Che senso ha il fatto che siamo un essere con un corpo? Che cosa ha da dire la nostra epoca sul corpo, sulle sue dinamiche? Che relazione ha il corpo con la vita dello "spirito", con la vita dopo la morte? Un tema "difficile" e controverso che provoca il lettore in cerca di risposte. Non una trattazione sistematica ma brevi pensieri, per liberarsi da ideologie preconcette, culti chiusi in se stessi, specificazioni ristrette. Silvano Petrosino accompagna la riflessione del Cardinale sul "dopo morte" e sulla visione cristiana dell'esperienza umana, arricchendola e inquadrandola storicamente. Due autori e generi letterari differenti, che dialogano sul futuro del corpo con lucidità e l'unico intento di aiutare a pensare. Con un'approfondita introduzione di padre Carlo Casalone, presidente della Fondazione Martini, collaboratore per la Sezione scientifica della Pontificia Accademia per la Vita e docente presso la Pontificia Università Gregoriana (Roma). «Vorrei sapere del corpo la parola non detta, che è iscritta in esso, che ne dice il significato e il destino. Perché, se non la comprendiamo, distruggiamo il corpo facendone un assoluto, un idolo, un vuoto a cui sacrificare la vita.»
Un sussidio semplice e immediato per seguire le letture e le preghiere della Celebrazione Eucaristica. Pensato sia per chi partecipa quotidianamente alla Santa Messa sia per coloro i quali, non potendovi partecipare ferialmente, desiderano, tuttavia, accostarsi alla Parola di Dio proclamata in quel giorno nelle assemblee liturgiche.
In un panorama teologico che talvolta fatica a conciliare l'esperienza del divino con il rigore della dottrina, in queste pagine Luigi Borriello ricompone l'inscindibile unità tra vita mistica e riflessione teologica nell'opera di San Giovanni della Croce. Se la mistica è una scienza divina che si apprende per amore, e la teologia ha il compito di interpretare e strutturare razionalmente, nel volume il Santo carmelitano è presentato nella sua duplice e indivisa veste di mistico e teologo. In un percorso che analizza il linguaggio dell'ineffabile — dove la poesia diviene il veicolo privilegiato per comunicare il Mistero —, l'autore esplora i nuclei fondanti della spiritualità sangiovannea: la via della fede come unico mezzo per l'unione, la purificazione attraverso la "notte oscura" e l'unione trasformante nel Dio Amore. La figura di Giovanni della Croce emerge da queste pagine come "profeta- dell'Assoluto, capace di guidare l'uomo contemporaneo dalla frammentarietà dell'esistenza alla pienezza della vita divina partecipata: un maestro che indica la via per l'Infinito aprendo la ragione agli orizzonti del Mistero. Prefazione di Ignazio Sanna.
A volte la fede, che dovrebbe giungere quale "buona notizia" leggera come il vento, finisce per appesantirsi sotto un carico di doveri, maschere e aspettative. Ci ritroviamo a recitare il copione della "brava persona", dicendo sempre di sì, soffocando dubbi e fragilità per timore di non essere abbastanza agli occhi degli altri o addirittura di Dio. Don Moreno Migliorati ci invita a un necessario processo di decluttering spirituale: un'opera di pulizia per eliminare le sovrastrutture e le "ombre" che offuscano la vita di fede. Tramite un dialogo costante tra le scene del Vangelo, l'esperienza pastorale e i segni della cultura contemporanea, l'autore accompagna chi legge in un percorso gentile, per smascherare le dinamiche tossiche che possono travestirsi da virtù: il bisogno di piacere, la confusione tra amore e sacrificio, la colpa come linguaggio dominante, la fatica di dire no. Pagina dopo pagina, prende forma una spiritualità più vivibile, meno performativa: un libro per chi è stanco di recitare, per chi abita le parrocchie con inquietudine e per chiunque sospetti che la fede abbia a che fare proprio con l'imperfezione e la fragilità. Perché forse Dio non ci attende in cima a una scala di meriti, ma proprio lì dove siamo: graffiati, stanchi e finalmente veri. Prefazione di Mariapia Veladiano.
È certo che mai, in nessuna epoca, gli uomini sono stati così lontani da Dio, così sprezzanti della santità che egli esige; eppure, mai si è manifestata così chiaramente la necessità di essere santi. «In questi giorni apocalittici - scrive Léon Bloy - sembra veramente che soltanto un sottilissimo strato ci separi dagli abissi eterni... C'è una sola tristezza nel mondo ed è quella di non essere santi». In effetti siamo stati creati per essere santi. La santità ci è talmente richiesta, è talmente inerente alla natura umana che Dio la anticipa, per così dire, in ciascuno di noi, mediante i sacramenti della sua Chiesa, cioè con i segni mistici che operano invisibilmente nelle anime l'inizio della gloria. Ma come si fa ad essere santi? Riceviamo lo Spirito Santo, ma poi c'è un cammino da percorrere. Padre Serafino Tognetti, discepolo del Servo di Dio don Divo Barsotti, alla scuola della vita monastica, traccia un itinerario semplice ed esaltante, sulla base della Tradizione e delle vite dei santi, per mettersi sulla via, per ritrovare, con la santità, la propria felicità, che consiste nell'amare e nell'essere amati. Ne è nato questo libro agile e, diremmo, necessario, per rimettersi in cammino decisamente verso Dio. Sono i tempi che viviamo che lo esigono.
Stiamo vivendo un’epoca profondamente segnata da un’atmosfera di tristezza e dalla sensazione di non essere riconosciuti da nessuno. Alle radiazioni di questa malinconia si alimentano le "passioni pericolose", come le chiama il filosofo Guillaume Le Blanc - pigrizia, codardia, menzogna, invidia, gelosia, paura, odio, risentimento - sentimenti negativi replicati compulsivamente in risposta all’insoddisfazione per una vita che non desideriamo e con la quale non riusciamo a fare pace. Queste tonalità emotive non vanno attribuite alla sola responsabilità del singolo, ma sono anche l’esito degli insostenibili paradigmi dell’odierna società neo-liberista, che si insinuano nei desideri individuali rimodellandoli in profondità. Come uscire dall’irretimento nelle passioni tossiche che ci consumano, rendendoci degli eterni scontenti? Non bastano i tradizionali rimedi della psicologia o dell’etica, prospettive attente all’individuo ma non ai meccanismi sociali che generano e incoraggiano queste modalità nocive del nostro sentire. Il piccolo trattato di Le Blanc sulle forme contemporanee dei ‘vizi’ ci aiuta a nominarli e comprenderli attraverso un’originale e lucida analisi della loro dimensione sociale e politica. È il primo indispensabile passo per intraprendere un percorso che dia spazio al desiderio di vivere in altro modo, riconciliati con noi stessi e con gli altri.
Saggio che raccoglie le offese rivolte a Gesù riportate nei quattro Vangeli. Ogni accusa infamante rivela, sub contraria specie, qualcosa di vero su Gesù. L'autore si addentra in campi inesplorati per ritrarre un Gesù dal "basso". (Prefazione di Antonio Pitta).
In una società che è cambiata e cambia a un ritmo forsennato, la Chiesa si trova a parlare una lingua che, oggi, non sembra molto più recente e più viva del latino. Il risultato, per tanti cristiani, è una certa afasia. L'impressione è di essere senza parole. Si fa fatica a comunicare la fede, a trasmettere ciò in cui crediamo. Sembra che alle orecchie dei più l'annuncio suoni nel migliore dei casi trascurabile. Che venga accolto come un piacevole ritornello dei bei tempi andati, oppure che irriti per la sua noiosa insistenza, lascia impassibili le coscienze, non trasforma la vita e, quindi, manca l'essenziale. Si può rimediare? Si possono trovare parole convincenti, che non siano squalificate prima ancora di uscire dalle labbra? Pratiche che siano compatibili con la vita che facciamo? Prendendo spunto dalle celebri Lezioni americane di Italo Calvino, l'autore riprende — e rilancia — sei parole chiave: leggerezza, rapidità, esattezza, visibilità, molteplicità, consistenza. Non come categorie letterarie, ma come strumenti spirituali. Nessun valore non negoziabile, niente che, di volta in volta, intenda escludere del tutto anche il principio opposto. Le parole individuate sono solo scelte preferenziali proposte al lettore come contributo al comune sforzo di individuare modalità nuove per dire la verità di sé, del mondo e di Dio. Prefazione di Roberto Pasolini.
Che cosa ci accade quando iniziamo a camminare un'ora al giorno nel verde di un parco, lungo un fiume o su un sentiero di montagna? Comincia una vera e propria metamorfosi. Tutte le sfere del nostro essere sono coinvolte: corpo, mente e spirito. Il passo regolare restituisce calma e presenza, trasformando il movimento in meditazione e benessere profondo. Tra riflessioni, neuroscienze e suggerimenti pratici, questo semplice manuale è un viaggio di consapevolezza e rigenerazione. In particolare, l'attenzione all'equilibrio psicofisico e l'apertura alla dimensione spirituale aiutano gli aspiranti camminatori a fare ordine nel caos e a riscoprire ciò che conta davvero. L'arte di camminare come pratica quotidiana diventa così un esercizio di libertà e di rigore, una via accessibile a tutti per ritrovare il senso del limite e il valore della fatica. Una guida per chi sente il bisogno di riconnettersi con la natura, il silenzio e la propria interiorità. Perché, a volte, quando ci si sente persi, la strada giusta inizia proprio sotto i nostri piedi.
L'autore, ripercorrendo in modo integrale il Vangelo di Luca, attiva una sorta di dialogo intimo con i Vangeli. Un dialogo in cui anche il lettore è invitato a operare constanti esercizi di cambiamento della propria idea di Dio, per farsi sorprendere da quella di Luca. Il testo narra di Gesù, dei suoi gesti e delle sue parole, dei suoi amici e delle sue amiche, con un'attenzione particolare all'economia: l'oikonomia della salvezza si intreccia spesso con l'economia degli interessi umani. Il Vangelo di Luca parla anche a noi, credenti di ogni epoca, perché desidera rafforzare la fede: l'evangelista stesso ci parla come un discepolo di Cristo, è dentro la buona novella che ci trasmette.
I quattro Vangeli in un'edizione tascabile pensata per le famiglie. Come detto da Papa Francesco: "A essere famiglia si impara ogni giorno. Così ha fatto la Santa Famiglia di Nàzaret!" e il Vangelo è un alleato prezioso nel cammino di ogni giorno.
Don Fabio Rosini è docente di comunicazione e trasmissione della fede alla Pontificia Università della Santa Croce, dove - a partire dalla sua decennale esperienza di predicatore instancabile del Vangelo - offre preziosi contributi per un corretto approccio ad una preparazione omiletica non lasciata all'improvvisazione, mettendo anche in evidenza le problematicità di alcuni modi di predicare. Il testo si rifà alle lezioni di quel corso, opportunamente adeguate alle esigenze di un'opera che non solo interessa i suoi studenti universitari, ma anche e soprattutto quanti sono chiamati al ministero della Parola. Il libro è un significativo invito a riconsiderare il dono ricevuto di comunicare la fede che l'omileta ha il compito di esercitare mettendo la vita e la Parola in relazione a quell'evento escatologico che fa irruzione nell'assemblea eucaristica.