vita» e annunciatori della Speranza che non delude.
A distanza di due anni il nuovo volume dell’Annale "Parola e Tempo", torna a presentare una preziosa raccolta di testi e approfondimenti legati alle esperienze di studio, ricerca e confronto più significative fiorite grazie al lavoro accademico e pastorale promosso dall’ISSR interdiocesano. Questa edizione si distingue per la ricchezza e varietà delle tematiche affrontate che spaziano dal sapere teologico, a quello biblico, spirituale con aperture e affondi su specifiche tematiche legate al dialogo ecumenico e interreligioso, alla filosofia, all’arte e alla poesia. Il volume, suddiviso in sette aree tematiche, si apre con un dossier dedicato alla figura e al pensiero di Teilhard de Chardin, pensatore di frontiera tra fede e scienza, il cui messaggio, a 70 anni dalla morte, continua a provocare e ispirare la teologia contemporanea. Si distinguono contributi di spessore dedicati al dialogo ecumenico e interreligioso, con particolare attenzione a figure come Dumitru Stăniloae o p. Arsenie Boca. Ancora, spazio significativo è riservato a figura e opere di Italo Mancini, Romano Guardini, Dietrich von Hildebrand, testimonianze di un pensiero cristiano che si interroga in profondità sulle categorie fondamentali dell’esistenza. Non mancano, come segnalato, contributi di esegesi e spiritualità biblica (il Giubileo e i libri di Rut e Qohelet); quindi uno sguardo originale sull’arte sacra, con riflessioni che intrecciano estetica, liturgia, patrimonio culturale e responsabilità pastorale. Il volume si propone, ancora una volta, come luogo vivo di elaborazione e discernimento, in cui la fede si confronta con le sfide del presente e si apre a un dialogo fecondo tra Rivelazione e cultura, tra Chiesa e mondo.