Il presente volume si inserisce nel filone di studio sulle crisi d'impresa che ha visto l'autore già impegnato in passato con pubblicazioni in materia. Nella trattazione proposta, la confluenza dei temi di management e di comunicazione riflette, più in generale, la nuova tendenza, da parte degli studiosi, ad abbandonare la tradizionale concezione della corporate communication come pseudo-disciplina manageriale, destinata ai practitioner, inquadrata in una funzione sostanzialmente operativa, tattica (gestionale), a favore di un orientamento emergente che porta a considerare la corporate comunicazione d'impresa un'autonoma disciplina di management, dotata di un suo corpus di principi, tecniche e strumenti, che integra saperi di molteplici filoni di studio delle scienze sociali. Grazie alle azioni delle due componenti qualificanti il sistema d'impresa (l'organo di governo e la struttura operativa), l'Approccio Sistemico Vitale (ASV) consente, da un lato, di leggere ed interpretare la complessità del contesto esterno ed interno all'organizzazione d'impresa, da cui può derivare la percezione in tempo utile di segnali deboli connessi a fattori di crisi esogeni o endogeni, e, dall'altro, di interagire e stabilire una fitta rete di rapporti fiduciari con i sovra-sistemi (resource-holder), soprattutto con quelli rilevanti. L'alta densità di relazioni costituisce un patrimonio relazionale assai prezioso soprattutto nei momenti sfavorevoli, quando si rende necessaria la comunicazione di crisi che favorisca il dialogo costruttivo con i pubblici e la tutela della corporate reputation. Centrale è la pianificazione di programmi di gestione (anche di comunicazione) flessibili e adattabili alle diverse situazioni d'emergenza che possono presentarsi, l'impiego di metodi simulativi, l'analisi della vulnerabilità, lo studio degli scenari. La metodologia individuata, che, è bene ribadirlo, è resa possibile dalla cornice teorico-concettuale costruita a monte dall'autore, consente di operazionalizzare l'accennato processo di integrazione della gestione della crisi e della comunicazione di crisi. Di tale processo necessitano fortemente le imprese per trovare una possibile soluzione alle situazioni di difficoltà, come chiaramente dimostrano le criticità emerse nei case study analizzati nella parte finale del volume. Presentazione di Alfonso Siani.
Una vita di coppia come tante, una fede molto tiepida e poi la prova della malattia... Proprio questa croce, però, ha permesso a Francesca e Alexander di rivolgersi a Dio come unico e vero baluardo della loro vita, e Lui ha portato pace e serenità in tutto il cammino della malattia conclusasi con la vera nascita “al cielo” di Francesca.
Da allora Alexander non ha mai smesso di testimoniare la loro storia, per condividere la speranza, l’amore e la forza che si apprendono nel dolore e che sono in grado di abbattere la paura per quel mistero che è la morte, che non è la fine di nulla, ma l’inizio di tutto.
Editoriale
Attacco al sacerdozio, attacco all’Eucarestia
di Roberto de Mattei
2
Attualità, politica e società
Contro l’irrilevanza del mondo cattolico
di Riccardo Pedrizzi
8
Riaperta la rupe del Taigeto
di Giorgia Brambilla
10
Alfie, era possibile scrivere un’altra storia – Intervista a Paul Byrne
di Chiara Chiessi
14
Notizie
Polonia – Agenzie globaliste e ambasciate al Gay Pride
di Corrispondenza Romana
17
Francia – La massoneria contro il governo italiano
di Corrispondenza Romana
17
G7 – Trump ferma il Canada abortista
di Corrispondenza Romana
17
Seyne-sur-mer – Attentatrice formata da iman radicali
di Corrispondenza Romana
18
Spagna – Si è aperta la caccia ai simboli cristiani
di Corrispondenza Romana
18
Canada – La Corte Suprema cancella la libertà religiosa
di Corrispondenza Romana
18
Dossier
40 anni dopo un chiaro «no» all’aborto
di Mauro Faverzani
20
Marcia per la Vita «Noi siamo il futuro!»
di Virginia Coda Nunziante
24
Gli eventi prima della Marcia
di Mauro Faverzani e Tommaso Monfeli
28
Ripartita l’Accademia per la Vita
di Tommaso Monfeli
33
Ecco perché la Rai censura la Marcia per la Vita – Intervista a Mauro Mazza
di Gabriele Bodini
36
Arte e Cultura
Una riunione di famiglia di Joseph Clark
di Francesca Bonadonna
38
Fede, Morale e Teologia
«Noi siamo i soldati di Cristo»
di card. Raymond Leo Burke
40
La straordinaria Gloria
di Plinio Corrêa de Oliveira
44
L’inferno c’è
di Lorenzo Formicola
48
Come è possibile individuare, in una folla di sentenze che appartengono al passato giudiziale, quelle che potrebbero essere utili alla decisione di un caso, qui ed ora? Bisogna staccarne una o più, isolarle dalle altre, e costituirle in veri e propri «precedenti», per far sì che il passato serva all'oggi e che ciò che è stato già deciso segni un orientamento. Il «precedente» costituisce, in linea di principio, un'informazione utilizzabile; può entrare nel motore inferenziale che porta alla decisione, e diventare perciò un ingrediente della «calcolabilità giuridica». Con scritti di Guido Alpa, Franco Anelli, Roberto Bichi, Giovanni Canzio, Alessandra Carleo, Bruno Cavallone, Claudio Consolo, Maria Rosaria Covelli, Pietro Curzio, Massimo De Felice, Andrea Di Porto, Antonio Gambaro, Riccardo Guastini, Natalino Irti, Giovanni Legnini, Carlo Mottura, Filippo Patroni Griffi, Andrea Proto Pisani, Renato Rordorf, Michele Taruffo, Romano Vaccarella.
«Suite francese», ultimo capolavoro di Irène Némirovsky, incompiuto, fu pubblicato in Francia solo nel 2004 e ha permesso al grande pubblico internazionale di conoscere una donna straordinaria e una grande scrittrice rimasta in ombra per molto tempo. Nelle intenzioni dell'autrice, «Suite française» doveva essere una "sinfonia in cinque movimenti" sull'epopea vissuta dal popolo francese sotto l'occupazione tedesca. Purtroppo, i "movimenti" furono solo due: «Tempesta in giugno» e «Dolce», due romanzi che raccontano l'uno, la fuga dei parigini mentre in città stanno per arrivare i tedeschi; l'altro, il drammatico rapporto tra una donna francese e un ufficiale tedesco. L'arresto e la deportazione ad Auschwitz impedirono alla Némirovsky di completare la sua sinfonia. A «Suite francese» è legato anche un piccolo mistero: come ha potuto salvarsi dalla furia nazista che volle, con la solita precisione e meticolosità, distruggere tutto quello che apparteneva a Irène e alla sua famiglia?
Nell'alto Medioevo Napoli subì drastiche modificazioni. Da zona di frontiera dell'impero bizantino diventò una delle più rilevanti potenze nel Meridione. Nell'ottavo e nono secolo i Napoletani avevano inoltre ottenuto la piena indipendenza da Costantinopoli, evitato di essere assorbiti dai Franchi e dai Longobardi di Benevento e di subire disastrose distruzioni ad opera dei musulmani. I testi riuniti in questo volume (le uniche opere cronachistiche scritte a Napoli prima del XIV secolo) ripercorrono le vite di tutti i vescovi di Napoli, dal semileggendario Aspreno (I secolo) ad Atanasio II (fine IX secolo) che furono furono messe per iscritto in questo periodo di fondamentale importanza per la città. La disponibilità di pochissime informazioni sui prelati partenopei fino all'ottavo secolo fece sì che la prima parte di questo testo sia poco più che una lista. Molto più dettagliata e ricca di informazioni, non soltanto sui vescovi, è invece la sezione successiva, particolarità che la rende una fonte estremamente preziosa per ricostruire la storia della Napoli altomedievale.
Un'indagine documentata e preziosa, arricchita da testimonianze; l'ha svolta Jean-Jacques Charbonier per scuotere le certezze di molti sul tema dell'aldilà. Nel testo traccia un quadro completo di ciò che tutti noi, anche gli scettici, dovremmo sapere sulla vita dopo la morte. Ha raccolto numerosissimi casi di NDE; testimonianze di coloro che hanno avuto un ictus o un arresto cardiaco; racconti di coloro che sono ritornati dal coma, raccontando il loro viaggio di andata e ritorno nell'aldilà. Dalle esperienze extracorporee e di pre-morte fino alla medianità, ha condotto un'analisi approfondita dei sette fenomeni studiati dalla scienza che dimostrano come la vita prosegua anche dopo la morte del corpo. L'autore analizza e demolisce le ipotesi dei detrattori (anossia, allucinazioni, memorie) con argomenti convincenti e fornisce sette buone ragioni documentate per credere nella vita dopo la morte.
Il nazionalismo non è morto. Sopravvive alla globalizzazione perché nelle democrazie avanzate spesso abbandona i tratti più marcatamente aggressivi o rivendicativi per comparire sotto le vesti "banali" della bandiera esposta negli uffici pubblici, nei riferimenti culturali diffusi dai mass media, nella simbologia più o meno esplicita delle ritualità sportive. In questo volume, che ormai è divenuto una pietra miliare della riflessione sul nazionalismo, tradotto in diverse lingue, Michael Billig ci porta a osservare come il nazionalismo si riproduca in tutti gli aspetti della nostra vita quotidiana come un fenomeno normalizzato e rassicurante. Occorre rendersene conto per comprendere il mondo in cui viviamo senza ricadere nelle semplificazioni giornalistiche.