L’agenda settimanale pocket 2021, grazie al suo formato ridotto, si presta bene a essere portata sempre con sé: alle riunioni, a scuola, al lavoro, nel tempo libero... per controllare velocemente gli appuntamenti, i contatti e i vari impegni nel corso della giornata e della settimana.
È un’agenda dinamica, fresca e giovane; i giorni e i mesi sono nella doppia dicitura italiano-inglese. Ogni settimana occupa due pagine (lunedì, martedì e mercoledì a sinistra, giovedì, venerdì, sabato e domenica a destra). Il formato piccolo e pratico è l’ideale per chi desidera avere una panoramica veloce delle cose da fare e annotare gli appuntamenti e gli impegni più importanti.
L’agenda settimanale pocket 2021, grazie al suo formato ridotto, si presta bene a essere portata sempre con sé: alle riunioni, a scuola, al lavoro, nel tempo libero... per controllare velocemente gli appuntamenti, i contatti e i vari impegni nel corso della giornata e della settimana.
È un’agenda dinamica, fresca e giovane; i giorni e i mesi sono nella doppia dicitura italiano-inglese. Ogni settimana occupa due pagine (lunedì, martedì e mercoledì a sinistra, giovedì, venerdì, sabato e domenica a destra). Il formato piccolo e pratico è l’ideale per chi desidera avere una panoramica veloce delle cose da fare e annotare gli appuntamenti e gli impegni più importanti.
L’agenda settimanale pocket 2021, grazie al suo formato ridotto, si presta bene a essere portata sempre con sé: alle riunioni, a scuola, al lavoro, nel tempo libero... per controllare velocemente gli appuntamenti, i contatti e i vari impegni nel corso della giornata e della settimana.
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È un’agenda dinamica, fresca e giovane; i giorni e i mesi sono nella doppia dicitura italiano-inglese. Ogni settimana occupa due pagine (lunedì, martedì e mercoledì a sinistra, giovedì, venerdì, sabato e domenica a destra). Il formato piccolo e pratico è l’ideale per chi desidera avere una panoramica veloce delle cose da fare e annotare gli appuntamenti e gli impegni più importanti.
Nella competizione politica contemporanea i media svolgono, com'è noto, un ruolo determinante, influenzando in profondità il circuito della comunicazione elettorale. È sempre stato così o si tratta di una peculiarità dell'orizzonte politico contemporaneo? Uno sguardo al passato permette di ricostruire forme, modelli e contenuti di un fenomeno che affonda le radici nella modernità. Il volume intende riflettere sulla funzione che i mezzi di comunicazione hanno svolto in differenti contesti elettorali. Accanto a contributi di carattere generale utili a inquadrare il tema, la ricerca, sviluppata in dialogo con le più recenti tendenze della storiografia italiana e tedesca dedicata ai media come attori dello sviluppo storico, si focalizza su alcuni casi di studio. La scelta di una campitura cronologica ampia, che va dalla prima età moderna al tardo Novecento, consente di mettere in evidenza i profili evolutivi di un fenomeno che attraversa nel lungo periodo la storia della comunicazione politica europea.
Questo manuale, frutto del contributo dei migliori studiosi e docenti della nuova generazione nella disciplina, fornisce una panoramica aggiornata circa la Psicologia sociale e i suoi fondamenti teorici ed empirici. Nel corso degli ultimi due decenni questa disciplina è andata incontro a profondi cambiamenti e sviluppi, in termini di nuove prospettive teoriche (ad esempio, il bisogno di appartenenza), di strumenti utilizzati (si pensi allo sviluppo delle misure implicite o all'introduzione di quelle fisiologiche) e di ambiti (ad esempio, il mondo virtuale) o temi indagati (si pensi alla psicologia ambientale o politica). Parallelamente, la disciplina, per prima e in misura maggiore rispetto alle altre scienze sociali, è stata investita dalla crisi della riproducibilità. L'ambizione di questo testo è offrire a coloro che si avvicinano alla Psicologia sociale una sua visione aggiornata e criticamente rivista, sia nei contenuti sia nella modalità con cui questi vengono affrontati.
Qual è il rapporto fra padre e figlio? Come si costituisce? Quale ne è la sostanza? Ermanno Bencivenga affronta il tema di questa particolarissima relazione attraverso due esempi icastici, che pongono al centro dell'attenzione due testi fondazionali della nostra cultura e ne danno un'interpretazione assolutamente originale. Si parte dall'Odissea, che in questa lettura diventa la storia non di Odisseo ma di Telemaco. È Telemaco che sceglie, fra i tanti naufraghi e viandanti che si presentano a Itaca nel corso degli anni dicendo di essere Odisseo, chi sia suo padre. Con un lavoro da detective, esaminando il peso delle varie parti dell'opera e i suggerimenti occasionali di Omero, viene ricostruita la natura arbitraria di questa scelta: che il naufrago in questione sia davvero Odisseo, ci dimostra Bencivenga, in fondo noi non lo sappiamo, e soprattutto non lo sa Telemaco; è lui a deciderlo, è il figlio a stabilire chi sia suo padre. Il secondo esempio è Pinocchio, solitamente interpretato in modo edificante come la crescita di un bambino da uno stato meccanico e disarticolato, mediante l'assunzione di responsabilità sociali, a uno stato finalmente umano. Viceversa, questo è il libro di Geppetto, che arriva a scegliere suo figlio e a scegliere di essere padre. Un bellissimo testo di David Foster Wallace, tratto da Brevi interviste con uomini schifosi, viene qui usato come contraltare: è Geppetto - a differenza del padre del racconto di Wallace, che muore senza cambiare atteggiamento - a umanizzare progressivamente il figlio e a riconoscerlo come tale.
Le serie televisive oggi sono al contempo un oggetto di culto per milioni di fan e un argomento di studio che sfida le categorie analitiche tradizionali per linguaggi, modelli produttivi e forme di consumo. Il testo offre una chiave di lettura in grado di tenere insieme tutti questi ambiti e, tramite lo strumento teorico dell'analisi testuale applicata a numerosi esempi italiani e internazionali, affronta le pratiche di costruzione (dall'ideazione alla scrittura fino al montaggio) e la maniera in cui le serie dialogano con altri prodotti mediali - dai libri ai film - attraverso adattamenti, citazioni, traduzioni e remake, fino ad arrivare alle modalità transmediali con cui il pubblico le reinterpreta. Il volume propone così un percorso dal semplice al complesso, seguendo le serie tv dall'idea di base all'espansione testuale e alla proliferazione transmediale ed è destinato a chi - studente, professionista o appassionato - vuole comprendere meglio questo mondo sfaccettato e affascinante.
«Smettiamola di affamare la sanità pubblica e cominciamo, invece, a nutrirla come mai è stato fatto. Serve non già un ordinario piano di misure straordinarie, ma uno straordinario piano di misure ordinarie. Ecco cosa ci ha insegnato la terribile esperienza della pandemia.» La salute è un diritto supremo e inviolabile: basterà la catastrofe del Covid-19 per ricordarcelo? Con una nuova introduzione incentrata sull'emergenza coronavirus, Carraro e Quezel aggiungono un capitolo cruciale al racconto di una sanità schiacciata fra il tornaconto politico e gli interessi dei padroni della salute. Per la prima volta vengono svelati i meccanismi occulti che hanno reso tale lobby così potente in questi ultimi vent'anni, a danno dei cittadini. La white economy si garantisce utili milionari attraverso polizze irte di cavilli; rifiuta di assicurare medici e strutture ospedaliere perché non rendono abbastanza; lucra sull'eldorado della sanità integrativa. Tutto ciò mentre milioni di italiani rinunciano alle visite specialistiche per mancanza di risorse. E adesso? Dobbiamo fare un passo indietro finché siamo in tempo, tornando alla Costituzione. Solo rendendo la salute il primo obiettivo di ogni politica economica si potranno fronteggiare con efficacia le emergenze future.
Come accade nei libri nati da un amore - e l'amore di Valeri per Venezia è amore di tutta una vita - la qualità del libro è indicata subito nel titolo: guida, cioè la conoscenza della città, esposta senza alcuna erudita pesantezza, e sentimentale, l'attributo più adatto a suggerire il tono col quale l'autore la guarda e la descrive ma soprattutto l'ama e la rievoca. Infatti, gli otto capitoli - Rialto, San Marco, Il palazzo, Piazza Piazzetta Molo e Riva, Canal Grande, L'altra Venezia, Pittura, Laguna - aperti da un «invito» e chiusi da un «congedo», ci danno la più poetica e al tempo stesso precisa immagine di Venezia: la sua verità storica, con la mirabile leggenda delle sue origini e lo splendore della sua civile grandezza, e il fascino incomparabile della sua bellezza, con gli innumerevoli capolavori dell'arte che ne fanno una città «unica al mondo». La prosa di Diego Valeri che fonde qui in un grande e animatissimo affresco storia, arte e paesaggio, con la sua felice efficacia descrittiva e interpretativa costituisce una guida degli occhi e del cuore, ma anche una illuminata guida della mente per chi voglia penetrare nei tanti segreti e misteri della «indicibile città»: la città, come scrive, che «sveglia nei ben vivi tutte le potenze vitali».
"Un giorno saprò senza dubbio chi sono, ma non saperlo non m'impedirebbe di dormire tranquillo né di risvegliami allegro e contento. Perdinci! Se ignoro il mio vero nome, nobile o plebeo che sia, non ignoro chi voglio essere, il più abile arciere che abbia mai scoccato una freccia contro i daini della foresta di Sherwood." Età di lettura: da 8 anni.
Il coordinatore svolge un ruolo essenziale per le prestazioni di welfare alla persona (sociali, sociosanitarie e socioeducative), ponendosi fra vertici organizzativi, operatori e utenti e assumendo una funzione di cerniera fondamentale per la buona riuscita dei servizi stessi. È una figura che per lo più si è formata "sul campo", da autodidatta, senza avere mai sistematizzato e condiviso competenze, approcci, impostazioni, metodi e tecniche e senza pertanto essersi mai pienamente legittimata in modo autorevole. Il volume si propone di definire questo profilo, fino ad oggi "nascosto", e di evidenziarne le potenzialità. Si rivolge ai professionisti del sociale (assistenti sociali, psicologi, educatori, sociologi, infermieri, pedagogisti) che sono coordinatori, a chi ne svolge di fatto le funzioni anche se non viene chiamato tale e a chi desidera diventarlo.