Giorgio Fuà ha visto la propria vita intrecciarsi con alcuni tra i fatti e i processi più importanti del Novecento. Il secondo conflitto mondiale, la Shoah, la Guerra fredda, il «miracolo economico », la crisi del sistema fordista, il crollo del modello sovietico e l’erompere della globalizzazione hanno costituito lo sfondo di un’esistenza che lo ha condotto a collaborare, assumendo ruoli di grande responsabilità, con uomini come Adriano Olivetti, Ernesto Rossi, Gunnar Myrdal ed Enrico Mattei. Anche grazie a queste esperienze, Fuà ha tratteggiato e sostenuto il profilo dell’«economista utile», uno scienziato sociale cioè che all’accurata analisi della realtà è chiamato ad aggiungere proposte per la soluzione dei problemi indagati.
Una umanità sconosciuta: ridotta a fatti di cronaca, dove spesso vince la curiosità del dettaglio più crudo, il richiamo all'allarme sociale, la reazione delle vittime e dei loro parenti, le sentenze più o meno condivise dei giudici. In queste pagine quella umanità assume il volto di persone, storie individuali, percorsi di vita che si intrecciano con la vita di chi le racconta: una giudice del Tribunale dei minorenni di Roma, Maria Teresa Spagnoletti, che per decenni ha incontrato nelle aule di giustizia e nelle carceri minorili centinaia di questi ragazzi invisibili ai nostri occhi. Ce li racconta con un linguaggio asciutto, talvolta duro come le loro vite, profondo ma mai con un cedimento alla retorica o alle banalità del senso comune. È un magistrato che giudica i fatti commessi, non le persone, ed anzi non si rassegna, data la loro giovane età, alla ineluttabilità di un destino che per molti di loro appare a prima vista già segnato ed immodificabile. Per questo, nel suo lavoro, ascolta, scommette sulla fiducia, su quanto una buona esperienza scolastica, un impegno nel volontariato e il lavoro solidale di tanti operatori possano accendere nuovi interessi e visioni della vita. Crede in loro anche quando chiunque al suo posto avrebbe molti dubbi; ma non si arrende neanche di fronte agli insuccessi, che ci racconta con realismo, passione, mai rassegnazione. Un libro che è testimonianza di un impegno e di una cultura che non cede al pregiudizio sociale e alla deriva autoritaria che affiora nelle pieghe della società. Prefazione di Don Gino Rigoldi e Luigi Berlinguer.
Tentare una sintesi della storia del mondo è un'impresa per temerari. E.H. Gombrich, uno dei più importanti storici dell'arte di tutti i tempi,ha portato a termine questo ambizioso progetto, firmando un'opera divenuta ormai un classico irrinunciabile, che attraverso quaranta brevi capitoli ripercorre il cammino dell'umanità dall'età della pietra alla bomba atomica. Pubblicata per la prima volta in inglese nel 2005, la "Breve storia del mondo" è divenuta uno dei capisaldi della storiografia internazionale. Impreziosita da oltre duecento illustrazioni e fotografie a colori, questa nuova edizione unisce alla limpidezza del racconto il fascino delle immagini.
In questo volume, Chomsky affronta le più attuali questioni di politica internazionale - dal terrorismo alle tensioni mediorientali, dal conflitto potenzialmente esplosivo tra Occidente e Russia all'espansione cinese - costringendoci a guardare quel che abbiamo davanti agli occhi ma rifiutiamo di vedere, assuefatti al «discorso ufficiale» e prigionieri di una «memoria autorizzata» che troppo dimentica. Con la competenza e la caparbietà di un osservatore e attivista impegnato da più di cinquant'anni nello studio dei «sistemi di potere» e nella denuncia dei crimini perpetrati dai «padroni dell'umanità», ancora una volta Chomsky ci indica le costanti del modo di agire di chi governa il mondo. La logica stringente del suo discorso non conduce tuttavia alla disperazione e alla resa, bensì a un appello: perché resta saldissima la convinzione che ognuno di noi possa, debba fare qualcosa per cambiare il destino di tutti. Ma in fretta: il tempo sta per scadere.
Che cosa ci fa una giraffa a Parigi davanti all'Eliseo? E perché il primo ministro Pompidou urla al telefono contro il direttore dell'École normale? Ce lo racconta Michel Serres in questo suo ultimo libro, insieme a tanti altri scherzi che, da bravo rompiscatole, sí è divertito a fare per tutta la vita: le battaglie con i cuscini contro i sorveglianti del collegio, da studente; le feste fino a tarda notte sui transatlantici, da ufficiale di marina; lo scompiglio caotico durante i corsi di filosofia, da professore. A ottantotto anni Michel Serres ci ha lasciati, ma prima di andarsene ci ha regalato questo libro-testamento, nel quale si addentra «in punta di piedi nel territorio esotico della morale», scegliendo di celebrare non la filosofia, né il sapere scientifico e tecnico - che pure lo hanno reso una delle menti più stimate e apprezzate dell'ultimo secolo in Francia - ma la burla. Lo scherzo e l'impertinenza, infatti, sono stati per Serres la prima vera esperienza sociale e politica, il primo atto di disobbedienza. Da questi, racconta, ha imparato a prendersi gioco delle gerarchie e a preferire l'obbedienza alla verità delle cose, «leali e dure, che hanno in sé le proprie leggi». Da bravo nonno, Serres sceglie di celebrare la risata dolce che, sola, è in grado di renderci umani, e l'umiltà anticonformista di chi sa prendersi poco sul serio, è capace di provare empatia e sa mettersi nei panni di chi è ferito e in difficoltà. Perché sono gli umili e i modesti a possedere «l'intelligenza coraggiosa che si inchina di fronte alla verità piena e alla bellezza del mondo». "Morale per disobbedienti" è il saggio e bonario libro d'addio di un grande filosofo, che ha saputo guardare con profondo rispetto e incrollabile ottimismo al mondo digitale dei suoi nipoti in Non è un mondo per vecchi, invitandoli sempre e comunque a coltivare quella spinta tutta umana che chiamiamo utopia.
Storica rivista dell'Ateneo dei cattolici italiani, "Vita e Pensiero", sin dalla fondazione nel 1914, si è proposta come autorevole luogo di confronto e dibattito per la cultura del Paese. Nella consapevolezza che quella che stiamo vivendo è per tutti una stagione ricca di opportunità e rischi, da affrontare con coraggio intellettuale e gusto per la ricerca del vero, dal 2003 "Vita e Pensiero" è stata ripensata nell'impostazione grafica e nel lavoro redazionale. Oltre a temi quali lo sviluppo tecnologico e economico, il progresso delle neuroscienze e della genetica, i nuovi paradigmi della politica e delle relazioni internazionali, l'evoluzione dei mezzi di comunicazione di massa, dedica una particolare attenzione all'attualità, ospitando articoli e interventi di docenti dell'Università Cattolica e di significative voci "esterne", capaci di offrire chiavi di lettura originali sui fenomeni sociali e culturali di oggi e di domani.
Un maestro siciliano, di solida fede fascista, va a insegnare nella scuola di un paesino sloveno vicino a Gorizia, annesso all'Italia dopo la carneficina della Grande guerra. Ha una giovane moglie, cinque figli e un sesto in arrivo. È uno dei molti convocati a realizzare la «bonifica etnica», l'italianizzazione forzata di una minoranza renitente. Una sera, all'inizio dell'anno scolastico del 1930, il maestro Sottosanti viene ucciso in un agguato. L'Italia fascista commemora il suo martire. Ma da oltre confine si accusa: infieriva contro i bambini, sputava in bocca a chi si lasciasse sfuggire una parola nella sua lingua madre, lo sloveno. Ed era tisico. Il rumore si spegne presto. Le autorità fasciste sanno che i maltrattamenti raccapriccianti avvenivano davvero, ma l'autore era un altro, il più vicino all'ucciso. I militanti antifascisti sloveni si accorgono di aver commesso un incredibile scambio di persona. Adriano Sofri ha ricostruito questa cronaca del 1930, cui lo legano imprevisti fili personali, andando su e giù dai confini. Niente è bello come un confine abolito. Soprattutto quando c'è chi lo rimpiange, e investe in fili spinati.
Il libro nasce da una serie di incontri tenuti in varie località dell'Appennino maceratese dopo il terremoto che tra il 2016 e il 2017 ha colpito l'Italia centrale, con la consapevolezza che soltanto dalla riscoperta della storia di questi territori interni e montani possano arrivare validi riferimenti per percorsi di rinascita funzionali a tante piccole comunità lacerate al loro interno. Esso propone una riflessione sull'evoluzione della dorsale appenninica svincolata da ipotesi consolidate spingendosi fino al basso medioevo, quando si definiscono le basi di questa società, nei termini di una vera e propria civiltà in grado di orientare anche i processi economici dell'età moderna. Fino ai primi concreti fenomeni di spopolamento, che si attivano intorno alla metà del Novecento, l'Appennino mantiene una sua centralità negli equilibri territoriali della penisola italiana grazie alla pluriattività, alla mobilità, alle capacità di adattamento e all'inventiva delle sue popolazioni. Insieme all'integrazione e all'accoglienza sono questi i termini intorno ai quali si può costruire il futuro delle aree interne dell'Italia centrale.
"Paesaggi di parole": così Toti Scialoja, uno dei maggiori rappresentanti della scena culturale italiana del secondo Novecento, aveva definito le funamboliche poesie del "senso perso" da lui stesso illustrate al principio degli anni Settanta. Ma sotto il segno del rapporto tra sguardo e visione, tra parole e immagini, è da leggere l'intero corso della sua attività. Parole che danno vita alle immagini, o le commentano svelandone aspetti inattesi; immagini che fanno capolino nello spazio della pagina o in quello della scena, rinnovando i termini della sempre ambigua relazione tra verbale e visivo: Scialoja è stato un maestro nel confrontarsi con i molteplici linguaggi dell'arte. Spesso ricondotta all'etichetta dell'eccentricità, o al più del doppio mestiere, la vocazione intimamente intermediale di Scialoja - poeta, pittore, scenografo, critico d'arte - viene ricostruita nel volume attraverso l'analisi di materiali d'archivio, scritti e testimonianze visive all'incrocio tra diverse forme espressive.
I dubbi, quando si cresce un bambino, non finiscono mai. Fortunatamente neanche le riflessioni che permettono di trovare risposte a questi dubbi! Un vocabolario delle pedagogiste Elisabetta Rossini e Elena Urso che raccoglie e risponde alla quotidianità di incertezze pratiche ed emotive che vivono tutti coloro che ogni giorno crescono con i loro bambini.
I primi capitoli sono dedicati alla prova preselettiva e alla prima prova scritta: contengono 450 domande a risposta multipla, ampiamente commentate per consentire un ripasso essenziale dei temi trattati. Vengono inoltre proposte 3 simulazioni di test e 50 domande a risposta aperta, selezionate tra quelle degli ultimi concorsi ufficiali. Per la seconda prova, o prova pratica, il libro presenta 10 vignette cliniche di esempio, analizzate e commentate, per esercitarsi nella discussione dei casi. Per la preparazione alla prova orale, vengono proposte 30 domande scelte tra quelle ufficiali degli ultimi anni, accompagnate dalle linee guida per un'esposizione efficace. Una sezione del volume è dedicata ai concorsi per la selezione di dirigenti psicologi nei SERD (Servizi pubblici per le dipendenze). Contiene materiale utile per lo studio sia della parte clinica (nuove tassonomie, strumenti diagnostici e interventi più attuali), sia dell'organizzazione delle unità operative del settore. Completa l'opera la normativa essenziale e aggiornata relativa alla professione. Per la preselezione a test, il nuovo software Alpha Test Player, scaricabile gratuitamente, permette di svolgere numerose simulazioni delle prove ufficiali visualizzando subito i risultati, anche in forma grafica. Richiede Windows 7 o superiore oppure macOS 10.9 o superiore.
Per tutti gli aspiranti scienziati, questa fantastica scatola gioco contiene un kit completo per realizzare ben 15 esperimenti: dalle uova galleggianti ai fiori colorati, dal mini-vulcano all'inchiostro invisibile. Tutto l'occorrente è incluso in questo ricchissimo box: spugne, misurino, colla, spago, bicarbonato, carta assorbente, coloranti, pennarelli, palloncini... Tutto ciò che servirà, passo dopo passo, per ciascun progetto, è chiaramente dettagliato, illustrato e spiegato nel libretto incluso. Il laboratorio è servito! Età di lettura: da 8 anni.