Un panorama completo sullo stato di attuazione della Dottrina sociale della Chiesa nei cinque continenti. Uno strumento utile a comprendere i più recenti e principali avvenimenti politici e sociali avvenuti nel mondo.
Contenuto
Qual è la natura di una spiritualità che sia autentica, vera e fondata sull'Evangelo (evangelica)? Basta aver professato una fede sincera in Gesù quale Salvatore e Signore della propria vita? Oppure si ha bisogno di altre esperienze particolari?
Vaughan Roberts ritiene che il tema della «spiritualità» rappresenta una sfida per la vita cristiana nel XXI secolo. «Spiritualità» infatti è un altro nome per «vita cristiana».
Prendendo spunto dal documento neotestamentario in cui più si discute di spiritualità, la Prima Lettera di Paolo ai Corinzi, e partendo dal presupposto che tutti i cristiani sono spirituali perché «Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui», l’autore illumina la completezza e la concretezza della concezione biblica della spiritualità.
Il corpo, le relazioni di genere e sociali, il tempo presente e futuro, le idee di potere e di sapere, le abilità e le identità sono i temi di una vera spiritualità evangelica.
Vaughan Roberts è il Rettore di St Ebbe's Church, a Oxford, e responsabile di diverse agenzie evangeliche volte alla fondazione di nuove chiese. Svolge inoltre un’intensa e apprezzata attività di conferenziere ed è stato uno dei relatori di Losanna III, il Congresso mondiale sull’evangelizzazione tenutosi a Città del Capo nel 2010.
Indice
Ringraziamenti
Introduzione
1. La vera spiritualità si concentra sulla croce di Cristo e non sulla sapienza umana.
2. La vera spiritualità rispetta i fedeli conduttori e non quelli che ostentano
3. La vera spiritualità richiede santità non permissivismo morale
4. La vera spiritualità afferma sia il matrimonio sia il celibato ma non l’ascetismo
5. La vera spiritualità promuove la sollecitudine spirituale e non la libertà senza regole
6. La vera spiritualità riconosce le differenze di genere ma non le divisioni sociali
7. La vera spiritualità dà la priorità all’amore non ai doni spirituali
8. La vera spiritualità mira a un futuro fisico e non solo al presente spirituale
Epilogo
La teologia di Joseph Ratzinger, Benedetto XVI, assomiglia a un corso d’acqua che raccoglie le ricchezze delle terre che bagna. Una di esse, che feconda il suo pensiero e lo apre a inedite profondità, è l’idea espressa nel titolo: Ritrovarsi donandosi. È il dinamismo profondo della vita divina, anzitutto. Le Persone della Trinità sono definite in termini di «relazione pura», di «pura attualità». Il Padre, per esempio, è l’atto stesso di generare il Figlio, è il puro donarsi. Questo comporta una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire il mondo e l’uomo. La «relazione» diventa forma originaria dell’essere. L’uomo non è chiusa individualità, ma essere in relazione, che si ritrova attraverso il dono di sé all’altro. Ne è dimostrazione perfetta il Figlio di Dio incarnato: la sua identità è essere-per-l’altro, è amore e servizio «fino alla fine». È sempre rischioso collegare in unità argomenti che spaziano dalla categoria biblica dell’«esodo» al titolo cristologico «Figlio», dal rapporto fra Cristo e l’agire morale all’analisi delle encicliche papali, dalle riflessioni teologiche sull’escatologia alla semplice incisività delle omelie natalizie. Il rischio merita di essere corso. La teologia di J. Ratzinger, Benedetto XVI, è profondamente coerente: attorno a questa rivoluzione dell’immagine del mondo, propiziata dall’idea di relazione, è possibile scoprire che ci si ritrova davvero, solo donandosi fino in fondo.
Gli autori
Réal Tremblay (Metabetchouan, Canada, 1941) è laureato in lettere e in teologia all’Università Laval (Québec). Ha ottenuto poi il dottorato in teologia all’Università di Ratisbona (Germania) sotto la direzione dell’allora professore Joseph Ratzinger. È professore emerito di teologia morale all’Accademia Alfonsiana (Roma). È autore di numerosi libri e articoli soprattutto nel campo della morale fondamentale. Con la Lateran University Press ha pubblicato: Nell’attesa del Natale: le antifone “O”. Contenuto e risonanze (2012); L’«Innalzamento» del Figlio, fulcro della vita morale (2002); François-Xavier Durrwell teologo della Pasqua di Cristo. Con bibliografia di Durrwell a cura di Jules Mimeault (2010); Prendete il mio giogo. Scritti di teologia morale (2011); Un figlio ci è dato. Miniature sulla sua venuta (2011).
Stefano Zamboni (Trento, 1974) è sacerdote dehoniano. Docente di teologia morale presso l’Accademia Alfonsiana e la Pontificia Facoltà teologica “Marianum”, è direttore responsabile della Rivista di teologia morale.
Dopo la pubblicazione dei primi due volumi dell'opera "De servorum Dei beatificatione et Beatorum canonizatione" del Prospero Lambertini (Promotore della Fede presso la Congregazione dei Riti dal 1708 al 1728 e successivamente, dal 1740 al 1758, Sommo Pontefice col nome di Benedetto XIV) vede ora la luce il terzo dei nove volumi nel quale vengono trattati tre particolari argomenti: in primo luogo viene illustrato il significato e l'importanza del processo ordinario rispetto a quello apostolico; poi viene preso in esame l'influsso dei decreti di Urbano VIII sui processi di beatificazione e canonizzazione, e infine vengono trattati i problemi relativi all'esame delle opere degli scritti composti dai servi di Dio. Come per i precedenti volumi, il testo è interamente in latino con traduzione in italiano a fronte. Il volume è introdotto da una dettagliata presentazione di Padre Vincenzo Criscuolo, Relatore Generale della Congregazione delle Cause dei Santi. Il lavoro è di particolare interesse per i sacerdoti, i postulatori, ma anche per gli studiosi di Teologia, di Storiografia e per le biblioteche.
Ortodossi e cattolici, ma anche persone che non hanno un cammino esplicito di fede sono oggi attratti dal fascino della bellezza spirituale che emana da alcune icone bizantine. La finalità e l'ambizione di questo libro è di servire come piccolo strumento di esperienza spirituale per gustare l'unità di bellezza, verità e bontà. In questa prospettiva, è stata selezionata una serie di antiche icone, consacrate nel corso dei secoli dalla preghiera dei fedeli che ci hanno preceduto. Le icone sono state disposte secondo una successione che consenta lo sviluppo progressivo di un itinerario spirituale.
La felice occasione di celebrare un ‘anno della fede’, indetto da Benedetto XVI con il motu proprio intitolato Porta Fidei, evoca immediatamente l’espressione di Gesù: «Io sono la porta» (Gv 10,9). Questo libro tenta di volgere uno sguardo attento a questa ‘porta’, offrendo l’opportunità di un confronto il cui esito può essere sia quello di rimanere sulla soglia che di varcarla. Nel segno di questa libertà seguiamo il percorso attraverso i secoli della inesausta ricerca del volto di Dio, rivelato da Gesù, per la grazia dello Spirito santo. I cristiani non smettono d’interrogarsi sul mistero che si dischiude in Gesù Cristo, perciò ripercorrono continuamente il sentiero che conduce a questa porta e da essa prende avvio.
Informazioni sull'autore
Maurizio Gronchi è professore ordinario di Cristologia alla Pontificia Università Urbaniana e Consultore della Congregazione per la Dottrina della Fede. Tra i suoi recenti scritti, «Trattato su Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore» (Queriniana, Brescia 2008).
Partendo dall'idea che sia poco naturale e spontaneo il vivere come uomini e come donne, ma che anche in questa dimensione siamo in larga parte costruiti dalle culture e dalle società, questo volume vuole partecipare al dibattito ormai aperto in pedagogia su se e come educare un essere umano a vivere anche in termini di genere. In particolare, il libro riserva un'attenzione e un approfondimento specifici nei riguardi degli uomini, coinvolti come attori o come destinatari - bambini e adulti - della formazione/educazione/cura. È uno spazio per alcune voci maschili a partire dalle proprie esperienze: un padre, un maestro di scuola, un educatore, un volontario ospedaliero, un formatore in ambito sportivo, uomini impegnati contro la violenza maschile sulle donne. L'ipotesi è che la presenza maschile nell'educazione e nella cura, sempre più numericamente minoritaria, possa essere, forse anche per questo, originale e portatrice di trasformazione.
"Particolarmente significativo è il risveglio di una riflessione etica attorno alla vita: con la nascita e lo sviluppo sempre più diffuso della bioetica vengono favoriti la riflessione e il dialogo - tra credenti e non credenti, come pure tra credenti di diverse religioni - su problemi etici, anche fondamentali, che interessano la vita dell'uomo". Con queste parole contenute in una delle ultime encicliche di Giovanni Paolo II (Evangelium Vitae, n. 27) si è voluto assegnare alla bioetica un compito che va al di là di una particolare visione religiosa e che interpella direttamente la ragione dell'uomo, chiamandolo a riflettere sull'intimo significato della sua stessa esistenza e dell'ambiente nel quale si trova. Il presente Manuale vuole essere innanzitutto uno strumento didattico, informativo e orientativo per quanti, studenti del Corso di laurea e dei Corsi di specializzazione della Facoltà di Medicina e Chirurgia, intendano prepararsi a svolgere in modo coscienzioso e corretto la professione medica. Viene perciò offerta una impostazione chiara sui criteri etici di fondo, applicandola ad alcuni rilevanti e attuali problemi, scelti fra i più conosciuti e dibattuti nell'ambito dell'esercizio della medicina.
Le apparizioni della Vergine di Guadalupe del 1591 hanno cambiato per sempre la storia del continente americano. In un periodo storico nel quale gli evangelizzatori europei facevano fatica a entrare in comunicazione con gli indios e a predicare il vangelo, essendo considerati come dei conquistatori, la Vergine Maria, apparendo a un umile indio, Juan Diego, ha fatto incontrare la cultura europea con quella indigena, ponendo fine al rifiuto della religione cattolica. La tilma, il mantello che indossava il veggente e che ancora oggi conserva la miracolosa immagine della "Signora", è il segno eloquente dell'amore e della predilezione per i poveri e gli umili della Vergine. Attraverso una narrazione semplice, ma profonda e ricca, padre Javier García, uno dei maggiori esperti dell'evento guadalupano, ci accompagna nella storia che ha investito di grazia il Messico e da lì si è propagata in tutto il mondo.
Suor Maria Troncatti, nasce a Còrteno Golgi (Brescia) il 16 febbraio 1883, donna singolare, Figlia di Maria Ausiliatrice, missionaria e madre per tutti coloro che l'hanno incontrata, è la testimonianza di chi ha veramente vissuto la passione apostolica di don Bosco del "Da mihi animas, cetera tolle" (Datemi le anime e prendetevi tutte le altre cose). Beatificata il 24 novembre 2012, fa parte di quella schiera di generosi missionari Salesiani e Figlie di Maria Ausiliatrice, che nella selva amazzonica hanno seminato il seme del Vangelo.
San Giovanni Calabria (1873-1954) è il santo dei ragazzi abbandonati, degli emarginati e uno dei precursori del rinnovamento della Chiesa nel XX secolo. Fondatore delle Congregazioni dei Poveri Servi e delle Povere Serve della Divina Provvidenza, don Calabria diede avvio a numerose attività caritative, assistenziali, sanitarie, pastorali e intrecciò rapporti confidenziali con protestanti, anglicani, ortodossi ed ebrei, dimostrando uno straordinario carisma nel campo dell'ecumenismo e del rinnovamento della Chiesa. Nato a Verona nel 1873, San Giovanni Calabria sperimentò in prima persona la povertà e la fame. Entrato in seminario, incontrò numerose difficoltà per diventare sacerdote. Alla sua morte, nel 1954, la sua Opera era già diffusa in tutto il mondo. Alle soglie del 2000 papa Giovanni Paolo II lo proclama santo, riconoscendo le virtù straordinarie di un sacerdote amato e venerato non solo in Italia.