Un francescanesimo come azione pastorale intraecclesiale. A partire dalla testimonianza di Francesco d'Assisi e dal carisma che tutt'oggi si tramanda, il francescanesimo si qualifica come agire pastorale. Fraternità, povertà, missionarietà, pace, dialogo, obbedienza, ecologia, minorità, sono tra i temi che vengono affrontati in questo volume, per mettere in risalto i contenuti dell'azione teologico pastorale incarnato dallo stesso carisma francescano. Papa Francesco, con un magistero dal sapore tutto francescano, a partire dal suo nome, e in modo del tutto speciale dalla sua profetica azione, ha ridato al carisma francescano la possibilità di riscoprire i suoi intrinsechi valori, per riproporli in maniera rinnovata e affascinante. In tal modo, il carisma e l'azione francescana non sono un carisma e una proposta spirituale e pastorale di parte, ma un patrimonio ecclesiale e universale, riconosciuto da tutti, ma, soprattutto, da tutte le parti, dentro e fuori la Chiesa, e additate come modello da recuperare per «nuovi stili di vita» (Laudato si', 202) e generare una «fraternità e amicizia sociale» (Fratelli tutti, 2).
Percorsi inaspettati che portano a conoscere storie affascinanti, come le Traslazioni Miracolose della Santa Casa di Maria, venuta da Nazareth su un colle di allori di Recanati, denominato poi Loreto. Un viaggio anche nel passato culinario, per riscoprire rimedi naturali e la semplicità di cibi salutari, in insolite e facili ricette.
Maria Rita Mazzanti per le Edizioni Segno ha pubblicato Alla scoperta del Fuoco Magico e il romanzo Artemide. Un giorno a Loreto, uscito per la prima volta a Montepulciano nel 2009, è alla terza edizione.
Nel suo progetto di salvezza Dio vuole condurci alla guarigione dell’anima e alla “conversione” delle nostre idee, dei nostri sentimenti e delle nostre azioni. In questo libro scopriremo come la potenza di Dio spinge ognuno di noi ad affrontare i propri demoni e le proprie paure, con l’assistenza dei Santi, degli Angeli e del Signore Gesù. In particolare conosceremo alcuni metodi suggeriti dai Padri del Deserto e la terapeutica di Santa Ildegarda di Bingen.
Padre Rocco Zappia, laureato in teologia, filosofia e specializzato in psicoanalisi junghiana, si occupa tra l’altro di spiritualità medievale e in particolare di Santa Ildegarda di Bingen. Fondatore della scuola di meditazione interreligiosa “Il girasole” con sede a Roma, insegna in diversi istituti di formazione per psicologi e medici (medicina e psicologia spirituale). È presidente dell’Associazione Cristo Medico, che organizza e promuove convegni e studi sui rapporti tra fede e scienza.
Scrivere poesie per l’autrice non è facile. I testi sono pezzetti di pelle che vengono strappati. Anche le poesie che apparentemente raccontano la felicità, in realtà cantano la ferita. Sì, la ferita che si rimargina, perché il mondo è una ferita aperta che solo la parola può curare. La parola è per l’autrice la chiave della vita. Parole semplici che tralasciano gli artifici letterari per approdare alla sintesi e allo stupore dello sguardo bambino.
Daniela Dose è nata a Milano nel 1961; dal 1987 vive e lavora a Pordenone. Sposata, ha due figli. Ha conseguito la laurea in Filosofia e lettere all’Università di Trieste e il diploma di laurea in Scienze religiose all’Istituto ISSR di Portogruaro con una tesi su “La fiaba nell’educazione religiosa”. È giornalista pubblicista dal 1999. Insegna lettere e storia all’ISSTE “O. Mattiussi” di Pordenone. Nel 1999 ha ideato il progetto di lettura di fiabe ad alta voce “Matilda: mi racconti una storia?”, rivolto ai bambini e ai loro genitori. Nel 2013-2014 sono stati avviati anche il progetto “Leggiamo insieme”, un percorso di lettura ad alta voce per i ragazzi delle superiori, e “Leggiamo i Manga”, sempre per ragazzi. Da diversi anni tiene conferenze sul valore della fiaba e l’importanza della lettura ad alta voce.
Editoriale
San Pio V, un modello per il suo e per il nostro tempo
di Roberto de Mattei
Attualità, politica e società
Vaccini ed etica: urge una Controrivoluzione – Intervista a Thomas Ward
di Kathryn Carranco
L’inganno dell’alterità
di Renato Cristin
Notizie Germania: Oltre 750 milioni di euro alle “primavere arabe”
di Corrispondenza Romana
Cuba: Raùl si dimette, ma il potere resta dei Castro
di Corrispondenza Romana
Spagna: Guida troppo “esplicita” nelle scuole, ritirata
di Corrispondenza Romana
Gran Bretagna e Spagna: due sentenze che ridanno forza alla Buona Battaglia
di Corrispondenza Romana
Dossier
I devoti al Sacro Cuore
di Cristina Siccardi
Il Sacro Cuore e Montmartre
di Rino Zabiaffi
Riscoprire fede e tradizioni – Intervista a Walter Kaswalder
di Mauro Faverzani
Hofer, l’eroe del Sacro Cuore – Intervista a Maurizio Fugatti
di Mauro Faverzani
Sacro Cuore in Austria. Le origini della devozione
di Don Marc Hausmann
Sotto l’emblema del Sacro Cuore
di Don Marc Hausmann
La tradizione degli “Herz-Jesu-Feuer”
di Andrea Asson
Arte e Cultura
La passeggiata
di Francesca Bonadonna
Il “Poussin” dei Napoletani
di Sara Magister
«Cavaliere don Filippo Juvarra, architetto»
di Cristina Siccardi
Fede, Morale e Teologia
Dal Sacro Cuore fede e gioia
di card. Raymond Leo Burke
Storia
Napoleone Rivoluzionario
Di Massimo de Leonardis
Tesori d'Europa
Nella terra dei Feaci
di Lorenzo Benedetti
Arte al servizio della fede
di Lorenzo Benedetti
Isola di santità
di Antonio Lambertini
Nel Diciottesimo secolo nessuno ignorava che la Terra non fosse perfettamente sferica. E che fosse schiacciata ai Poli o all'Equatore. Già, ma dove? Riuscire a saperlo non era una faccenda teorica, bensì di importanza vitale per poter tracciare mappe accurate che salvassero vite umane in mare e per individuare rotte commerciali che favorissero gli scambi. Tuttavia, misurare la Terra era un'impresa così difficile da sembrare impossibile. Fino a quando un insieme molto eterogeneo di individui, a tutti gli effetti il primo team internazionale di scienziati, venne mandato in un continente in larga parte ignoto, fatto di foreste pluviali impenetrabili e vulcani ricoperti dai ghiacci, per tentare di misurare sul terreno la lunghezza di un grado di latitudine all'Equatore. Dominati da ego smisurati, in balia di malattie ignote, soverchiati da tempeste e terremoti, vittime di ammutinamenti e omicidi, questi uomini combatterono dieci anni per ottenere quell'unica misura che cercavano appassionatamente. "Latitudine" è una storia epica di sopravvivenza e di scienza ambientata in mezzo a montagne remote. Ed è il racconto di una esplorazione in cui un improbabile gruppo di originalissimi personaggi, provenienti da mezza Europa, ha compiuto studi eccezionali negli ambiti più disparati, dalla gomma ai giacimenti di platino, dalla gravità agli arcobaleni, dal chinino all'archeologia Inca. "Latitudine" è la storia entusiasmante della prima spedizione esplorativa moderna.
Dal fondo del cassetto disordinato di una scrivania scoperta in casa, a Roma, riemergono alcuni oggetti dimenticati dai vecchi proprietari: francobolli, un dizionario greco-italiano, qualche bottone, cartoline mai spedite, la foto di tre donne in piedi davanti a una finestra. C'è anche un quaderno fucsia, con il nome «Nerina» scritto a mano sulla copertina. Chi è Nerina? Senza cognome, come un poeta classico o medievale, come un artista del Rinascimento, la donna che, ci assicura Jhumpa Lahiri, ha scritto i versi raccolti in questo libro, sfugge alla storia e alla geografia. Apolide, poliglotta, colta, scrive della propria esistenza tra Roma, Londra, Calcutta, Boston, del legame con il mare, del rapporto con la famiglia, con le parole. Jhumpa Lahiri squaderna, in questo quaderno di poesie eccezionali e quotidiane, un'identità. Tra lei e Nerina, la cui intera esistenza è affidata ai versi e a pochissimi altri indizi, c'è la stessa relazione che lega certi poeti moderni ai loro doppi, che a volte fingono di essere altri poeti, a volte commentano poesie che fingono di non aver scritto, più spesso si fingono semplici lettori. La scrittrice si fa lettrice e invoca addirittura l'intervento di una terza misteriosa persona: una studiosa che l'aiuta a mettere ordine in un gomitolo di strofe e di vite che non sono le sue - ma potrebbero essere le nostre. I suoi commenti nelle note intessono un secondo libro che, come Narciso nel mito, non riconosce se stesso nel proprio riflesso.
Ludwig Guttmann voleva essere un neurologo, curare le lesioni spinali, aiutare gli altri. Ma nel 1938, dopo la Notte dei cristalli, capì che la situazione degli ebrei in Germania stava rapidamente precipitando: essere uno dei medici più stimati del paese non avrebbe salvato lui e la sua famiglia dalla deportazione. Raggiunse così l'Inghilterra, e qui avviò una rivoluzione che avrebbe cambiato per sempre l'approccio alla paraplegia. A Stoke Mandeville, l'ospedale che iniziò a dirigere nel 1944 nel Berkshire, i feriti di guerra non avrebbero incontrato né avversione né commiserazione. Questi giovani - perlopiù piloti della RAF impegnati a difendere l'Europa dalla minaccia nazista - erano «il meglio degli uomini» e non meritavano di marcire in un letto. Alla disperazione e ai sedativi, Guttmann preferì l'attività sportiva, l'aria fresca, la gioia dei rapporti umani. Ragazzi che la guerra aveva drammaticamente segnato tornavano alla vita grazie all'entusiasmo di una sana competizione. L'anno della svolta fu il 1960, quando grazie al medico italiano Antonio Maglio i «Giochi di Stoke Mandeville» approdarono a Roma, in occasione della XVII Olimpiade. Nacquero così le gare paralimpiche. Un cuore da campione non racconta solo la vita di un personaggio straordinario fortunosamente scampato alla Shoah, celebra anche un'avventura coraggiosa che ha cambiato in profondità il nostro modo di intendere lo sport, il corpo e i rapporti umani. Una rivoluzione che oggi sopravvive nella determinazione di tutti gli atleti paralimpici, nel grido di gioia di Bebe Vio e nella forza indomita di Alex Zanardi. Una rivoluzione iniziata con una palla medica lanciata da un letto all'altro, in un ospedale sperduto nella campagna inglese, e giunta infine sul podio olimpico con un oro al collo.
Lo stoicismo risponde in modo originale a una serie di interrogativi emersi nella filosofia precedente: posto che ogni evento è determinato da una causa, sono possibili alternative rispetto a ciò che di fatto accade? Se il mondo intero è retto dalla provvidenza di una divinità, come possono gli esseri umani agire in modo autonomo? È possibile che il linguaggio condizioni la realtà e che una proposizione al futuro renda necessario in anticipo l'evento che descrive? E se tutto è determinato, comprese le azioni individuali, ha ancora senso ascrivere agli agenti meriti e colpe per qualcosa che non potevano fare a meno di compiere? La Stoa approda a una teoria deterministica rigorosa - ma contraria alle concezioni comuni - di cui già gli avversari antichi cercarono di scalfire la granitica coerenza. Il volume la ricostruisce rintracciandone i presupposti nella filosofia anteriore e contemporanea all'epoca ellenistica. In tal modo tenta di rendere accessibili queste tematiche anche a un pubblico non specialistico, senza però sacrificare l'accuratezza delle analisi e il confronto con una nutrita bibliografia secondaria, che - a dispetto dell'ingente quantità di contributi su aspetti più o meno circoscritti - difettava di un'opera di sintesi in lingua italiana.
Si pubblicano qui le lettere dal carcere inviate da Lucio Lombardo Radice (1916-1982) alla madre e alle sorelle tra il 1939 e il 1941, dopo l'arresto e la condanna da parte del Tribunale Speciale per aver partecipato a un gruppo di opposizione di giovani comunisti e antifascisti. Oltre a rappresentare una testimonianza di alto valore etico-politico, le lettere documentano la centralità della "scuola del carcere" per la formazione politica di Lombardo Radice e le sue future scelte di vita di scienziato e di docente universitario, di dirigente del PCI, per il suo impegno per la riforma della scuola, il dialogo con i cattolici, per la pace, il disarmo e un socialismo dal "volto umano". Le lettere costituiscono inoltre un ulteriore tassello dell'autobiografia di quella nuova generazione antifascista che si andò formando direttamente in Italia negli anni Trenta, tra l'apogeo del regime fascista e l'incipiente disgregazione delle sue basi di massa.
Una guida completa ai più importanti temi fiscali e giuridici per chi si approccia al lavoro editoriale: contratti, imposte dirette, Iva, istituti previdenziali, tipi di imprese e di rapporti di lavoro. Free lance, tirocinanti e lavoratori dipendenti troveranno qui una panoramica utile e chiara per orientarsi senza incertezze tra le opportunità offerte dal mondo del libro.