Quando giunge a Roma il 29 ottobre 1786 Goethe esclama: "Sono finalmente arrivato in questa capitale del mondo!". La Città Eterna, con la sua mirabile e intensa bellezza, con i suoi monumenti, i suoi palazzi, le sue strade, è testimone degli splendori e della decadenza dell'intera civiltà occidentale, come una sorta di eterno teatro della storia. Non c'è stile o movimento artistico e architettonico, dal passato più antico al presente, che non sia rappresentato nella sua espressione più piena e felice in questa città straordinaria e unica al mondo. La nuova edizione di questo volume ripercorre le fasi storiche e artistiche salienti della città attraverso una serie di nuovissime immagini di grande impatto visivo, raccontando questo luogo che, oltre che fisico, è luogo dell'anima e dello spirito. L'umanità identificò sempre Roma con le proprie aspirazioni politiche, sociali, religiose ed estetiche: la Roma reale si trasformò gradualmente in quella ideale, ovvero quella dei miti, dei simboli che ancora oggi attraggono milioni di turisti, di pellegrini, di viaggiatori e di studiosi da ogni parte del mondo. Un testo aggiornato in italiano e inglese della storica dell'arte Roberta Bernabei racconta la grande storia e l'arte di Roma e svela allo stesso tempo alcuni capolavori sconosciuti.
In questo volumetto Jean Baubérot ripercorre, con approccio interdisciplinare allargato, in particolare storico e socio-economico, la lunga vicenda della Riforma protestante, dalla prima critica luterana interna alla chiesa alle sfide del mondo sempre più secolarizzato insieme alla vitalità del movimento pentecostale ed evangelicale oggi.
Sono rari i filosofi che si sono interessati alla chiesa in quanto idea. In queste pagine inedite, risultanti da un incontro teologico di più giorni, Paul Ricoeur sviluppa una riflessione del tutto originale che si può considerare, a un tempo, come militante testimonianza di un periodo di passaggio e come banco di prova, come laboratorio di temi filosofici sviluppati, altrove o in seguito, in modo indipendente. Viene alla luce un aspetto del pensiero di Ricoeur troppo spesso trascurato, in cui i lettori potranno cogliere un approccio filosofico nuovo, radicale, la cui ampiezza annuncia alcune delle sue opere ulteriori, la prova di uno sforzo intellettuale innovativo, anche per lui stesso, e dell'importante ruolo che il filosofo ricoprì nella vita intellettuale della Chiesa riformata di Francia». (Dalla prefazione di Olivier Abel)
Nei primi secoli di vita del cristianesimo all'assemblea dei vescovi, il concilio o sinodo generale, è affidato il compito di risolvere i problemi della Chiesa: i conflitti che insorgono sulla dottrina, le questioni morali, le opinioni divergenti sulla distribuzione del potere al suo interno. Dottrina, ortoprassi, ecclesiologia sono le tre direttrici lungo le quali si sviluppano le idee, i progetti, le istanze di rinnovamento. Le riforme applicate a queste tre sfere diventano norme generali; il concilio si impone come l'istanza ultima di giudizio per tutti i fedeli e assume, di fatto, il governo dell'istituzione. Dal Medioevo, quando Roma si afferma come centro della cristianità occidentale, il concilio cessa d'essere lo strumento principale della riforma della Chiesa e il papato ne diventa il grande concorrente. Qual è dunque, in età moderna, il ruolo della sinodo? Quali poteri le restano, quale spazio nel governo della Chiesa? Tra l'autunno del Medioevo e le soglie della contemporaneità queste domande ricorrono frequentemente negli scritti, nei discorsi e perfino nella prassi politica e pastorale di trattatisti laici e di teologi, di religiosi e grandi prelati. A partire dal Quattrocento, la questione dell'identità del concilio si riafferma con forme e modalità inedite, si ripropone durante il Tridentino e ne segue la fortuna storiografica, fino a lambire gli esiti otto-novecenteschi della battaglia culturale che accompagna il processo di secolarizzazione. In questi secoli vengono proposte due concezioni diverse di riforma per concilia: la tradizione della restitutio e quella della instauratio. Alle due tradizioni fanno riferimento, tra Quattro e Cinquecento, i progetti di rinnovamento dell'istituzione e gli appelli all'assemblea conciliare. Successivamente, nell'età della Controriforma, esse ispireranno le narrazioni storiche di Paolo Sarpi e di Sforza Pallavicino e le loro opposte visioni del governo della Chiesa.
In questo breve e semplice libretto si è inteso presentare l’aspetto angelologico e
demonologico della spiritualità di papa Francesco innanzitutto partendo dal suo retroterra spirituale che è quello della tradizione dei gesuiti, ordine di appartenenza di Francesco, che in esso ha esercitato sia la funzione di maestro dei novizi che di provinciale.
L’occultismo rappresenta una delle più gravi sfide alla fede cristiana nell’epoca attuale. Secondo le più recenti statistiche, in Italia operano oltre 22.000 maghi e occultisti. Indubbiamente la stragrande maggioranza di essi sono ciarlatani che ingannano gli “sprovveduti”, ma in alcuni casi è certamente presente lo Spirito del male. L’altra sfida contro la fede cristiana è costituita dalla musica del diavolo e, come più volte ha denunciato la Chiesa nel corso di questi decenni, c’è un filone di musica rock che in qualche modo strizza l’occhio al satanismo. Vediamo in questo libro come il cristiano può affrontare queste due grandi sfide.
In questo libro sono raccolti gli scritti di suor Mildred Mary Neuzil, che dal 1938 fino alla sua morte, avvenuta nel 2000, ebbe esperienze mistiche come voli dello spirito, locuzioni interiori e altri eventi soprannaturali. Le visite straordinarie che suor Mildred Mary viveva assunsero ad un certo punto la natura di una speciale devozione a Maria, che le si presentava con il nome di Nostra Signora d'America. Nostra Signora d'America disse: "Quanto accade nel mondo dipende da coloro che lo abitano. Deve prevalere più il bene che il male per poter impedire l'olocausto che sta alle porte".
Giuliana di Norwich fu una grande mistica inglese del XIV secolo, dichiarata beata dalla Chiesa Cattolica e spesso definita la mistica della felicità e dell’ottimismo.
Le sue “Rivelazioni dell’Amore Divino”, infatti, contengono un messaggio pieno di positività, fondato sulla certezza che siamo tutti amati da Dio e protetti dalla sua Provvidenza.
Giuliana di Norwich, però, comprese perfettamente anche un altro aspetto che non cessa di costituire una provocazione per tutti i credenti: se Dio è sommamente buono e sapiente, perché esistono il male e la sofferenza degli innocenti?
In questo libro viene spiegata l’inevitabilità del peccato.
"Un giorno del 1999, in un improvviso istante di presenza, mi sono accorto che dietro di me restava ben poco di ciò che credevo di essere stato fino ad allora. Ho quindi iniziato a cercare, a osservare, a studiare, a pormi domande. È stato in quell'istante che il mio cuore si è aperto a un'emozione nuova... Sono queste microscopiche pillole di consapevolezza che vorrei ora condividere con te." Esperto di marketing, comunicazione e innovazione, ma anche marito innamorato e padre felice di cinque figli, Oscar di Montigny affida a queste pagine una serie di riflessioni maturate in anni di esperienze sia personali sia professionali, di incontri significativi con personalità fra le quali Tara Gandhi, il Dalai Lama, Lech Walesa, Gorbacëv, Patch Adams, fino ad arrivare a fissare i principi di quella che è stata da lui definita "Economia 0.0": fare del bene e farlo bene, fare della propria vita un dono e fare di questo dono qualcosa di significativo per l'insieme. Un'economia sostenibile che esprima la capacità di esistere insieme, nella relazione col tutto e non soltanto come parte a sé stante. Un'economia basata sul capitale creativo culturale, fondata su trasparenza, gratitudine e responsabilità. E soprattutto sull'Amore, che lui ha definito "l'atto economico per eccellenza".
Pavia. Pietro, Giustino e Davide sono iscritti all'ultimo anno di liceo. Vivono quel momento irripetibile in cui si deve scegliere il proprio futuro, però a comandare sono i primi amori, la scoperta del sesso, il semplice fatto di essere diciottenni. La loro è l'età inquieta e meravigliosa, senza compromessi: tutto pare a portata di mano, ma anche pronto a sfuggire per sempre. Giustino, che da anni sta insieme a Laura, sogna di fare il fumettista, però non si applica davvero; Davide, detto Golia, è un buon giocatore di basket, ma sulla sua strada incrocia la disinibita Lucilla, una distrazione irresistibile. E Pietro teme di fallire il test di Medicina, dovrebbe studiare, invece i suoi neuroni non fanno che ammutinarsi appena compare Anna Pettirosso. I tre amici, infatti, sono spavaldi e cinici quando si tratta di rapporti con le ragazze, fragili e spaventati quando entrano in gioco speranze e sentimenti, proprio come Anna, Laura e Lucilla - ragazzi e ragazze di una generazione che ha paura di sognare e tuttavia non può farne a meno. È un mondo che pulsa davanti ai nostri occhi e in cui entriamo grazie allo sguardo e alle voci interiori dei protagonisti, che irrompono nella narrazione come un gioco di opposti desideri (spesso con effetto comico), fra attrazioni e separazioni, insicurezze e gelosie, partite di pallacanestro e feste notturne, baci improvvisi e risse.
Le figure femminili sono protagoniste dei dodici racconti, alcuni dei quali autobiografici, che compongono questa raccolta: madri, ragazze, bambine, donne in carriera, di estrazione diversa ma accomunate dalla volontà di affermare la propria libertà, l'indipendenza dalle convenzioni, il diritto di amare. Spaziando dalla storia di una coppia di rondini, che diventa metafora della violenza di genere e di stato, a quella di Seher, che insieme all'amore trova la morte, passando per la vicenda kafkiana di Nazan e quella struggente di mastro Hamdullah e della bella Rukiye, Selahattin Demirtas rivela un talento narrativo capace di coniugare ironia, critica sociale e scavo psicologico. Una bambina di cinque anni, un ricordo d'infanzia, una lettera al censore della corrispondenza della prigione in cui è detenuto diventano per lui il prisma attraverso cui scomporre la luce di un'umanità ricca di sentimenti ed emozioni.
Lungomare di Marsiglia, una piattaforma sotto la corniche Kennedy è il quartier generale dove tutti i giorni si ritrovano Eddy, Mario, Loubna e il resto della banda. Ragazzi fra i tredici e i diciassette anni: belli, chiassosi, eccitati, vulnerabili. Si lanciano dalla scogliera sfidandosi tra loro, sfidando le autorità e sfidando soprattutto se stessi, alla ricerca di quell'ebbrezza che li porta a spingere sempre più in là i loro limiti. Dietro le veneziane degli eleganti edifici dall'altra parte della strada, c'è chi li osserva tra disgusto e rapimento; un commissario con qualche conto in sospeso con il passato, e una ragazzina agiata di nome Suzanne. La storia, che a tratti prende i toni del giallo, coinvolge il lettore in una comunione dei sensi, dove tempo e spazio si dilatano. Maylis de Kerangal ci racconta l'equilibrio precario dell'adolescenza colta nella sua meravigliosa pienezza.