Un testamento spirituale che il pontefice ha consegnato, prima di scomparire, alle mani attente di Thomas Leoncini, che lo ha portato sino a noi per farne un "abbraccio a chi resta", capace di ricordarci che l'amore vero non muore mai.
Più di 3,5 miliardi l’anno dallo Stato fra moneta sonante e vantaggi vari (fiscali e non solo) per Cgil, Cisl, Uil (e anche le sigle minori come l’Ugl). Denaro pubblico per pensioni d’oro, Caf, patronati, Onlus, corsi, formazione professionale, stipendi e contributi per migliaia di distaccati dal lavoro. Le sigle sindacali inoltre gestiscono i fondi pensione, sono collegate con banche, holding, cooperative, comitati d’affari, strutture sanitarie convenzionate, però non devono neanche presentare un bilancio. Ma non è tutto. Perché un’apposita norma consente agli esponenti dei sindacati laute pensioni a carico dello Stato senza il versamento dei contributi? Perché un dirigente neo-assunto nel settore privato, subito collocato in aspettativa non retribuita (apparentemente a "totale carico del sindacato"), può guadagnarsi una pensione di anche settemila euro mensili? Perché una legge truffa sulla rappresentanza concede a questi sindacati un regime di monopolio, mentre agli altri viene negato persino il diritto di assemblea? La lista dei benefici per la casta sindacale è lunga e incredibile. In questo libro viene per la prima volta squadernata una realtà che, così come organizzata, nel difficile mondo del lavoro odierno, non ha davvero senso. Un volume che scoperchia tutto ciò che non funziona e propone un modello differente per riformare l’intero settore. Prefazione di Peter Gomez.
Il volume offre una ricostruzione del rapporto tra potestà ecclesiastica e autorità civile nella gestione del patrimonio della Chiesa, dall’età degli Stati preunitari fino alla revisione concordataria del 1984. Muovendo da un’ampia gamma di casi di studio e da un uso sistematico di fonti amministrative, contabili e archivistiche, i saggi raccolti analizzano il progressivo ridimensionamento del principio della Chiesa proprietaria, messo in discussione dapprima dalle riforme settecentesche e dall’affermazione delle burocrazie statali, poi dai processi di censimento e controllo dei beni ecclesiastici nell’Ottocento. Emerge dunque un quadro segnato da profonde discontinuità ma anche da significative persistenze, in cui la dimensione patrimoniale si rivela un osservatorio privilegiato per comprendere la costruzione dello Stato moderno e l’evoluzione dell’ordinamento repubblicano.
Esausta e bisognosa di solitudine, una donna di mezza età abbandona il marito, gli affetti e il lavoro in una fondazione animalista senza avvertire nessuno. Fugge da Sydney per riavvicinarsi ai luoghi in cui è cresciuta e si rifugia in un piccolo convento di suore cattoliche nascosto nelle aride pianure dell'Australia rurale. Non crede in Dio, non sa cosa sia la preghiera e si ritrova a vivere questa strana esistenza solitaria quasi per caso. Nonostante ciò, il suo bisogno di pace e la sua ricerca di qualcosa di più grande che non sa ben definire la portano a scegliere di condurre proprio questa vita. Le giornate assumono una cadenza lenta, scandite da piccoli rituali e gesti ripetuti. Mentre il tempo si dilata, gli avvenimenti del passato si riaffacciano alla memoria: fatti vissuti e rimasti incompresi che, finalmente, si dischiudono. Mossa dalla strenua ricerca di un miglioramento personale e dall'ambizione di diventare una persona buona, la donna si troverà però a dover affrontare una serie di eventi sconvolgenti che minaccia di interrompere la sua ritrovata quiete.
Chiedersi se siamo felici, se lo siamo stati o se speriamo di poterlo essere, può sembrare un esercizio provvisorio e perfino ingenuo, ma alla fine è l'unica domanda che ha un senso compiuto. Ci sono libri che sfuggono alle rigide classificazioni di critici ed editori, e, parlando al cuore dei lettori, li accompagnano nel percorso spesso difficile e a volte esaltante della vita quotidiana. Sono libri capaci di indagare l'enigma della mente e l'abisso del cuore, rivelando l'unicità irriducibile di ogni essere umano e, al tempo stesso, le costanti che abitano in noi. È il caso delle Confessioni di Sant'Agostino, dei Saggi di Montaigne, dei Pensieri di Pascal, dello Zibaldone di Leopardi. E forse è il caso di "Riprendersi l'anima" di Paolo Crepet. Frugando nel proprio animo e nella propria memoria come in un bazar, per trovare sempre l'universale nascosto dietro ogni particolare, Crepet scrive il suo libro più importante, un antidoto contro l'omologazione, contro i rischi della tecnocrazia e della violenza sotterranea ed esplicita che percorre i nostri tempi. Davanti alla tentazione di cedere a chi vuole annientarci, con la guerra, con il controllo, con la tentazione di rinunciare al fuoco che arde in noi, Crepet ricorda a sé stesso, e a chi decide di intraprendere questo viaggio con lui, per cosa vale la pena vivere. Ci ricorda che l'ombra e la luce, la musica e il silenzio, la quiete e il desiderio sono tutti momenti essenziali della nostra vita. Ci fa vedere come siano necessari il caldo e il freddo e quanto il tiepido, invece, sia un pericolo, un'anestesia che ottunde i nostri sensi e le nostre emozioni. Alternando sapientemente riflessioni profonde, ricordi personali e storie meravigliose - come quella del corniciaio che non riusciva a lavorare a Guernica di Picasso, o di Mike, motociclista il cui amore ha saputo guarire una bambina - Crepet mette in scena il meraviglioso teatro delle emozioni umane e ci mostra con una chiarezza partecipe e commossa come respingere l'apatia, lo sconforto, la tentazione di cedere a chi ci vuole spenti. E, soprattutto, come riprenderci l'anima.
Il presente volume nasce dalla passione per l’uomo e quindi dall’accettazione delle sfide che la «controversia sull’humanum» pone all’inizio del terzo millennio. Proprio nei frangenti storici in cui la dignità, l’integrità, la verità e l’eccellenza dell’uomo vengono posti in questione o, addirittura, a rischio, più forte risplende la sua«santità» (Lévinas), cioè, l’impossibilità di estinguerlo e vanificarlo.
Il pensiero cristiano ha sintetizzato questa dignità incontrovertibile nella nozione di “persona”. I diversi saggi qui pubblicati si preoccupano di reperire le radici dell’essere persona dell’uomo e quindi il realismo dell’essere persona: come nell’essere persona si presenti il punto di massima densità del reale. Una delle tesi di fondo di tutti i lavori è che non sarà possibile affermare la centralità dell’uomo (antropocentrismo) al di fuori di una salda personologia.
Saggi di Karol Wojtyla, Massimo Serretti, Jacques Servais, Christof Betschart, Daniele Serretti, Ricardo Gibu Shimabukuro, Massimiliano Pollini, Aldo Giacchetti Pastor, Gustavo Sánchez Rojas, Jorge Olaechea Catter, Paul Ludwig Landsberg.
«David e Fred sono sempre stati appassionati di cacce al tesoro. E di canoa. E di tennis. E di life hacks. E di Fortnite. E di ricette di TikTok. Ma soprattutto di cacce al tesoro.» Così, quando si imbattono nell'App dei tesori nascosti si lasciano coinvolgere in un gioco che li trascina in giro per il mondo a caccia di manufatti occulti. Almeno fino al giorno in cui i due fratelli, raccogliendo l'ennesima sfida, si ritrovano in una piccola piazza della loro città, nei pressi di una grossa fontana. In quel momento il telefono di Fred comincia a comportarsi in modo strano... Seguendo le indicazioni dello smartphone, si addentrano in un bosco dove, nelle acque di uno stagno alimentato da una cascata, trovano uno scrigno contenente una strana moneta dall'aspetto antico. La missione si direbbe conclusa. Eppure, quello che sembra soltanto l'ennesimo tesoro recuperato si rivela ben altro: una chiave capace di schiudere qualcosa di molto più grande e di trasformare i due fratelli nei protagonisti di un'incredibile avventura, un'inarrestabile sequenza di sfide, labirinti, codici e indizi al cospetto dei quali soltanto il tuo aiuto, lettore, potrà permettere loro di trovare di volta in volta una soluzione, e condurli a una verità finale.
Semestrale della Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna.
Il numero 3/2026 di Limes, in uscita l’11 aprile, è dedicato alla guerra tra America, Israele e Iran, e s’intitola In trappola. Il volume fa il punto sulla (non) strategia israelo-americana, sulla riorganizzazione dei poteri all’interno della Repubblica Islamica e sulle conseguenze globali del conflitto, tra economia, energia e potenziali nuovi fronti di guerra. Nella prima parte, intitolata Nel fortino iraniano, il volume si concentra sul fronte persiano, analizzando sia la strategia di Teheran sia il modo in cui la Repubblica Islamica si è riorganizzata internamente. In particolare, l’analisi sarà centrata sul ridimensionamento della leadership religiosa e sulla assoluta centralità dei pasdaran, destinata a sopravvivere alla guerra e a informare di sé l’Iran del futuro. Nella seconda parte, Israele-Usa, per mano nel burrone, il volume analizza la prospettiva americana e quella israeliana. Gli articoli di questa sezione analizzano le visioni strategiche che hanno portato America e Stato ebraico a ingolfarsi in una guerra che difficilmente potranno vincere. E che apre a una nuova configurazione mediorientale, dominata dalle crescenti tensioni israelo-turche. Nella terza e ultima parte - La guerra allarga Caoslandia - il volume fa il punto sulle conseguenze globali della guerra, da un punto di vista energetico, economico e strettamente strategico. Al centro di questa sezione vi sono dunque gli effetti della chiusura di Hormuz, le ripercussioni del conflitto sul Golfo e la possibilità che le ostilità si allarghino coinvolgendo altri attori regionali.
«Guardavo la scena e non riuscivo a credere che una bulgara come me fosse seduta alla destra del presidente degli Stati Uniti.» Dalla Sofia degli anni Trenta alle macerie del dopoguerra, dall’esilio all’America del boom, fino alla Roma del giornalismo internazionale: Maria Kiselova Romersa racconta la propria esistenza come un lungo viaggio attraverso la grande Storia. Nipote del Generale Kiselov, eroe della Prima guerra mondiale, e figlia di un avvocato coinvolto nella diplomazia bulgara, Maria vede crollare in un solo giorno il mondo dell’infanzia: l’arresto del padre, la persecuzione comunista, la fuga, la povertà. Ma proprio da quel crollo nasce la sua seconda vita: costruita con il lavoro, la tenacia e l’incontro con Luigi Romersa, celebre giornalista e compagno di un’avventura umana e professionale straordinaria. Con lui, Maria incrocia figure che hanno segnato un’epoca - da Perón a Lyndon Johnson, da Tito a Salvador Dalí - e restituisce in queste pagine il ritratto vivido di un secolo in movimento.
L’immagine del presidente Donald Trump circondato da una serie di pastori che con le mani alzate invocano su di lui la benedizione di Dio è una delle icone del fondamentalismo evangelico che, in questi anni, si è affermato ed espanso nei cinque continenti. Ma la sua storia non è recente e, dalla polemica antidarwiniana del primo Novecento alle teorie apocalittiche sul conflitto mediorientale che ci condurrebbero alla fine del mondo circolate in questi anni, il fondamentalismo evangelico mostra una lunga e complessa storia che questo volume cerca di ricostruire. All’origine il fondamentalismo evangelico fu una teologia e, soprattutto, un modo di leggere la Bibbia; nel tempo, organizzatosi in associazioni e radicatosi in alcune chiese evangeliche, è diventato anche un soggetto religioso e politico in grado di incidere nello spazio pubblico, anche nel Sud globale.
Per generazioni di ragazzi, il porno è ormai la principale forma di educazione sessuale. Fin da bambini può capitare inatteso sui loro device con un pop-up e ben presto cominciano a cercarlo e a nutrirsene, scambiando per realtà quella che è solo fiction, a volte estrema. Per gli adulti è una forma di intrattenimento come un'altra, magari usata per dare un po' di pepe alla vita di coppia. Risultato: la macchina del porno macina miliardi, grazie a siti che sono tra i più visitati al mondo. Ma si tratta davvero di un mercato qualunque? Questo libro ricco di dati, notizie e interviste ai protagonisti spiega perché no, non lo è. Racconta chi sono davvero i discreti padroni degli aggregatori pornografici. Indaga i percorsi professionali, i meccanismi economici, le implicazioni sociali di un fenomeno cresciuto fino a raggiungere dimensioni colossali. Denuncia le storie di sfruttamento e violenza. Fa chiarezza sui temi più problematici, come l'uso e l'abuso dell'intelligenza artificiale e la compravendita dei nostri dati personali. Senza falsi pudori né pregiudizi, Lilli Gruber mostra in queste pagine come sia il porno a usare noi, e non viceversa. Per invertire la rotta occorre aprire un dibattito, spezzare il silenzio delle istituzioni e chiedere innanzitutto un'educazione sentimentale e sessuale per i nostri figli e misure per la trasparenza delle pratiche economiche del settore. E impegnarci per recuperare i beni preziosi che la peggiore pornografia online ci ha rubato: l'erotismo, il desiderio e la creatività.