Col problema "lavoro" tutti dobbiamo misurarci quasi quotidianamente: il singolo, le imprese, gli imprenditori, la società, il sindacato, le istituzioni, l'economia, la politica. Il dibattito, all'ordine del giorno, si è acceso ulteriormente nel momento di pandemia che stiamo vivendo, ma la discussione verte generalmente su domande sempre e solo molto concrete, del tipo: Che lavoro fai? Dove lavori? Quanto guadagni? C'è lavoro? Hai prospettive di miglioramento retributivo? Molto defilato un tema altrettanto cruciale, che, invece, è stato assunto come filo conduttore di queste pagine: che cosa vi è nel lavoro, oltre il guadagno o insieme al guadagno? Quale l'impatto del lavoro nel presente e nel futuro del singolo, della famiglia, nella vita sociale e di relazione? Sono questioni che ampliano l'ambito del lavoro ad una prospettiva interdisciplinare, in direzione delle scienze umane, della pedagogia in modo particolare. Da ciò il titolo del volume: "Lavoro e pedagogia del lavoro", allo scopo di dare forza e centralità a questo tema anche in educazione dove, invece, esso riceve ancora poco spazio, venendo equivocato come "formare" al lavoro per migliorare produttività e profitto. La pedagogia del lavoro, senza negare l'importanza anche di questo aspetto, persegue obiettivi ulteriori, apparentemente meno concreti, in realtà decisivi per la vita delle persone: non solo come posso insegnare il lavoro, ma che cosa può insegnarci il lavoro. Il lavoro come esperienza fondamentale per la vita buona delle persone. In fondo si poteva anche cambiare il titolo di questo volume con "pedagogia nel lavoro".
Il beato Giuseppe Toniolo è certamente tra i più autorevoli protagonisti della storia del movimento cattolico italiano ed europeo. Economista e riformatore sociale, storico dell'economia, sociologo. Interprete e ispiratore della "democrazia cristiana" delle origini. Negli anni inquieti del non expedit e del positivismo imperante, trasse dalla storia del pensiero cristiano gli orientamenti e gli istituti di una "democrazia organizzata" che aveva il suo fulcro nell'ordinamento corporativo e prefigurava il superamento dello Stato liberale ottocentesco. Per le sue solide ispirazioni e per la vasta elaborazione che l'aveva accompagnata, la dottrina tonioliana non poteva che diventare un riferimento imprescindibile per i cattolici nei decenni successivi. Ma nei fatti, quanta fortuna ebbe tra i democratici cristiani del Novecento? E quanta di questa concezione, transitando per il doppio filtro del murrismo e del popolarismo sturziano, arrivò al partito dei cattolici che si costituì negli anni della transizione dal fascismo? De Gasperi e Fanfani, tra i tanti, avevano maturato le loro posizioni sulla democrazia e sullo Stato proprio in un intreccio di continuità e discontinuità con il maestro trevigiano. La sua influenza era tale che anche il passaggio di consegne alla segreteria della Democrazia cristiana dall'uno all'altro, aveva trovato proprio in Toniolo e nella preoccupazione degasperiana per le «spire dell'alternativa tradizionale», il suo snodo fondamentale.
Dopo i dei volumi dedicati alle città di Roma, Venezia e Milano fotografate dall'elicottero, Jaca Book ripropone in una nuova edizione il viaggio fotografico aereo lungo la penisola italiana. Con un rinnovato corpus fotografico il lettore è accompagnato in un percorso visivo attraverso le grandi stagioni della storia artistica e architettonica nazionale, per leggere l'eredità complessa e mutevole del nostro patrimonio nazionale e interpretare i segni del passato in relazione al contesto contemporaneo. Senza l'intento di offrire una disamina esaustiva delle vedute del nostro patrimonio storico, monumentale e non, il volume presenta in una prospettiva a volo d'uccello una selezione accurata di paesaggi naturali e della multiforme tipologia di architettura che vi si è inserita nel corso del tempo. La narrazione offre quindi una sequenza di ritratti dei più emergenti fenomeni costruttivi della storia italiana, scanditi secondo un ordine tematico e cronologico che dall'età romana - la cui impronta è tuttora determinante per l'identità del nostro paesaggio - arriva agli inizi del XIX secolo, alla vigilia della grande industrializzazione.
Uno scout appassionato, un prete che lasciava il segno, un educatore straordinario, un giornalista e uno scrittore. Autore di scherzi memorabili e amico di Paolo VI, "Baden" era l'Aquila randagia che sfidò il regime fascista. Don Andrea Ghetti è una figura poliedrica. A quarant'anni dalla morte, e a sessanta dalla nascita de "Il Segno", mensile della diocesi di Milano che fondò e diresse per vent'anni, il volume ripercorre i momenti salienti della sua vita.
«Quanto a me, penso che, almeno nella storia contemporanea, le idee contino assai più degli uomini», scriveva Augusto Del Noce nel 1978. Questo volume presenta, per la prima volta riuniti insieme, tutti i suoi articoli pubblicati sul quotidiano "Il Tempo", dal 1975 al 1990. Il lettore potrà ripercorrere un pensiero, che, se si sviluppa a stretto contatto con l'evolversi della realtà storica, è però sempre animato da una ragione filosofica, capace di scorgere le linee ideali nella filigrana dei meri fatti storici. Pur nella ricchezza dei temi qui trattati, si può forse riconoscere il vero avversario di Del Noce in ogni concezione che riassorbe l'uomo nella sola mondanità: prima il marxismo, che riassorbe l'uomo nella sfera politica; poi la società tecnocratica, che riassorbe l'uomo nella dimensione economica, peggiore questa del marxismo, perché, nella piatta accettazione dell'esistente, vede la scomparsa di qualsiasi idealità. Sempre nel 1978 egli asseriva: «Quel che invece Platone afferma è la critica di una società che si modelli sul valore economico come primario, o risolvente in sé gli altri, come si direbbe oggi; in cui dominino coloro che hanno indirizzato le loro anime alla soddisfazione e alla creazione artificiale di bisogni sensibili, e alla ricerca del compenso che può venire da tale soddisfazione. In una parola, quel che in Platone è straordinariamente attuale è una critica ante litteram della società consumistica, a cui non c'è nulla di sostanziale da aggiungere, benché sia stata scritta più di ventitré secoli fa».
Una casa per me è un libro che vuole rappresentare i luoghi del bambino adottivo per accompagnarlo a comprendere, con approccio Montessori, il significato dei vari snodi della sua storia, e collocarsi nel tempo con continuità e verità. Dare un senso a questi passaggi è un compito evolutivo del bambino che vive l'esperienza dell'adozione e che assieme a genitori e fratelli è impegnato a costruire la sua famiglia.
Il volume raccoglie e spiega con parole semplici e comprensibili le immagini che fanno riferimento al Natale. La data del 25 dicembre, la luce della candela, il cielo stellato, la mangiatoia e tanto altro. Il lettore sarà aiutato a capire il collegamento tra simbolo e realtà.
Questo libro vuole rendere omaggio al bene che le donne hanno operato e possono operare nell'esercizio dell'accompagnamento spirituale a beneficio dei fratelli, un bene di cui non si dice mai abbastanza. La santità della donna rivela un genio che non si può tacere, come attesta la storia della mistica, quasi tutta al femminile. Negli ultimi decenni, il Magistero della Chiesa è tornato a parlare di donne straordinarie, la cui azione, nella Chiesa e nel mondo, ha offerto un contributo notevole allo sviluppo dell'identità dei laici come evangelizzatori; ma anche di donne comuni che, nella vita di tutti i giorni, vivono la santità domestica che contribuisce a gettare in famiglia i primi semi della fede. Papa Francesco nella sua Esortazione apostolica Gaudete et exultate ci ha ricordato che la santità è una chiamata universale e che è urgente che sia riscoperta da tutti i battezzati, confermando quanto già era affiorato dalla riflessione conciliare più di cinquant'anni fa. Il presente lavoro nasce da una duplice esigenza: ringraziare le donne per il dono della maternità spirituale esercitata a beneficio della Chiesa ed esortarle a non aver paura di essere, a immagine di Maria Santissima, donne perché madri, tanto biologicamente quanto spiritualmente. Non si tratta di smania d'uguaglianza tra uomo e donna; piuttosto si vuole considerare quest'ultima nella sua particolarità e nelle sue forze specifiche.
Per capire dove va oggi la Chiesa è necessario risalire alla radice degli errori che nel corso degli anni sono penetrati in tutto il Corpo Mistico di Cristo, dai vertici fino alla base. Il rifiuto di questi errori e il ritorno, con l'aiuto di Dio, alla Verità cattolica, integrale e vissuta, è la condizione necessaria per la rinascita della Chiesa.
Per iniziativa della Fondazione Lepanto, un gruppo di teologi, filosofi, storici e studiosi, ha dedicato a questo tema una giornata di studio con il titolo Vecchio e nuovo modernismo. Radici della crisi nella Chiesa.
Nel corso del convegno, che si è svolto a Roma il 23 giugno 2018, don Claude Barthe, il prof. Roberto de Mattei, il prof. Valerio Gigliotti, la dott.ssa Maria Guarini, padre Albert Kallio o.p., il dott. John Lamont, il prof. Enrico Maria Radaelli, il prof. don Alberto Strumia, il prof. Giovanni Turco, il dott. José Antonio Ureta, hanno investigato le radici storiche, filosofiche, teologiche, epistemologiche e pastorali della crisi e i rimedi per superarla.
Questo volume raccoglie gli atti della giornata di studio, confermando quanto esatta e profonda fu l’analisi che venne svolta.
Le Lettere di Caterina da Siena costituiscono una presenza precoce e costante nella vita e nelle opere di Federigo Tozzi, quasi un ideale livre de chevet che ne accompagna lo stesso passaggio dal giovanile laicismo anarco-socialista al contraddittorio cattolicesimo, aspro e problematico, della maturità. Modernamente, nella grande conterranea lo scrittore riverbera soprattutto la propria insaziata ansia di conoscenza. «Santa Caterina - scrive Tozzi - ci sbarazza di tutto ciò che ci impedisce di giungere al nostro io più profondo». Ed è proprio nell'ottica di una riproposizione senza schemi eruditi o facili ideologismi del Medioevo cristiano e 'primitivo', che nel 1918 Tozzi sintetizza in un esile, straordinario libretto il monumentale corpus delle lettere cateriniane «per chi non ha tempo né voglia di leggerlo da cima a fondo». Le cose più belle di Santa Caterina da Siena è così un documento indispensabile per comprendere appieno la potenza di intuizione e la colta complessità novecentesca dello scrittore senese. Ma è anche un modo per avvicinarsi con un percorso originale a una delle esperienze più radicali e affascinanti della letteratura mistico-religiosa occidentale. Introduzione di Marco Marchi.
Da vent’anni a questa parte, il liberalismo ha conquistato anche la Chiesa ed è per questo che i cattolici rimangono perplessi. Nuova messa, nuova teologia sacramentaria, nuovo catechismo, nuovo diritto canonico…. E’ una nuova religione che si sta instaurando? Monsignor Lefebvre rispode a tale interrogativo, facendo leva sull’insegnamento perenne della Chiesa, che non appartiene al passato e non è affatto andato fuori corso.