Questa raccolta di articoli del prof. Giuseppe Lorizio sprona a pensare il "nesso" fra il kérygma, ovvero il nucleo essenziale della fede cristiana custodito nella Parola di Dio, e il kairós, ossia il tempo presente, che è sempre "propizio" per accogliere l’annuncio della vita nuova in Cristo. E questo "presente", contemporaneamente lento e veloce, ci sfida a riflettere sulle sue pericolose alternanze e contraddizioni umane, ma anche a trovare in esso quella speranza che va oltre ogni orizzonte terreno.
L’analisi dello spazio occupato dalla dimensione sportiva all’interno di alcune tra le principali mostre temporanee allestite in Italia dal regime fascista durante il Ventennio rappresenta il nucleo centrale della ricerca presentata in questo volume. Lo sport, fenomeno sociale e culturale di grande diffusione popolare negli anni compresi tra le due guerre e cardine dell’azione politica della dittatura mussoliniana, fu inglobato all’interno di una lunga serie di manifestazioni espositive a carattere commerciale, politico e culturale diventando un prezioso strumento di costruzione del consenso. L’esibizione pubblica della nazione sportiva consentì al regime di rendere concreta agli occhi degli italiani l’immagine dell’uomo nuovo fascista, palesando, altresì, il potere dei nuovi linguaggi massmediatici sottomessi alle contingenze della propaganda.
Per quindici anni, dal 1954 al 1970, il Villaggio San Marco a Fossoli di Carpi è stata la casa di oltre 150 famiglie giuliane provenienti dalla Zona B del Territorio libero di Trieste, assegnata alla Jugoslavia dopo la firma del Memorandum di Londra. In questo luogo, già campo di concentramento nel corso della Seconda guerra mondiale, si trovarono a dover ricomporre le loro vite lontano dalle terre d’origine e ad affrontare il lungo e complesso percorso di inserimento in un territorio inizialmente diffidente. Il volume prende spunto dall’esperienza degli esuli giunti a Fossoli in anni difficili e ancora segnati dalle ferite del conflitto per riflettere in maniera più ampia sull’esodo giuliano-dalmata, grazie a contributi che offrono uno sguardo plurimo sulla vicenda, inserendola nel quadro degli spostamenti forzati di popolazione che investirono l’Europa nell’immediato dopoguerra. A settant’anni dalla apertura del Villaggio San Marco, la Fondazione Fossoli ha inteso richiamare all’attenzione su questo capitolo doloroso della storia del nostro paese, rimasto a lungo in un cono d’ombra.
«Discernere è un atto importante che riguarda tutti, perché le scelte sono parte essenziale della vita». Con queste parole papa Francesco ha iniziato la sua prima serie di catechesi sul discernimento, tra agosto 2022 e gennaio 2023. In esse viene a galla la spiritualità ignaziana del pontefice, che offre materiale per una riflessione importante al cammino di tutti.
Certi personaggi del passato - anche quelli oggi più dimenticati - sembrano fatti apposta per essere riscoperti, e per invadere la scena del nostro presente. Nel picaresco racconto di Sergio Luzzatto, a rivivere è un avventuriero francese del tardo Ottocento. Risoluto e infido, carismatico e violento, il marchese di Morès percorre le strade della modernità, dall’Europa all’America, dall’Asia all’Africa, con la baldanzosa energia e l’insidioso bagaglio di un crociato medievale. A conti fatti, la sua breve esistenza si rivelerà quella di un fallito seriale: le visionarie sue iniziative di imprenditore capitalista e di esploratore colonialista, di agitatore antisemita e di leader populista verranno tutte accomunate dal destino dell’insuccesso. Ma morire da perdenti è spesso la sorte dei pionieri. Nel caso di Morès, un pioniere del fascismo. Storia inquietante di una vita inquieta, "Il primo fascista" illustra di quante tessere sia composto il mosaico delle pulsioni reazionarie che a tutt’oggi ci circondano. Le radici teoriche e pratiche del fascismo affondano nella Francia di fine Ottocento. Senza attendere il Novecento, né l’Italia di Benito Mussolini, già nella Parigi fin de siècle gli uomini della «destra rivoluzionaria» perseguirono l’obiettivo di compiere una rivoluzione politica, intellettuale, morale, ma non sociale ed economica; di conservare il liberismo, l’economia di mercato, rigettando il liberalismo, i valori della democrazia. Risalendo lungo queste radici, Sergio Luzzatto incontra il marchese di Morès e riconosce in lui - sotto le vesti ora pittoresche, ora grottesche di un eroe da cappa e spada - colui che per primo provò a maneggiare la peculiare miscela di odio razziale, di presunta solidarietà interclassista, e di violenza paramilitare organizzata, cui Mussolini avrebbe dato il nome di «fascismo». Morès si fece le ossa da suprematista bianco lontano dalla Francia, nelle praterie del Far West e nella giungla d’Indocina, inseguendo il mito moderno e muscolare della ferrovia. Poi, come uno strano «marchese socialista » si impose sulla ribalta politica di Parigi con l’arte del circuire e dell’intimidire, del prevaricare e del falsificare, sino a divenire l’anima occulta della macchinazione antisemita passata alla storia come l’«affaire Dreyfus». La sua avventura si concluse nelle sabbie del Sahara: massacrato dai tuareg, che aveva sperato di coinvolgere in un’alleanza cristiano-islamica contro i perfidi giudei. Allora prese corpo la leggenda di Morès, fino alla sua rivincita postuma nella Francia dell’occupazione nazista.
Fenomeno intellettuale che ha segnato profondamente la cultura cattolica tra xvi e xviii secolo, la Seconda Scolastica non è stata soltanto la prosecuzione della tradizione medievale, ma la sua riattualizzazione, in un tempo di nuove sfide: l'Umanesimo, la Riforma, la nuova scienza, il razionalismo. Questo libro non si limita a ripercorrere i grandi nomi - da Suárez a Vázquez, da Báñez a Molina - ma ricostruisce le dinamiche istituzionali e didattiche che hanno dato vita a un intero sistema di pensiero. Università, collegi e conventi diventano il cuore di una storia che intreccia dottrina e prassi, mostrando come la scolastica sia stata insegnata, trasmessa e trasformata in tre grandi fasi: la stagione creativa (1512/1517-1607/1617), il tempo del confronto serrato con scienza e Riforma (1607/1617-1665/1670) e l'epoca della ripetizione e dispersione (1665/1670-1773). L'indagine si apre alla pluralità delle scuole - tomiste, scotiste, bonaventuriane - e agli autori eclettici, senza trascurare il dialogo con pensatori come Erasmo, Galileo, Descartes, Newton, né le questioni al centro della riflessione: analogia, ente di ragione, prove dell'esistenza di Dio, primato di Cristo, Immacolata Concezione, secondo una prospettiva globale che supera i confini nazionali e riconosce alla "seconda scolastica" il suo ruolo nella storia del pensiero moderno. Il volume si conclude con l'analisi della "terza scolastica" (1773-1965), fino alle riformulazioni ottocentesche e novecentesche in chiave neo-tomista promosse dalla Chiesa cattolica dopo l'enciclica Aeterni Patris (1879) e alla stagione critica del Novecento post-conciliare.
Le nuove meditazioni di Padre Zambotti - camilliano, fondatore delle Tende di Cristo, luoghi di accoglienza per poveri ed emarginati, in Italia, Brasile e Messico - si incentrano sulla famiglia di Nazaret. Esempio unico di ascolto, contemplazione del mistero, fede e preghiera, realizzazione piena dell'amore e della tenerezza di Dio. Immaginando Gesù che scrive ai genitori, si snoda il racconto, intercalato dalle meditazioni di Padre Francesco. Un piccolo prezioso inno, lo stupore di fronte al creato, un canto di gloria e di attesa.
Dall'alba del XXI secolo l'Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l'ascesa di nuove grandi potenze - in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi - mettono in discussione l'ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un'illusione ritenere che l'Occidente detenga il monopolio dell'architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni. Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya - tra i più autorevoli studiosi di relazioni internazionali - mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell'ascesa occidentale. Dall'antica Sumer e dall'Egitto all'India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l'Africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse aree del pianeta. La storia rivela che l'ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l'Occidente arretra, l'ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il "Resto" del mondo abbia maggiore voce e responsabilità. Invece di cedere alla paura, Acharya invita l'Occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni - guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze - senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, "Storia e futuro dell'ordine mondiale" offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene. Prefazione di Franco Cardini.
Un carisma a servizio dell'unità. Il libro analizza la caratteristica ecclesiale che traspare nella spiritualità di Chiara Lubich, la sua originalità rispetto alle spiritualità nate nella chiesa lungo i secoli, così come in rapporto all'ecclesiologia della contro-riforma dominante prima dell'ultimo concilio. Il volume prende anche in considerazione per la prima volta i limiti della spiritualità della Lubich conseguenti alla sua formazione preconciliare.
Con le sue dirette social Peppe Guida è ormai un vero influencer del gusto. Tutto merito della sua incredibile capacità di rendere facile e immediato anche il procedimento più laborioso. Ora il patron dell'Antica Osteria Nonna Rosa di Vico Equense ha raccolto in un libro le 100 ricette più amate: l'orto, il mare, la grande tradizione napoletana, i dolci.
Il volume, giunto all'ottava edizione, è un testo che presenta i principi del marketing nel contesto contemporaneo. Il volume affronta in modo rigoroso i fondamenti e le problematiche gestionali della disciplina, offrendo al lettore un inquadramento logico e metodologico adeguato alla piena comprensione dei modi in cui le aziende prendono decisioni in tema di rapporto con i consumatori, i clienti, la concorrenza e i distributori. Il testo si distingue per la sua solida base concettuale la quale, corredata di numerosi e aggiornati esempi tratti dalla realtà, fornisce al lettore gli strumenti per operare concretamente nel mondo del marketing e affrontare le sfide di un contesto dinamico e in costante cambiamento. In questa edizione, inoltre, per agevolare il lettore nella comprensione degli argomenti trattati, all'inizio di ogni capitolo è riportato uno schema di marketing management che riepiloga gli aspetti chiave della materia e, simultaneamente, mette in evidenza gli argomenti che saranno trattati. Il volume si rivela ancora una volta un utile supporto per gli studenti e i professionisti che si avvicinano per la prima volta allo studio della disciplina. Sulla piattaforma Connect associata a questo titolo, numerose risorse digitali dedicate all'assessment e l'eBook del testo in formato accessibile.
Dalla penna agile e vivace di mons. Angelo Spina, Arcivescovo di Ancona-Osimo, vengono raccolti in un unico volumi i commenti dei Vangeli dell'anno liturgico ciclo B (festivi, feriali, solennità, feste e memorie).