Il racconto dell'arrivo delle prime Suore del Cottolengo in terra africana e della creazione delle prime missioni in Kenya (1903-1925): la descrizione vivida di un'esperienza di testimonianza del Vangelo in condizioni spesso estreme, pagando prezzi umanamente assai salati, servendo con dedizione i più poveri tra i poveri. E poi, dopo quasi cinquant'anni, il ritorno (1972) e l'arrivo anche in Tanzania ed Etiopia: condizioni diverse, ma uguale l'entusiasmo di comunicare il messaggio di salvezza attraverso il servizio, nello spirito del fondatore, san Giuseppe Benedetto Cottolengo. Il libro offre così anche un affresco di come sia cambiata la presenza missionaria e di quanto sia cresciuta l'attenzione verso il Sud del mondo.
La poesia tende di per sé a essere oracolo. Il poeta accusa o esalta, egli vede il male del mondo, ne è turbato; ma contempla anche la gloria di Dio che si dispiega nell’universo e conosce la grandezza dell’uomo.
Giorgio Mazzanti ha accusato la rovina di un mondo dissociato e dissacrato, si è sentito coinvolto nella stessa rovina; non poteva tuttavia dimenticare che era nella sua missione l’annuncio della salvezza e il riconoscimento della grandezza dell’uomo. Questa grandezza è contemplata dal poeta nella Vergine Madre di Dio: nella Vergine, pura creatura, non è soltanto la natura dell’uomo ma è la persona creata che viene elevata a una sublime dignità. Nella Vergine risplende, più che in ogni altra creatura, la libertà di Dio e il suo amore infinito.
Dalla Presentazione di Divo Barsotti
Il 21 maggio 2015, Jacques Mourad viene rapito nel suo convento di Mar Elian da due jihadisti dell'organizzazione denominata Stato Islamico. Durante la sua prigionia viene ripetutamente torturato e sfiora più volte la morte, ma proprio in quella drammatica situazione fa un'esperienza ancor più radicale: quella della grazia di Dio e della forza della preghiera, attraverso le quali arriva a gustare una pace e un coraggio fino ad allora sconosciuti. Dopo cinque mesi, aiutato da amici musulmani, riesce miracolosamente a fuggire. Nel corso di questo racconto sconvolgente, padre Mourad ripercorre la sua infanzia, la sua vocazione e la storia della sua comunità impegnata nell'amicizia con i musulmani e a servizio della pace. Infine, invita anche ciascuno di noi a compiere un'irrevocabile scelta di non violenza, di incontro, di perdono, di amore incondizionato e di preghiera, senza la quale il mondo rischia di sprofondare sempre di più nella violenza.
Massimiliano Kolbe è uno di quei santi che ci insegnano a costruire, con la loro luminosa testimonianza di fede, un presente e un futuro migliori. Consapevole della propria identità, in quanto uomo, cristiano, sacerdote, rimase fedele alla propria coscienza, perseverando, di fronte al male, nel seguire il comandamento dell'amore e nell'offrire la propria vita per la salvezza altrui. Attraverso questo lavoro su padre Kolbe, l'autore ci invita a ricordarne l'esemplare testimonianza di vita e di fede, sotto un profilo insolito e forse meno noto, ovvero quello del suo cammino interiore. Concentrandosi su questa dimensione della vita di Massimiliano, considera l'intero ventaglio degli aspetti della sua esistenza terrena: l'obbedienza, il lavoro, l'umiltà, la preghiera, la contemplazione, la vittoria sui propri timori e l'aiuto dato agli altri nel vincerli. Il suo pellegrinaggio terreno appare così come un processo armonico di maturazione del seme della santità, che ha nella fede il principio e il senso del suo cammino.
Lettere aperte a Maria, a partire dai passaggi della sua vita narrati nel Vangelo, scritte da una donna che è moglie, madre, insegnante. Il tentativo di andare al di là dei trattati di mariologia o delle vertigini mistiche, per aprire il cuore a vivere con maggior consapevolezza la propria quotidianità pensando allo stile di Maria.
Quando a metà del Settecento l’architetto e incisore veneziano Giambattista Piranesi giunge a Roma, lo spettacolo della città lo abbaglia e lo conquista al punto da decidere di intraprendere quella che diventerà una delle sue serie più celebri: le “vedute di Roma” (1748) che resteranno una testimonianza straordinaria della città eterna e di come sia possibile non solo vederla ma immaginarla e ricrearla. Nel 2011 la Fondazione Cini di Venezia chiede a Gabriele Basilico, architetto di formazione e grande fotografo del territorio, di tornare a Roma e seguire, con la guida delle vedute di Piranesi, gli stessi scorci, gli stessi punti di vista, per ritrovare quel che il grande veneziano aveva visto e immaginato della città. Questo volume, realizzato in collaborazione con la Fondazione Cini, appare a sei anni dalla morte di Basilico e raccoglie una scelta delle più rappreentative e straordinarie vedute del fotografo comparate e giustapposte a quelle dei Piranesi. Il risultato è un’opera sontuosa e struggente per la sua bellezza, per la grandiosa visione della città e per il senso del doppio sguardo dei suoi grandi interpreti.
Il libro si occupa della tensione, oggi avvertita su scala planetaria, fra la logica del pensare e della lettura, silenziosa e riflessiva, e la logica dell'audiovisivo, fondata sull'immagine preconfezionata e all'infinito replicabile a fini pubblicitari e di manipolazione psicologica di massa. Vengono meno, inevitabilmente, la funzione ideativa personale e il pensare involontario, non prefissato in vista di uno scopo delimitato e circoscritto. C'è da temere che emerga, per questa via, non la società liquida, come da molti si è ritenuto, bensì la società irretita.
I diversi non si identificano. E questo è pacifico! Ma i diversi si collegano. E questa è una bella battaglia... Come battaglia non sembra evocare alcunché di piacevole, ma in quanto bella sembra rimandare a una abilità di tutto rispetto e gradimento. Una specie di battaglia pacificata in origine. Questa bella battaglia è la dialettica. Una abilità eccezionale, anzi una abilità vitale: il dire-attraverso che presuppone il vedere-attraverso che si consuma nel far-vedere-attraverso. Un esercizio continuo. La dialettica è la forma più incisiva del concepire e del dire. Come logica dell’assurdo è un dire la verità attraverso la confutazione della falsità; come logica dell’intero è dire il tutto attraverso la parte o il dire una parte attraverso il tutto; come logica del probabile è dire una parte attraverso un’altra o altre parti; come logica della persuasione è dire ogni cosa nel quadro del tutto (logos) visto da uno sguardo saggio (ethos) rispetto ad un animo coinvolto (pathos). E il coinvolgimento è totale, visto che la base di tutto è l’autocoscienza, cioè la coscienza che vede e dice se stessa attraverso se stessa esaminandosi. Sì, sì, l’esame di coscienza è dialettica pura.
Prefazione di Iside Pasini
Anteprima
Altre opere dell'Autore
Giuseppe Barzaghi - Sacerdote domenicano, è nato a Monza il 5 marzo 1958. Dottore in Filosofia (Università Cattolica di Milano) e Teologia (Pontificia Università San Tommaso in Roma), è docente di Teologia Fondamentale e Dogmatica presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna e di Filosofia Teoretica presso lo Studio Filosofico Domenicano di Bologna. è Socio della Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino. è stato a lungo direttore della rivista «Divus Thomas».Padre Barzaghi è inoltre molto conosciuto a Bologna dove celebra la Messa festiva delle 22:00 che affascina giovani e meno giovani, riempiendo la basilica di San Domenico fino al portone. Un migliaio di persone, per lo più ragazzi e adolescenti, ma anche non credenti o semplici curiosi, vengono ad ascoltare le sue omelie che sono vere lezioni. Con parole semplici ma rigorose, con uno stile quasi teatrale, smonta e rimonta il Logos del Vangelo, mostrando le “meccaniche” della nostra fede, e seducendo l’intelletto e il cuore.Tra le opere pubblicate ricordiamo: Philosophia. Il piacere di pensare (Il Poligrafo, 1999); Oltre Dio. Ovvero omnia in omnibus. Pensieri su Dio, il divino, la Deità (Barghigiani Editore, 2000); Anagogia. Il cristianesimo sub specie aeternitatis (ETC, 2002); Maestro Eckart. Invito alla lettura (Edizioni San Paolo, 2002); Lo sguardo di Dio. Saggio di teologia anagogica (Cantagalli, 2003).
Sono stati depositati in Parlamento diversi disegni di legge sul cosiddetto fine-vita. Di fronte alla malattia e alla vecchiaia ciò che conta davvero è decidere da soli quello che dovrà succedere? Il Parlamento, con la legge 219/2017 sulle disposizioni anticipate di trattamento, ha garantito nuovi diritti, in modo che nessuno possa decidere per noi e la nostra dignità sia garantita in ogni situazione? Queste pagine tentano di dimostrare che i disegni di legge appena depositati e la legge 219/2017 stanno introducendo l'opposto di quanto ufficialmente dichiarato, l'opposto dell'autodeterminazione e della dignità. Sarà di nuovo possibile un altro "caso Englaro"? Cosa sarebbe successo ad Alfie Evans con questa legge? Il processo per il suicidio di DJ Fabo renderà i medici degli assassini per legge? E soprattutto, il Parlamento, concedendo una "licenza di uccidere" in certi casi, non avrà mica pensato a ciascuno di noi, diventati vecchi e malati? Come ci difenderemo? Chi ci aiuterà? Forse è meglio iniziare a informarsi.
1. Libro completo con la storia della devozione.
2. I primi nove venerdì, la Coroncina, le preghiere, i canti, le litanie, le promesse di Gesù.
3. Elegante veste tipografica, tutto a colori.
“Moloch” è un romanzo tra il saggio e la narrazione. Basandosi sulla politica onusiana, sulle leggi promulgate da Bruxelles e gli eventi accaduti fino ad oggi, l’Autore descrive un possibile futuro della società europea.
Ermes è un giovane italiano nato e cresciuto nell’isola di Laconia, abitata da europei fuggiti da una guerra civile provocata dalla dittatura laico-islamica. I massacri, gli omicidi mirati e le città in fiamme rappresentano la vittoria del Moloch e l’ultima reazione dell’opposizione. Ermes, analizzando i cambiamenti sociali avvenuti dal Novecento fino ai primi decenni del terzo millennio, individua le trame e i motivi che hanno portato la caduta dell’Europa.
Arrivando in Italia nel 2084, trova un mondo ipertecnologico che condanna i valori cristiani che sostengono la dignità dell’essere umano. Utilizzando il concetto di libertà come panacea a tutti i mali, il non-pensiero ha creato una società dove la verità non è stabilita dai fatti ma dalla parola. Il disprezzo è considerato amore, la depravazione è sinonimo di libertà. La vita e la morte sono prodotti e gestiti dal Moloch. Dopo aver visto gli ibridi umani e la violenza psico-fisica diffusa in Italia, Ermes viene a conoscenza del terribile progetto definito “igienizzazione del mondo”. Nella speranza di provocare una reazione per salvare il salvabile, prova l’ultima carta scrivendo le vicende vissute inviandole via WorldNet alle comunità che ancora distinguono il bene dal male. Un messaggio che dovrebbe far riflettere l’Europa democratica prima che sia troppo tardi.
Agostino Nobile, professore di storia della musica, per oltre dieci anni ha vissuto nel mondo musulmano, indù e buddista, per tornare poi alla sua casa cattolica. Ha scritto articoli di apologetica sul quotidiano portoghese Jornal da Madeira e pubblicato il saggio “Governados pela Mentira” (Principia Editora). Dopo numerosi articoli pubblicati su alcuni siti italiani, attualmente scrive per il blog Stilum Curiae. Con le Edizioni Segno ha pubblicato “Anticristo Superstar” e “Quello che i cattolici devono sapere – Almeno per evitare una fine ridicola”.
È davvero un grande dono che il Signore ci porge con la sua misericordia, ma facciamo attenzione: Dio, per concederla, vuole un vero pentimento; vuole un amore inesauribile, concreto verso gli ultimi, i più deboli, i più bisognosi; vuole che si abbia una sincera contrizione delle proprie miserie, vuole il senso del rimorso e che non si sminuisca il concetto di peccato. Il Signore non è accomodante, vuole da noi un cambiamento totale. Se così non sarà, si ricadrà di nuovo nella sua giustizia.
Quale migliore occasione allora di quella che ci offre la cristianità a non ridurre il mistero pasquale, che tra l’altro rinnoviamo in ogni messa, a una mera abitudinaria rievocazione di un commovente fatto storico avvenuto più di duemila anni fa, quando invece potrebbe essere l’inizio di un vero cammino di fede, di una vera rinascita, con la promessa di non tornare più indietro, che ci riporti alla fine tra le braccia di Cristo ritrovato e ci faccia davvero meritevoli della sua misericordia.
Concetto Ternullo è un ex insegnante, ora in pensione. È autore di opere teatrali, di saggistica e di narrativa. Con le Edizioni Segno ha già pubblicato La casa di Maria (2017) e Dalla Regina della Pace (2018).