A quattordici anni dalla morte del Servo di Dio don Silvio Galli, il volume raccoglie una prima serie di testi trascritti da registrazioni, per una nuova rilettura che punta a incidere le sue preziose parole nell'anima di coloro che ne faranno tesoro. I testi sono raggruppati intorno ad unità tematiche, che sviluppano contenuti cari al ministero della Parola e della predicazione di don Silvio.
Che cosa significa restare umani nell'epoca dell'intelligenza artificiale? Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV sulla custodia della persona umana nel tempo dell'intelligenza artificiale, affronta questa domanda decisiva intrecciando Dottrina sociale della Chiesa, discernimento etico e analisi delle trasformazioni digitali. Senza demonizzare la tecnica, il testo ne mette in luce promesse e ambiguità, richiamando al primato della persona, della relazione e del bene comune. Un contributo autorevole per comprendere e governare l'innovazione senza smarrire ciò che rende l'uomo davvero umano.
La prima enciclica di papa Leone XIV fin dal titolo - Magnifica humanitas - fa emergere la centralità della persona e dell'umanità, nel senso più pieno. E diviene fin dalle prime pagine un appello alla responsabilità personale, ecclesiale e sociale. Nel tempo che vede le nuove tecnologie intelligenti e generative diventare sempre più pervasive e influenzare i processi decisionali, l'immaginario collettivo, i sistemi di governo e le coscienze, c'è una scelta decisiva da compiere: «innalziamo una nuova torre di Babele o edifichiamo la città dove Dio e l'umanità abitano insieme»? Magnifica humanitas vede la luce nel 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum di Leone XIII, ma oggi non è più sufficiente ripetere i suoi insegnamenti, dice il Papa; è necessario interpretare e comprendere i progressi e le sfide del nostro tempo, e agire. Il Magistero del Papa ancora una volta sembra ribadire la centralità dell'umanità nella sua autenticità e singolarità e il dovere evangelico e morale della custodia.
La solitudine di Israele è il quinto numero di Limes del 2026, in edicola e in libreria dal 6 giugno. Il volume esamina la difficilissima condizione in cui versa oggi lo Stato ebraico. Un paese nato per unire gli ebrei e che oggi sondaggi alla mano li divide, ponendo in forse il futuro del progetto sionista. Un paese che si volle "Luce delle nazioni" (Ben-Gurion) e che oggi vive si vede sempre più isolato dal forte dissenso suscitato persino nei suoi più stretti alleati (Stati Uniti e Germania in testa) dalla guerra totale e su più fronti, scatenata dopo il massacro del 7 ottobre 2023. Uno Stato che si propone di salvare gli ebrei dalle persecuzioni, ma che ora rischia paradossalmente di metterli ancor più in pericolo con la ricerca di una "sicurezza totale" mediante la guerra permanente. E che così facendo trascina nella mischia un'America in confusione, ma anche indirettamente i paesi - Russia e Cina - che a vario titolo aiutano l'Iran a non soccombere. Oltre agli Stati arabi, orfani di una garanzia statunitense rivelatasi molto meno solida del previsto. Le tre parti del volume approfondiscono le principali dimensioni della questione, con abbondanza di voci israeliane filo- e anti-Netanyahu. La prima, Israele vuole diventare grande, dà conto del disegno strategico del "Grande Israele" perseguito anche e soprattutto in accordo con la destra ultraortodossa, che oggi sostiene l'esecutivo. Se ne illustrano motivazioni ideologiche e logica strategica, ma anche le aspre critiche che suscita dentro lo stesso Israele sotto il profilo morale e materiale. Particolare attenzione è dedicata ai fronti "attigui": Gaza, Libano, Cisgiordania e Siria. La seconda parte, I dolori di Sion, analizza con otto articoli le conseguenze materiali, psicologiche e sociali dello stato di mobilitazione permanente che da ormai tre anni logora un paese territorialmente e demograficamente esiguo, inadatto a guerre di lunga durata che infatti ha sempre, attentamente rifuggito. L'esagono contro la Turchia - questo il titolo della terza parte - approfondisce infine il disegno di alleanze regionali del governo Netanyahu in funzione anche e soprattutto antiturca, stanti le rinnovate, crescenti frizioni tra Ankara e Israele. Buona lettura.
È una bella domenica di maggio in Costa Azzurra: l'aria è mite, l'alta stagione è alle porte, e alla Bastide, una tipica locanda a conduzione familiare ai piedi del massiccio dell'Estérel, tutti si muovono come dietro le quinte di un teatro, in attesa della consueta invasione all'ora di pranzo. Ma per Émile, che è arrivato dalla Vandea quando era solo un ragazzo e ha risollevato le sorti dell'attività con i suoi manicaretti sopraffini, questa domenica, iniziata come tante altre, è in realtà una giornata decisiva, destinata a chiudere una partita che va avanti ormai da anni. Non saprebbe neanche dire com'è cominciata: quando ha sposato Berthe, la figlia del vecchio titolare? Quando lei ha rifiutato di stipulare un accordo prematrimoniale, non per amore ma per la consapevolezza di essersi comprata il marito? Quando ha cominciato a prendersi delle amanti, quasi per rivalsa contro quella moglie fredda e occhiuta che gli nega anche i piaceri più semplici e gli impedisce di vivere da uomo? O forse quando è arrivata Ada, la strana «piccola selvaggia» assunta come domestica con cui ben presto Émile ha intrecciato una relazione viscerale e ferina? In "Domenica", una volta di più, Simenon dimostra di saper scavare mirabilmente nella psiche dei suoi personaggi per mettere in scena un dramma impietoso come il sole della Provenza nel primo pomeriggio. E il lettore non potrà far altro che restare a guardare, avvinto alle pagine, fino allo spiazzante, magistrale epilogo.
La lettera enciclica Magnifica Humanitas è un monito all'umanità sul «pericolo di smarrire il proprio volto». La magnifica umanità la si ritrova in Gesù Cristo, nel quale il mistero dell'uomo «trova vera luce». L'enciclica si riconnette idealmente alla Rerum novarum di Leone XIII di cui si celebra quest'anno il 135° anniversario, e ripercorre quelli che sono, oggi, i problemi più urgenti della convivenza umana a livello globale. Dopo alcune riflessioni sul magistero sociale della Chiesa e sui beni non negoziabili che la Chiesa è chiamata a difendere, l'Enciclica affronta le sfide poste dall'uso dell'intelligenza artificiale, osservata nell'ambito più ampio del «paradigma tecnocratico», che vede i nostri limiti come un difetto da eliminare, mentre essi fanno parte integrante della nostra natura. La proposta cristiana è il compimento dell'umano, «non deriva da una divinizzazione tecnologica, ma da quella operata dalla grazia di Dio ricevuta in Cristo». Il lavoro della Chiesa e dei cristiani sarà dunque «custodire l'umano nella trasformazione». L'Enciclica conclude il discorso ponendo in primo piano l'importanza di una civiltà dell'amore che ha risonanze sia sociali sia personali, una civiltà nella quale «tutti possiamo fare la nostra parte». Guida alla lettura di Antonio Spadaro, S.I. (sottosegretario del Dicastero per la cultura e l'educazione).
Santa Ildegarda ha svolto un ruolo fondamentale nella medicina medievale. Le intuizioni della badessa di Bingen sulle proprietà di alimenti e bevande, comparate con le attuali conoscenze scientifiche, evidenziano la grande modernità e ampiezza di vedute di questa mistica eccezionale. Le visioni ildegardiane, rivelando la viriditas, forza vitale di piante, alimenti e cristalli, pongono l'accento sulla natura curativa del cibo, sulla giusta misura e sull'armonia tra uomo e natura. Gli Autori, che hanno al loro attivo molte opere sulla medicina ildegardiana, presentano le considerazioni della santa badessa di Bingen circa il potere curativo delle bevande, da lei analizzato anche in rapporto a orario e composizione dei pasti, stagione, condizioni di salute individuali e salubrità delle fonti. Dall'acqua al latte, dalla birra al vino, dalle tisane ai vini medicati, di ogni bevanda, erba o spezie riportano, oltre ai consigli di Ildegarda, notizie storiche, componenti nutrizionali, attuali indicazioni, effetti collaterali e controindicazioni, fornendo un quadro sintetico ma completo delle osservazioni di questa donna straordinaria, definita da San Giovanni Paolo II «luce del suo popolo e del suo tempо».
Viviamo in una fase della storia che ha perso la visione trascendente della vita e nella quale rischiamo di venire travolti dal correre ininterrotto del tempo che passa e che tutto divora. È una visione ben triste a cui non dobbiamo rassegnarci, ma lottare per uscire dai limiti angusti nei quali ci siamo rinchiusi. Dal fondo del cuore avvertiamo una spinta ad andare oltre, perché l'uomo non è un pugno insignificante di polvere. La nostra generazione, in pochi decenni, ha perso Dio e di conseguenza ha perso l'anima e la proiezione verso l'eterno. Adesso vaghiamo qua e là, come dice la Madonna a Medjugorje, nelle tenebre e senza una meta. Questo libro è una collezione di pensieri spirituali tratti dal Vangelo e dai messaggi della Regina della pace, esposti con un linguaggio semplice, che parla non solo alla mente, ma anche e soprattutto al cuore, L'obiettivo è quello di offrire una meditazione quotidiana che aiuti a vivere la fede in profondità, incarnandola nella propria vita, in modo tale da tenere alto lo sguardo nelle fatiche di ogni giorno. Noi siamo chiamati ad essere «le mani tese» di Maria verso tutti coloro che satana ha ingannato con le sue false luci e con le sue promesse ingannatrici (Padre Livio).
Oltre i confini delle terre note, a est, c’erano le terre ignote - buio, orchi, ferro, fuoco, dolore - divise da secoli di guerre, odio e desiderio di vendetta. Il Capitano dei Mercenari, il re bastardo degli uomini dal nome potente e magico, Rankstrail, che aveva battuto gli Orchi e da tempo si riteneva disperso, ne era diventato l’imperatore, seguito, forse guidato, nella mirabile impresa dal soldato semplice Skardrail, ultimo mago del fuoco, stirpe di sacerdoti orchi sterminata da un potere crudele. La pace tra i due popoli era diventata possibile, la fratellanza poteva regnare, ma stava arrivando una nuova minaccia ancora più terribile degli orchi, gli Yurdioni, e una funesta maledizione. Questo volume è la riedizione della seconda parte dell’Ultima profezia del mondo degli uomini, arricchita da un’intera nuova storia e da nuovi, straordinari, personaggi.
Roger Scruton esamina i pensatori e le idee che hanno avuto maggiore influenza sulla sinistra contemporanea. Quali sono oggi le principali posizioni della sinistra e come si sono evolute nel corso del tempo? Il filosofo inglese inizia il suo libro con un’analisi spietata della nuova sinistra e lo conclude con una critica ai filoni chiave del suo pensiero soffermandosi su figure come Gyorgy Lukacs, Jean-Paul Sartre, Jacques Derrida, Slavoj Zizek. Ne emerge una disamina puntuale e senza sconti con una certezza: conoscere la sinistra è il modo migliore per evitarla.
26 luglio 2016, Rouen. Padre Jacques Hamel viene assassinato da due giovani jihadisti mentre sta celebrando la messa. Il mondo intero è sconvolto. Un altro drammatico capitolo della serie di attentati più terribile che la Francia abbia mai conosciuto: Charlie Hebdo, Bataclan, Nizza… Eppure, l’odio non ha l’ultima parola. Nel dolore, avviene un incontro. Roseline e Nassera: l’una piange la perdita di suo fratello, padre Hamel, l’altra è la madre di uno dei terroristi che lo hanno ucciso, Adel Kermiche. Due donne di fedi e culture diverse. Due donne che non sono sorelle di sangue, ma che, nel perdono e nella speranza, si scoprono «sorelle di dolore».