«Dio non crea una brama o una speranza senza aver pronta una realtà che le esaudisca. La nostra brama è la nostra certezza, e beati siano i nostalgici, perché torneranno a casa» (K. Blixen). Tre sono i fili dell'ordito che cuce in profondità l'approccio di Filippetti ad autori e testi. Primo: l'autocoscienza divisa e mutilata di un io sradicato, déraciné, in balia del dualismo terra-cielo, noia-ideale, carnalità-spiritualismo etereo. Se l'io pirandellianamente si frantuma in centomila aspetti, non ne rimane niente. La perdita del centro di cui parla Hans Sedlmayr è anche perdita del volto, dell'identità. Secondo: lo struggimento esistenziale, ovvero la domanda di assoluto, e l'evidenza che il dato reale è segno che rimanda più in là, più su, oltre: è analogia. Quale stupore quando questo sguardo sulla realtà viene a galla, come un fiume carsico, in brani di autori che la critica ha mummificato entro lo schema del calcinato nichilismo! Terzo: i fatti e gli incontri che inducono autori agnostici o atei a fare i conti con l'esperienza cristiana, entro quel più grande alveo che Northrop Frye ha chiamato il grande codice: l'immaginario biblico. E, di nuovo, non mancheranno le sorprese...
Contenuti del cd
1. Pietà Signore - Alessandro Stradella
2. Inno alla Vergine - Franz Schubert
3. Ombra mai fu - George Friedrich Händel
4. Ave Maria - Luigi Tortorella
5. L’amo - Richard Wagner
6. Ingemisco - Giuseppe Verdi
7. Adeste Fidelis _ Traditiona
8. Ave Maria - Charle Gounod
9. Ave Verum Corpus - Wolfgang Amadeus Mozart
10. Domine Deus - Gioacchino Rossini
11. Agnus Dei - Georges Bizet
12. PanisAngelicus-CesarFranck
La vita di fra' Gabriele Maria Allegra si può leggere come la storia di un grandioso e candido sogno giovanile che si è avverato nei modi e nei tempi di Dio. Nelle memorie racconta del suo risoluto desiderio di partire per la Cina per tradurre nella lingua di quel grande paese la Scrittura. La sua opera di scriba, concepita per "dare Cristo ai cinesi e i cinesi a Cristo", è stata sorretta dalla fede nella potenza di Dio che opera meraviglie con gli strumenti più poveri e inadeguati. Un'impresa ardua, nata sotto lo sguardo della Vergine Assunta, da lui particolarmente venerata, alimentata anche dalla viva e gioiosa consapevolezza che Dio ama la parola dell'uomo, di ogni uomo. Conoscere la grammatica di un sogno benedetto che ha visto il Verbo farsi libro in Cina può spingere i nostri giovani, incapaci di sognare, a desiderare cose grandi per continuare a sperare ancora.
L'anno della fede impegna anche l'oratorio "a favore di una nuova evangelizzazione per riscoprire la gioia nel credere e ritrovare l'entusiasmo nel comunicare la fede" (Benedetto XVI, Porta Fidei, n. 7). Come tradurlo in "animazione"? Un sussidio pensato per il gruppo animatori, perché attraverso il gioco, il racconto, il canto, le attività creative aiutino i ragazzi a fare quel "salto in avanti" di chi corre incontro al Signore con gioia, perché ha sentito la sua chiamata. Siete pronti? E allora: Jump!
"Il libro d'ore" ebbe, nella prima metà del Novecento, vastissima fortuna e fu la base della fama di Rilke presso i suoi contemporanei. Il testo racchiude tre serie di liriche che il poeta concepì come intensamente spirituali, nella ricerca di una religiosità radicata nell'incontro tra l'occidente e l'oriente cristiani, capace a propria volta di illuminare i nuovi scenari aperti dalla nascente civiltà industriale. L'incompiutezza di Dio, la sua condizione di esule in un mondo che pure gli appartiene, la necessità di aiutarlo donandogli nuovamente gli spazi dell'esistenza, la consapevolezza del proprio fremere interiore al cospetto dell'infinito silenzio di Dio e del rumore crescente della vita sociale, la dignità indiscutibile della sofferenza e della povertà sono motivi che Rilke affida alla voce di un giovane monaco russo pittore di icone, protagonista di una vicenda che dalla vita monastica porta al pellegrinaggio nella vastità della Russia e poi alla contemplazione della povertà e della morte.
"Vorrei comprendere molte cose, tue e mie. Molte cose che mi è caro capire, anche per rendermi ragione di certi stati d'animo nei tuoi confronti; di questo perdurare della tua memoria, e di queste preferenze verso di te che ormai superano di molto la generazione che ti ha conosciuto; preferenze di tutto il mondo che ti è stato contemporaneo, e che ora si sono mutate in struggente nostalgia, e passione, e rimpianto della tua presenza e di quei tempi. Capire cose tanto piccole quanto sbalorditive. E così semplici, così naturali!"
Mentre tutti parlano del simbolico, questo libro enfatizza, invece, la passione del tocco empatico e della prossimità immediata. Da una fondamentale rilettura affettiva della realtà sacramentale nasce così un ottimo vademecum iniziatico al pensiero sequeriano.
"[...] Le pagine di questo libro costituiscono un prezioso indizio della presenza del rîb nelle tradizioni bibliche dell'Antico Testamento e del Nuovo Testamento; esse illustrano, con acute analisi, come, con una corretta comprensione della struttura procedurale, si possano coniugare accusa e amore (Ger 31,20), dando così ragione del titolo, volutamente paradossale, di quest'opera: Quelli che amo io li accuso. Invece di censurarla o sottovalutarla, la 'via' divina della minaccia e della punizione viene così additata come la strada 'diritta' che conduce alla salvezza, perché mediatrice di conversione, perché apertura al dono della grazia." (dalla Prefazione di P. Bovati)
Maria, Donna, Vergine Sposa Madre, è la chiave per entrare nel mistero di Dio e dell'Umanità.
Nell'arena del dibattito su cattolici e Unità d'Italia, il volume prende le distanze da un uso della storia come "riserva di munizioni" contro i propri nemici e offre una ricostruzione di fatti e problemi ancorata alla ricerca scientifica.
La relazione tra donna e uomo conosce molte forme storiche: l'indagine antropologica e sociale le ha studiate e ne ha messo in luce gli elementi comuni e quelli tipici delle varie culture. È cresciuta in ogni caso la sensibilità verso la pari dignità che deve caratterizzare, in ogni circostanza storica e culturale, il rapporto tra donna e uomo. Di fronte alle minacce, sempre in agguato, che attentano a tale dignità, la teologia ha ancora una parola significativa da dire? La risposta positiva a questa domanda è il presupposto che giustifica questo libro che, attraverso l'indagine storica e la riflessione sistematica, vorrebbe mostrare la possibile coesistenza di gratuità e reciprocità nella relazione tra donna e uomo.