Dizionario che analizza la Passione di Gesù da ogni punto di vista ed esplora ambiti quali esegesi, dogmatica, morale, scienze giuridiche e umane, archeologia, storia, belle arti (architettura, pittura, musica, letteratura, cinema), ascetica, mistica, pietà popolare. 163 articoli indagano tutte le dimensioni della scienza teologica, focalizzando l'evento centrale del Nuovo Testamento, la Passione e Morte di Gesù e la sua dimensione redentrice per l'umanità. La dimensione dell'opera è davvero globale e internazionale: i collaboratori sono stati reclutati nei cinque continenti, molti di essi sono membri della Congregazione della Passione, altri appartengono a Ordini e Congregazioni della Chiesa, altri infine sono laici, professori universitari o studiosi di fama internazionale. Dopo dieci anni di gestazione, il progetto vede oggi la luce e viene offerto a lettori, studiosi e appassionati.
Il volume di Marco Benini indaga il rapporto profondo tra la Sacra Scrittura e la celebrazione liturgica, mostrando come la Parola proclamata nel rito non sia una semplice "lettura", ma un evento che coinvolge la comunità ecclesiale. Benini guida il lettore attraverso i testi biblici della liturgia (in particolare i salmi), le orazioni e i gesti rituali, con un approccio sistematico e una ricca panoramica storica e teologica. Un'opera che coniuga esegesi, teologia liturgica e spiritualità, fornendo strumenti pratici e riflessioni teoriche indispensabili per ministri, studiosi e ogni credente appassionato della Parola. Un testo indispensabile che colma il divario tra il lavoro accademico e l'esperienza quotidiana nella vita della Chiesa.
«Poiché il nostro Salvatore Gesù Cristo, per testimonianza dell’Angelo, “salvando il suo popolo dai suoi peccati”, ci ha mostrato in se stesso la verità, attraverso la quale, con la sua risurrezione, possiamo pervenire alla beatitudine della vita immortale, è necessario che, per portare a termine quest’opera di teologia, dopo aver indagato intorno al fine ultimo della vita umana e intorno ai vizi e alle virtù, la nostra indagine rivolga ora la sua attenzione sul Salvatore di tutti e sui suoi benefici arrecati al genere umano». Così Tommaso introduce la Terza parte della sua Somma e gli argomenti in essa trattati: Il Salvatore medesimo (Parte III, QQ. 1-59) e I Sacramenti salvifici del nostro Salvatore (Parte III, QQ. 60-90)
Che cosa significa "pensare Dio altrimenti"? Non costruire un'alternativa al cristianesimo, ma portarlo fino in fondo: oltre l'immagine di un Dio-Ente supremo separato dal mondo, verso una comprensione del divino come principio vivente e relazionale che tutto fonda e tutto attraversa. È questa la proposta del monismo relativo, il paradigma al cuore di questo saggio. In sei densi capitoli Paolo Gamberini propone un sistema nuovo e davvero innovativo, una rilettura della fede cristiana nei suoi principi fondamentali: l'incarnazione, la Trinità e l'identità stessa di Dio, alla luce di una teologia che integra scienza, filosofia e spiritualità non-duale. Il risultato non è un'astrazione speculativa: è un percorso a cui il lettore è invitato «non come spettatore passivo, ma come viandante che, passo dopo passo, oltrepassa i confini della dualità». Un'opera destinata a fare scuola e a intercettare l'interesse di tutti coloro che ancora si interrogano ma non si riconoscono più in nessuna delle risposte date finora (compresa quella cristiana) in chiave teistica.
Tabù, contaminazione, sacrifici e sacerdozio al tempo dei cristiani: Origene commenta per la prima volta il Levitico. Il volume è il secondo ed ultimo dei due dedicati alle "Omelie sul Levitico di Origene", 16 discorsi pronunciati dal Maestro alessandrino a Cesarea di Palestina dopo il 245 e a noi giunti nella traduzione di Rufino del 400-404. Esso contiene traduzione e commento storico-filologico delle omelie 8-16 e dei Selecta in Leviticum, frammenti del Commento a scolii sul Levitico di Origene, di cui abbiamo notizia da Girolamo, qui per la prima volta in versione italiana. I frammenti sono stati posti a confronto con il testo rufiniano, in modo da valutare le modifiche e inserzioni ascrivibili a Rufino e quelle, del commento scolastico sul Levitico.
Ecco uno studio di ricerca, di scoperta, di approfondimento, con la scalata verso le vette della teologia, che trascendono anche le stelle, per penetrare nei Cieli di Dio Trinità di Amore infinito. «Excelsa super sidera»: espressione liturgica altissima, questa, che subito risuona già nei titoli dei quattro capitoli contenuti in questo libro, chiamato suggestivamente con il titolo ben significativo: Sublimità della teologia. Le “sublimità” qui presentate sono: la Santissima Trinità, la Santissima Eucaristia, l’Immacolata Concezione, la Santa Chiesa Cattolica. Queste quattro somme verità della teologia vengono esposte non singolarmente staccate, ma armonizzate fra loro in continuità con il legame trascendente che le unisce nello scambievole procedere l’una dall’altra, nella pienezza di quella consistenza divina che proviene dalla Santissima Trinità, sorgiva Onnipotenza infinita di ogni essere, dal più grande al più piccolo, nell’universo intero.
La fede cristiana e la cultura attuale hanno tante cose da spartire, tra le quali la stessa teologia, che è atto e frutto di mediazione tra fede e cultura: si tratta di un ruolo che oggi è particolarmente importante approfondire, in quanto aiuta a comprendere perché sia necessaria una formazione teologica per ogni cristiano consapevole della sua missione nella Chiesa e nel mondo.
Don Alessandro Maria Minutella (1973), presbitero e dottore in Teologia dogmatica e in Storia del dogma, è esperto del pensiero di H. U. von balthasar e apprezzato conferenziere sui social network.
Che esistano azioni da non compiere mai, quasi nessuno lo nega. Il disaccordo comincia subito dopo: quali sono e come si riconoscono? Attorno all'intrinsece malum - gli atti cattivi "in sé e per sé", a prescindere da intenzioni e circostanze - passa una delle fratture più aspre della morale cattolica postconciliare. Aristide Fumagalli rifiuta l'alternativa fra conservatori e progressisti. Ricostruisce la genesi della dottrina - decalogo, Patristica, Scolastica, manualistica moderna, Veritatis splendor, Amoris laetitia - e ne individua il punto di cedimento: aver isolato l'oggetto dell'atto dal fine e dalle circostanze, riducendo l'agire morale a fisicità senza soggetto. Vi innesta una teoria simbolica dell'azione, dove l'oggetto nasce dall'interazione fra intenzione e circostanze. La verifica avviene su cinque casi - contraccezione, masturbazione, atti omosessuali, aborto, eutanasia - con esiti diseguali: non la liquidazione della dottrina, ma la sua riformulazione, oltre a un criterio praticabile per il discernimento.
Questo trattato di epistemologia teologica, giunto ormai alla quarta edizione, è stato molto apprezzato dai migliori teologi viventi per il suo rigore scientifico che mantiene il discorso estraneo alle contrapposte ideologie del progressismo e del tradizionalismo. Le varie forme della «falsa teologia», infatti, sono qui criticate non perché esprimano opinioni non condivise ma perché pretendono di interpretare la fede cristiana in modo inadeguato, ignorando la razionalità insita nella rivelazione divina, sia per quanto riguarda i suoi contenuti (dogmatici e morali) sia per quanto riguarda il modo della sua comunicazione (che implica la verità dei “proeambula fidei”).
L’assunto principale di questo trattato è dunque mostrare come la teologia, in quanto “scienza della fede”, si debba limitare a proporre ipotesi scientifiche di interpretazione del dogma e non abbia la competenza per riformulare o ricreare la fede della Chiesa partendo da presupposti filosofici che ne ignorano o addirittura ne vanificano le ragioni intrinseche.
Un’Appendice di questa nuova edizione esamina le teorie teologico-morali che più hanno influito sul linguaggio e sui contenuti del Magistero recente.
L’AUTORE
Antonio Livi (Prato 1938) è accademico pontificio e presidente dell’ISCA (International Science and Commonsense Association). Su questo argomento ha pubblicato Razionalità della fede nella Rivelazione. Un’analisi filosofica alla luce della logica aletica (edizione in inglese: Reasons for Believing. On the Rationality of Christian Faith).
Di Gesù sono note soprattutto le parabole. Fin dalle origini, però, anche i suoi "detti" autentici (i lóghia) hanno colpito i lettori dei vangeli per la loro concisione, immediatezza e potenza. In questo suo importante lavoro postumo, Gerhard Lohfink si dedica all’analisi di settanta "detti" cruciali del Signore, ricercando la voce stessa di Gesù nei testi evangelici. Lontano dalle sterili controversie accademiche, attinge a un vasto "strumentario" esegetico, confrontando i vangeli sinottici, esplorando le loro forme e offrendo paralleli illuminanti dall’Antico Testamento e dal giudaismo antico. Ciò che emerge è un’immagine potente e spesso sorprendente di Gesù, della radicalità del suo messaggio: Lohfink rivela la forza, la bellezza e la serietà delle parole di Gesù. Esaminando temi cruciali come l’avvento del Regno, la missione dei dodici, l’esistenza del discepolo, l’etica della comunità, la crisi di Israele e soprattutto la rivoluzionaria "pretesa di autorità" di Gesù, Lohfink mette in luce la "maestà" che si manifesta in modo discreto ma chiaro in ogni "detto". Questo lavoro, frutto di una indagine seria e rigorosa, sa sfidare e nutrire: offre nuove e inaspettate prospettive. Non a caso è stato acclamato dalla critica internazionale. È un’opera essenziale per teologi, pastori, guide spirituali e per chiunque desideri approfondire la conoscenza di Gesù storico e confrontarsi con l’immortale vividezza delle sue parole.