L'oratorio estivo 2019 completa il trittico educativo che gli oratori della Lombardia hanno elaborato e proposto a tutti i ragazzi della Regione. Un percorso ampio, che ci ha portato a contemplare la bellezza della creazione di Dio (DettoFatto), attraverso lo stupore per la nostra possibilità di partecipare e di contribuire al bene di tutti (AllOpera), fino alla considerazione che proprio ciascuno di noi è il grande talento, è il bene prezioso che Dio stesso consegna alla storia del mondo. Bella storia! Il kit «Bella Storia!» comprende: quattro lapbook fustellati, un'aggregazione creativa e dinamica di contenuti, delle mappe concettuali in 2D caratterizzate da finestre pop-up che consentiranno di scoprire tutto ciò che c'è da sapere sull'oratorio estivo; un manuale animatori «La bellezza è nella storia di chi ama» (acquistabile anche separatamente) e un libretto di preghiera per i ragazzi «Io sarò con te» (acquistabile anche separatamente). Attraverso giochi, racconti e i molteplici linguaggi propri dell'animazione i ragazzi dei nostri oratori impareranno a "lasciarsi ispirare" dallo Spirito e a trasformare anche la loro vita in una Bella Storia!
Il fantastico è un genere intriso di magia, eventi misteriosi e creature sovrannaturali, e spesso è percepito come una pura evasione nell'irrazionale, nel superstizioso e nel fiabesco. Ma in molte storie di eroi, incantatrici, creature leggendarie e magie di ogni sorta c'è sempre più spazio anche per la scienza. "Incanto" è un viaggio alla ricerca della scienza nascosta in molti archetipi della narrativa fantastica. Come nasce il mito del drago? Cos'hanno in comune maghi e scienziati? Come funziona il martello di Thor? Che impatto hanno avuto i giochi di ruolo sulla codificazione della magia? Queste sono solo alcune delle domande che Michele Bellone, giornalista scientifico appassionato di narrazioni, affronta nel libro, cercando di smontare diversi pregiudizi su due mondi tutt'altro che inconciliabili. Perché se la scienza può generare la magia del fantastico, il fantasy può stimolare riflessioni sulla scienza. Prefazione di Licia Troisi.
A 25 anni dal martirio di Padre Pino Puglisi, che cosa rimane della sua eredità umana, pastorale e spirituale? A tale domanda vuole rispondere questo saggio di mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo. Lo fa naturalmente alla luce della recente visita di papa Francesco a Palermo, in cui il Pontefice idealmente ha consegnato il martire di Brancaccio a tutta la Chiesa. Accogliere e riconoscere il martire significa accogliere e riconoscere la Parola di Cristo che si fa presenza concreta nella storia degli uomini. Padre Pino Puglisi, nota l’autore, non è stato un “prete anti-mafia”, ma un uomo, un cristiano, un sacerdote che ha vissuto fino in fondo il Vangelo là dove il Signore l’ha voluto. E questo, come traspare anche dagli interrogatori dei mandanti e dei suoi assassini, ha dato fastidio alla mafia. La buona strada del Vangelo, la beatitudine della mitezza, incarnata da Puglisi, ha letteralmente “destabilizzato” la mentalità mafiosa.
Partendo dall’esperienza di Don Zappolini, portavoce della campagna contro il gioco d’azzardo “Mettiamoci in gioco”, il libro affronta un fenomeno sociale molto diffuso, del quale non si ha ancora una percezione profonda, sintomo di una società malata, all’interno della quale molta gente ha bisogno di inseguire l’aleatorietà e la fortuna, il “pacco giusto” per cambiare la propria vita, e che mette in moto dinamiche non lontane dalle vite di ognuno. Il filo narrativo è rappresentato dalle testimonianze di giocatori patologici alle prese con un percorso di recupero. Alle loro storie s’intrecciano le voci di operatori, attivisti e collaboratori fondamentali della campagna “Mettiamoci in gioco”. Un osservatorio privilegiato sui temi del gioco d’azzardo: i costi economici e sociali, i rischi sanitari e sociali, le facce di una dipendenza “senza sostanza”, difficile da intercettare e da prevenire, il limite tra il gioco legale e il gioco illegale.
"La storia di una famiglia somiglia più a una cartina topografica che a un romanzo, e una biografia è la somma di tutte le ere geologiche che hai attraversato". Come si racconta una vita se non esplorandone i luoghi simbolici e geografici, ricostruendo una mappa di sé e del mondo vissuto? Tra la Basilicata e Brooklyn, da Roma a Londra, dall'infanzia al futuro, il nuovo libro dell'autrice di "Cleopatra va in prigione" è un'avventura che unisce vecchie e nuove migrazioni. Figlia di due genitori sordi che al senso di isolamento oppongono un rapporto passionale e iroso, emigrata in un paesino lucano da New York ancora bambina per farvi ritorno periodicamente, la protagonista della "Straniera" vive un'infanzia febbrile, fragile eppure capace, come una pianta ostinata, di generare radici ovunque. La bambina divenuta adulta non smette di disegnare ancora nuove rotte migratorie: per studio, per emancipazione, per irrimediabile amore. Per intenzione o per destino, perlustra la memoria e ne asseconda gli smottamenti e le oscurità. Non solo memoir, non solo romanzo, in questo libro dalla definizione mobile come un paesaggio e con un linguaggio così ampio da contenere la geografia e il tempo, Claudia Durastanti indaga il sentirsi sempre stranieri e ubiqui. "La straniera" è il racconto di un'educazione sentimentale contemporanea, disorientata da un passato magnetico e incontenibile, dalla cognizione della diversità fisica e di distinzioni sociali irriducibili, e dimostra che la storia di una famiglia, delle sue voci e delle sue traiettorie, è prima di tutto una storia del corpo e delle parole, in cui, a un certo punto, misurare la distanza da casa diventa impossibile.
20.04.2019
Quaderno
4052
VERSO LE ELEZIONI EUROPEE
IL DISCERNIMENTO SPIRITUALE IN «CHRISTUS VIVIT»
Tra Ulisse e Orfeo
CULTURA E POLITICA IN CINA
Il Movimento del 4 maggio 1919
«PROVE TECNICHE DI RESURREZIONE»
Inquietudine e cambiamento
LA MACEDONIA DEL NORD E LA BULGARIA
Terzo e ultimo volume del ciclo degli Uzeda, "L'imperio" riprende il personaggio principale de "I Viceré", l'ambizioso e cinico Consalvo, e ne segue l'ascesa politica a Roma, in qualità di deputato e di ministro. Sinora poco letto anche a causa dello stato provvisorio in cui l'autore lasciò il dattiloscritto tra le sue carte (prima della pubblicazione postuma nel 1929), il romanzo di De Roberto ritorna oggi in un nuovo testo criticamente rivisto che sana le incongruenze delle edizioni precedenti, accompagnato da un commento che per la prima volta fa luce sui tantissimi riferimenti polemici alla corrotta politica liberale di fine Ottocento e lo presenta ai lettori in tutta la sua statura di grande classico. Arricchisce il volume un'ampia introduzione del curatore, Gabriele Pedullà, dove, a partire da "L'imperio", l'intera trilogia degli Uzeda viene riletta retrospettivamente alla luce dell'inesausta pulsione a smascherare la violenza dei rapporti di forza - nella coppia, nella famiglia, nell'arena pubblica - che accompagnò De Roberto per tutta la vita.
Ciascuno dei capitoli del presente volume risulta profondamente innovato in questa edizione, che vuole soprattutto aggiornare l'atmosfera giuridicamente esaltante della tutela dei diritti in rete, ravvivata costantemente da sostanziali mutamenti giuridici e da nuovi originali approdi giurisprudenziali, deontologici e dottrinali.
La definizione degli strumenti del diritto per garantire la libertà d'informazione nei diversi ambiti mediatici risente vieppiù della dilatazione dell'offerta digitale, che disvela sterminate opportunità di interazione tra persone e variegate modalità di manifestazione del pensiero, ma dissemina lungo il suo cammino vischiose criticità che mettono spesso a rischio i valori fondamentali delle democrazie. Oltre che arricchire i contenuti delle parti già presenti nelle precedenti edizioni, in particolare quelle riguardanti la privacy, il copyright, la diffamazione on-line, l'oblio e la deontologia giornalistica, l'ottava edizione del Manuale affronta per la prima volta argomenti che conosceranno imprevedibili sviluppi nel prossimo futuro, dalle fake news al cyberbullismo, dal secondo switch-off per la liberazione della banda 700 Mhz all'autoregolamentazione dei social rispetto alla conservazione dei dati degli utenti, dall'Industria 4.0 alla blockchain, dall'internet of things (IoT) all'Artificial Intelligence (AI).
"Per il sesto anno consecutivo l'Osservatorio sulla legalità - promosso nel 2013 dall'Istituto di Studi Politici "S. Pio V" per studiare e monitorare il delicato tema della crisi del principio di legalità nel nostro paese - pubblica i Materiali per una cultura della legalità, che raccolgono gli esiti delle ricerche promosse sulla tematica indicata, per indagare con rigore critico e senza pregiudizi gli aspetti del contemporaneo riconoscimento del principio di legalità come inevitabile fondamento dello Stato di diritto e della cultura giuridica più matura e consapevole dei fini della democrazia e della cura della effettiva esperienza sociale e storica dell'etica pubblica. Un quinquennio ed oltre di attività costituisce ormai una solida esperienza di ricerca che ha coinvolto la comunità degli studiosi e degli operatori impegnati dall'Osservatorio su questi temi, ma rappresenta anche un qualificato esempio di divulgazione nella più ampia comunità sociale e giovanile. Per questa ragione - a sottolineare il lavoro compiuto in questi primi sei volumi - si offre un Indice generale, dopo quello che ha documentato il lavoro del primo quinquennio, che testimonia studi che costituiscono ormai un patrimonio di conoscenza e di approfondimenti del problema della legalità sotto il profilo scientifico, nonché le interviste che documentano la percezione che della legalità testimoniano annualmente i più illustri studiosi del diritto e dell'esperienza giuridica per un verso, e i più autorevoli operatori e rappresentanti delle istituzioni per altro verso, ed infine le opere (di diritto, di sociologia, di storia) sul tema della legalità, pubblicate nel nostro paese, che hanno dato spunto ad una nutrita schiera di studiosi e di indagatori della società della legalità di tracciare una mappa di rilevante interesse, costituendo così ormai una cospicua ed originale Biblioteca della legalità. I Materiali possono pertanto ambire ad una collocazione stabile nel panorama degli studi italiani sulla legalità - per i quali si giovano anche dell'apporto dei più esperti studiosi stranieri della tematica - in un lasso di tempo sufficientemente ampio per constatare il consolidamento di una esperienza di studio e di ricerca come quella portata avanti dall'OSLE, nonché della sua continuità e del suo futuro, punto di riferimento nella dibattuta questione dei caratteri attuali della cultura della legalità nell'età contemporanea. Il volume che viene pubblicato nel 2019 riprende studi e ricerche affrontati in occasione del Convegno su Legalità e legittimità nell'interpretazione costituzionale, promosso dall'Osservatorio sulla legalità grazie all'impegno del prof. Carrino, e svoltosi a Roma il29 e 30 maggio 2018, per fare il punto sulla grave incertezza del diritto che segna l' attuale condizione politico-istituzionale, ed in specie i nuovi assetti determinati dalla crisi del principio dell'equilibrio e della separazione dei poteri." (Dalla prefazione)
La città è stata occupata dagli invasori. Ovunque si vedono ingiustizie, violenza e paura. Tutto è vietato, nessuno ha più voglia di sorridere. Perciò il partigiano saluta la sua bella e se ne va in montagna a combattere per la libertà.