Lucy è un'insegnante di lettere, quarantaduenne, con due figli e un ex marito che con molta difficoltà cerca di essere almeno un padre decente. L'amica Emma le invidia la sua condizione di single, che - immagina - le consentirà ben presto di fare sesso con una persona con cui non l'ha mai fatto prima, e si impegna instancabilmente nel darle consigli non richiesti. Ma Lucy non è pronta per una nuova storia, o forse non ha nessuna voglia di cominciarne una con un uomo che, sulla carta, sarebbe perfetto per lei: divorziato, bianco, colto, di mezza età. Passa senza convinzione da un deprimente appuntamento al buio a una cena con uno scrittore un po' troppo pieno di sé. Finché nella sua vita entra Joseph. È il ragazzo che lavora al banco della macelleria, ma fa anche il babysitter e l'allenatore di calcio. Però il suo sogno è diventare deejay. È troppo giovane per Lucy. È di colore. Ah, e forse voterà a favore della Brexit. Insomma, Joseph e Lucy non potrebbero essere più diversi, quindi tra loro non funzionerà mai. O invece sì? Sullo sfondo di una storia d'amore piena di colpi di scena, arricchita da personaggi irresistibili perché incredibilmente veri, c'è la Londra divisa dalla scelta sull'Europa, che sembra spaccare il mondo in due: in famiglia, sul lavoro e in tutte le relazioni. Nick Hornby ci racconta, con la sua ironia sempre carica di profondità, che c'è un modo per vivere nelle differenze, per superare i pregiudizi, in amore come in politica. E che per fare un pezzo di strada insieme forse non è necessario, e nemmeno desiderabile, trovare qualcuno che sia proprio come te.
Il greco si annida anche là dove meno ce lo aspetteremmo. Basti pensare, per esempio, alla parola «attimo», che pronunciamo ogni giorno, e che probabilmente ha alle spalle àtomos, usato già da Aristotele nel senso di una «frazione di tempo indivisibile». Aveva dunque buon gioco Percy Shelley nel dichiarare, a inizio Ottocento: «Siamo tutti greci. Le nostre leggi, la nostra letteratura, la nostra religione, le nostre arti hanno le loro radici in Grecia». Ma è proprio così? O la nostra sensazione di intimità con questi antenati è fuorviante? E la casa dei greci è davvero confortevole? Non c'è nulla di perturbante in quelle antiche stanze? Con stile brillante e tono colloquiale Giorgio Ieranò ci guida alla scoperta di quella che non è affatto un'eredità racchiusa in uno scrigno prezioso di cui noi siamo i fedeli e pacifici custodi, ma un percorso accidentato e labirintico, in cui le parole greche sono state giocate su diversi piani e nei modi più imprevedibili. Un'indagine che investe il lessico dell'anima (da «psiche» a «eros»), del sacro (da «Cristo» a «teologia»), della cultura (da «filologia» a «scuola»), e della politica (da «democrazia» a «economia»), fino a un termine tornato drammaticamente in auge in tempi recenti, «epidemia». Attraverso riletture illuminanti, storie e interpretazioni inedite, l'autore racconta le vicende di forzature e riscoperte, contaminazioni e metamorfosi che si perdono nel vortice caotico della storia. E, parlando degli antichi, parla anche un po' di noi, di quel «noi» che siamo, o che vorremmo essere.
È il 1921, un anno d'oro per il Proibizionismo, un anno d'oro per il contrabbando. E proprio inseguendo a grande velocità una barca che trasporta illegalmente whisky, Joseph «Joe» Van Dorn si trova al centro di una sparatoria. Joe, l'amico di una vita di Isaac Bell nonché il capo dell'omonima agenzia investigativa, viene ferito gravemente, mentre Bell, sconvolto, giura di catturare il responsabile. Ma non può immaginare in che guaio si stia cacciando. Quando un testimone della sparatoria viene trovato barbaramente giustiziato, diventa chiaro a Bell che quelli con cui ha a che fare non sono criminali ordinari... La scia di sangue, denaro e alcol svelerà infatti l'esistenza di un'organizzazione segreta internazionale con progetti molto più ambiziosi e terribili del fare qualche soldo con un po' di contrabbando. Isaac Bell dovrà intraprendere un nuovo viaggio ad altissimo rischio per sventare i piani criminali di chi cerca di distruggere l'America dall'interno, seguendo le sue tracce in un'Europa devastata dalla Prima guerra mondiale, nelle sale buie degli speakeasy di New York, nelle strade senza legge di Detroit, fino alle stanze sfarzose dei lussuosi hotel della Florida. Avventura, pericolo e storia si intrecciano nell'indagine più pericolosa del giovane Isaac Bell.
Il 17 marzo 2018, il Guardian, il New York Times e Channel 4 News hanno pubblicato i risultati di un'indagine durata un anno, nata dalla mia decisione di svelare quanto stava accadendo dentro a Cambridge Analytica e Facebook. Le mie rivelazioni hanno dato inizio alla più grande indagine giudiziaria della storia incentrata sulla raccolta e l'utilizzo di dati online. «Cos'è Cambridge Analytica?» mi chiese la giornalista del Guardian. «È lo strumento psicologico di Steve Bannon per fottere il cervello della gente» le dissi senza mezzi termini. Inizia così l'inchiesta destinata a scoperchiare il più grande scandalo del nuovo millennio e a rivelare al mondo la scioccante vulnerabilità delle nostre democrazie. L'idea di base era semplice: rivoluzionare il marketing politico con una specie di porta a porta digitale. Steve Bannon, cofondatore di Cambridge Analytica e stratega di Trump, ha capito da tempo che i mondi virtuali di internet sono molto più reali di quanto creda la gente. Le persone controllano il telefono in media cinquantadue volte al giorno. La prima e l'ultima cosa che vedono nelle ore di veglia è uno schermo. E ciò che vedono su quello schermo può motivarne i comportamenti. Niente è più solo online e l'informazione online - o la disinformazione - che colpisce i suoi soggetti di riferimento può portare a terribili tragedie. Questa è la storia di come Cambridge Analytica ha usato i dati ottenuti illegalmente da Facebook per entrare nella mente di milioni di persone e indurle con l'inganno ad aderire a precisi modelli di comportamento. Questa è la storia di come è nato il più grande sistema di profilazione e manipolazione di massa della storia umana e dei suoi devastanti effetti sulla vita politica delle nazioni e su quella personale degli individui. Questa è la storia di Christopher Wylie, il genio ventenne dell'informatica che ha reso possibile tutto ciò e che poi, di fronte all'enormità delle conseguenze, ha deciso di staccare la spina. Questa è la storia che tutti noi dovremmo conoscere, perché quello che è successo finora potrebbe essere stato solo un test.
Venezia. In una notte di luna piena i membri di una società segreta si riuniscono in un antico palazzo. Qualche calle più in là, Bepi Galvano, luminare della fisica, sta per festeggiare i suoi ottant'anni. Per celebrare la ricorrenza i suoi vicini di casa, tre brillanti ragazzini, stanno organizzando una grande festa. Ma una tragedia incombe sul terzetto. Nella notte il professore muore in circostanze tutte da chiarire. Forse il mistero della sua scomparsa è nascosto nel diario cifrato rinvenuto nel suo studio? E ancora, in che modo è coinvolta un'oscura associazione, la Lunar Society? Ma soprattutto, qual è l'ultima, rivoluzionaria invenzione a cui lo scienziato stava lavorando? Il futuro dell'umanità è riposto nel macchinario inventato dal professore, un innovativo sistema di elettrolisi per produrre energia verde a partire dall'acqua. Ora tocca ai ragazzi di Bepi raccogliere l'eredità del visionario scienziato e impedire che il buio cali per sempre sul mondo che conosciamo. Età di lettura: da 8 anni.
Partendo dalle macerie di Ground Zero e dalle sue implicazioni culturali, politiche e sociali, René Girard, uno dei più influenti pensatori oggi viventi, analizza gli eventi attuali e i fatti del nostro tempo - il fondamentalismo religioso, il cosiddetto scontro di civiltà, la minaccia nucleare, la crisi ecologica - come segni evidenti di un'imminente apocalisse, o meglio, della circostanza immanente che stiamo vivendo in tempi apocalittici. Per Girard l'unico modo di leggere, interpretare e capire a fondo questi segni è tornare all'origine della loro evoluzione storica: il nucleo anti-sacrificale del cristianesimo che ha prodotto la modernità e liberato la capacità autodistruttiva dell'uomo. In una prospettiva più filosofica, l'epistemologo francese Jean-Pierre Dupuy, analizza ulteriormente questi temi proponendo una metafisica alternativa in cui la nostra volontà si combina con una versione particolarmente severa del futuro della realtà, proponendo "una forma illuminata di catastrofismo", una "profezia secolare", attraverso la quale possiamo davvero prevenire l'apocalisse solo osservando il nostro tempo con gli occhi di un futuro prevedibile in cui l'apocalisse è già "realmente" accaduta. Due riflessioni esemplari, speculari l'una all'altra e dalle implicazioni sorprendenti, su uno dei momenti più incerti della storia dell'uomo.
Uno dei maggiori esperti di visualizzazione dei dati analizza il modo in cui i grafi ci influenzano in negativo e in positivo la nostra percezione della verità. I social media hanno reso onnipresenti - e facili da condividere come mai prima d'ora - grafici, mappe e diagrammi. Se queste visualizzazioni possono informarci meglio, possono anche fuorviarci, mostrando dati incompleti o inaccurati, suggerendo configurazioni ingannevoli, o dandoci informazioni sbagliate Molti di noi sono impreparati a interpretare le informazioni visive che politici, giornalisti, pubblicitari e perfino i nostri datori di lavoro ci presentano ogni giorno, e consentono così a cattivi attori di manipolarci facilmente nel loro interesse. Il dibattito pubblico è sempre più condizionato dai numeri e per capirne il senso dobbiamo essere in grado di decodificare le visualizzazioni. A partire da esempi contemporanei, che vanno dalle infografiche sui risultati elettorali ai grafi ci del PIL globale e dei successi al box office, questo libro ci insegna come fare.
L’Isola misteriosa, come la Trilogia Romana dello stesso autore, è composta di tre racconti, concatenati l'uno all'altro, che ci offrono un affresco di vita e cultura siciliana prima e dopo il terremoto di Messina del 28 dicembre 1908. I protagonisti sono figure storiche, come sant’Annibale Maria di Francia, Sir Alexander Nelson Hood, discendente del celebre ammiraglio, e un professore di igiene di Catania di cui l’autore non fa il nome, ma ha caro il ricordo. Parole e dialoghi sono basati su memorie e documenti autentici e le vicende umane sono giudicate alla luce della filosofia e della teologia della storia. La terra di Sicilia dischiude in queste pagine una parte del suo mistero.
«Siamo siciliani, caro professore, abbiamo la Sicilia non solo nel cuore, ma anche nel sangue. La nostra non è l’isola sensuale e scettica che ci viene dipinta. Questi sono i nostri difetti, ma chi ci parla delle nostre virtù, della nostra vocazione? C’è un’isola segreta, che non è solo un luogo geografico, ma è la terra intima del nostro cuore, quel tesoro che conserviamo nel profondo e non vogliamo svelare né agli altri né a noi stessi. Riscopriamo la nostra identità attraverso coloro che nella storia hanno scoperto questo segreto, realizzando così la propria vocazione.»
Dopo la caduta del regno longobardo, nel 774, Arechi fondò il principato di Benevento accelerando il processo di costruzione dell'autorità pubblica nel Mezzogiorno longobardo. Ciò permise lo sviluppo di una identità politica e sociale assolutamente peculiare nel panorama dell'epoca, ma aprì anche la strada a una serie di conflitti e a un'accesa competizione politica, che si manifestarono lungo tutto il secolo IX. Grazie ad alcune nuove e fondamentali edizioni di fonti, questo libro si inserisce nel filone della storia delle élites altomedievali concentrandosi sulle vicende dell'Italia meridionale longobarda, una periferia e un'area di frontiera importantissima per la sua posizione al centro del Mediterraneo, che attirò l'interesse delle maggiori potenze del periodo. Prendendo in considerazione sia la competizione con il mondo carolingio sia la dimensione del conflitto interno all'arena politica beneventana, che per i secoli VIII e IX vede il protagonismo indiscusso dell'aristocrazia locale, questa ricerca riconsidera l'esperienza dei Longobardi meridionali in un periodo di grande dinamismo e sperimentazione politica.
Il presente manuale è pensato per lo studio e la preparazione alle prove dei concorsi e degli esami di abilitazione per Assistenti sociali ma risulta strumento utile e indispensabile anche per l'aggiornamento professionale.
I sudditi concorsi ed esami necessitano di una preparazione sempre più tecnica e specialistica, anche in ambito psicologico e sociologico, senza tralasciare lo studio della deontologia, degli strumenti e delle tecniche del servizio sociale, nonché della legislazione sociale e socio-sanitaria, della legislazione civilistica, penalistica ed amministrativistiac attinente alla materia.Per una più agevole consultazione, il testo è strutturato in diverse sezioni, in cui sono trattati:
- elementi di sociologia.
- elementi di psicologia, dello sviluppo, generale e sociale
- modelli e tecniche del servizio sociale
- metodologie di indagine sociale
- progettazione nell'ambito del servizio sociale
- legislazione sociale e socio-sanitaria
- nozioni di diritto costituzionale
- nozioni di diritto amministrativo
- nozione di legislazione degli enti locali
- nozioni di diritto civile
- nozioni di diritto penale
Completa il volume una appendice, utilissima per l'esame di abilitazione alla professione, contenente una guida sintetica su come impostare il tema, oggetto della prova, nonché alcune tracce per esercitarsi.
Il presente testo, per come è impostato e per la sua aderenza ai programmi concorsuali, è, dunque, uno strumento indispensabile per chi deve prepararsi ai concorsi pubblici, agli esami di abilitazione o comunque intenda aggiornarsi sull'evoluzione normativa e didattico-pedagogica pertinente alla professione.
Francesco Marchini, psicologi clinico. Attualmente è membro dello staff organizzativo dell'Osservatorio Psicologia in Cronicità (OPC) dell'Ordine degli Psicologi Lazio e si occupa di promozione della salute e sviluppo di soluzioni sostenibili in ambito socio-sanitario. E' autore di pubblicazioni sul tema della cronicità e sulla relazione medico-paziente. Per NLD concorsi ha pubblicato "Psicologo, prima, seconda e terza prova. Manuale completo per la preparazione all'esame di abilitazione per la qualifica professionale".
Giorgia Marinelli, psicologa clinica, e specializzanda in psicoterapia analitica, con esperienza nell'educazione primaria e ricerca-intervento nel campo dell'accoglienza e integrazione dei migranti. E' autrice del libro "Flight and Migration from Africa to Europe. Contributions of psychology and social work". Per NLD concorsi ha pubblicato "Psicologo, prima, seconda e terza prova. Manuale completo per la preparazione all'esame di abilitazione per la qualifica professionale".
Giulia Rugolo, avvocato.
Sara Piancastelli, avvocato.
La riflessione sull'idea di realtà è iniziata con la nascita della filosofia e continua da allora. Sul finire del Novecento, però, ha conosciuto un periodo di oblio dovuto al successo delle filosofie legate alla cosiddetta «svolta linguistica». Ma oggi la realtà è tornata e, come il fantasma del Commendatore alla fine del Don Giovanni , ci ricorda di questioni che non si possono ignorare. Per giudicare della realtà esterna dobbiamo fidarci dei sensi o della scienza? I colori, i suoni, gli odori esistono davvero o sono solo un prodotto interno alla nostra mente? Oltre agli oggetti materiali, esistono anche quelli immateriali, come le menti, i numeri e il tempo? E che statuto hanno i giudizi estetici e morali? Mario De Caro, con uno stile chiaro e accessibile anche ai non addetti ai lavori, ci aiuta a rispondere a queste domande. Lo fa introducendoci al «realismo ordinario» - che predilige la testimonianza dell'esperienza percettiva a quella della scienza -, facendoci dialogare con il «realismo scientifico» - secondo cui il mondo contiene soltanto le cose che le scienze naturali possono descrivere e spiegare - e approdando infine a una terza forma di realismo: il «naturalismo liberalizzato», che ammette l'esistenza (e la necessità) di una pluralità di chiavi di accesso a una realtà che è irriducibilmente complessa e variegata.
Nell'anno 1148 moriva Malachia, tra le braccia di san Bernardo. Si dice che sia stato il più grande dei veggenti. Ogni volta che muore un papa e si profila l'elezione di un nuovo pontefice ecco riapparire le profezie di Malachia. La Prophetia de summis pontificis contiene 111 brevi frasi in latino che alludono ad altrettanti papi e termina con l'ultimo pontefice Petrus Romanus. Durante l'ultima persecuzione di Santa Romana Chiesa siederà Pietro Romano, che pascerà il gregge tra molte tribolazioni; e quando queste tribolazioni saranno terminate, la città dai sette colli sarà distrutta e il temibile giudice giudicherà il suo popolo.