Un piccolo libretto sulla verità del nostro destino dopo la morte.
Ingmar Bergman (1918-2007) è stato sceneggiatore, regista teatrale e cinematografico, scrittore. Il suo lungo itinerario audiovisivo ha attraversato il cinema classico e moderno, in un percorso originale e multiforme, instancabilmente orientato a cogliere nel dispositivo cinematografico il mezzo privilegiato per dare visibilità alle contraddizioni, alle incertezze e alle epifanie dell'immaginario soggettivo. Tra i suoi film più importanti si ricordano: "Un'estate d'amore" (1951), "Il posto delle fragole" (1957), "Luci d'inverno" (1963), "Persona" (1966), "Il rito" (1968), "Sussurri e grida" (1972), "Fanny e Alexander" (1982) e "Sarabanda" (2003). Il volume rilegge e reinterroga l'intera produzione del grande autore svedese.
Il volume trae origine dal Convegno Identità e disgregazione (Roma 11-12/12/07) ma riconfigura tutto il lavoro svolto durante l'11ª edizione del Festival del cinema spirituale "Tertio Millennio", nel cui ambito il convegno si è svolto. Dopo una sezione introduttiva e un gruppo di testi dedicati a Aleksandra di Sokurov, presentato in anteprima italiana proprio a Tertio Millennio, il libro rilegge la questione dell'identità e della disgregazione in due percorsi e in alcuni film di recentissima produzione: da una parte, configurandola come una delle cifre di una postmodernità plurima e proteiforme quanto chiusa e violenta, in cui incontro, dialogo, scambio tra identità cedono il passo allo scontro, al disagio, alla segregazione dell'Altro; dall'altra, il tema è interrogato come la volontaria disgregazione dell'identità, come la progettata cancellazione dell'Altro, questione che attraversa tutto il secolo scorso, scandito dai suoi tragici conflitti, dagli eccidi di massa, dai genocidi. Il libro contiene un testo di Sokurov e un'intervista al filosofo M. Dascal.
Luis Buñuel, coetaneo del XX secolo, lo ha attraversato quasi per intero. Nella sua opera cinematografica, dal folgorante esordio di Un chien andalou (1929) a Quell'oscuro oggetto del desiderio (1977), l'ultimo e definitivo capitolo della sua vicenda creativa, si coniugano la componente onirica surrealista e il realismo visionario spagnolo di Goya. I film realisti di Buñuel (come Las Hurdes, Nazarín, Viridiana) contengono sempre immagini surreali, i film surrealisti puri (L'âge d'or, L'angelo sterminatore), forti elementi di critica sociale. Il surrealismo attraversa tutto il cinema buñueliano; emerge a tratti anche nelle produzioni di genere che il regista è costretto a girare nel suo esilio messicano. Quando, nella sua ultima stagione francese, è finalmente libero dai condizionamenti produttivi, Buñuel riprende i temi surrealisti dei primi film e, modulandoli diversamente, li inserisce in quegli straordinari racconti picareschi che s'intitolano: Bella di giorno (1967), La via lattea (1969), Tristana (1970), Il fascino discreto della borghesia (1972), Il fantasma della libertà (1974).
Alfred Hitchcock (1899-1980) è forse il regista più visto, conosciuto e studiato della storia del cinema. Nella sua lunghissima carriera, con più di sessanta film realizzati, ha attraversato il periodo muto e quello sonoro, la produzione inglese degli anni ?20 e ?30 e la stagione d?oro di Hollywood, mantenendo intatto il suo senso per lo spettacolo cinematografico puro, incredibilmente in equilibrio tra le logiche della produzione industriale e le esigenze della creazione artistica.
Come il volume precedente, centrato sui personaggi più illustri dell'Antico Testamento, quest'ultimo tratteggia con maestria i personaggi più significativi del Nuovo Testamento. Dopo il Sinodo dei Vescovi di ottobre 2008, sul ruolo della Parola di Dio nella vita dei fedeli e della Chiesa, sembra significativo e stimolante conoscere più da vicino e con immediatezza di linguaggio come personaggi quali Giovanni Battista, Pietro, Paolo, Matteo, maria di Nazareth, il suo sposo Giuseppe e tanti altri, abbiano incontrato la Parola e si siano nutriti di essa, fino a diventarne servi.
A riguardo degli angeli, il teologo Gustave Martelet ha scritto che alcuni studiosi « non solo mozzano loro le ali di cui erano stati una volta gratificati, ma si nega loro ogni potere di esistere ». Più in genere, accanto ad un ambiguo rilievo dato alle speculazioni angelologiche specialmente di tipo esoterico, si nota oggi una disaffezione di fondo nei confronti degli angeli. Sono in molti ad aver dimenticato le formule di preghiera e le devozioni, che pure animavano la pietà popolare di alcune generazioni addietro. I due saggi di Erik Peterson e di Franco Manzi offrono profondi spunti di riflessione ai credenti che intendono rimanere fedeli, sia nella pratica cultuale sia a livello dottrinale, alla verità di fede dell’esistenza delle creature angeliche, così com’è rivelata nella sacra Scrittura e interpretata nella vivente tradizione della Chiesa.
Thomas Merton rappresenta una voce nuova sotto vari aspetti, che vengono a concentrarsi nei suoi scritti e nella sua stessa vita, e lo rendono sensibilissimo interprete delle aspirazioni e necessità del nostro spirito, insegnandoci ad ascoltare la Parola di Dio. Il Merton non si fa maestro di altri, ma si espone, si compromette in prima persona. Egli ci aiuta a riscoprire e ad amare Dio, che è stato escluso dagli spazi ufficiali della cultura contemporanea. Il libro che presentiamo focalizza e segue una traiettoria per far capire gli sviluppi del suo ambito di pensiero e di testimonianza. Lo scrittore monaco è universalista e può essere esplorato da molteplici angolazioni: la ricchezza del suo spirito e dei suoi scritti sta alimentando l'interesse di vasti settori della cultura umanistica mondiale.
Una raccolta di 25 celebrazioni da utilizzare nei tempi liturgici e nelle tappe più significative del cammino dell'iniziazione cristiana. Questo sussidio è suddiviso in due parti: la prima accompagna il cammino proposto dai catechismi dei fanciulli Io sono con voi e Venite con me; la seconda segue il catechismo per l'iniziazione cristiana dei ragazzi con Sarete i miei testimoni.
Un libretto con la Via Crucis per adulti. La Via Crucis e' una pratica religiosa, attraverso la quale si vogliono ricordare gli ultimi episodi della vita di Gesu', a partire dalla sua condanna, fino alla morte in croce; a questi eventi si aggiunge il ricordo della risurrezione. Spesso e' considerata solo un 'pio esercizio', una pratica di pieta' rivolta al passato, ferma nel tempo, orientata a suscitare commozione per la dolorosa passione e morte di Gesu' Cristo nostro Salvatore. Certamente la Via Crucis e' tutto questo, ma nello stesso tempo e' molto di piu'. Vissuta con fede e partecipazione, essa coinvolge la nostra vita presente, alla luce dei fatti salvifici operati da Gesu', per orientare la nostra esistenza verso la vita nuova, che Gesu' ci ha meritato mediante la sua passione, morte e risurrezione.
Un testo sul mistero eucaristico. Il senso e lo scopo di questo libro, che si muove tra teologia liturgica e saggezza pastorale, sono in due affermazioni di Benedetto XVI: - L'ars celebrandi, cioe' la celebrazione adeguata del rito, e' nella fedelta' alle norme liturgiche. Essa e' la migliore condizione per favorire la partecipazione attiva, pia e fruttuosa dell'assemblea. - Il mistero eucaristico 'creduto' e 'celebrato' possiede in se' un dinamismo, che ne fa principio di vita nuova. Il culto cristiano non e' relegabile a un momento particolare e privato dell'esistenza umana, ma per sua natura tende a pervadere ogni aspetto della vita, trasfigurandola. (Sacramentum caritatis nn. 38.70.71).