Después de varios años agotado reeditamos de nuevo este magnífico libro de S. E. el Cardenal Carlo Cafarra. Vida en Cristo es una visión sintética de la moral cristiana, basada en lo que podrían llamarse líneas centrales de la predicación moral de la Iglesia. En esta obra se recogen las reflexiones del Prof. Caffarra del camino que la persona humana debe recorrer hacia esa plenitud es Jesucristo, y que se estructura en torno a los siguientes ejes: el fundamento, o exposición de los principios constitutivos de nuestra vida en Cristo (Parte I); la mediación, o exposición de las normas que regulan esa vida (Parte II); y la respuesta, o exposición de la actuación concreta de nuestro vivir en y por Cristo (Parte III). La fidelidad a la tradición moral de la Iglesia y a la reflexión racional, la rica y vasta fundamentación bíblica son, junto a otras, algunas de las características de esta obra
L’immagine che l’uomo rivela di avere di Dio ha rappresentato per lungo tempo oggetto d’interesse particolare per lo studio della psicologia, in quanto studio della condotta umana e, quindi, anche dell’atteggiamento religioso.
L’intento di questo libro è, partendo dall’analisi critica delle indagini condotte in Italia sull’immagine di Dio nel preadolescente, poter rendere ragione della complessità, da una parte, e della funzionalità, dall’altra, di uno studio dello sviluppo dell’immagine di Dio in età evolutiva, considerandone la relazione con altri costrutti significativi quali la maturità psicologica, l’autostima, la qualità delle relazioni parentali e significative, e ciò a partire dai contributi di autori diversi e di approcci complementari.
Tale contributo riteniamo possa costituire una positiva base di lavoro per sostenere ulteriori studi e ricerche nell’ambito della relazione con la divinità e più diffusamente rilanciare la riflessione psicologica sulla religione, facilitando la comprensione di fenomeni sociali e culturali troppo spesso trascurati e confinati come «privatismi e devozionalismi», o quali manifestazioni di una presunta immaturità della persona, finendo col non considerare o non sfruttare appieno le potenzialità e la forza di promozione umana racchiuse in una esperienza religiosa autenticamente vissuta
Il testo descrive le tecniche che sono state sviluppate negli ultimi trent'anni per osservare, valutare, diagnosticare la situazione relazionale tra il bimbo piccolo, neonato in particolare, e chi si prende cura di lui, in primis i due genitori.
Questo libro vuole contribuire a chiarire la natura della conoscenza come interpretazione e la natura dell’interpretazione stessa come servizio reso alla verità e alla vita, agli altri e a se stessi. Ascoltando la lezione di autori quali Theodor Adorno, María Zambrano, Raimon Panikkar ed Emmanuel Levinas, si giunge a riconoscere che la sapienza ermeneutica, essenziale in tutti i campi della conoscenza e non solo in filosofia, costituisce un efficace antidoto sia al fanatismo che allo scetticismo. Le diverse vie lungo le quali l’approccio ermeneutico coltiva la conoscenza convergono nel comprendere che la verità è amore. Un amore sconosciuto e fondante per ogni vita e per la storia. L’interpretazione svolge il suo servizio se ascolta, decifra e segue l’invito di questo amore. Nella filosofia o nella teologia, nell’esegesi o nella storiografia, nelle scienze umane o in quelle naturali, nell’arte come nell’esercizio quotidiano della ragione, quanti non riducono il sapere a potere, ma vivono la conoscenza come servizio per la vita vera e comune, troveranno in questo testo motivi per una riflessione feconda.
Un piccolo libro dove trovare le parole per ringraziare Dio e ritrovarsi uniti come famiglia giorno dopo giorno.
Un piccolo regalo a chi riceve per la prima volta il Sacramento della Comunione, per scoprire Gesù che si dona ai suoi amici.
Un piccolo libro dove trovare le parole per ringraziare Dio della giornata appena trascorsa.
Una lettura per certi aspetti inedita dell'opera di tre maestri: interpretata , l'opera, alla luce delle consapevoli e inconsapevoli emergenze di un oltre che si profila allo sguardo naturale che caratterizza l'arte del XIX secolo.
Lo stupore ineffabile per la grazia ricevuta dall'alto e la scoperta costante del limite umano nelle pieghe del tempo segnano l'esistenza terrena del credente. Destinatario dei doni di Dio, per lui si dischiude, nel limite posto alle cose dal creatore, la ragione che permette la vita e la relazione con l'altro da sé. Queste poche pagine indagano il significato di tale primigenia tensione. Una convincente rilettura del secondo capitolo della Genesi e una meditazione della drammatica vicenda personale dell'apostolo Paolo, compongono una singolare e suggestiva riflessione sull'uomo di ogni tempo.
Il "principio dialogico" è il "filo d'Arianna" scelto per attraversare la vasta e affascinante opera di Balthasar: esso indica un sentiero promettente e non ancora pienamente esplorato. La cornice entro la quale il saggio si colloca è offerta dall'ipotesi che il "principio dialogico" sia interpretabile come chiave di volta di una possibile teoria del soggetto diversa da quella costruita sul trascendentale. Se tale ipotesi ha una sua plausibilità, essa invita ad una revisione (almeno parziale) dell'immagine di Balthasar come teologo che, quale custode arcigno della trascendenza della Rivelazione, giunge fino alla radicale esclusione di qualsivoglia accostamento antropologico al cristianesimo. Rimane tutto lo spessore della sua critica, a volte aspra, all'approccio trascendentale - e segnatamente a quello elaborato da Rahner - ma ci sarebbe anche - nei suoi testi - l'indicazione di una via antropologica alternativa: una via che va "oltre il trascendentale" ma non "oltre il soggetto". L'indagine presente è un primo passo su questa via e un invito a percorrerla fino in fondo, anche per verificare la fecondità teoretica di una lezione balthasariana - quella sul "principio dialogico" - che attende ancora di essere pienamente valorizzata.