Nel brano del Vangelo di Marco (Mc 15, 25-41) si racconta del centurione che esegue la condanna a morte di Gesù e del suo smarrimento fino alla conclusione "Veramente quest'uomo era figlio di Dio!". Mentre Gesù muore gridando al Padre il suo "Perché mi hai abbandonato?" il soldato finalmente apre gli occhi ed è come se vedesse per la prima volta. Chiedo al Signore la luce per i miei occhi: non voglio trascorrere la mia vita nelle tenebre.
Il vangelo di Marco (Mc 5,21-24, 35-43) ci fa incontrare Giairo e la sua disperazione: sua figlia è morta. Ma egli va lo stesso verso il Signore, il quale gli chiede di continuare ad avere fiducia in Lui. E quando lo va a trovare a casa, davanti alla bimba, dice: "Non è morta ma dorme. Fanciulla, alzati!".Così sono anche io. Mia figlia sta morendo. Oppure ho perso il mio lavoro, ho perso la speranza, ho smarrito la strada.Non c'è vergogna nel gridare la propria povertà, qualunque faccia essa abbia. L'importante è affidarla con fiducia al Signore perché ce la restituisca trasformata, cioè di nuovo piena di vita vera.
Il Vangelo spiegato ai bambini con sorridenti filastrocche. Il testo e impreziosito da disegni lievissimi e coloratissimi.
Un sussidio rivolto soprattutto ai giovani, diviso in schede mensili per un anno di catechesi seguendo la vita del beato Cesare de Bus, un mediatore" di Dio. "
TRACCE DI RIFLESSIONE PER I CENTRI DI ASCOLTO SUL DOCUMENTO BASE DEL 470 CONGRESSO EUCARISTICO INTERNAZIONALE. Il sussidio nasce come un aiuto offerto alle comunita parrocchiali per entrare nello spirito del prossimo congresso eucaristico internazionale di roma (18-25 giugno 2000), attraverso l'esperienza dei centri di ascolto. I centri di ascolto (o gruppi di ascolto) valorizzano l'ambiente accogliente e il clima familiare di una casa per condividere nel dialogo la vita dei presenti, alla luce della parola di dio. In altre parole, sono ascolto fraterno ed ascolto coinvolgente della parola. Solo a partire da qui l'eucaristia domenica le diventa incisiva nella vita
I sofferenti psichici come tutti "cercano casa", vogliono abitare la comunità benché spesso tale desiderio d'integrazione e di benessere non sia chiaro dentro di loro e venga espresso con atteggiamenti bizzarri, isolamento, apparente rifiuto per ogni relazione umana. Il lavoro nasce dal rimando continuo tra elaborazione culturale ed esperienza sul campo.