È soprattutto il Vangelo di Marco a caratterizzare il ciclo liturgico dell'anno B. I commenti alle letture della domenica, delle Solennità e di alcuni momenti-forti dell'anno accompagnano il cammino di fede dei credenti attraverso la liturgia. In questo anno del ciclo liturgico emerge in modo del tutto particolare la figura di Gesù. Un discorso immediato, ma incisivo e provocatorio, quello che fa l'autore, aiutando così il lettore ad accogliere la scrittura nella propria vita come lo specchio su cui ci si deve riflettere se ci si vuole dire cristiani. Il libro, utile per uso personale di ogni credente, è altresì adatto per sacerdoti o per i gruppi liturgici che vogliano approfondire la parola.
Nel libro vengono descritti la storia, i presupposti, gli atteggiamenti, il metodo personale e comunitario per una lettura popolare della Bibbia e i consigli utili per coloro che praticano la lectio. Il testo si conclude con La scala di Giacobbe, la lettera che Guigo II scrisse al suo amico con la quale descrive come familiarizzare e vivere ogni giorno la lectio divina nella vita cristiana
La tradizione spirituale ha custodito un lessico prezioso, un tesoro di parole capaci di comunicare il mondo della vita interiore, i passaggi del cammino dell'esistenza, l'umano nella sua dimensione di corpo e di affetti, il rapporto con l'altro e con Dio. È un vocabolario che dà voce alla ricerca di senso, dal valore trasversale ed ecumenico, che trova fondamento nella Parola di Dio ed è al contempo proprio dell'esperienza umana universale. Sono parole "antiche" che sembrano riemergere in modo nuovo nel contesto contemporaneo. Ridire le parole della spiritualità significa un po' ritrovarle, cogliendo la sfida di una risintonizzazione del linguaggio del credere sulle frequenze del bisogno di significato che abita il nostro tempo.
Una novena allo Spirito Santo che può essere usata in preparazione alla Pentecoste o in qualunque altro momento. L’annuncio delle Beatitudini, cuore dell’insegnamento di Gesù, è davvero rivoluzionario, soprattutto nella società di oggi che va da tutt’altra parte. Quindi non è una strada facile da percorrere; anzi, è parecchio difficile, perché è la strada del Vangelo, della santità ed è controcorrente rispetto alla mentalità del mondo. Per questo, per viverle, abbiamo bisogno della forza dello Spirito Santo che ci spinga "controcorrente" e ci renda autentici testimoni di Gesù.
Scegliendo il nome di Francesco, papa Bergoglio scelse una visione di Chiesa e di mondo decisiva per il terzo millennio: seppe discernere e indicare la via per vivere il cristianesimo secondo lo stile francescano di amore per i poveri, impegno per la pace, semplicità, umiltà, trasparenza, forza, concretezza e coerenza. CredereOggi si interroga sull’eredità lasciata da papa Francesco con il suo stile di vita "francescana", prima ancora che con le scelte concrete magisteriali e riformiste. Quali trasformazioni, in nome di san Francesco d’Assisi, si riconoscono nelle scelte riguardanti dottrina sociale, dialogo, visioni ecclesiologiche, spirituali, culturali e socio-politiche (povertà, ecologia integrale, potere, riforma, fraternità)? Il francescanesimo di papa Francesco ha segnato uno stile di pontificato e di Chiesa. Ha anche avviato un modo nuovo di leggere il francescanesimo oggi?
"I Fioretti sono una meravigliosa raccolta di miracoli e di episodi della vita di san Francesco e dei suoi primi compagni. Sono scritti in volgare toscano, alla fine del Trecento. Lo stile è semplice, narrativo, mistico, gioioso, popolare, pedagogico e morale, e vi si intravede un grande influsso della letteratura dei frati spirituali, il movimento all'interno dell'Ordine più rigoroso sulla Regola di San Francesco". (Dal Commento di fra Emiliano Antenucci)
Fede, speranza e carità sono tre virtù che oggi, in una società dominata dal vuoto e dal non senso, appaiono superate. Al contrario, l'Autore le presenta come tre vie per la libertà, per ritrovare Dio, sé stessi e gli altri. La fede non nasce dalla paura, ma in risposta all'amore di un Dio che mi ama più di quanto io ami me stesso. Ma la fede da sola non basta: nei momenti difficili può aprirsi alla speranza, che è aspettarsi da Dio ciò che non ci si può aspettare da nessun altro, perché solo lui è affidabile. E, allora, si può smettere di avere paura e si comincia ad amare; questa è la carità: amare sé stessi e gli altri come si è amati da colui che è Amore.
È difficile affrontare il tema degli abusi e delle violenze sessuali nella Chiesa. Eppure è necessario. Per giustizia verso le vittime e per evitare che si ripetano. C'è già un patrimonio di conoscenze che può essere condiviso. Esso getta luce sulle cause strutturali grazie alle quali le violenze e gli abusi si realizzano: la gestione del potere, la sessualità, la formazione dei candidati al sacerdozio e dei battezzati, il rapporto con la giustizia e il perdono, la rilettura del passato. Sono temi cruciali per la vita del credente. Affrontarli porterà ad alcuni cambiamenti e a camminare più speditamente verso una vita ecclesiale trasparente, in uno stile più conforme al Vangelo.
L'Esposizione della predicazione apostolica è uno tra i più importanti scritti delle origini cristiane: si tratta dell'opera della piena maturità di Ireneo di Lione - è citato il trattato Contro le eresie: già redatto, dunque, quando fu composto questo testo -, e qui viene tentato, per la prima volta, il singolare esperimento di un catechismo per chi è già battezzato. L'Esposizione presenta una struttura attentamente progettata: dapprima la regula fidei, il Credo, e poi l'intera storia della salvezza - con le sue profezie. Al culmine di tutto Ireneo pone il fine provvidenziale di tutta questa vicenda: «Perché l'uomo fosse a immagine e somiglianza di Dio». Si tratta di un imponente lascito spirituale, una sorta di testamento ideale e religioso di uno tra i più influenti autori cristiani delle origini, rivolto non ai "teologi di professione", ma a tutti i battezzati, per ricordare a ciascuno la bellezza della fede professata in Cristo. Questa edizione è la prima di una versione del testo armeno, totalmente rivisto, pubblicata in italiano con testo a fronte in armeno.
Matteo Galloni, in questo libro assai ben documentato, riesce a farci scoprire e gustare il genio di Clemente Alessandrino che ha contribuito, insieme a Panteno e Origene, all'elaborazione di una nuova cultura di eccellenza utilizzando le categorie della filosofia greca che saranno, in seguito, necessarie per le formulazioni dogmatiche dei vari Concili Ecumenici. Galloni ci aiuta a comprendere che la Scuola di eccellenza di Alessandria era una comunità di vita che, utilizzando le categorie filosofiche, ci apre le profondità del mistero cristiano e ci divinizza realizzando qui in terra la familiarità perché il Logos ci genera figli/e dell'eterno Padre tramite lo Spirito Santo. Clemente nel Protrettico (Esortazione), si inserisce nel solco di una tradizione consolidata (si pensi al Protrettico di Aristotele o all'Hortensius di Cicerone che tanto colpì il giovane Agostino), ma l'Esortazione centrale si manifesta irrompendo sin dall'inizio con forza: «Il Verbo (Logos) di Dio è divenuto uomo affinché anche tu da un uomo apprendi in quale maniera un uomo diventi Dio» (Pr I,8,4). L'attualità del testo è allora evidente perché siamo invitati a iniziare una nuova vita liberandoci dalle varie forme di idolatria che da duemila anni schiavizzano l'essere umano. Clemente e Galloni si augurano che, progredendo nella lettura, ci sentiamo elevati, trasformati e chiamati a costruire insieme, animati dal Logos divino, una nuova cultura di amore, pace, libertà, solidarietà e fratellanza per rendere noi e il creato sempre più belli (kalòs) e buoni (agathòs) per vivere la felicità eterna già qui ora in terra! Prefazione di Sergio Zincone.