Questo volume viene pubblicato per la prima volta nel 1914, insieme a La colonna e il fondamento della verità di P. Florenskij, presso la medesima casa editrice. Prima della pubblicazione Vladimir Ern aveva vissuto, dal 1911 al 1913, a Roma. In due anni di ricerche cosa ha trovato Ern di tanto prezioso da volerlo trasmettere ai suoi amici, di ritorno in Russia?
“È assolutamente indubbio il fatto – afferma Ern – che tra l’ontologismo italiano e le correnti originali del pensiero filosofico russo ci siano dei tratti di una sorprendente familiarità interiore”.
Ern vede in Rosmini “un filosofico bussare, per così dire, alle porte della sconfinata Verità” ma apre una nuova pagina interpretativa: se la teoria della conoscenza “è la base e il fondamento della sua filosofia”, tuttavia “la dottrina sulla creazione deve essere riconosciuta in tutta l’ontologia di Rosmini come il punto più importante”.
Gli autori Vladimir Francevicˇ ern, compagno di classe di Pavel Florenskij, al termine degli studi si dirige con lui a Mosca per incontrare Vladimir S. Solov’ëv (1853-1900). Nel 1910 fonda la casa editrice Put’. Nel 1911 parte con moglie e figlia per l’Italia e si ferma a Roma. Nel maggio del 1913, al suo ritorno a Mosca, sceglie di dedicare a Rosmini la tesi di laurea e nel 1914 pubblica Rosmini e la sua teoria della conoscenza. Nel 1916 Ern pubblica La filosofia di Gioberti e comincia a lavorare a La suprema comprensione di Platone.Viene però stroncato da una nefrite a trentacinque anni, il 29 aprile (11 maggio, secondo il calendario ortodosso) del 1917. rosalia azzaro pulvirenti si è laureata nel 1975 in Pedagogia a Genova, dove ha seguito le lezioni di M. F. Sciacca, fondatore dello spiritualismo cristiano di scuola rosminiana. Si è specializzata in Bioetica all’Università Cattolica e alla Lateranense e ha insegnato Bioetica e Storia della medicina all’Università Tor Vergata e alla Sapienza. Alcune pubblicazioni: Scienza & Etica. Percorsi di comunicazione e formazione (2009); Ern e Rosmini: “una sorprendente familiarità interiore” (2006); Miceli e Rosmini, con l’opera inedita “Idea di un nuovo sistema” (1990); La rinascita del Tomismo in Sicilia (1986).
Un approccio giocoso al tema dei comandamenti e delle beatitudini.
Destinatari
Dai 5 anni.
L’autore
Paola Formica è un’illustratrice di grande esperienza che da più di 10 anni inventa e colora la sezione dei Giochi de «Il Giornalino». Illustra testi scolastici e racconti per bambini per gli editori più conosciuti.
Argomenti di vendita
Un’autrice conosciuta e la bellezza dei suoi disegni!
Un approccio giocoso al tema dei sacramenti.
Destinatari
Dai 5 anni.
L’autrice
Paola Formica è un’illustratrice di grande esperienza che da più di 10 anni inventa e colora la sezione dei Giochi de «Il Giornalino». Illustra testi scolastici e racconti per bambini per gli editori più conosciuti.
Argomenti di vendita
Un’autrice conosciuta e la bellezza dei suoi disegni!
Un modo divertente per apprendere i primi rudimenti sul momento centrale della vita dei cristiani.
Destinatari
Dai 5 anni.
L’autrice
Paola Formica è un’illustratrice di grande esperienza che da più di 10 anni inventa e colora la sezione dei Giochi de «Il Giornalino». Illustra testi scolastici e racconti per bambini per gli editori più conosciuti.
Argomenti di vendita
Un’autrice conosciuta e la bellezza dei disegni!
Viviamo in un mondo globale, ma anche tribale, dove ognuno, a livello individuale, di gruppo, di comunità locale, regionale, nazionale, per paura è istintivamente portato a difendere il proprio invece di aprirsi all’altro. La Parola di Dio porta dentro di sé un tesoro di sapienza, che può aiutarci a percorrere un itinerario di fraternità, oltre i muri d’inimicizia innalzati ogni giorno.
L’autore
Sua Ecc.za Mons. Ambrogio Spreafico è stato docente di Antico Testamento presso l’ISSR della Pontificia Università Gregoriana dal 1978 al 1986 e di lingua ebraica al Pontificio Istituto Biblico di Roma. Ha tenuto la cattedra di Antico Testamento alla Facoltà Teologica della Pontificia Università Urbaniana, della quale è stato a lungo Magnifico Rettore. Nel 1998 è stato nominato Cappellano di Sua Santità. Nel 2008 è stato eletto vescovo coadiutore di FrosinoneVeroli-Ferentino e alla morte del Vescovo titolare gli è succeduto.Autore di numerose pubblicazioni e articoli di carattere biblico e spirituale su diverse riviste e dizionari specializzati, fra i libri si possono ricordare: Marco, il primo vangelo (2000);Il nome di Dio.Temi biblici dell’AnticoTestamento(2002); La voce di Dio. Per capire i profeti (2003); Dio ama i poveri (2006).
I Salmi ci aiutano a pregare, a lodare e a ringraziare il Padre. Ci sono Salmi per chiedere il suo intervento o per pregare quando siamo tristi e sfiduciati, o ancora per rallegrarsi della bellezza della vita e per le meraviglie del Creato. Gesù stesso pregava utilizzando le parole dei Salmi. Con la lettura dei Salmi grandi e piccini imparano a pregare.
Questo bel libro illustrato vuole proprio avvicinare i più piccoli alla preghiera dei Salmi per insegnare loro cosa vuol dire parlare con Dio, invocarlo e rivolgersi a lui. I testi, che riprendono le assonanze e i passaggi della traduzione CEI, proposti in una versione leggermente semplificata, per avvicinare i bambini al linguaggio della Chiesa, sono una preziosa lettura della sera, accompagnati da belle illustrazioni che affascinano i giovani lettori.
Per genitori e bambini dai 4 anni in su che vogliano trascorrere nella serenità della preghiera in famiglia i preziosi momenti prima della buonanotte.
Punti forti
Il testo dei Salmi, pur in parte semplificato per rispondere alle esigenze del bambino, riprende la versione originale CEI per avvicinare il pubblico dei più piccoli al linguaggio e alla preghiera della Chiesa.
Belle illustrazioni, colorate e coinvolgenti.
Destinatari
Bambini dai 4 anni.
Com'era in privato Josemaría Escrivá? Qual era la dimensione umana di un santo come il fondatore dell'Opus Dei? Quale fu il suo atteggiamento dinanzi alle accuse e alle "congiure" mosse contro l'Opera da lui fondata?Che rapporti ebbe con gli uomini importanti del suo tempo, fossero di Chiesa o della società civile?Questo libro è assai più di una risposta esauriente a questi e ad altri interrogativi. Pilar Urbano, giornalista di razza e di talento, dotata di curiosità inesauribile, si dedica alla figura di Escrivá, un personaggio di grande statura, e affronta questo lavoro con audacia ma fedele a una scrittura giornalistica volta a informare con rigore, senza concessioni alle opinioni personali. "Sono entrata laddove il lettore avrebbe voluto entrare. Sono stata nella sua casa di Villa Tevere. Ho registrato un'infinità di dettagli, avventurandomi nei meandri di abitazioni, corridoi, cortili...."
Un piccolo libro dove trovare le parole per ringraziare Dio della meraviglia di ogni giorno.
La preghiera cambia il mondo! Un piccolo libro per cominciare a pregare insieme.
Il gioco è il gioco. L'apprendimento è l'apprendimento. Bisogna tenere ben distinti i due ambiti e possibilmente separati. Al massimo qualche intersezione è consentita solo quando il gioco può essere funzionale all'apprendimento. Al limite al gioco è riconosciuto lo status di strumento. Ma che il gioco sia apprendimento è proprio un'eresia che non ha cittadinanza nella cultura prima ancora che nella didattica. Bene. Questo libro è dedicato agli eretici convinti che i contesti complessi possano essere appresi solo attraverso l'esperienza ludica. Anche nella scuola. La storia e le culture della geografia, la matematica e la fisica possono trasformarsi in una intelligente, regolata pratica ludica. Basta sfogliare queste pagine per trovare stimoli imprevedibili e proposte praticabili. Certo non è facile nella scuola. Perché la scuola ha molti trucchi che falsificano il valore della sua efficacia. Ad esempio non si può dire "adesso gioca che poi ti valuto". Ma imparare può anche essere appassionante e il gioco è sempre coinvolgente; dunque il suo contrario non è il lavoro ma l'infelicità. Gioco e apprendimento non si escludono ma possono vicendevolmente arricchirsi e vivificarsi. Poiché, come afferma George Bernard Shaw, "noi non smettiamo di giocare perché diventiamo grandi; noi diventiamo grandi perché smettiamo di giocare".
Questi commenti ai vangeli domenicali rivelano una grande originalità, rispetto a “cose” simili oggi assai più diffuse, ma più scontate. L’autore intende coinvolgere l’ascoltatore, innanzitutto con una prosa molto piacevole, capace di incantare e di inquietare, allo stesso tempo. (dal «Discorso al termine» di A. Levi e B. Rinaldi)
Camillo De Piaz
nato nel 1918, frate dei Servi di Maria, compiuti gli studi è stato ordinato presbitero nel 1940. A Milano ha conseguito poi la laurea in Lettere. Dagli anni della Resistenza – periodo in cui collaborò al foglio clandestino L’Uomo –, è vissuto, come il suo amico e confratello David M. Turoldo, nel convento di S. Carlo al Corso in Milano.
Protagonisti ambedue di una grande stagione di ricostruzione civile, culturale e di rinnovamento ecclesiale, negli anni ’50, diedero inizio al centro culturale “Corsia dei Servi”. Ma venne poi allontanato da Milano nella metà degli anni ’50, e fu trasferito nella sua terra natale, Tirano (Valtellina) dove è rimasto fino alla morte, avvenuta il 31 gennaio 2010. Uomo di vasta cultura, fu attento al dialogo e costruttore di relazioni d’amicizia.
Nel semplice incontro di un uomo con l’altro uomo si gioca, secondo Lévinas, l’essenziale, l’assoluto: nella manifestazione, nell’“epifania” del volto dell’altro scopro che il mondo è mio nella misura in cui lo posso condividere con l’altro. E l’assoluto si gioca nella prossimità, alla portata del mio sguardo, alla portata di un gesto di complicità o di aggressività, di accoglienza o di rifiuto.