The long-awaited and authoritative biography of Pope Benedict XVI, a giant of the Catholic Church.
Benedict XVI: Volume One offers insight into the young life and rise through the Church's ranks of a man who would become a hero and a lightning rod for Catholics the world over. Based on countless hours of interviews in Rome with Benedict himself, this much-anticipated two-volume biography is the definitive record of the life of Joseph Ratzinger and the legacy of Pope Benedict XVI.
Volume I follows the early life of the future Pope, from his days growing up in Germany and his conscription into the Hitler Youth during World War II to his career as an academic theologian and eventual Archbishop of Munich. Volume II, to be published in 2021, will cover his move to Rome under Pope John Paul II, his ascension to the papacy, and his controversial retirement and news-making statements under his successor, Pope Francis I.
This necessary companion to Benedict's own memoir, Last Testament, is the fullest account to date of the life of a radical Catholic leader who has continued to make news while cloistered in retirement in the Vatican gardens.
La Didattica Digitale Integrata non è la risposta a un'emergenza, ma la naturale evoluzione della scuola del XXI secolo, in cui ambiente fisico e ambiente digitale sono pensati come complementari e sinergici. In questo libro abbiamo provato a raccontare, attraverso esempi concreti e con il supporto delle evidenze di ricerca, come si può utilizzare in modo intelligente e creativo l'ambiente digitale per la didattica, valorizzandone al massimo le potenzialità, in modo da aggiungere valore all'esperienza di apprendimento. Nella consapevolezza che non è la tecnologia a migliorare la scuola, ma la visione dei docenti e la loro expertise, l'uso del digitale che vi suggeriamo è fondato su metodologie didattiche che promuovono apprendimento attivo di competenze, favoriscono la motivazione degli studenti e contribuiscono allo sviluppo di atteggiamenti positivi verso l'apprendimento. La nostra guida illustra l'uso di numerosi strumenti sempre pensandoli funzionali a una scuola che si propone di educare alla comprensione profonda, all'esercizio del pensiero critico, alla cittadinanza attiva e interpreta la valutazione come pratica al servizio dell'apprendimento. È un testo che nasce dall'esperienza e all'esperienza vuole tornare, fornendo spunti e lanciando proposte di immediata e facile applicazione nel lavoro quotidiano.
Catalogo del presepe del Comune di Castelli esposto in Piazza San Pietro per le feste natalizie del 2020/21.
Il presepe è la "consegna di pace, di fiducia e di serenità a ciascun essere umano, in un momento di particolare difficoltà sociale".
Che cosa è accaduto dopo la morte di Gesù e com'è nata la religione che da lui ha preso il nome? Fino a che punto gli storici, esaminando fatti e testi e prescindendo da ogni considerazione di fede, possono ricostruire gli avvenimenti che hanno trasformato quel profeta umiliato, ucciso su un patibolo romano, nel fondatore di una delle più grandi religioni? Gesù non ha mai detto di voler fondare una Chiesa che portasse il suo nome, né di dover morire per sanare con il suo sangue il peccato di Adamo ed Eva, ristabilendo l'alleanza tra Dio e gli uomini. Non ha mai detto di essere nato da una vergine che lo aveva concepito per intervento di un dio. Da dove viene allora tutto il complesso apparato di norme, cariche, vestimenti, liturgie, formule, che caratterizza la Chiesa che a lui si richiama? Corrado Augias si confronta e dialoga sulla storia del cristianesimo delle origini con lo studioso Remo Cacitti. Una complessa avventura umana che ha il suo punto di svolta nella figura dell'imperatore Costantino, il primo a trasformare il cristianesimo in uno strumento di potere, opera che sarà poi completata, al termine del IV secolo, da un altro imperatore, Teodosio, che lo renderà religione imperiale. Grazie a questa documentata ricostruzione si giunge a comprendere perché la fede cristiana, che inizialmente era soltanto una corrente minoritaria del giudaismo, sia riuscita a sopravvivere per oltre venti secoli e a imporsi come una delle religioni più diffuse sull'intero pianeta.
Rispondere picche, fare il colpo gobbo, restare al verde, avere la coda di paglia, pagare lo scotto o prendere in castagna... Da dove derivano queste curiose espressioni? I modi di dire fanno parte del nostro modo di parlare, di esprimerci e di essere parte di una comunità. Ogni famiglia ha il suo tradizionale "bagaglio di espressioni" e ciascuno di noi ne usa abitualmente una propria personale selezione. Che siano derivati dalle lingue classiche, da episodi storici o da abitudini popolari, è affascinante scoprire come alcune delle frasi che utilizziamo più spesso nel parlare quotidiano abbiano un significato ben preciso, a volte sorprendente, ben più calzante di quello che pensiamo. Questo libro è un affascinante viaggio nel variegato mondo dei modi di dire: un "dizionario" per un uso più consapevole del linguaggio, divertente da sfogliare e ricco di curiosità. Dal mito alla storia: La spada di Damocle, vittoria di Pirro. Dal greco e dal latino: Alle calende greche, avere delle remore. Dalla religione: Scherzo da prete, stare con i frati e zappare l'orto. Dalla letteratura: Combattere contro i mulini a vento, fare voli pindarici. Dalla vita quotidiana: Sbarcare il lunario, attaccarsi al tram. Diamo i numeri: Quinta colonna, sudare sette camicie. Gergo militare: Fare man bassa. rompere le scatole, Che tempo f, Sole che spacca le pietre, piove, governo ladro! Dallo spettacolo: Cavallo di battaglia, farsi un film. A tavola: Avere l'acquolina in bocca, prendere in castagna. Il corpo umano: Essere in vena, fare orecchie da mercante. Lo sport: Darsi all'ippica, appendere le scarpe al chiodo. I giochi: Rispondere picche, calma e gesso. Regionalismi: Non c'è trippa per gatti; essere una mezza calzetta.
Sette brevi riflessioni su temi estratti dai Vangeli aprono accessi inusuali ad una letteratura ormai convenzionale. Si può dire infatti che la miriade di studi teologici e storici sulla figura di Gesù e sui Vangeli ha causato la perdita del potere affabulatorio dei racconti che gli evangelisti hanno in varia misura e diversa sensibilità fatto propri. L'autore parte da qui per rimettere in scena il dramma che la figura di Gesù ha determinato nell'esistenza di quanti furono coinvolti nella sua vita. I Vangeli, in questo senso, fanno rivivere ai credenti questa esperienza sconvolgente attraverso la concretezza dei racconti.
I telegrammi di Talat Pasha, l'architetto del Metz Yeghern - il Grande Male -, qui tradotti per la prima volta in lingua italiana, non lasciano dubbi: quello patito dagli armeni fu un genocidio, il primo del XX secolo. Taner Akçam, coraggioso intellettuale e storico turco, rifugiatosi negli Stati Uniti per la sua lotta per la verità, ancora oggi insopportabile per il regime di Ankara, ha lavorato su preziosi ed eloquenti documenti originali inediti, restituendo con precisione al lettore, passo dopo passo, istruzione dopo istruzione, le varie fasi di preparazione, innesco e divampare dello sterminio. Una macchina della morte su ampia scala affidata alla carta e all'inchiostro, intrisa del sangue di oltre 1.500.000 vittime. L'Opera fondamentale di Akçam ci fa entrare nei meandri dell'organizzazione genocidaria e nella logica dei carnefici. Il negazionismo di Stato che cerca di giustificare, ridimensionare o del tutto misconoscere questo immenso buco nero della Storia, su cui affonda la nostra contemporaneità sia in Europa sia nel Medio Oriente, è qui messo definitivamente con le spalle al muro.
Micromega è una rivista di cultura, politica, scienza e filosofia fondata nel 1986 da Giorgio Ruffolo e Paolo Flores d'Arcais. È principalmente incentrato su Michel Foucault e sul suo concetto di biopolitica, questo almanacco di filosofia di MicroMega. La pandemia ha infatti riportato alla ribalta quel pensiero che fa capo al filosofo francese e che ha avuto un enorme successo negli ultimi decenni, specie in alcuni ambienti del pensiero filosofico-politico di sinistra. Si tratta di un successo giustificato da una reale portata innovatrice? Ne dubita il direttore di MicroMega Paolo Flores d'Arcais che in una lettera a Roberto Esposito, tra i principali esponenti della biopolitica in Italia, si lancia in una appassionata invettiva contro quello che in definitiva non sarebbe altro che contraddizione e vuoto filosofico. Esposito risponde, rivendicando invece la capacità creativa ed ermeneutica di alcuni concetti foucaultiani, senza i quali la comprensione del presente sarebbe ben più ardua. Uno scambio su cui MicroMega ha invitato a esprimersi alcuni fra i più autorevoli filosofi italiani e stranieri: Jean-Luc Nancy, Carlo Sini, Gloria Origgi, Massimo Donà, Carlo Galli, Fernando Savater, Sergio Givone, Miguel Benasayag, Franca d'Agostini, Josep Ramoneda, Maurizio Ferraris e Stephen Holmes. Inoltre, un saggio in cui Wolfgang Streeck ripercorre gli approfonditi e rigorosi studi sulla guerra e la tecnologia di Friedrich Engels, in occasione del bicentenario della sua nascita; l'ampia recensione a firma di Stefano Petrucciani dell'ultima, monumentale opera di Jürgen Habermas, nella quale il filosofo tedesco tira le fila di un discorso sul rapporto fra religione e filosofia che lo accompagna da diversi anni; il dialogo sulla socialità umana tra il biologo statunitense Mark W. Moffett e Telmo Pievani; e il "reportage" dal Tribunale di Norimberga firmato dai giornalisti di Die Zeit Moritz Aisslinger e Tanja Stelzer, in cui - a 75 anni dal suo inizio - quattro testimoni di quel processo storico ci conducono in un viaggio della memoria. Completa il volume un inedito di Voltaire, presentato da Marco Menin: il breve trattato De l'âme, nel quale il filosofo francese approfondisce uno dei temi più controversi della filosofia del XVIII secolo, la natura dell'anima.
Molte persone si sentono come in una palude. Impantanate in una situazione sentimentale, professionale, emotiva, esistenziale... Si sentono infelici, insoddisfatte, non si vanno bene. Per uscire evocano cause, compiono sforzi, si affannano alla ricerca di appigli razionali. Ma così non fanno che peggiorare le cose. L'unico modo che abbiamo di uscire da una situazione che non ci piace è affidarci alla magia, riconnetterci col nostro lato sottile, col divino, con la fiaba, col sogno, liberandoci dalla dittatura delle cause. Recuperare una parte antica che abbiamo dimenticato. Tutti i nostri disagi sono legati a essa. La sola via d'uscita passa da lì. "Abbiamo coperto di polvere, strati su strati, la nostra essenza, al punto che non la vediamo più e finiamo per pensare che non esista neppure. Senza la visione cosmica del pensiero magico siamo maledettamente soli, chiusi nel nostro Io, nei nostri pensieri. La nevrosi, con le sue ansie, le paure, le angosce, è il canto, l'ultimo canto dell'anima che cerca di spazzare via la gabbia in cui ci siamo rinchiusi. La soluzione è ricordarsi che siamo abitati da un sapere misterioso, che agisce tra gli spazi più profondi dell'inconscio. Qualsiasi cosa accada, qualsiasi problema ci turbi, c'è un fondamento nascosto che sta sviluppando la nostra identità più profonda. Solo dentro di lei abitano saperi che ci fanno uscire dalle situazioni più difficili.".
Due amici, un prete cattolico, Rocco D’Ambrosio, e un giornalista agnostico, Riccardo Cristiano, si scrivono scambiandosi le loro impressioni sull’enciclica Fratelli tutti di papa Francesco. È un dialogo serrato e sincero in cui, esprimendo dubbi e apprezzamenti e restituendo la propria formazione e storia personale, i due autori affrontano i temi della lettera apostolica: il significato della fratellanza oggi, il pluralismo, la funzione sociale della proprietà, il globalismo e il localismo, l’economia che crea scarti e ingiustizie, la politica e il populismo, il ruolo delle religioni, l’uso corretto e costruttivo dei mezzi di comunicazione sociale e il “grande tema” del lavoro. Un dialogo a 360 gradi: come suggerisce lo stesso papa Francesco, «il futuro non è monocromatico».
RICCARDO CRISTIANO
Giornalista e vaticanista, dopo essersi occupato a lungo di politica estera ha lavorato al Giornale Radio Rai coordinando l’informazione religiosa. Collabora con «La Stampa», «Reset», «Formiche». Si occupa di dialogo interreligioso ed è presidente dell’Associazione giornalisti amici di padre Dall’Oglio. Ha pubblicato: Tra lo scià e Khomeini (2015); Paolo Dall’Oglio. La profezia messa a tacere (2017); con Castelvecchi, tra gli altri, Siria. L’ultimo genocidio (2017) e Bergoglio o barbarie (2020).
ROCCO D’AMBROSIO
Ordinario di Filosofia Politica presso la facoltà di Filosofia della Pontificia Università Gregoriana a Roma, insegna Etica della Pubblica Amministrazione presso il Ministero dell’Interno. È presidente dell’Associazione Cercasi un fine, che si occupa di formazione politica. Tra i suoi saggi ricordiamo: Ce la farà Francesco? La sfida della riforma ecclesiale (2016; tradotto in inglese, spagnolo e portoghese), e Formare alla politica. L’esperienza di Cercasi un fine (2020).
In data 11 dicembre 2020, in Gazzetta Ufficiale è stato pubblicato il bando di concorso per l'assunzione di 2700 unità di personale non dirigenziale a tempo indeterminato per il profilo di Cancelliere esperto, da inquadrare nell'Area funzionale Seconda, Fascia economica F3, nei ruoli del personale del Ministero della Giustizia-Amministrazione Giudiziaria. La selezione si svolge per titoli e colloquio orale. La prova orale consisterà in un colloquio interdisciplinare volto ad accertare la preparazione e la capacità professionale dei candidati e verterà sulle seguenti materie: - elementi di diritto amministrativo (con particolare riferimento al procedimento amministrativo, al pubblico impiego e alle diverse responsabilità dei dipendenti pubblici), - normativa anticorruzione e trasparenza nella pubblica amministrazione (con particolare riferimento alla legge 6 novembre 2012, n. 190 e al decreto legislativo 14 marzo 2013, n.33), - elementi di diritto processuale civile, - elementi di diritto processuale penale, - elementi di ordinamento giudiziario, - nozioni sui servizi di cancelleria, - conoscenza della lingua inglese, attraverso una conversazione che accerti il possesso di competenze linguistiche almeno al livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento per le lingue; - conoscenza delle tecnologie informatiche, nonché delle competenze digitali volte a favorire processi di innovazione amministrativa e di trasformazione digitale della pubblica amministrazione, attraverso una verifica attitudinale di tipo pratico.