A differenza di altri Padri, Agostino non ha scritto un trattato sul Sacerdozio. Eppure non manca, soprattutto nel dialogo quotidiano con i fedeli e nei rapporti epistolari, di far conoscere le sue idee intorno all'ufficio, ai compiti, alle responsabilità personali, e comunitarie dei ministri di Dio e della Chiesa. Più ancora, egli ci offre una testimonianza coerente e sofferta del proprio ministero sacerdotale, intendendo logicamente anche l'episcopato in cui questo ministero si realizza nella sua pienezza. Quindi, Agostino parla ed agisce da Vescovo; di qui la difficoltà di separare la dottrina dall'impegno personale, e di conseguenza, la difficoltà di operare una scelta di brani significativi del suo pensiero. A parte tre Discorsi di circostanza sull'Ordinazione e consacrazione episcopale, gli altri scritti scelti vertono sulla fisionomia del Pastore, le sue qualità ed i segni particolari che lo distinguono da chi pastore non è, o è addirittura mercenario e ladro, alla luce dell'Antico Testamento e del Nuovo.
A cura di A. Valle.
Questo saggio di ecclesiologia ecumenica prende atto della pluralita delle chiese, considerandolo un fatto positivo in prospettiva di una chiesa ideale.