Marc Augé li chiama da sempre nonluoghi, riscontrando in essi un deficit di identità, di relazioni e di storia: sono le stazioni, i porti, i luoghi di confine, i treni e gli aerei. Sono luoghi di passaggio dove gli individui sono costretti a transitare per vari motivi, ma in cui non sono obbligati a tessere rapporti interpersonali. Per il filosofo, tuttavia, oggi il mondo intero è diventato un nonluogo. Di fronte agli schermi di tablet, cellulari e computer il tempo planetario viene percepito in accelerazione e, allo stesso tempo, ridotto a un puro presente che ci condanna all'ostentazione superficiale e all'oblio immediato. In questo presente segnato dalla velocità e dal potere dell'immagine, l'ordine sequenziale delle nostre esistenze risulta frammentato, trasmettendo la sensazione di disorientamento del viaggiatore d'affari, che passa da un albergo all'altro sentendo che la vita vera scorre altrove. Nell'individualismo passivo dedito al consumo di notizie, immagini e oggetti, promosso dalla mondializzazione di internet, il singolo è costretto a cercare da solo il senso della propria esistenza, vivendo, proprio per questo, una solitudine vertiginosa all'interno di una crisi profondamente relazionale e, quindi, sociale. Oggi il web ci da l'illusione di partecipare in prima persona al dibattito pubblico e di mostrarci agli altri per come siamo, in realtà ci trasforma da esseri fatti di corpo, reciprocità e parole in fantasmi digitali. La rivoluzione indicata in questo libro sprona a non accontentarsi di essere un apatico sguardo sul mondo in immagini: quello sguardo, da passivo che era, deve farsi attivo, diventando amicizia, fraternità, responsabilità e, forse, anche profezia.
Il viaggio di un consumatore esperto per vincere la diffidenza. Oggi quasi tutto può essere bio: dalla cosmesi al turismo, dall'odontoiatria all'edilizia. Qualche decennio fa il biologico era una scelta per fricchettoni seguaci di qualche filosofia orientale. In seguito, è diventata una moda per radical chic. Poi il mondo si è ricordato che siamo ciò che mangiamo, si è reso conto che le risorse terrestri sono limitate, che nel nostro piatto ci finisce troppa chimica, e così il bio è parso una seria opportunità di salvezza. E allora viva il biologico! Mangio solo biologico! Voglio pure l'auto biologica! Fino allo sbarco nei supermercati. Subito dopo, però, sono nate le domande scettiche: ma se mi converto al bio non posso più mangiare carne? Neanche a Pasqua? E il latte lo posso bere? E come fa a essere biologica una fragola a Natale? E con l'affettato di seitan ci risuolo le scarpe? L'arrendevolezza di molti scettici non ha tuttavia contagiato tanti imprenditori, agricoltori e visionari che non si sono arresi in questi quarant'anni di biologico in Italia. Questo ha permesso di creare un settore vivace, diventato un business solo negli ultimi quindici anni. Proprio questi visionari Stefano Genovese è andato a incontrare di persona in tutta Italia. Da esperto e da consumatore ha voluto vedere chi c'è dietro le aziende del bio per conoscere le filiere, capire le tecniche di produzione e scoprire la filosofia che le ha ispirate sostenendole nella lotta per restare in attività. Si è visto spalancare le porte di imprese piccole e piccolissime con un'identità specifica - fra cui Libera Terra Mediterraneo, Argital, AmoreTerra, Ca' d'Andrei -, ma anche di marchi storici e giganti del bio: EcorNaturaSì, Ki, Alce Nero, Iris, La Finestra sul Cielo, Probios, Bioalleva. Una carrellata di straordinarie avventure imprenditoriali, tante case histories, per toccare con mano che un pacchero di grano antico, un calice di rosso non trattato, una fetta di caprino di montagna con pane al tarassaco non sono bufale, ma realtà.
Esiste un posto dove i grandi matematici del passato trascorrono spensierati le vacanze: l'esotico arcipelago delle Cifradi. Lì possono divertirsi insieme ai loro vecchi amici di sempre, i numeri.
Nelle isole, ognuna retta da una sua regola matematica, l'allegria non manca di certo…
Ma, come il turista di Cento non tarda a scoprire, una di loro fa eccezione. A Tabellandia, gli abitanti sono novantanove numeri male assortiti e completamente spaesati. Non sanno perché si trovano lì, né quale sia il loro scopo: a differenza di tutti gli abitanti delle isole vicine, a loro manca una regola.
L’atmosfera è deprimente e la vacanza del povero Cento rischia di andare a monte prima di iniziare! A meno che un misterioso villeggiatore, che ha tutta l’aria di saperla lunga, non abbia la soluzione…
Età di lettura: da 7 anni.
Alessandro è un ragazzo di tredici anni che vive in una delle periferie più difficili di Palermo, dove la strada fa da scuola. L'arresto forzato del padre, accusato di omicidio, e il simbolico passaggio del ruolo di capofamiglia a lui segnano il suo modo di relazionarsi con gli amici. Con il grugno sul volto e il pugno chiuso, è sempre pronto ad attaccar briga. Così si è guadagnato il rispetto del quartiere. In classe si sente il padrone e non rispetta le regole. Appoggiato dai suoi amici di sempre, insulta i compagni, specialmente i più deboli, attribuendo loro nomignoli offensivi. Si appropria del materiale scolastico altrui e lo distrugge per puro divertimento. Ha un atteggiamento spaccone e nessuno osa contraddirlo, tranne Caterina, che lo fronteggia senza timore. Un giorno, però, Alessandro mette a repentaglio la vita di un compagno, Danilo, anche se non era sua intenzione. Da questo tragico evento inizia una riflessione su se stesso che gli farà capire molte cose. Una scuola di periferia, una classe problematica, un padre assente, la prepotenza che cresce, gli amici spacconi: tutti gli ingredienti del terreno fertile su cui si sviluppano le dinamiche e il tipico atteggiamento aggressivo del bullo. Età di lettura: da 13 anni.
Infila le scarpe da ginnastica, scalda i muscoli e vai alla scoperta di Sportopedia: una guida a oltre 50 sport tra i più amati, raccontati con vivaci illustrazioni colorate, divertenti curiosità ed eventi storici a dir poco bizzarri!
Scopri in quale sport si usava un cesto per la frutta, a cosa giocavano gli antichi greci perché i lottatori di suo non indossano quasi nulla! Dai più popolari ai più misteriosi, questa guida passa in rassegna sport di squadra, di precisione, da combattimento, l’atletica, sport motoristici e molti altri.
Ricca di divertenti illustrazioni, ogni scheda comprende una breve introduzione, caratteristiche fondamentali e curiosità. Ogni sport viene raccontato nel pieno dell’azione con didascalie che spiegano i momenti chiave.
I libri Montessori-Clementoni propongono alcune attività ispirate al metodo educativo sviluppato da Maria Montessori, scienziata italiana nota in tutto il mondo per il suo contributo in campo pedagogico. In questo libro le parole sono per gli adulti, che a volte dimenticano la bellezza di leggere le immagini con i bambini. I bambini per appassionarsi devono poter vivere insieme agli adulti esperienze di lettura piacevoli e ripetute. Le parole qui sono uno spunto: agli adulti la possibilità di aggiungere tutto ciò che le immagini evocano. I numeri incavati invitano il bambino ad esplorare con il dito le forme. Età di lettura: da 3 anni.
La storia dei primi 10 anni di Gioventù Studentesca raccontata attraverso le bellissime foto di Elio Ciol, molte delle quali inedite. Un grande fotografo, Elio Ciol, conosciuto in tutto il mondo ha incrociato la vita di don Giussani nei dieci anni (1954-1965) in cui il sacerdote milanese dava vita a Gioventù Studentesca, la comunità che sarebbe poi diventata Comunione e Liberazione. Di quel decennio, le foto di Elio Ciol sono una testimonianza essenziale. Le più importanti sono raccolte in questo libro fotografico, accompagnate dal racconto storico di Massimo Camisasca e dalle testimonianze di due nomi molto conosciuti e stimati all'interno del movimento di Comunione e Liberazione: la psicologa Eugenia Scabini e don Pigi Bernareggi, missionario in Brasile da 50 anni. Prefazione di Julián Carrón.
In un mondo dominato dalla scienza e dalla tecnica, rischiamo di non capire più i grandi capolavori della letteratura. Sul versante della critica, negli ultimi decenni abbiamo messo a punto una serie di strumenti assai efficaci per l'analisi dei testi, a cominciare dalla filologia e dallo strutturalismo, che hanno assunto un'importanza crescente nell'insegnamento. In parallelo, fiorisce una produzione narrativa sempre più ripiegata sull'io, e hanno grande fortuna i romanzi di puro intrattenimento. Tuttavia rischiamo di perdere di vista quello che è il senso profondo della opere letterarie, quello che le rende importanti e necessarie. In queste pagine appassionate e polemiche, Tzvetan Todorov - che all'inizio degli anni Sessanta ebbe un ruolo determinante nella diffusione dei formalisti russi - va al cuore del problema: a che cosa ci serve, oggi, la letteratura? Todorov parte dalla propria vicenda di studioso, prima nella Bulgaria sovietica e poi nella Parigi di Genette e Barthes. Discute i metodi più in voga d'insegnamento della letteratura. Esplora l'attuale produzione narrativa. Soprattutto, si confronta con la lezione dei grandi del passato per ritrovare e rilanciare il valore insostituibile della parola scritta.
Su una piccola isola al largo della costa irlandese una comunità di monaci conserva la «fede dei padri», rendendo culto a Dio nelle forme che la Chiesa ha praticato per secoli. Quando le televisioni americane e la BBC vengono a saperlo, l'antica abbazia di Muck diventa un caso mediatico internazionale: le riprese delle messe in latino e delle confessioni individuali attirano da tutto il mondo cattolici fedeli alla Tradizione e alla liturgia stabilita dal Concilio di Trento. Quella pubblicità appare intollerabile a Roma, dove il Concilio Vaticano IV ha appena sancito la contaminazione del cristianesimo con il buddhismo e l'apertura al secolarismo. Per mettere fine allo scandalo, Roma invia sull'isola un inquisitore, padre Kinsella, con l'incarico di «convincere» l'abate della comunità, Tomàs O'Malley, ad allinearsi al Vaticano e a porre fine a quell'intollerabile «eresia». Kinsella scoprirà in O'Malley un uomo di fede assalito dal dubbio, ma convinto che la Tradizione e la verità delle Scritture non richiedano aggiornamenti e compromessi con i tempi. Il confronto tra i due - uno scontro di psicologie, prima ancora che di dottrine - è il cuore della storia narrata da Brian Moore in "Cattolici", un romanzo breve intriso di mistero e suspense.
Il genio femminile oggi: società, cultura, educazione a trent’anni dalla Mulieris dignitatem.
Sommario:
Prospettive antropologico-pedagogiche
Su genio della donna: corpo femminile, polarità femminile, spirito femminile.
Il genio femminile nella coppia.
Alle radici bibliche del genio femminile. La reciprocità uomo-donna tra antropologie e pedagogia.
La differenza femminile alla scuola della fenomenologia. A partire da Hedwig Conrad-Martius
Il genio femminile e il rinnovamento dell’antropologia della sessualità
Donna e Chiesa
Genio femminile e ministeri
Genio femminile, donna consacrata e femminilità
La bellezza spirituale di Suor Zdenka nelle opere di Anton Habovstiak
Scenari educativi e presenza femminile
Donne a scuola. Una storica conquista
Il genio femminile nella formazione e nelle professioni educative
Donne migranti: il genio femminile alla prova negli scenari di educazione interculturale
La maternalizzazione dell’educazione come sfida dell’istruzione scolastica
La donna nelle pratiche educative
Una società al femminile. Il nuovo contributo della donna all’educazione dell’umanità
Giovani donne e genio femminile
La premura come traduzione della risonanza della mente e del cuore
Rassegna bibliografica
La lettera apostolica Mulieris dignitatem: una bibliografia (1988-2018)
Attraverso prospettive che attingono alle varie anime delle scienze sociali, e prevalentemente dalla geografia umana, il volume analizza come i turisti e le loro pratiche di consumo di oggetti, cibi e servizi trasformino i luoghi e le strategie di sviluppo dei territori. Molti spazi geografici sono infatti prodotti e plasmati in profondità da questi fenomeni. Non a caso numerose strategie di promozione del territorio in Europa si basano oggi proprio sulla costruzione di marchi e immaginari che mescolano merci e paesaggi, idee di autenticità e geografie del consumo transnazionali. In questo scenario, si avanza la tesi che la promozione turistica dei luoghi possa essere intesa non solo come costruzione di politiche istituzionali sollecitate dall’alto, ma anche come un insieme di strategie complesse che consentono la “messa in scena” di performance da parte di un’ampia gamma di attori, inclusi i turisti.
Chiara Rabbiosi, ricercatrice, è nata a Milano nel 1980. Si occupa delle relazioni tra società e territorio con particolare riferimento alla rigenerazione urbana e agli spazi del turismo e del consumo, privilegiando metodologie di ricerca qualitative e partecipative. Dopo aver frequentato un dottorato interdisciplinare in Studi Europei Urbani e Locali, ha svolto attività didattica e di ricerca in Italia e all’estero presso diverse istituzioni, tra cui l’Institut de Recherche et d’Études Supérieures du Tourisme dell’Università Paris I Panthéon Sorbonne, il Dipartimento di Geografia dell’Università di Sheffield, e l’Accademia Estone di Belle Arti di Tallin. Dal 2012 lavora nel campus di Rimini dell’Università di Bologna presso il Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita, dove collabora anche alle attività del Centro di Studi Avanzati sul Turismo.