Questo libro tratta due questioni fondamentali della teoria dell'immagine. La prima è il rapporto tra immagine e osservatore: come guardare un'immagine? Maria Giulia Dondero propone una metodologia dello sguardo attraverso analisi figurative e plastiche che delineano il panorama teorico della semiotica dell'immagine contemporanea. L'autrice, distaccandosi dalle prime proposte semiologiche di Roland Barthes e di Émile Benveniste sulla relazione tra linguaggio visivo e linguaggio naturale, si ispira ai lavori di Algirdas Julien Greimas e nello stesso tempo avanza nuove proposte teoriche e metodologiche per poter rispondere alle sfide attuali: i Big Visual Data, le visualizzazioni di grandi corpus di immagini, l'analisi computazionale. La seconda questione è quella della materialità delle immagini. La relazione fra trasversalità delle forme e caratteristiche materiali dei supporti mediatici è esplorata al fine di rendere conto delle pratiche di utilizzo e di interpretazione proprie di ogni medium.
Una scatola con tutto quello che serve per disegnare, ritagliare, colorare e divertirsi a creare tante storie... liberando l'immaginazione! Età di lettura: da 5 anni.
La fiducia è ogni giorno analizzata, desiderata, prescritta sia nelle relazioni interpersonali che nei contesti macrosociali. È tanto più invocata quanto più sembra mancare. Non è facile però definire se la fiducia sia un tema inflazionato o se resti una dimensione sfuggente, di difficile definizione e collocazione. Il rischio è che normalmente si attribuisca l'etichetta "fiducia" a dinamiche, situazioni, atteggiamenti molto diversi tra loro. Il volume esplora la fiducia come dimensione emergente nelle relazioni interpersonali e si propone di comprendere attraverso quali processi dialogici si possano costruire identità/vite buone a livello personale, familiare e comunitario. In altre parole: quali fattori permettono la costruzione di legami di reciprocità, di impegno comune, di cooperazione, di significati condivisi, in famiglia e nella comunità?
È l'estate del 1912 a Brooklyn. I raggi obliqui del sole illuminano il cortile della casa dove abita Francie Nolan, riscaldano la vecchia palizzata consunta e le chiome dell'albero che, come grandi ombrelli verdi, riparano la dimora dei Nolan. Alcuni a Brooklyn lo chiamano l'Albero del Paradiso perché è l'unica pianta che germogli sul cemento e cresca rigoglioso nei quartieri popolari. Insieme a suo fratello Neeley, Francie raccoglie pezzi di stagnola che si trovano nei pacchetti di sigarette e nelle gomme da masticare, stracci, carta, pezzi di metallo e li vende in cambio di qualche cent. Francie se ne va a zonzo per Brooklyn. Lungo il tragitto forse qualcuno le ricorderà che è un peccato che una donna così graziosa come sua madre, ventinove anni, capelli neri e occhi scuri, debba lavare i pavimenti per mantenere tutta la famiglia. Qualcun altro magari le parlerà di Johnny, suo padre, il ragazzo più bello e più attaccato alla bottiglia del vicinato, qualcuno infine le sussurrerà mezze parole sull'allegro comportamento di sua zia Sissy con gli uomini. Francie ascolterà e ogni parola sarà per lei una pugnalata al cuore, ma troverà, come sempre, la forza per reagire, poiché lei è una bambina destinata a diventare una donna sensibile e vera, forte come l'albero che, stretto fra il cemento di Brooklyn, alza rami sempre più alti al cielo.
Il prof. Ivo Bianchi, specialista in medicina interna ed esperto di fama internazionale nel campo della medicina naturale, illustra il modo migliore per potenziare le difese immunitarie, le uniche in grado di proteggerci davvero da contagi o pandemie. Il nostro organismo dispone di un potente sistema di difesa, estremamente specializzato e complesso, contro le aggressioni esterne (virus, batteri, sostanze inquinanti) e interne (cellule tumorali, fattori legati all'invecchiamento). Quando il sistema immunitario funziona poco o male, è facile ammalarsi alla prima aggressione e la guarigione diventa più lenta e difficoltosa. Quando invece funziona "troppo", entrano in gioco allergie e malattie autoimmuni anche gravi. Con un linguaggio alla portata di tutti, il prof. Ivo Bianchi ci insegna a conoscere meglio questo prezioso alleato, le sue cellule, gli organi collegati e i fattori di regolazione, fornendo anche un utile questionario per scoprire qual è il nostro livello di difese. Ci illustra inoltre come e cosa mangiare per rafforzare il sistema immunitario, dai superfood agli alimenti fermentati, dagli an-tiossidanti ai germogli, e ci descrive un efficace programma di depurazione alimentare. Elenca infine quali sono le vitamine, i minerali, i fitoterapici e gli integratori più adatti alle difese immunitarie, spiegando come usarli in maniera intelligente, con l'obiettivo più a lungo termine non solo di stimolare, bensì di riequilibrare l'intero sistema. Perché il segreto della salute non è nella forza, è nell'equilibrio.
Povero, frammentato, robotizzato, iper-sfruttato: il lavoro oggi è un piano inclinato. Pur restando idealmente un fattore chiave della realizzazione personale, dell'identità sociale e delle prerogative di cittadinanza, l'esperienza del lavoro al tempo del capitalismo flessibile ostacola la definizione di traiettorie di vita coerenti. Come ricostruire il senso di sé se non c'è una prospettiva a lungo termine a cui aspirare? Come ripensare il diritto del lavoro per far sì che anche il contenuto delle proprie mansioni - quel che si fa, come lo si fa, la ragione per cui lo si fa - torni a contare? Come ricostruire il nesso tra lavoro, riconoscimento sociale e partecipazione politica?
Quale risposta ai dilemmi e alle contraddizioni della ipermodernità? Attraverso un excursus lungo la storia millenaria di homo sapiens, un viaggio che unisce le recenti scoperte scientifiche sul funzionamento del cervello umano ai più urticanti nodi sociali della contemporaneità. Una diagnosi severa sul nostro tempo cui segue una terapia di uso pratico, caratterizzata da un approccio mentale esplorativo, coniugato ad alcuni immobili morali del paganesimo e ai cardini concettuali di un Cristianesimo privato della illusoria promessa oltremondana. Una sfida personale che, partendo dagli eterni problemi connaturati nella mente umana, "sfonda" la parete dell'Altro superando sia il principio di piacere che la naturale tendenza alla prevaricazione, per impossessarsi di una prospettiva nuova ove l'homo editus nell'esprimere il proprio potenziale irradia benefici concreti alla propria specie, attraverso un uso responsabile e non antropomorfizzante del "Dio/partner", costituito dalla sua creatura più promettente e più inquietante: la macchina.
Il tempo investe l'intera nostra esistenza. Nel suo divenire percorriamo svariati itinerari in cui la nostra vita si snoda sull'onda di sentimenti, pensieri, progetti e obiettivi gioiosi, inevitabilmente inframezzati di imprevisti, ostacoli, sofferenze, sconfitte e delusioni. In un simile contesto, lungo le età della vita, il tempo riveste un ruolo fondamentale nella costruzione della nostra personalità. Anche se centrale nel nostro agire di ogni giorno, il tempo continua a rimanere un grande enigma dell'universo. Il suo volto ci appare affascinante, ma anche inquietante nella sua sconfinata pluralità di significati. Il tempo è circolare, lineare e virtuale, fisico e psichico, in continuo divenire a cui si è tentati di porre un freno. In una società in rapida evoluzione domina prepotentemente il tempo presente. Siamo talmente immersi nel tempo dell'accelerazione e dell'immediatezza che lo stesso tempo libero ha bisogno di essere liberato. A ciò si sta cercando di reagire scoprendo il valore del tempo dell'attesa, della lentezza e della tensione, mai sopita, tra il tempo e l'eternità. Abituati a vivere sul registro spensierato del tutto e subito, l'inquietante pandemia del Covid-19 ci ha obbligati a mettere ordine nel nostro vissuto caotico del tempo e a riconoscere che il tempo ha una successione e una durata nella sua triplice dimensione di passato, di presente e di futuro. E là dove si riscontrano quadri psicopatologici sappiamo che è possibile risolverli sperimentando il tempo dell'analisi.
L'era digitale è quella dei "big data" e dei "social media" ma è anche, e forse proprio per questo, l'epoca dei "large contacts". Ciò significa che la mediazione linguistica e culturale è destinata a diventare una funzione strategica affinché questi contatti inneschino una "comunicazione" reciprocamente comprensibile ed empatica. Operazione che, risalendo all'etimologia del termine, significa "mettere qualcosa in comune", presupposto necessario, sebbene non sufficiente, di ogni transazione pacifica, condivisa e mutualmente proficua. Per dirla con uno slogan, nel XXI secolo la mediazione linguistica e culturale pur senza essere tutto sarà dappertutto. Una funzione pervasiva per cucire le smagliature sociali, ridurre le distanze culturali tra mondi che un tempo non si incontravano, negoziare significati nel babelico flusso della comunicazione digitale. Pertanto di fronte a questo nuovo scenario globale la mediazione linguistico-culturale, come processo, e il mediatore, come figura professionale, sono entrambi concetti da ridefinire e aggiornare alla luce delle rapide trasformazioni in atto. Il volume propone una selezione di interventi su questo tema presentati in occasione del convegno "La figura del mediatore linguistico e culturale nell'era digitale" organizzato a Fermo nel 2018, evento che ha tenuto a battesimo anche la nascita dell'Osservatorio Nazionale sulla Mediazione Linguistica e Culturale (OSSMED).
I ragazzi di molti anni fa, malgrado il tempo trascorso, cercano ancora di cambiare il mondo. La speranza di realizzare il sogno ha ormai compiuto 45 anni e ha messo, insieme al sognatore, i capelli bianchi. Siamo sempre gli stessi. Sempre i soliti giovani pieni di vitalità e di euforia nel raccontare ciò in cui credono. Il cammino è stato lungo e ci ha visto abbracciare tanti ideali, prima religiosi, poi politici ed ora, passata ampiamente la metà della nostra vita, di nuovo con tanta esuberanza ci spingiamo oltre i confini di ieri e nel farlo torniamo a rivolgere il nostro sguardo allo spirito. La vita è un viaggio meraviglioso e anche se abbiamo spesso sofferto e qualche volta pianto, andiamo sempre avanti perché un qualcosa dentro di noi ci chiama e ci sostiene. Queste poche parole in realtà sono tanto per noi e rappresentano il desiderio di condividere con chi ne avrà voglia quella ricerca dell’Oltre che ci ha spinto a scrivere questo libro. La speranza nel sogno realizzato ha come unica strada da intraprendere la capacità di lasciarsi guidare dall’intuizione del presente, scrollandosi di dosso i pesi del passato e le illusioni del futuro. (Francesca D’Orazio e Stefano Camodeca)
Una raccolta di poesie che si fanno preghiera e invocazione a Dio nel riconoscerne la presenza in ogni cosa della natura, che se da una parte infonde pace e serenità con la sua bellezza e perfezione, dall’altra suscita un senso di fragilità che trova consolazione nel dialogo con il Padre.
Note sull'autore
Fabio Strinati (San Severino Marche, 19 gennaio 1983) è un poeta, scrittore ed esperantista italiano. Dopo aver debuttato come poeta nel 2014, con il libro Pensieri nello scrigno. Nelle spighe di grano è il ritmo, ha scritto anche poemetti, preghiere e libri di aforismi. Autore di numerose raccolte poetiche, vive e lavora ad Esanatoglia, paese della provincia di Macerata nelle Marche. Sue poesie sono state tradotte in catalano, inglese, tedesco, spagnolo, croato, bosniaco, albanese, esperanto e macedone.