Esaminando alcune tappe della storia della teologia, Hoc Facite ne indaga i passi attraverso uno snodo centrale dell'esperienza credente: la presenza eucaristica. Il taglio teologico-fondamentale dell'indagine permette di aprire questioni forse non usuali e di intravvedere piste possibili per un pensiero che lo custodisca appieno ancora oggi.
La tempesta prodotta da Nietzsche attraverso «uno scatenamento totale di tutte le capacità simboliche» non poteva passare inosservata. L'Occidente, che ha scommesso sui "maestri del sospetto" per la sua emancipazione, non ha ancora trovato la risposta al folle della "morte di Dio" e soprattutto alla domanda: con cosa lo sostituiremo? Il destino di Nietzsche fu legato al suo annuncio: «Conosco la mia sorte. Un giorno sarà legato al mio nome il ricordo di qualcosa di enorme - una crisi, quale mai si era vista sulla terra, la più profonda collisione della coscienza, una decisione evocata contro tutto ciò che finora è stato creduto, preteso, consacrato. Io non sono un uomo, sono dinamite». L'Occidente vive questo spasmo e con lui anche il cristianesimo alle prese con la sua crisi di identità fra cielo e terra. L'alternativa di Nietzsche "il Crocifisso o Dioniso" è una provocazione ancora irrisolta, che si tenta di eludere ma che continua a lacerare le coscienze di tutti.
Queste pagine propongono la “Via Crucis” dei bambini e dei fanciulli. Perché? Perché proprio la “Via Crucis” può offrire un prezioso contributo alla formazione umana e cristiana dei piccoli. La “Via Crucis” è scuola di realismo. La “Via Crucis” è lezione di tenerezza. La “Via Crucis” è messaggio di speranza. È difficile trovare più valori in una sola volta. Per questo siamo convinti che, con tutta tranquillità psicologica e pedagogica, possiamo, opportunamente, proporre ai nostri piccoli la loro “Via Crucis”.
Prete cattolico agli antipodi di ogni moralismo, europeo per metà, ebreo trapiantato nel quartiere più povero di New York, Ivan Illich (1926-2002), con le sue idee controcorrente ha dato un contributo innovativo e irrinunciabile, soprattutto circa la decrescita economica e l'interculturalità. Un confronto ineludibile nel nostro mondo burocratizzato che sembra aver smarrito tanto il senso dell'evidenza, quanto quello della misura: «Solo se sei totalmente libero, puoi vivere» (Ivan Illich).
Interventi di A. Di Maio, A. Ghisalberti D. Riserbato, L. Vettorello
Il 31 maggio 2017 presso l’Auditorium dell’Opera San Francesco a Milano si è celebrato il Convegno su Pensiero e attualità di Bonaventura da Bagnoregio a otto secoli dalla nascita (1217–2017), promosso dall’Associazione Benemeriti del Comune e della Provincia di Milano e patrocinato dalla Cattedra Marco Arosio di Alti Studi Medievali dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (Roma).
Ne vengono ora pubblicati gli Atti in questo volumetto dei cui contenuti le due immagini della scala e dello specchio possiedono una portata altamente rappresentativa. E in effetti la loro potenza icastica simboleggiante l’ascesa e la speculazione ben si prestano a decifrare il senso del percorso tracciato da Bonaventura nel suo itinerario.
A. Di Maio rilegge l’Itinerarium mentis in Deum in chiave umanistica e richiama l’attenzione sui due concetti di itinerario e di speculazione, da cui sviluppa la simbolica della scala e dello specchio. Per A. Ghisalberti la scala diviene sinonimo del viaggio ultramondano compiuto da Dante, mentre lo specchio – e il suo riflesso – lo si ritrova suggestivamente collocato nel suo punto più elevato del percorso: la visione di Dio. Le due immagini compaiono di nuovo, e quasi in filigrana, nel contributo di D. Riserbato: scala e specchio raggiungono qui la loro massima compenetrazione unitiva nella consacrazione della vita per la ricerca e la conoscenza della Verità. Compenetrazione che viene sottolineata ancora da L. Vettorello, secondo il quale la conoscibilità del divino, tema caro al Dottore Serafico, s’inserisce in un contesto più ampio rispetto alla speculazione filosofico-teologica, abbracciando una prospettiva mistica connotata da un chiaro afflato esistenziale.