La prima generazione di figlie di immigrati, nata o cresciuta in Italia, racconta la propria identità divisa, a cavallo tra il nuovo e la tradizione, una identità obliqua, preziosa, su misura. Quattro voci, Otto storie, molte culture. L'incrocio dei mondi e delle esperienze, tra integrazione e diversità, accoglienza e rifiuto. Tra noi e loro. La raccolta è stata curata da Flavia Capitani e Emanuele Coen.
García Márquez ha saputo innestare i modi e il respiro del grande romanzo ottocentesco nella realtà politica dell'America latina. In questo volume, curato da Rosalba Campra, sono raccolti i testi narrativi scritti tra il 1955 e il 1967. Introduzione di Cesare Segre.
"Nonostante l'apparenza, quest'opera non è un libro, ma una presa di posizione: una forma di vita, un modo di pensare, di guardare, di incamminarsi. Il motivo conduttore che lo anima trae origine dall'incipit di un'egloga di Virgilio, Lentus in umbra: chi sta percorrendo la propria esperienza di scrittura e di vita, sa che le parole non sono semplicemente a sua disposizione, ma vanno scoperte "lentamente nell'ombra". Poiché solo chi dona l'ombra alla sua parola le dona anche il senso. Questo nuovo libro di Handke irradia una forza inafferrabile: essa racchiude tutta l'esperienza poetica che è all'origine delle opere che ha fatto nascere, così come della vita che avrà fatto pulsare con la loro lettura." (Paolo Perticari)
Due amici. L'amante di entrambi. Un omicidio. Ramon, fanatico cattolico, ossessionato dall'idea di peccato, e Theo, generoso, responsabile, razionale, sono due amici che, oltre ad aver condiviso mille avventure, dividono la medesima amante, Leila, creatura libera e selvaggia, riluttante a qualsiasi legame stabile. Tornando da un viaggio, Theo trova Leila assassinata e sfregiata. L'accusa ricade sul suo amico Ramon che, inspiegabilmente, confessa il delitto. Ma la polizia non appare convinta della confessione di Ramon e Theo si rende presto conto dell'assurdità della confessione dell'amico. In un Messico assolato e ambiguo, l'autrice costruisce una trama fitta di colpi di scena, affondando la propria penna nelle pieghe più intime dell'animo umano.
A dispetto dell'eleganza stilistica, della sobrietà del linguaggio, del tono sicuro con cui Forster scandisce il ritmo della vita dei protagonisti, ognuno dei suoi libri trasmette una lieve inquietudine e un vago senso di precarietà. Con grande sottigliezza e acume lo scrittore inglese è capace di svelare le convenzioni sociali e i pregiudizi morali che imprigionano la sensibilità e che mettono in crisi i rapporti tra gli uomini.
Preziosi strumenti di informazione e di lavoro per capire, studiare, amare i classici di ogni tempo e procedere a nuove esperienze e scoperte letterarie.
Un principe raffinato e privo di scrupoli, un artista tormentato, principesse, amanti, delatori, servi corrotti e giovani innocenti popolano la teatrale corte del Rinascimento italiano in cui si svolge l'azione. Protagonista è il Nano di corte ed è attraverso il suo sguardo cinico e arrogante che è vista la vicenda e i personaggi. Malefico deus ex machina, è l'incarnazione della mediocrità che odia il buono e il bello e corrompe e snatura tutto, misurandolo con il suo metro limitato e deforme. Lagerkvist racconta una delle sue parabole sull'oscuro agire delle forze del male nell'uomo e le misteriose vie del riscatto.
Due culture diverse poste a confronto attraverso il cibo. Un'estesa famiglia indiana, composta di zie strambe e cugini inetti, ha i suoi opposti nelle sorelle Uma e Aruna. La prima, più anziana, oppressa dal devoto stuolo di parenti, ancora non riesce a lasciare il nido e guarda con disappunto la minore che, impalmato il rampollo giusto, va costruendo una famiglia perfetta. La scena si sposta in Massachusetts: là il figlio di Aruna osserva, pieno d'incredula nostalgia, la sconcertante vita della famiglia Patton dove gli uomini si abbuffano di carne e le donne sono tutte anoressiche. A confronto due diversi mondi: il cuore compatto e soffocante di una famiglia indiana e la gelida, indifferente libertà di un nucleo familiare americano.
Fernanda lascia in eredità alle quattro figlie e ai nipoti i beni che le sono appartenuti in vita. E intorno all'eredità e alla contrastata divisione dei lasciti materiali della donna, ruota, in apparenza, questo nuovo libro di Silvia Ballestra. Anche perché le figlie di Fernanda sono venute su litigiose, fra piccole manie, rivalità e gelosie che, guardate dalla prospettiva dei nipoti - e di una nipote in particolare, di cui l'autrice sposa il punto di vista - continuano a generare una quantità di conflitti grandi e piccoli, ripicche, smanie e belligeranze, spesso, di tutti contro tutti. Una singolare saga familiare al femminile, allegra e sentimentale e non priva di follia, che gioca su vari registri, dall'elegiaco al comico e all'auto-ironia.